Ridere di Trump per non Piangere. Ma anche Noi Siamo una Claque a Comando? R.S.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, R.S., ha commentato l’articolo postato da Stilum Curiae sulle vignette satiriche e/o ironiche nate dopo il post di Trump simil-Gesù. Offriamo il suo commento alla vostra attenzione. Buona lettura e diffusione.

p.s.

Nel frattempo ci è giunta un’altra vignetta che vi offriamo…

 

trump cervello gesù

Si potrebbe disquisire di analoghe cialtronate esibite in passato (es. Obama) e sopportate senza troppo clamore.
Inutile fare paragoni, se non per chiedersi la ragione delle successive sollevazioni che puzzano di manovra.
La levetta del comando accende il display con l’istruzione ed ecco la claque che fa il suo: applaude, fischia, ride…

Si potrebbe vedere la faccenda dal punto di vista di Trump, del Papa o di uno di noi, ma è poco importante.
Più adatto al momento mi pare vederla dal punto di vista del Buon Pastore di pecore allo sbando.
E’ un’immagine di Dio molto compromessa con il gregge, sporca e sudata quanto basta.
La stessa del Cristo crocefisso, piagato e insanguinato, sommerso di colpi, sputi e insulti.

Il cristianesimo, ovvero l’umanità coinvolta in questa rivelazione di Dio, non è affatto un mondo ovattato e ordinato da cartolina svizzera.
Per riportare ordine nel gregge (e nel branco di lupi che attenta alla sua salvezza), Dio si coinvolge fino a farsi disprezzo e derisione.
Non vince dall’alto, nel distacco ieratico di una sentenza pronunciata da lontano… Si fa carne e in quella carne soffre e muore. Come l’uomo.

Il “forte”, il “duro”, secondo il vangelo di Hollywood, è quello che non deve chiedere mai.

Che vuole, può e ottiene. Se soffre non lo mostra.

Cristo invece non lo incontri guardando il cielo naturale, perchè il Cielo è nelle profondità: duc in altum significa vai nella profondità. La tua.
E’ in noi che c’è il tempio dello Spirito Santo: è da lì che Dio bussa al nostro cuore. Un Dio coinvolto.
Non è il Dio farisaico delle regole e dei conti in ordine: nemmeno quel “dio della misericordia” agitato contabilmente nelle ONLUS o dalle ONG.
Lui eccede: il suo perdono è un iper-dono.
Sul debito Lui non ci lucra gli interessi… paga per tutti. Insegna a pregare questo, lacerato, sputacchiato, vilipeso e deriso.

Ecco: è quel Cristo lì che viene coinvolto nelle cialtronate, che siano di Trump o di una chiesa un tantino volgare per esserne la Sposa.
Ma per tutti viene il momento in cui si deve smettere di fare la pecora a soggetto, con amicizie tra i lupi, invitati a casa, anche in branco.
Viene il momento in cui la croce non riguarda solo il Buon Pastore, ma ogni uomo che l’ha pure considerato un fastidio per la democrazia.
Viene il momento in cui chi si vanta resistente deve ricordarsi di Rolando Rivi, veramente un resistente alla (tra)cotanta “bontà dei buoni”.

La Croce è il mistero del Buon Pastore. E chi vuole seguirlo su quella via non se la cava prendendosela a comando, da claque di qualcuno.
Anche chi viene detto debole, se lo è, dovrebbe rafforzarsi nella fede e non cavarsela ignorando le cialtronate altrui.
Perché una chiesa che chiude per DPCM, senza un sussulto, e che permette di bruciare corpi morti senza un conforto, nemmeno una benedizione soltanto per paura non solo della morte, ma di quello che avrebbe pensato la gente a star dietro la croce, beh, è vigliacca.

In fondo Trump è l’ennesimo grande di un mondo alla deriva, se vuole portare ordine e bellezza facendo a meno del Re.
Ma anche la chiesa, il papa, rischia di essere una macchietta come Trump se non esce dalla comfort zone degli applausi della claque.
Anche la controinformazione di siti come questo in fondo ha la sua comfort zone… se entra a far parte di una claque.

Chi aziona il comando dei fischi, degli applausi o delle risate è il principe di questo mondo, che attualmente agisce lupi e pecore.
Agisce i branchi, ma agisce anche il gregge. Il peccato è dimenticarsene o rifiutarlo.
Al principe con i suoi assatanati Trump non piace. Non piace Putin… meglio quei santissimi uomini del diritto che agiscono nella UE. I loro.
Meglio un debito creato ad arte su cui spremere i popoli. Meglio una guerra che dura, dove loro vincono sempre. Ma chiamandola pace.
Meglio gli eroi delle corsie ospedaliere, che ti hanno ridotto a sacco nero senza autopsia forti della loro tecnocratica scienza.

Nelle profondità dell’anima c’è una tenebra squarciata di luce. Come nel santo sepolcro il mattino di Pasqua. Non nei sepolcri imbiancati.
Quelli ridono… chiacchierano mentre sfila la via crucis. Uno impreca perché c’è la coda, l’altro si siede al caffè, un altro prenota il volo.
Ridere di Trump per non piangere.
Siamo una claque, a comando.

Un gregge tra i lupi. C’è un unico Buon Pastore che salva. Ma ci piace dialogare con “l’intelligenza artificiale”.
Fa fighi… La sappiamo lunga. Sono venti secoli che la sappiamo lunga e non l’abbiamo ancora capita, non pochi anche in Vaticano.

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