Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, da un amico fedele del nostro sito, B.D.R., riceviamo questo messaggio che ci sembra importante portare alla vostra attenzione…buona lettura e condivisione.
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Caro Tosatti,
ho redatto questo libretto che vado a presentare a lei e ai lettori del suo blog dopo aver constatato che da molto tempo, quasi sempre, nelle omelie dei funerali viene predicato che all’atto della morte si va direttamente in Paradiso. Spesso sono apologie del defunto “santo subito”. Il Purgatorio, verità cattolica, è passato di moda; ma questo è grave perché priva i defunti del nostro aiuto e priva noi della loro
riconoscenza e intercessione una volta che hanno raggiunto il Paradiso.
Ovviamente nessuno dirà mai che la persona deceduta potrebbe essere meritevole di andare all’Inferno (ci sono persone pubbliche che sono morte rifiutando i sacramenti), però si dovrebbe dare credito a quanto ha rivelato la Santa Vergine Maria a Fatima: molti vanno all’Inferno, pochissimi direttamente in Paradiso, la gran moltitudine va in Purgatorio.
Ecco perché mi sono sentito in dovere di esortare: Facciamoli uscire da lì. Nel sottotitolo ho spiegato: Apriamo le porte del Purgatorio. Opera gradita al Signore, acquisto di grandi meriti e riconoscenza eterna dalle anime liberate. Vi pare poco?
Il Purgatorio non è, come superficialmente molti credono (se ci credono), un tranquillo “deposito” prima di andare in Paradiso. È un severo luogo di espiazione e purificazione, le anime purganti non vedono l’ora di uscirne e si affidano alle nostre
preghiere per abbreviarne il tempo.
Il libro inizia con la Bibliografia, è un po’ strano, ma ho voluto rendere evidente subito che non è farina del mio sacco, sarebbe poco interessante. Il mio contributo è stato solo quello di assemblare gli insegnamenti cattolici di autorevoli autori e di
molti santi.
Padre Serafino Tognetti, che ringrazio per l’autorevole prefazione, ha scritto: “Di tanti libri e libretti scritti sul Purgatorio, questo ha il pregio della sinteticità e del compendio: in poche parole il lettore viene indirizzato sulla via giusta. Così otterrà un duplice beneficio: capire la realtà del Purgatorio, vivere per evitare poi di andarvi in seguito e, secondariamente, di ricordarsi sempre delle anime che aspettano il nostro aiuto e la nostra carità.”
Con la speranza di aver contribuito a ridurre le pene di qualche santa anima purgante (mi aspetto quindi che parlerà bene di me in Alto…), ringrazio per l’attenzione e
invito ad associarsi all’impresa.
Magari si potrebbe regalare il libretto a qualche parroco, per farlo meditare sul fatto che non tutti i defunti sono “santi subito”, ma vanno aiutati a diventarlo presto.
Grazie per l’attenzione.
Bernardo Del Rio
FACCIAMOLI USCIRE DA LÌ !
di Bernardo Del Rio – prefazione di P. Serafino Tognetti
edizioni Etabeta € 12,00 pag. 120
Si può richiederlo all’editore, nelle librerie o, scontato, all’autore sul sito:
https://arcangelosanmichele.altervista.org/facciamoli-uscire-da-li/
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3 commenti su “Facciamoli Uscire! L’Importanza della Preghiera per le Anime in Purgatorio. Libro di Bernardo Del Rio.”
Domanda: le anime del Purgatorio (anime benedette) si conoscono tra loro ? Sono grate dei rispettivi suffragi e aiuti ?
Come dice, oggi andare a un funerale è un’angoscia. L’idea di suffragio, di espiazione, di intercessione, completamente assente. Celebrante che non si limita a ignorare i Novissimi, ma che anche richiesto di menzionarli, si rifiuta esplicitamente .
Grazie a Dio ci sono ancora cattolici che usano intercedere per i defunti e raccomandarsi alle anime sante del Purgatorio, con testimonianze storiche di loro interventi. Ho una domanda: Le anime purganti, tra loro, si conoscono, interagiscono ? Se arriva in Purgatorio uno che in vita era stato loro devoto, lo riconoscono e lo accolgono ? Lo sostengono e consolano, come da lui erano state sostenute e consolate ?
Lo scrivente ha letto: “Anna Caterina Emmerich, tra visioni di Santi, Angeli e Aime del Purgatorio”. In tale opera la Emmerich interviene soprattutto per liberare le anime dal purgatorio, attraverso la preghiera, l’accettazione delle proprie sofferenze che giunge anche ad imporsene liberamente di nuove, pur di liberare le anime, ad esempio ella racconta di voler soffire la sete, pur di dar sollievo alle anime purganti. Talvolta dette anime chiedono alla Emmerich di intercedere per i propri cari ancora in vita, al fine di evitar loro le sofferenze del purgatorio o addirittura di evitare ad essi l’inferno. Che altro dire? Riflettere sul concetto di comunione dei santi, leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica, e, su un piano diverso, la divina commedia (Dante trasforma il pensiero tomistico aristotelico in pagine immortali di letteratura) ed i mistici.
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