Da tempo si sta assistendo ad un certo risveglio di gnosticismo inteso come riscoperta di una conoscenza spirituale contrapposta alle verità di fede custodite e tramandate dal magistero della Chiesa.
Più volte su questo blog abbiamo scritto in merito a Vito Mancuso e al suo tentativo di separare il “Gesù storico” dal “Cristo teologico”, con l’ultimo libro “Gesù e Cristo”.
Un tentativo che sembra tutto proiettato al superamento della teologia cristiana in favore di una spiritualità “gesuana”, ovvero incentrata sugli insegnamenti del Gesù uomo, un maestro saggio che guida l’uomo alla conoscenza attraverso un percorso interiore capace di far scoprire la propria spiritualità al di fuori di dogmi o verità di fede. Un Mancuso che nel tentativo di voler attualizzare la teologia cristiana in linea con lo spirito dei tempi, non fa che demolirla in favore di uno spiritualismo sincretista e un cristianesimo senza Cristo.
Chi scrive ha criticato i tentativi di divulgare e promuovere l’autenticità del Vangelo di Giuda, testo gnostico completamente estraneo alle comunità cristiane dei primi secoli e già condannato da Sant’ Ireneo di Lione nel suo trattato contro le eresie. Eppure così affascinante da essere riproposto in versione cinematografica, come hanno fatto Giulio Base e Martin Scorsese o da ispirare scrittori come Giuseppe Berto e Luis Borges.
Ma attenzione a fare di tutta l’erba un fascio e a denigrare con lo gnosticismo l’intera tradizione apocrifa. Gran parte della tradizione cristiana, cattolica ed ortodossa, è infatti di origine apocrifa. Molte tradizioni non trovano il minimo riscontro nei Vangeli canonici, ma nonostante ciò hanno contribuito a consolidare devozioni molto radicate nel mondo cattolico.
Mettere sullo stesso piano il Vangelo di Giuda con il Protovangelo di Giacomo o il Vangelo dello pseudo Matteo o i Vangeli dell’ Infanzia e fare di tutta l’erba un fascio di gnosticismo, è intellettualmente sbagliato. Sappiamo che i genitori della Vergine si chiamavano Anna e Gioacchino dai Vangeli apocrifi, e sempre dagli apocrifi conosciamo l’infanzia e l’adolescenza di Maria, il suo incontro con Giuseppe e sappiamo perché è stato scelto proprio lui come promesso sposo.
Alcuni dogmi, come l’assunzione al Cielo di Maria o la Dormizione propria della tradizione ortodossa, sono di origine apocrifa, così come sempre dagli apocrifi sappiamo che Maria visse ad Efeso gli ultimi anni. Anche la tradizionale composizione del presepe è di origine apocrifa, il bue e l’asino non compaiono nel Vangelo di Luca, e dal Vangelo di Matteo non si evince che i magi fossero tre e che visitarono Gesù nella mangiatoia.
Non solo, l’arte cristiana è influenzata fortemente dalla letteratura apocrifa. Lo sposalizio della Vergine, la morte di San Giuseppe con Gesù che lo benedice, Gesù  bambino che lavora il legno insieme a Giuseppe, l’assunzione di Maria al cielo con gli apostoli in estasi e l’incredulo Matteo che mette la testa nella tomba vuota, sono raffigurazioni che non trovano riscontri nei Vangeli canonici, ma soltanto negli apocrifi. La Chiesa dunque ha lasciato attingere dagli apocrifi molti racconti ed episodi che non sono riportati nei vangeli canonici e ha permesso che intorno ad essi potessero svilupparsi delle tradizioni che tramandare nei secoli hanno poi acquisito il canone della devozione.
I Vangeli apocrifi non sono stati adottati semplicemente perché sono stati ritenuti dei riadattamenti dei Vangeli canonici con l’aggiunta di diverse imprecisioni storiche e con caratteri eccessivamente miracolistici che vanno a contrastare con la sobrietà propria dei racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni basati sull’essenzialità e senza intenti sensazionalistici o spettacolari. Ma  apocrifo non è sinonimo di eresia e leggere i Vangeli apocrifi, o favorire la loro diffusione, non vuol dire essere gnostici. Altra cosa lo gnosticismo vero e proprio che da tempo viene trattato con eccessiva strumentalità per dare addosso a papa Leone e dimostrare che non è il vero papa ma un pericoloso gnostico, che invita le suore ad essere tessitrici evocando simboli e linguaggi esoterici e massoni (come il culto di Maria che scioglie i nodi denigrato soltanto perché caro a Bergoglio e da questi promosso quando era arcivescovo in Argentina).
Attenzione con la caccia allo gnostico, si finisce per perdere di vista il pericolo reale andando dietro ad innocenti farfalle o innocue tartarughe e sottovalutando il vero gnosticismo, ben mascherato dietro la moda del gesuanesimo mancusiano o del giudaismo letterario e cinematografico.
Americo Mascarucci
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