Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Come proibire alla FSSPX ciò che è consentito al Partito Comunista Cinese: la dottrina della tolleranza selettiva

Di INFOVATICANA | 3 febbraio 2026
Mentre si lamenta che una confraternita sacerdotale cattolica consacri vescovi per garantire i sacramenti ai fedeli cattolici, il Partito Comunista Cinese – ateo, materialista e ufficialmente ostile alla fede – ordina vescovi a suo piacimento da anni, ignorando persino il già deplorevole accordo firmato con Roma. E non succede nulla. O meglio, succede esattamente il contrario: la gente sorride, dialoga, rinnova la fiducia e amplia il margine di tolleranza.
Leggi anche: La FSSPX annuncia che consacrerà nuovi vescovi il 1° luglio 2026
La domanda non è retorica, è giuridica e morale. Se il regime comunista può imporre vescovi senza mandato papale ed essere comunque trattato come un valido interlocutore, con quale logica si può applicare un criterio più severo a una fraternità che non nega dogmi, non predica il sedevacantismo e non risponde a un comitato centrale marxista, ma piuttosto a una concezione – discutibile, certo – di oggettiva necessità sacramentale?
La Chiesa contemporanea ha sviluppato una curiosa teologia pratica: la disobbedienza è tollerata quando è accompagnata dal potere politico e sanzionata quando proviene da una struttura ecclesiale scomoda. Il problema non è la consacrazione senza mandato; il problema è chi la esegue. Quando è il Partito Comunista a ordinare, si parla di “contesto complesso”. Quando è la FSSPX a ordinare, si parla di “rottura”. La differenza non è teologica: è geopolitica.
È difficile spiegare ai fedeli perché Pechino possa produrre vescovi sottomessi al regime e intrattenere un dialogo privilegiato con Roma, mentre una fraternità nata proprio dal collasso dottrinale e liturgico seguito al Concilio viene trattata come una minaccia all’ordine ecclesiale. È ancora più difficile quando questi stessi fedeli vedono parrocchie tradizionali chiuse, cresime proibite, ordinazioni bloccate e interi apostolati sospesi per mera decisione amministrativa.
La Fraternità non ha agito nel vuoto. Ha agito in un contesto in cui Roma ascolta molto, promette poco e non garantisce quasi nulla. E quando l’accesso stabile ai sacramenti dipende dai capricci del vescovo in carica, le decisioni cessano di essere ideologiche e diventano decisioni di sopravvivenza pastorale. Non è bello. Non è ideale. Ma non è nemmeno incomprensibile.
Se il criterio ultimo è la tolleranza pragmatica per evitare mali maggiori, allora dovrebbe essere applicato con coerenza. Se è accettabile che il Partito Comunista Cinese nomini vescovi per mantenere un canale di dialogo, è intellettualmente disonesto scandalizzarsi quando una confraternita cattolica consacra vescovi per garantire che i suoi membri non vengano privati di conferme o ordinazioni. Il metro di giudizio non può dipendere dal colore della bandiera.
Forse il problema non è la FSSPX. Forse il problema è che, attraverso azioni ripetute, hanno dimostrato che l’autorità non si esercita più governando, ma gestendo le eccezioni. E quando le eccezioni diventano la norma, altri imparano la lezione. Alcuni con la tessera del Partito. Altri in tonaca.
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6 commenti su “Proibire alla FSSPX quello consentito al Partito Comunista Cinese. Tolleranza Selettiva. Infovaticana.”
Ringrazio il giornalista americano John Henry Wuesten per il suo coraggio nel mettere in luce la VERITÀ sulla falsa chiesa massonica di JMB e Prevost con prove documentali.
Ascoltate con attenzione questo breve video in italiano ⬇️
https://youtu.be/WMarmMZzrBY?si=RHmoEPQHU4kS6PcZ
Il paragone con la Cina è improprio, in quanto là si consacrano vescovi per delle diocesi, mentre qui si consacreranno vescovi per quella che è e vuole restare una “fraternità sacerdotale”. Quale altra fraternità sacerdotale richiede al Vaticano di avere propri vescovi? Risposta: Nessuna. Neanche quelle stile FSSP o Istituto Cristo Re SS.
La FSSPX chiarisca dunque prima di tutto e finalmente che cosa ritiene di essere senza ambiguità (afferma di essere fraternità in teoria ma si comporta come “chiesa” alternativa nella pratica: vescovi, distretti-diocesi, priorati-parrocchie, tribunale ecclesiastico per le nullità matrimoniali ed altre censure ecc).
Poi richieda al Vaticano la trasformazione in Ordinariato o Diocesi stile Campos. Solo allora potranno esserle concessi dei vescovi. Fino ad allora però ci risparmi il balletto stucchevole dei finti dialoghi, finte richieste di permesso, dinieghi, drammi e strappi. E segua invece la via di Mons. Williamson che, convinto in coscienza, consacrò vescovi senza chiedere permesso a nessuno.
Da cattolici occorre parlare con chiarezza, senza sconti ma anche senza caricature.
La consacrazione episcopale senza mandato pontificio è un atto oggettivamente illecito e non può essere giustificata invocando una presunta necessità pastorale. La continuità dei sacramenti è un bene essenziale, ma non è mai disgiunta dalla comunione gerarchica: separare le due cose significa snaturare la costituzione stessa della Chiesa.
La Fraternità San Pio X non è un regime persecutorio né una Chiesa sotterranea priva di alternative. È una realtà ecclesiale che opera dentro la Chiesa cattolica e che, proprio per questo, non può arrogarsi un potere che appartiene al Papa solo. La necessità percepita può spiegare una scelta, ma non la rende legittima. In ambito cattolico, la necessità non crea il diritto.
Invocare il paragone con la Cina è fuorviante. La tolleranza diplomatica verso ordinazioni imposte da un regime ostile alla fede non equivale a una loro approvazione morale, né costituisce un precedente ecclesiale. È una tolleranza di un male esterno, non una norma per la vita interna della Chiesa. Usarla per giustificare atti compiuti da cattolici contro la disciplina cattolica è un errore di categoria.
Il punto decisivo è questo: non si difende la Tradizione violando la forma visibile della comunione. Quando una fraternità decide unilateralmente di “supplire” all’autorità, smette di testimoniare una crisi e inizia a produrla. Anche se le intenzioni sono sincere. Anche se le diagnosi su molte derive contemporanee non sono infondate.
Un cattolico può comprendere il disagio, denunciare gli abusi di governo, criticare duramente Roma.
Ma non può approvare una scelta che, di fatto, sostituisce il giudizio privato all’autorità apostolica. Questo non è rimedio alla crisi: è un precedente pericoloso.
La Tradizione non si salva contro Pietro.
Si soffre per Pietro, si resiste con Pietro, si parla a Pietro.
Ma non si consacrano vescovi al posto suo.
Forse il problema è la gerarchia bergoglian-prevostiana del tutto antitetica alla FSSPX, malgrado questa, curiosamente, non riconosca i CV II ma riconosca come papi validi tutti quelli post-conciliari che hanno applicato e stanno applicando il … CV II.
In ogni caso, come si dice, le chiacchiere stanno (dovrebbero stare) a zero. Sarebbe ora di finirla con le ambiguità pluridecennali in merito: o è cattolico il bergoglian-prevostianesimo del giubileo lgbt (per dirne una) o è cattolica la FSSPX.
Un ibrido sarebbe una pezza a colore peggiore dello squarcio.
Enrico, lei coglie subito la palla in balzo quando c’è da attaccare la Chiesa Romana. Ma non militava per Minutella? Veda che cosa pensino i lebfreviani del minus ? Comunque, il Suo aut aut è falso e serve solo a semplificare ciò che, nella Chiesa cattolica, non può essere semplificato.
La Chiesa non funziona per contrapposizioni ideologiche: non esiste un “o il bergoglian-prevostianesimo o la Fraternità San Pio X”.
Esiste la Chiesa cattolica, con un Magistero legittimo che può essere criticato, contestato e persino resistito in singoli atti, ma non sostituito.
Il punto che Lei evita è questo:
la Fraternità afferma di riconoscere i Papi post-conciliari, ma agisce come se il Papa non avesse l’autorità di governare l’episcopato. Qui sta la contraddizione, non nel Concilio Vaticano II.
Non si può riconoscere il Papa e poi comportarsi come se il mandato episcopale fosse opzionale.
Quanto al Vaticano II: si possono discutere testi, interpretazioni e abusi applicativi, e spesso a ragione. Ma il problema non si risolve creando una giurisdizione parallela. Questa non è resistenza cattolica: è supplenza arbitraria.
Infine, lo slogan “o l’uno o l’altro” è comodo ma sbagliato.
Il cattolico non sceglie tra due caricature.
Rigetta gli abusi pastorali senza distruggere la forma visibile della comunione.
Resiste senza usurpare l’autorità.
La Fraternità non è cattolica contro Roma.
E Roma non diventa non cattolica perché governa male.
La Chiesa non si salva con i colpi di mano.
E nemmeno con gli slogan
Per la Dottrina Cristiana chi, come la Comunità S. Pio X, si ostina a non riconosce il legittimo l’ultimo Romano Pontefice BXVI che mai ha abdicato è già reo do SCISMA.
E se poi si ostina a far parte della chiesa massonica al potere dal 2013 per S. G. 2 è pure complice delle sue opere inique!
Eppure basterebbe leggere questa sintesi molto ben fatta, per capire che, se dal 2013 Parolin era il braccio destro di Bergoglio…
adesso è il vero regista della falsa chiesa al potere, affinché si perseguino gli stessi obiettivi di Jmb.
https://collegeofcardinalsreport.com/it/cardinali/il-cardinale-pietro-parolin/
Solo qualche esempio:
◾Se Prevost, in linea con Bergoglio, ha confermato di recente la nomina di un altro vescovo scelto dal partito comunista cinese… è per rispetto all’accordo stipulato fin dal 2018 col Vaticano, attraverso il segretario di Stato Parolin, che ha affidato al governo comunista cinese la gestione della chiesa locale.
https://lanuovabq.it/it/la-cina-prova-a-stringere-il-cappio-attorno-alla-chiesa-di-hong-kong
◾Solo il cardinale emerito di Hong Kong, Joseph Zen si è opposto fin dal primo accordo tra Cina e Vaticano e aveva CHIESTO LE DIMISSIONI DEL SEGRETARIO DI STATO PAROLIN, affermando che qualsiasi accordo con Pechino equivarrebbe a un TRADIMENTO della fede cattolica.
https://www.reuters.com/article/world/leading-asian-cardinal-calls-for-vatican-foreign-minister-to-resign-over-china-d-idUSKCN1M025B/
◾Arresto del Cardinale Zen in Cina e l’odierna Ostpolitik in vaticano – Europa Cristiana https://share.google/nLd9U8BHqEKalpHYY
◾in sintesi
https://youtu.be/EvOIUqn6L04?si=RlKdxGmQQOjE1tfC
◾Il 15 giugno 2018 il cardinale PAROLIN ha partecipato alla riunione del BILDERBERG, la loggia massonica più potente al mondo!!!
https://www.ncregister.com/blog/vatican-official-explains-why-cardinal-parolin-attended-bilderberg-meeting
Parolin e Di Bernardo.
◾Da parte dell’amico Di Bernardo prima del conclave 2025:
“Se la Chiesa ha ancora un barlume di razionalità deve eleggere papa Pietro Parolin.
È l’unico modo per restituirle autorevolezza”. Parola di Giuliano Di Bernardo, “buon amico” del segretario di stato vaticano: filosofo e massone, Di Bernardo è stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia prima di fondare la Gran Loggia […]
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/05/03/il-massone-il-mio-am-ico-parolin-come-papa/7973205/
11 Gennaio 2019
Tra le dichiarazioni che il Gran Maestro filosofo massone Giuliano Di Bernardo ha rilasciato (oggi) durante l’udienza al processo ‘Ndrangheta stragista in corso, davanti alla Corte d’Assise di Reggio Calabria…
ha poi raccontato di non aver avuto rapporti con il Vaticano quando era Gran Maestro del GOI:
“Ma nel 2002 quando avevo costituito l’Accademia degli Illuminati, ricevetti richiesta di includere un rappresentante del Vaticano nell’Accademia e mi proposero un signore bulgaro, capo dei servizi segreti e diplomazia, personaggio che aveva seguito la pista bulgara dell’attentato al Papa”
ha detto rivolgendosi alla Corte. E conclude:
“Lui mi disse che in Vaticano c’era una persona che mi voleva conoscere personalmente e mi ritrovai di fronte il Sottosegretario agli Esteri PIETRO PAROLIN.
C’è stato subito SINTONIA SULLE COSE DA FARE.
Più volte sono tornato li e ho aiutato PAROLIN a risolvere un problema con GOVERNO CINESE di qualche anno fa”. (faccio notare che il primo accordo tra Governo comunista (Drago rosso) e la chiesa cinese fu sottoscritto nel 2016 dal card. Parolin (vero regista della massoneria ecclesiastica in collaborazione della massoneria politica).
https://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-ndrangheta-stragista/72954-ndrangheta-stragista-il-rapporto-massoneria-mafia-raccontato-dal-gran-maestro-di-bernardo.html
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