Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Antonio Romano, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Chiesa di oggi. Buona lettura e condivisione.
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Il sincretismo religioso della chiesa sinodale
Per concretizzare il suo sincretismo religioso, il 4 ottobre 2019 – festa di san Francesco – Jorge Mario Bergoglio partecipava nei giardini vaticani a un rito pagano con la presenza di sciamani, francescani e laici, in onore della dea Pachamama, ma il peggio doveva ancora venire. Il 7 ottobre “Papa Francesco” organizzava una liturgia sacrilega davanti all’altare della Confessione, e cantando il Veni Creator Spiritus, insieme a cardinali e devoti di Pachamama s’incamminava in solenne processione ostentando la statua della dea. Pachamama è venerata in modo particolare nelle miniere andine boliviane e peruviane, e oltre ai sacrifici umani che si compiono in suo onore dai cercatori d’oro di La Rinconada (Ande peruviane), articoli e video di El Deber, La Prensa e Telemundo, riferivano sui sacrifici umani consumati in onore della dea e del dio con le corna chiamato El Tio.
Francesco voleva dare un forte segnale ai credenti, e introduceva a San Pietro un idolo che reclamava sangue innocente. Con questa solenne liturgia pagana l’Antipapa aveva l’intenzione di sconsacrare il Tempio della cristianità per riconsacrarlo al Diavolo (con la D maiuscola, come in Ap 12,9;20,2). Per usare un’espressione del Levitico (17,7), Bergoglio e cardinali si prostituivano dietro i demòni del capro (falsi sacrifici). L’obiettivo di Francesco era quello di insultare Dio e la Croce, determinando così una svolta nefasta nella storia della Chiesa, la cui portata distruttiva sarà compresa solo in un prossimo futuro.
Per merito di padre Charles Murr, nel mese di marzo ha suscitato scalpore la foto di padre Robert Francis Prevost inginocchiato, mentre nel 1995 partecipa a un rito in onore della Madre Terra. I giornali al servizio della chiesa sinodale si sono ribellati a questo attacco frontale contro Leone XIV, e l’ex vescovo Reinhold Nann, nominato da Francesco nel 2017 e sposatosi nel 2025, su Religión Digital scriveva: «Vediamo un atto interreligioso in cui un rappresentante della cultura andina fa un pagamento alla terra, un’offerta e un dialogo con essa […] Francesco, nel suo “Cantico delle Creature”, chiarisce che le creature non sono dèi, eppure si rivolge a loro chiamandole “fratelli” e “madre” nel caso della terra […] Rispettare la terra come “essere con un’anima” significa comunque riconoscerla come creatura di Dio. Pachamama è la terra, o meglio, l’anima della terra […] Possiamo inginocchiarci davanti a lei come facciamo davanti ai Santi, purché la consideriamo una creatura e non una Dea». Devotissimo di Bergoglio, Nann ricordava i pregi della Laudato si’.
Nello stesso mese di marzo e sempre in nome della Laudato si’, per celebrare la “Giornata della Madre Terra” un gruppo di gesuiti ha pubblicato in Spagna una preghiera a Pachamama che recita:
«Madre Terra, insegnaci ad amarci come fratelli e a prenderci cura di te con amore. Guidaci per dare luce, a essere radiosi come il Sole. Pachamama, Pachamama, veniamo a ringraziarti per tutte le ricchezze che ci dai. Ricevi questa offerta perché la terra sia buona. Grazie Pachamama buona madre».
Dato che agosto è il mese dedicato particolarmente a Pachamama, in Perù si sono susseguiti i riti in suo onore; nella tradizione andina questo è il mese in cui si «nutre» la Pachamama con offerte e «pagamenti alla terra». In attesa della visita di Leone XIV, il 13 e 14 agosto si è tenuto a Cusco l’Incontro Macrorregionale Sud Intrecciando Voci per la Dignità: per i diritti umani e il bene comune, dove per «diritti umani» si intende naturalmente quelli LGBT. Nella cerimonia di apertura organizzata e presieduta da mons. Jordi Bertomeu, sacerdote canonista del Dicastero per la Dottrina della Fede, alla presenza dei vescovi Lizardo Estrada Herrera, segretario generale del CELAM e Miguel Ángel Cadenas di Iquitos, sono state offerte alla Madre Terra foglie di coca, formaggio e altri cibi. Un’animatrice del rito sacro ha spiegato ai presenti: «Questo mese di agosto è molto speciale per noi, per la cosmovisione andina; è il mese della Madre Terra, che ci vuole tanto bene, che è così affettuosa, così generosa, che ci dà il cibo». Questa celebrazione è stata talmente apprezzata da Leone XIV che il 29 agosto ha nominato Herrera Arcivescovo Coadiutore di Cusco.
Con il beneplacito della chiesa sinodale, senza contare le liturgie ispirate a Harry Potter e altre animate da clown, ormai sono pacificamente accettate le «messe ibride», dove il sacrificio eucaristico diventa una fruttuosa occasione per il dialogo interreligioso, e di seguito ne ricordo alcune. Nel 2019 il vescovo Francis Serrao ha celebrato la messa usando il vaso sacro ricolmo (detto Poorna Kumbham) che rappresenta uno dei più importanti simboli di abbondanza, prosperità e divinità nei rituali induisti. Il 15 agosto 2025 Leone XIV ha nominato Francis Serrao nuovo vescovo di Mysore (India). In una chiesa di Salvador de Bahia (Brasile), per la festa di San Rocco l’arcivescovo di Feira de Santana, Zanoni Demettino Castro, ha celebrato una messa caratterizzata dai riti tipici della macumba. Nella chiesa di San Giuseppe, in nome del “panteismo inclusivo” (nessun dio deve rimanere escluso), il vescovo ausiliare di Washington, Roy E. Campbell, ha affermato che “Dio è Dèi”. Il vescovo emerito di Saltillo (Messico), Raúl Vera López ha concelebrato la messa con la sacerdotessa anglicana Emilie Smith. Alla presenza del vescovo José Valdeci Santos Mendes, a Brejo (Brasile) è stato recitato un Credo che ha come protagonista un “Dio/Dea”. A Lovanio (Belgio) sono state recitate preghiere islamiche in arabo in una messa presieduta dal gesuita Jacques Haers, alla presenza dell’arcivescovo di Malines-Bruxelles, Luc Terlinden. Se questa è la fede eucaristica dei vescovi della chiesa sinodale, ciascuno provi a immaginare cosa possano combinare sull’altare i sacerdoti bergogliani!
Nei confronti di questa profanazione dell’eucaristia è inutile assumere l’atteggiamento lamentevole dei vari vescovi Strickland, Schneider o Mutsaerts, perché è il frutto naturale dell’apostasia attualmente in atto nella Chiesa cattolica annunciata a La Salette e a Fatima; da Caterina Emmerich, da padre Pio e da altri mistici.
Il 2 settembre la Commissione Teologica Internazionale (CTI) ha pubblicato il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune”: Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario. L’impiego dell’espressione Casa comune, ostentato con devozione nel documento, è un sottotitolo della Laudato si’, onnipresente anche in Magnifica humanitas. Dal tipico stile bergogliano, prolisso e ingannevole, già il titolo di questa “riflessione” – come l’ha definita il segretario della CTI, Piero Coda – ne costituisce una premessa significativa. Cosa vuol dire risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario? Che tutti gli abitanti della Casa comune hanno sottoscritto il documento come fratelli, oppure che Dio è nostro fratello? Non è un caso se tutti i documenti prodotti dalla gestione Bergoglio soffrano di contraddizioni, perché sono sempre frutto della mancanza di Verità.
Il fulcro di tutto il discorso è naturalmente lo spirito guida di Prevost, ovvero “Papa Francesco”, il quale viene subito menzionato nelle prime righe perché ha messo in risalto la crisi ecologica dovuta al rapporto miope dell’uomo «predatore» con la natura, e in proposito viene ricordata l’«enorme ricchezza di contenuti teologici e spirituali» racchiusi nella Laudato si’. Gli estensori del documento al soldo di Leone XIV, affermano che il loro scopo è proprio quello di approfondire alcune questioni teologiche che non potevano essere affrontate nello «spazio più ristretto nell’Enciclica a causa dell’urgenza ecologica». Come specchietto per le allodole il documento si propone di ascoltare la teologia cattolica, la Sacra Scrittura, i Padri e la Tradizione della Chiesa, ma in realtà fa parte della propaganda per alimentare il culto verso “Papa Francesco”. È superfluo rilevare che per la CTI il peccato più grave venga identificato nel «peccato ecologico», perché fa soffrire i poveri, oltre che essere un «peccato contro il creato e il Creatore».
Le prove scientifiche sull’origine antropica dei cambiamenti climatici denunciate da Bergoglio vengono riprese al n. 87: «Papa Francesco (Laudato si’, Querida Amazonia, Laudate Deum), in continuità con i suoi predecessori, non ha cessato di far riferimento ai risultati degli studi scientifici per lanciare, sulla base di essi, un appello urgente a una conversione ecologica integrale, formulata in vari modi». A riguardo di tali falsità scientifiche non è inutile ripetere quello che ho già scritto nel mio libro su Bergoglio. Uberto Crescenti, professore emerito di Geologia Applicata dell’Università di Chieti-Pescara, già presidente della Società Geologica Italiana (1999-2005), il 29 luglio 2015 inviava una lettera dove elencava a Bergoglio gli errori presenti nella Laudato si’, e scriveva: «Da oltre 10 anni ho approfondito in particolare il tema sul riscaldamento globale del nostro Pianeta. Sono rimasto molto meravigliato delle affermazioni contenute nella Enciclica che si riferiscono a questo argomento. Queste affermazioni sono totalmente in linea con la ideologia degli ambientalisti, ideologia, cioè non scienza». Come si propugnano ancora inconcludenti teorie sul Big Bang e sull’origine della vita, come se fossero dei dogmi scientifici, allo stesso modo la chiesa sinodale, obbediente ai poteri sovranazionali e mondialisti, asseconda il dogma dell’origine antropica dei cambiamenti climatici. Nel documento si confonde il «peccato ecologico» dovuto all’inquinamento ambientale e di indiscussa origine antropica, con i cambiamenti climatici che hanno tutt’altra origine, come insegnava anche il grande Zichichi. Nei confronti delle menzogne che ancora vengono diffuse da pseudoscienziati sui cambiamenti climatici, in questi giorni la climatologa Annalisa Bracco ha detto: ”Penso che oggi essere onesti sia la cosa più importante” (LaVerità, 23 settembre). Visto che in Magnifica humanitas Leone XIV scrive di aver ascoltato gli scienziati, anche per approvare il presente documento avrebbe fatto bene a informarsi per capire quali sono quelli veri.
È innegabile che nel fiume di parole in cui scorre il documento siano presenti molte verità di fede, nonché utili consigli alimentari, infatti per mantenere in forma la Casa comune, al n. 124 vengono raccomandati l’ascesi e il digiuno, perché aiutano a prevenire l’inquinamento. Purtroppo gli esperti della CTI cedono poi all’animismo e all’evoluzionismo darwiniano ma, date le premesse, era inevitabile.
L’ex vescovo tedesco già citato è convinto che la Terra, il Sole, la Luna e le stelle abbiano un’anima, perché san Francesco li chiama “madre”, “fratello” e “sorella”; un pensiero simile è presente nella “riflessione”, dove al n. 120 troviamo scritto: «Nella prospettiva biblica, la creazione è un agente, anche se non personale, che a modo suo interviene nell’economia divina della salvezza, comunicando messaggi all’umanità da parte di Dio […] Il creato, che ci nutre e ci sostiene, si lamenta dolorante e angosciato, ascolteremo il suo grido?». Nel numero successivo si afferma un’eresia che contraddice tutto quello che si era scritto nei numeri precedenti sull’uomo immagine di Dio: «L’universo è uno. La vita è nata da elementi la cui esistenza l’hanno preceduta e resa possibile nello sviluppo di un universo dinamico e fecondo, in costante movimento. Tale unità vale, in modo speciale, per tutti i membri della sfera biotica, debitori di un unico processo evolutivo». Proprio come Darwin, il documento sostiene l’idea che uomo e animali abbiano seguito una comune evoluzione che li differenzia per il grado, ma non per la qualità.
In nome del dio Dialogo, non poteva mancare uno sguardo di ammirazione verso le altre religioni, «nella convinzione che attraverso i secoli hanno sviluppato forme di sapienza» (133); nei numeri successivi se ne elencano tutte le preziosità, perché tutte hanno qualcosa da insegnare ai cristiani. Vengono apprezzate anche le religioni africane: «Un’energia sacra unisce gli esseri umani agli altri animali, alle piante, agli esseri inanimati e al mondo divino» (139). Mancava poco che non venisse citata la ricchezza spirituale contenuta nei riti vudù, nel Candomblé, nella macumba, nello spiritismo e nella stregoneria. I cultori del dialogo interreligioso si saranno rammaricati che non si dica una parola sul satanismo, visto che guadagna sempre più consensi specialmente tra i giovani; non è un caso se in Spagna la stampa abbia dato grande risalto alla messa nera aperta al pubblico programmata a Valencia per il 1° aprile e officiata dalla sacerdotessa Satanic Minerva (poi annullata per proteste).
A una mistica che deve mantenere l’anonimato anche per non compromettere i sacerdoti che la seguono, in agosto Gesù ha detto: “Questa chiesa ipocrita, falsa, menzognera, di Satana, non è Mia questa chiesa, ricordatevelo bene… Non ascoltate quei sacerdoti che parlano, parlano, parlano… ma di Me non dicono niente… accompagnati da… parole senza senso, senza vangelo” (tralascio quello che ha detto sui cardinali pochi giorni fa!).
Siamo a una svolta storica, decisiva. stiamo vivendo gli “Ultimi tempi”, e senza perdersi in chiacchiere inutili, per i cattolici è indispensabile fare una scelta consapevole: stare con Dio o con il Diavolo.
Antonio Romano
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2 commenti su “Il Sincretismo Religioso della Chiesa Sinodale. La Liturgia Pagana di Bergoglio. Antonio Romano.”
Caro Antonio Romano, apprezzo il suo sforzo di far emergere la Verità sui due antipapi eretici e idolatri Bergoglio e Prevost che la massoneria ecclesiastica (Mafia di S. Gallo) ha stabilito invalidamente per distruggere Cristo e la Sua Chiesa.
Impostura religiosa che vescovi santi come mons. René Henry Gracida, Mons. Livi e Mons. Negri avevano denunciato fin dai primi anni:
https://youtu.be/4hu9DgtxOPY
Ecco perché, di fronte a tale INTERREGNO ILLEGITTIMO, le propongo di pubblicare in un suo prossimo articolo, anche l’unica RISOLUZIONE che papa S. GPII e BXVI avevano offerto ai Cardinali di S. Romana Chiesa, attraverso la loro Costit. Apost. Universi Dominici Gregis.
Risoluzione che il Santo Vescovo Mons. René Henry Gracida aveva già proposto di attuare ai legittimi Cardinali, attraverso questa lettera aperta del 30 luglio 2018:
🔥 “Possano solo i buoni Cardinali unirsi e, se riconoscono un INTERREGNO (illegittimo) IN CORSO, seppur latente, possano PORVI FINE attivando pienamente un GOVERNO INTERREGNO FUNZIONANTE DELLA SANTA SEDE e un rinnovato “processo” per un vero Conclave, che sia puramente pio, privato, sacramentale, segreto e profondamente spirituale.
Se non abbiamo un vero Pontefice, allora i buoni Cardinali, svolgendo il loro compito “in vista della sacralità dell’atto di elezione”, “accolgano i movimenti interiori dello Spirito Santo” e donino alla Santa Madre Chiesa un vero Vicario di Cristo come Successore di San Pietro.
Che questi pensieri siano in sintonia con le considerazioni sinderiche di coloro che li leggono e che la loro presentazione qui sia gradita alla Nostra Immacolata Vergine Madre, Maria, Regina degli Apostoli, sia alla Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.
N. de Plume
Un ami des Papes
+ René Henry Gracida
https://youtu.be/8rFjZKvoST0
Audio ⬆️ della lettera di mons. Gracida che esorto tutti ad ascoltare con molta attenzione.
Caro Romano, nessuno nega che alcuni episodi da Lei ricordati siano stati imprudenti, ambigui o anche gravemente censurabili. Ma una cosa è denunciare abusi; altra è trasformarli nella prova che la Chiesa cattolica sia diventata sincretista, apostata o addirittura «di Satana».
La vicenda Pachamama può essere severamente criticata, ma attribuire a Francesco l’intenzione di «riconsacrare San Pietro al Diavolo» significa attribuirgli intenzioni che nessuno può dimostrare. Analogamente, la fotografia di Prevost del 1995 documenta la sua presenza a una cerimonia, non un atto di adorazione idolatrica. Trasformarla, trent’anni dopo, nella chiave interpretativa del pontificato di Leone XIV significa farle dire molto più di quanto documenti.
Anche il testo della Commissione Teologica Internazionale viene letto selettivamente: la frase sull’«energia sacra» descrive concezioni delle religioni tradizionali africane, non la fede cattolica. Il medesimo documento distingue Creatore e creato, respinge il panteismo e pone Cristo al centro della creazione e della redenzione.
Ma il punto più singolare è la «mistica» anonima alla quale Gesù avrebbe detto: «Questa chiesa… di Satana, non è Mia». Qui improvvisamente le prove non servono più. Eppure san Giovanni ammonisce: «Mettete alla prova gli spiriti» (1Gv 4,1), e san Paolo aggiunge che persino se «un angelo dal cielo» annunciasse un vangelo diverso, «sia anàtema» (Gal 1,8).
Non è una presunta rivelazione privata a giudicare la Chiesa: è la fede apostolica a giudicare la presunta rivelazione.
E allora la domanda è inevitabile: come conciliare quelle parole attribuite a Gesù con la Sua parola certa: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Mt 16,18)? Ha forse Gesù cambiato idea? Piuttosto, proprio seguendo san Giovanni, bisognerebbe domandarsi: da quale spirito vengono quelle parole?
Tra una mistica anonima e il Vangelo, per un cattolico non dovrebbe esserci alcun dubbio.
Gli uomini di Chiesa possono sbagliare e fare danni anche gravissimi. Ma sostenere che la Chiesa fondata da Cristo sia diventata «la Chiesa di Satana» significa arrivare, forse senza accorgersene, a mettere in discussione la promessa stessa di Cristo e cadere nelle macchinazioni di satana.( cfr 2 Cor 2, 11).
Io preferisco continuare a credere a Lui.