Leone XIV Ribadisce la Incondizionata Fedeltà al Concilio Vaticano II. Massimo Viglione.

Marco Tosatti

 Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore. Buona lettura, meditazione e condivisione.

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Leone XIV ribadisce la incondizionata fedeltà al Concilio Vaticano II

La salita sul Soglio pontificio di Leone XIV sta mandando letteralmente in follia l’enorme numero dei sovreccitati – ma in realtà anche un consistente numero di persone normali – figli del borgoglismo, sia in senso favorevole che contrario, i quali continuano a sentenziare da pulpiti che non appartengono loro su questioni di cui non hanno contezza né intuizione, come se ci fosse ancora Bergoglio (e, per non pochi di loro, come se ci fosse ancora Benedetto XVI).
Chi vuole vedere in Leone XIV assolutamente la “restaurazione” della Chiesa di sempre, chi vi vuole assolutamente vedere almeno la speranza di una svolta, chi vi vide (sempre) assolutamente la continuazione di Bergoglio (e qui si dividono nei due tronconi di cui sopra, quello favorevole che benedice e quello contrario che maledice), chi lo presenta come una sorta di impostore, chi lo inneggia acriticamente maledicendo invece coloro che provano a valutare razionalmente nello spirito di verità la situazione per come si presenta.

Fermo restando che siamo tutti fallibili, specialmente in questi primissimi giorni di pontificato, noi cerchiamo di appartenere all’ultima categoria citata. Ovvero, di attenerci ai fatti per quello che sono. Lo abbiamo fatto con un articolo a poche ore dall’elezione, lo facciamo ora con un breve commento, a pochi giorni, di alcune affermazioni del pontefice.

Ribadiamo le impressioni positive a livello di impatto sia “estetico” che spirituale, che abbiamo ricevuto e che abbiamo riportato nel nostro primo articolo (e quindi non ripetiamo), arricchite da altre testimonianze di fede nella Madonna che appare sincera. Non possiamo, d’altro canto, al contempo non mettere in risalto due affermazioni – successive all’elezione: sorvoliamo su quelle precedenti – che iniziano a farci conoscere un poco meglio la persona del nuovo pontefice.

Leone XIV ha detto varie cose, non si può dire che si tenga in disparte (e non vuole essere una critica, ma una costatazione). Tra queste, per ora ci sembra che sia assolutamente fondamentale ribadirne due, e tutt’e due simili nella inevitabile e fondamentale adesione di fede al Concilio Vaticano II. Non più alla Chiesa Cattolica nella sua pienezza dottrinale, ma specificamente al Concilio.
Lo ha già detto testualmente qualche giorno fa incontrando i cardinali: «Camminiamo sulla via del Concilio Vaticano II».
Ma ieri lo ha ribadito in maniera più concreta, non solo solo teorica, ma pratica. Leggiamo insieme le testuali parole dell’ANSA:
“Leone XIV ha inviato a diverse rappresentanze ebraiche nel mondo un messaggio in cui informa della sua elezione a Pontefice. Nel documento, il Papa si impegna a continuare e a rafforzare il dialogo e la cooperazione della Chiesa con il popolo ebraico nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II’. Il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ‘ha accolto con soddisfazione e gratitudine le parole a lui dirette dal nuovo Papa’.
Di Segni ha detto che andrà domenica alla celebrazione della presa di possesso del Soglio petrino e ha espresso contentezza per il superamento dell’impostazione bergogliana di condanna di quanto sta avvenendo a Gaza, per cui il precedente non aveva esitato, in effetti, a pronunciare la parola “genocidio”. Ovvero, a dire la semplice e pura verità delle cose come sono.

Non ci inoltriamo in questa sede nell’affrontare le stragi mostruose che compie Israele ogni giorno a Gaza. Ma ci interessa per ora solo mettere in risalto l’evidentissimo riferimento allo “spirito del Concilio” nel senso ecumenista, ma anche dottrinale, della “Nostra Aetate”, il documento assolutamente più rivoluzionario del Concilio stesso, in quanto, avallando la libertà religiosa, diverge pienamente dall’insegnamento precedente di tutti i pontefici, che avevano sempre distinto tra una non da favorire ma comunque legittima “libertà di culto” – quando proprio inevitabile – e “libertà religiosa”, errore invece di fede ed eresia alla legge divina, mai accettabile in sé.

In questo modo, se da un lato Leone si distacca da Bergoglio dal punto di vista politico (riavvicinamento a Israele), dall’altro lo segue pienamente dal punto di vista teologico. Ma in realtà non segue tanto Bergoglio, quanto appunto il Concilio Vaticano II e tutta la teologia ecumenista e liberale di questi sei decenni di storia della Chiesa.
Egli è appunto un papa della Chiesa conciliare.

Alcuni si infuriano per questo fatto. Una parte perché lo ritiene falso, negando l’evidenza e mentendo così a se stessi e agli altri (i soliti conservatori moderati), l’altra perché lo ritiene vero, ma sbagliato. Certo, è un errore. Ma, verrebbe da dire a questi ultimi: “perché, cosa vi aspettavate? Innocenzo III redivivo? san Pio V che invita alla crociata? O che il neoeletto seguisse lo spirito del Concilio di Trento anziché quello del Vaticano II?”.
Questi sono sogni, per ora, Dal conclave sarebbe potuto uscire qualcosa di un poco diverso, forse ancora più conservatore, ma certamente nulla che avesse pienamente a che vedere con la Chiesa preconciliare. Semplicemente perché, e ormai da decenni, non vi è più nessun cardinale totalmente fedele alla purezza della dottrina di sempre in tutti i suoi aspetti, e non solo in quelli liturgici o, sulla scia di Giovanni Paolo II, di natura morale.
Solo lo Spirito Santo può ricondurre la Chiesa alla completa, assoluta e piena adesione alla Verità rivelata di sempre.

Leone XIV ci appare come un pontefice che, al di là dell’immancabile elogio al suo immediato predecessore, voglia invece seguire le orme dei due ulteriori predecessori: quelle di Benedetto XVI nella forma, quelle di Giovanni Paolo II nella sostanza.
Saremo smentiti in questa nostra affermazione? Assolutamente possibile, lo mettiamo nero su bianco. Però questo è quanto ci appare in questi primi giorni.
E’ chiaro che questo accade perché è l’unica via per tentare di ricucire l’enorme spaccatura ideologica che travaglia la Chiesa. Spaccatura non provocata certo da Bergoglio, in quanto inizia proprio con il Concilio Vaticano II e la sua “nuova Chiesa”, ma che l’argentino ha senza dubbio fomentato in ogni maniera. A differenza appunto dei suoi due predecessori, che invece, tenevano tutti sotto il loro “ombrello”, dalla teologia della liberazione fino al tradizionalismo, con tutte le infinite sfumature dottrinali e pastorali.
E questo è un bene per la Chiesa?
Permetteteci di dubitarne assai. Anzi, così sarà vanificato anche quel poco di buono che, suo malgrado, aveva fatto Bergoglio: ovvero, l’aver aperto gli occhi sulla crisi della Chiesa a milioni di persone.
La gran parte di costoro, infatti, che pur aveva iniziato a capire la Rivoluzione nella Chiesa, il ruolo dissolutivo del Concilio, fino a risalire al modernismo condannato da san Pio X, ora, stanchi e spossati dal bergoglismo, si addormenteranno nuovamente in cerca di una falsa pace nell’errore non evidente, in maniera tale che il male della Rivoluzione potrà riavanzare, forse, più lentamente ma più inesorabilmente di prima.
E già se ne vedono le prime avvisaglie.

Noi continueremo a cercare di capire e valutare. Giorno dopo giorno, la storia si dipana, gli uomini si conoscono, la Chiesa va avanti.
L’importante è restare sempre figli devoti della santa Madre Chiesa, anche se questo a volte comporta il dover avvisare degli errori, dei pericoli, e, quindi, il rischio della solitudine e della calunnia altrui.
Peso che offriamo a Dio tramite il Cuore Immacolato della sua Santa Madre, in questo giorno del 13 maggio 2025.
(MV)

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5 commenti su “Leone XIV Ribadisce la Incondizionata Fedeltà al Concilio Vaticano II. Massimo Viglione.”

  1. Ottimo articolo, è bello leggere tutte le opinioni, si rafforzano idee e si schiariscono dubbi, e ogni dettaglio nuovo va considerato.

    Giuste anche l’osservazione sulle aspettative di seguire lo spirito del Concilio di Trento, e anche l’osservazione del seguire le orme di due Santi Papi predecessori, Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI.

    La domanda che penso che i cattolici perseguitati da Bergoglio si pongono penso sia questa.
    Leone XIV ha il Munus Petrino? E’ Lui o dobbiamo aspettarne un ‘altro?

  2. L’articolo è interessante, anche se dà ripetuti colpi al cerchio e ripetuti colpi alla botte per tutto lo svolgimento delle argomentazioni, per arrivare poi alle valutazioni negative finali. Ed è un articolo interessante nonostante il fatto che, soprattutto nella sua parte iniziale, si squalifichi da sé con quell’elenco di categorie di fedeli in stile umoristico/critico. Viglione a suo dire apparterrebbe all’ultima, ovviamente la migliore, quella di coloro che si attengono ai fatti. E parlando di sé usa il “plurale maiestatis”, come la Regina Elisabetta. Veramente antipatico.
    Anch’io, con questo commento, ho voluto dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte… entrambi di Viglione! Non me ne voglia, perché lo stimo.

I commenti sono chiusi.

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