Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, abbiamo ricevuto dall’avvocato Giovanni Formicola, che ringraziamo di cuore, questo messaggio che ci sembra possa interessare una platea più ampia del gruppo di amici a cui è stato inviato. Buona lettura e diffusione.
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Il caro amico Paride – uno dei pochi che dopo quasi quarant’anni di militanza comune non mi evita, anzi – mi ha segnalato il breve saggio del pietroburghese, ma di carriera universitaria tutta occidentale, Alexander Etkind, di cui ignoravo l’esistenza (libro e autore). L’ho ovviamente letto – non s’ignorano i suggerimenti degli amici -, faticosamente, non perché sia difficile, ma perché solo il mio stomaco di ferro mi ha evitato di ricorrere al maalox.
L’autore dichiara esplicitamente d’essere “impaziente di assistere alla vittoria schiacciante dell’Ucraina e di vedere i governanti russi giudicati da una corte internazionale”, perché lui non sta “auspicando un crollo della Federazione Russa”, lo sta “predicendo”(p. 124). Quindi, al di là del fatto che, alla stregua di tanto, nessuno gli chiederebbe neppure che tempo farà domani, è evidente che il suo saggio o è scritto su commissione, ovvero è a tesi, nel senso che le sue tesi ideologiche non si confrontano neppure per sbaglio con la realtà.
E allora perché penso che mette conto parlarne e ve ne parlo?
Per due motivi.
1. Dal mio punto di vista di cattolico contro-rivoluzionario e – oggi! – anti-occidentalista, è un’interessantissima “confessione”.
2. Il livello dei giudizi – storici, politici, economici, sociologici, pseudo-scientifici, etc. – è talmente basso che fa pensare alla mala fede e alla disonestà intellettuale (l’alternativa è una profonda incompetenza, quando non l’idiozia), e comunque al fatto che nel mondo avverso, per la sua perdita di realtà (Voegelin), l’intelligenza, che secondo Marcel de Corte era in pericolo di morte (https://www.effedieffeshop. com/product.php~idx~~~1909~~L_ intelligenza+in+pericolo+di+ morte~.html), ora, invero, è piuttosto in stato di necrosi.
Quanto al primo punto, l’autore “confessa” – come dicevo, è dal mio punto di vista una “confessione”, ovviamente dal suo ultra occidentalista-modernista, è una rivendicazione di motivazioni forti e sottratte alla discussione – che la Russia vada “defederata” (pp. 124 e ss.), cioè smembrata, dissolta e annientata, perché irrimediabilmente “di destra”, anzi “di estrema destra” (passim, lungo tutto il libro). L’Ucraina quindi non c’entra niente, se non come pretesto procurato con sapienti provocazioni (capite persino dal Papa), strumento e fornitrice di sangue per abbattere il monstrum russo avversato dalla UE, fino a poco fa dagli USA democratici, e dai poteri forti (a cominciare dal WEF di Davos e dalle fondazioni come quelle di Soros, respinto dal governo russo, peccato imperdonabile contro la modernizzazione, [p. 77]) finanziari, mediatici ed editoriali.
E questo a partire dal peccato originale dell’Impero, che fu tra i fondatori della Santa Alleanza contro la Rivoluzione che avanzava sulla punta delle baionette napoleoniche (p. 126). Quindi, la Russia va annientata in quanto nazione e repubblica cristiana che tiene in onore la chiesa (con la minuscola perché scismatica, ancorché non abbia perduto la successione apostolica e perciò conservi la validità di tutti sacramenti), katechon (pp. 84-86), omofobica, negazionista – vocabolo tanto maligno quanto balistico, che equipara ai negatori della shoah, e purtroppo usato anche in alto soglio – della crisi climatico-ecologica e del vaccinismo (passim), “familistica” per il ruolo delle nonne (babuske) dalla mentalità pre-moderna (p. 104), estrattivista (petrolio e gas) e perciò un pericolo per Gaia, anzi il vero pericolo, non egualitarista, naturalmente imperialista, nazionalista e corrotta (passim).
Appunto, contro la modernità.
Tranne che nella parentesi sovietica (citando Bauman): “il comunismo è stato il paladino più convinto, più vigoroso e più intrepido della modernità […]. E’ sotto l’egida del comunismo, non del capitalismo, che il sogno temerario della modernità […] si è spinto fino ai suoi confini estremi: progetti grandiosi, ingegneria sociale senza limiti, gigantismo tecnologico, trasformazione totale della natura”. Parentesi che l’autore definisce paleo-modernità, oggi evoluta nel mondo occidentale e per questo ferocemente anti-russo in gaia-modernità, che lascia, in una prospettiva liquida, alla tecnologia solo il compito d’andare oltre (contro) l’umano, mentre nel resto esaspera in un vero culto i cosiddetti “diritti”, la passione per Gaia, la decrescita, l’impoverimento virtuoso e felice, tutto ciò che in Russia è avversato, compreso il sogno temerario della paleo-modernità.
Alla stregua di tanto e nella misura in cui è vero, chi pensa bene – trascuro i benpensanti moralisti – non può che stare con la Russia (ovviamente senza scambiarla per il paradiso che non è, né sarà mai), e contro quella modernità gaia che impera ed è la cifra dell’occidente, non più, e chissà se e quando lo sarà di nuovo, Occidente, che con la maiuscola resta appunto in Russia. Quindi, figure retoriche, che vorrebbero “salvare” l’occidentalismo pur riconoscendo “malato” (eufemismo) l’occidente, come l’invito a non buttare il bambino con l’acqua sporca, segnalano una grave incomprensione della realtà. Perché l’ “acqua sporca” è lo stesso occidente d’oggi, la cloaca che esalta e promuovono Etkind e tutto il mondo politico-culturale, più che egemone monopolista da questa parte, di cui egli è espressione e almeno idealmente mandatario.
E se il “bambino” è la democrazia – come mi sembra di capire -, non so se piangere o ridere, perché è proprio la democrazia ad aver saturato le fogne della società e poi aperto i tombini, così sommergendo di liquame il mondo che fu Occidente, e comunque essa ormai di fatto (invero più volte dischiarato proprio come intenzione) neppure esiste più nei suoi elementi procedurali, in sé stessi insufficienti, ma almeno potenzialmente idonei a spingere ad invertire la rotta, e basti pensare al ruolo dell’UE che tiene in ostaggio i governi nazionali (vedi l’ultima trista e squallida vicenda del nostro governo “conservatore” – ma de che? – https://lanuovabq.it/it/cosi- il-governo-in-ostaggio-si-e- piegato-allidolo-vaccinale), e la correzione delle elezioni dall’esito sgradito con il ricatto, i brogli e addirittura l’annullamento, o l’esclusione di candidati per via giudiziaria. Se invece il “bambino” è la storia dell’Occidente-Cristianità, allora è proprio per provare a salvarne il legato e l’identità che si deve guardare alla Russia, perché da questa parte ogn’incarnazione del potere lo odia, vuole divorziare da esso, vorrebbe mortificarne – letteralmente, renderla morta – la memoria. E si adopera ogni giorno a questo tragico scopo, anche con il folle e irrealizzabile desiderio della disfatta russa con le armi occidentali ed il sangue ucraino.
E poiché la guerra in atto è appunto in realtà la guerra della UE e dei soggetti sopra indicati, vigliaccamente combattuta facendosi scudo umano del popolo ucraino, alla Russia cristiana e anti-moderna, allora chiunque pensi bene e non sia perciò “benpensante”, cioè non pensi come vuole la Rivoluzione, oggi incarnata dalla von der Pfizer & co., non può che augurarsi la vittoria della Russia e la disfatta di coloro. Ben sapendo che non sarebbe la vittoria del bene, ma solo la sconfitta dei cattivi veri, oggi più probabile dopo il promettente incontro tra i capi più odiati (e tanto basta) dai rivoluzionari (che non sono i piazzaioli beceri, ma i meglio vestiti e pettinati) di tutto il mondo. Ed il fatto che a qualcuno e a più di qualcuno non sia piaciuto, mi conforta non poco, e non mi costringe a ripensare quel che penso.
Mi accorgo che questa mail – come temevo, in realtà – è andata per lunghezza ben oltre le mie intenzioni, e perciò mi fermo qui. Per il punto 2., ad una prossima, per chi avrà la pazienza e l’interesse.
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1 commento su “Il Delirio Occidentalista di Alexander Etkin, l’Ucraina come Scudo Umano. Giovanni Formicola.”
😁. Capisco lo sfogo. Ma il giudizio dell intemerata (?) nel libro di A.E. ( che ha fatto infuriare l estensore dell articolo pubblicato) è da rinviarsi a bocce ferme perché tanto più e’ recente tanto più ha il sapore del tentavo di salvare il portafoglio in vista della ormai prossima para-pace se non vogliamo usare il termine tregua tra occidente anglo centrico e Russia o mainland. E dopo le guerre c è la crisi da ristrutturazione dell apparato bellico o parabellico. Anche d annunzio andò in pensione ben pagato quando i suoi proclami non erano più utili o no? Salvare titolo stipendio e visibilità, tanto più forte se dominati dal proprio EGO come spesso accade agli intellettualoni. Che poi appunto AE non scriva veramente quel che pensa ma solo propaganda dell ultimo minuto , vista la posizione, e’ un mio sospetto. Sta gente e’ furba e falsa, non arrivano li per caso. Non conviene farsi agitare ma mettere in fila pazientemente le bugie altrui a mai dimenticare che forse talvolta in certi aspetti possono anche avere ragione anche loro. Saluti e grazie per il contributo.
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