Orrore! L’Iran non Lotta per la Minigonna. Svelare le Balle di Giornali e TV. Alessandro Orsini.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo postato su Facebook dal prof. Alessandro Orsini, a cui va il nostro grazie. Riflessioni più che giustificate da quanto leggiamo sui giornali, salvo rare eccezioni, e che toccano punte di delirio – di disgusto per chi legge – come in questo articolo di Giuliano Ferrara, figura esemplare e meritoria, come si evince da questo articolo di Dagospia. La persona adatta a indicare nemici fittizi. E purtroppo non è il solo, nel panorama della stampa e della politica. Chi sperava che votando a destra diminuisse il grado di servilismo verso certi poteri è rimasto purtroppo amaramente deluso. Buona lettura e diffusione.

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L’IRAN NON LOTTA PER LA MINIGONNA
Di Alessandro Orsini
Proverò a demistificare la propaganda della televisione italiana per punti al fine di ristabilire la verità sostanziale dei fatti in uno Stato satellite degli Stati Uniti con un sistema dell’informazione iper-corrotto.
Uno: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna. Indossare o meno la minigonna è un fatto pressocché irrilevante per la quasi totalità degli iraniani. Gli iraniani lottano per non essere trasformati in un popolo di schiavi degli Stati Uniti.
Gli iraniani lottano perché sanno che, con un regime filo-americano, starebbero molto peggio di adesso.
Sanno che, con un regime filo-americano, l’Iran diventerebbe un altro complice d’Israele nel genocidio del popolo palestinese, come l’Italia e la Germania.
Gli iraniani lottano perché sanno che, con un regime filo-americano, l’Iran avrebbe un ministro degli Esteri come Tajani che fornisce sostegno militare a Netanyahu a sterminio in corso e che dice a Rai Tre: “Israele non ha compiuto crimini di guerra” (gennaio 2025).
Gli iraniani lottano contro gli Stati Uniti per non fare schi […] fo; per non essere guidati da un uomo come Trump che progetta la pulizia etnica della Palestina tramite lo sterminio sistematico dei bambini palestinesi.
Due: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna.
Gli iraniani lottano per non fare la fine della Cina dopo le guerre dell’oppio.
Tre: gli iraniani non lottano per indossare la minigonna.
Gli iraniani lottano contro l’Occidente di Trump che disprezza l’Islam e che concepisce i musulmani come un pericolo e come un problema da superare.
Pensare che gli iraniani lottano per indossare la minigonna significa non avere capito niente dell’Iran, dell’Italia, dell’Occidente, del Medio Oriente e della politica internazionale in generale.
Chi afferma che gli iraniani lottano per indossare la minigonna e per essere governati da un regime filo-occidentale è un corrotto dell’informazione italiana, nel senso sociologico inteso nel mio ultimo libro.
Gli iraniani lottano per rimanere musulmani, lottano per conservare le loro tradizioni, lottano per non essere trasformati in un nuovo popolo palestinese o nei nuovi indiani d’America.
Gli iraniani non sono un popolo stupido.
Non passano il loro tempo a preoccuparsi della minigonna o del velo.
Crederlo significa essere razzisti, significa credere che gli iraniani sono cretini.
Gli iraniani amano la libertà.
Ecco perché la quasi totalità degli iraniani lotta contro gli Stati Uniti e contro l’Occidente, non contro Khamenei.
Oggi sento le stesse stupidaggini che sentivo il 24 febbraio 2022: “I russi sono schierati con la Nato contro Putin”.
Il sistema dell’informazione in Italia sulla politica internazionale funziona come nelle dittature.
Il mondo sarà salvato dal coraggio intellettuale e dal pensiero critico.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante il seguente testo "FREEDON"

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1 commento su “Orrore! L’Iran non Lotta per la Minigonna. Svelare le Balle di Giornali e TV. Alessandro Orsini.”

  1. Articolo assolutamente menzognero come quelli che vorrebbe denunciare… Da mie informazioni dirette, la società iraniana è spaccata in due. Ci sono gli anziani che ancora credono nella rivoluzione islamica, ma in una società che è composta di tanti giovani la maggioranza mal sopporta le imposizioni della sharia e soprattutto l’asfissiante presenza dei “preti” e dei loro scagnozzi e spie. Basta dare un’occhiata a Instagram per avere una idea del (de)grado di occidentalizzazione delle giovani generazioni iraniane e del (de)grado di ateismo e indifferenza religiosa tra di esse, che ovviamente non sono una buona cosa ma l’altra faccia della medaglia di una religione imposta con la forza, se non anche con la violenza.
    In questo quadro, sono numerose le conversioni sotterranee al cristianesimo dei giovani, conversioni all’evangelismo e pentecostalismo, dato che la Chiesa Cattolica da tempo evita in ogni modo il “proselitismo”, venendo meno all’obbligo missionario impostole da Cristo (“Andate e battezzate tutte le nazioni”), preferendo ad esso un ecumenismo pavido e di comodo, che fa rivoltare nella tomba tutti quei grandi santi del passato che aspiravano al martirio pur di testimoniare Cristo e di convertire i pagani e gli infedeli.

    C’è poi da aggiungere che la rivoluzione islamica di Khomeini fu essa stessa un prodotto dell’occidente, visto che il personaggio veniva da Parigi dove aveva studiato e si era ideologizzato e aveva imparato i metodi rivoluzionari. E non si possono escludere suoi legami con qualche servizio di paesi occidentali in mano alla sinistra oppure dell’ex Unione sovietica.

    Poi invece si può essere d’accordo con Tosatti sul servilismo dei giornalisti verso certi poteri…

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