Se persino Dagospia si Stupisce di Ciò che Pubblica l’Osservatore Romano…Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su certa stampa cattolica e le sue derive…Buona lettura e diffusione.

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Ho conosciuto Roberto D’Agostino nella redazione di Domenica in, tanti, tantissimi anni orsono. Collaborava, giovanissimo, un ragazzo appena, con il programma  che quell’anno   aveva per presentatrice Marisa Laurito e per regista Gianni Boncompagni. D’Agostino, già allora, era eccentrico, divertente, si vestiva per farsi ammirare e parlava con un suo modo strascicato, che  lo faceva parer dall’altra sponda (ma non lo era per niente proprio, infatti ha sposato la sorella di una mia compagna di classe in piena Romabene, come si diceva allora…). Va bene, Benedetta, ora basta  chiacchiere nel vento e vai al sodo.

Sì, sì certo. Il punto è che ogni tanto, così per antica consuetudine, io mi faccio un giretto virtuale nel sito di D’Agostino che si intitola Dagospia e che raccoglie tutto il peggio che succede nel nostro sconsolato Paese dove il Vaticano ha smesso di fare da kathekon alla rovina che lo squassa e anzi partecipa a spingere nel burrone i peccatori.

Scorro gli articoli e c’è davvero di tutto e di che saltar sulla sedia. Lo ho fatto anche stamane, quando ancora il sole si nascondeva dietro la collina e mi preparavo a scendere alla marina. Noooo. Leggo, sconcertata, che il signor Andrea Monda, giornalista, nipote dell’ex ministro Misasi, ora direttore dell’Osservatore romano si è inventato con Francesco (allora ancora vivo) una rubrica detta “I racconti del sabato”.

Oh che bella idea. Di certo saranno storie edificanti, piene di Gesù e di Maria Santissima. Sì, una parola, è tutto il contrario!! E persino il nostro Dago si è stupito  di leggere certe oscenità sul quotidiano della Santa Sede. Ma prima di continuare sentite il cioeare sessantottesco del Monda che spiega la sua “iniziativa”: “Papa Francesco ci ha ricordato che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. Cioè, vedo ggente, ggiro, faccio cose…

Oh benissimo, ma andiamo a leggerli questi racconti e citiamo (poiché sono esclusiva per gli abbonati e io non sono abbonata)  quello di cui scrive Dagospia. E’ di una tale Evelina Santangelo, autrice Einaudi, ma non occorre aggiungere altro, passiamo alla sua prosa: “Era un uomo soddisfatto, Benny Tompson. Gli ultimi esami avevano dimostrato che, grazie al settimanale elettroshock del pene, stava migliorando incredibilmente i tempi della sua erezione notturna: da 2 ore e 13 minuti a 3 ore e 30 minuti”.  Che stile, che grazia, sì, proprio un testo adatto all’Osservatore romano.

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5 commenti su “Se persino Dagospia si Stupisce di Ciò che Pubblica l’Osservatore Romano…Benedetta De Vito.”

  1. Non Metuens Verbum

    Un ricordo personale: io bambino che accompagno il mio babbo nell’ufficio di un signore gentilissimo che ringrazia il mio babbo per un articolo da pubblicare che gli ha appena portato.
    Era Enrico Zuppi; mentre celebrano l’anniversario dell’Osservatore Romano, ho ricordato l’Osservatore della Domenica, il supplemento al quale collaborò anche babbo Michele Giampietro, con i suoi articoli, e ho scoperto che la collezione si può consultare on line sul sito dell’Osservatore Romano.

  2. Questa nuova Benedetta militante, dopo i romantici e sognanti pezzi dalla Sardegna bucolica, ci piace assai. Tira fuori le unghie!!! Sei sempre originale e interessante, anche se la notizia l’avevamo già letta su Dagospia (che leggono tutti, vip e poveracci, preti vescovi e cardinali). Il povero Monda dovrebbe imparare da D’ago e anche da te… Sicuramente un tuo raccontino sarebbe zero porno e molto arguto, del tutto godibile, oltre che lucido ed essenziale nei suoi giudizi veramente cattolici. Bravissima.

  3. Purtroppo, non ricordo più il nome dei protagonisti, ma molto tempo fa, diciamo anni sessanta del secolo scorso, un influente politico italiano si era lamentato con un altrettanto influente cardinale di curia per il contenuto di un articolo apparso su l’Osservatore romano. La risposta dell’eminenza fu questa: “Ma come, onorevole, lei legge l’Osservatore romano?”.

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