Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuor,e offre alla vostra attenzione la seconda parte del lavoro del dott. Mastrangelo. La prima parte la trovate a questo collegamento. Buona lettura e condivisione.
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LO SCANDALO DEI BIFOSFONATI (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470248/)
I bifosfonati definiscono una classe di farmaci ampiamente indicata fin dagli anni ’90 per il trattamento dell’osteoporosi sia negli uomini che nelle donne. La loro efficacia nel trattamento dell’osteoporosi e di altre condizioni è correlata alla loro capacità di inibire il riassorbimento osseo.
Le indicazioni per i bifosfonati approvate dalla FDA includono il trattamento:
– dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa
– dell’osteoporosi negli uomini
– dell’osteoporosi indotta da glucocorticoidi
– dell’ipercalcemia da tumori maligni
– della malattia di Paget ossea
– dei tumori maligni con metastasi alle ossa.
I bifosfonati hanno una struttura simile al pirofosfato nativo e si dividono in due gruppi: bifosfonati contenenti azoto e bifosfonati non contenenti azoto. I bifosfonati contenenti azoto includono alendronato, risedronato, ibandronato, pamidronato e acido zoledronico. I bifosfonati non contenenti azoto includono etidronato, clodronato e tiludronato. Tutti i bifosfonati inibiscono il riassorbimento osseo legandosi ai siti di legame dell’idrossiapatite sull’osso, in particolare nelle aree con riassorbimento attivo.
Gli effetti avversi dei bifosfonati possono essere:
– gastrointestinali (reflusso gastroesofageo, esofagite, ulcere esofagee/gastriche e gastrite)
– reazioni da infusione (sintomi simil-influenzali, febbre, mialgie, artralgie e cefalea entro 1-3 giorni) nel caso di infusione endovenosa
– ipocalcemia
– artralgie (dolori articolari) e mialgie (dolori muscolari)
– uveite, congiuntivite e sclerite
– FRATTURE DEL FEMORE (!) … un farmaco destinato a prevenire le fratture, in realtà le provoca
– Osteonecrosi della mandibola
Sebbene i bifosfonati siano ancora parte integrante del trattamento dell’osteoporosi, vi sono crescenti evidenze che suggeriscono una maggiore predilezione per le fratture femorali atipiche nei pazienti che assumono bifosfonati (Schilcher J, Michaëlsson K, Aspenberg P. Bisphosphonate use and atypical fractures of the femoral shaft. N Engl J Med. 2011;364:1728–1737. doi: 10.1056/NEJMoa1010650) Le fratture femorali atipiche si verificano distalmente al piccolo trocantere, fino alla svasatura sopracondiloidea.
Diverse revisioni sistematiche hanno valutato l’efficacia di alendronato, risedronato ed etidronato nella prevenzione primaria e secondaria delle fratture e non hanno dimostrato alcun effetto di tali sostanze, nelle donne in post-menopausa (Wells G.A., Cranney A., Peterson J., Boucher M., Shea B., Robinson V., et al. Alendronate for the primary and secondary prevention of osteoporotic fractures in postmenopausal women. Cochrane Database Syst Rev. 2008;(1):CD001155. doi: 10.1002/14651858.CD001155.pub2) (Wells G.A., Cranney A., Peterson J., Boucher M., Shea B., Robinson V., et al. Etidronate for the primary and secondary prevention of osteoporotic fractures in postmenopausal women. Cochrane Database Syst Rev. 2008;(1):CD003376. doi: 10.1002/14651858.CD003376.pub3) (Wells G.A., Hsieh S.C., Zheng C., Peterson J., Liu W., Kelly S.E., et al. Risedronate for the primary and secondary prevention of osteoporotic fractures in postmenopausal women. Cochrane Database Syst Rev. 2022;5(5):CD004523. doi: 10.1002/14651858.CD004523.pub4) e, sulla base di tali revisioni diverse istituzioni e società scientifiche si sono astenute dal raccomandare l’uso generalizzato di bifosfonati nelle donne in postmenopausa a basso rischio di fratture (Grupo de Trabajo de la semFYC para el proyecto Recomendaciones «No Hacer» . Recomendaciones «NO HACER» (2a parte) [Internet] 2015. No prescribir bifosfonatos en pacientes con bajo riesgo de fractura. Available from: https://www.semfyc.es/biblioteca/doc-33b-recomendaciones-no-hacer-2a-parte/) (Essencial. 2013. Bifosfonats en dones postmenopàusiques amb risc baix de fractures [Internet]. Cataluña. Available from: https://essencialsalut.gencat.cat/ca/detalls/Article/bifosfonats_osteoporosi) (Choosing Wisely Canada . 2019. Rheumatology: five things physicians and patients should question [Internet] Available from: https://choosingwiselycanada.org/wp-content/uploads/2017/02/Rheumatology.pdf).
Inoltre, sebbene gli studi sull’efficacia a lungo termine dei bifosfonati non siano numerosi (se si scoprisse che essi non sono efficaci nel lungo termine, così come non lo sono nel breve termine, il danno economico per Big Pharma sarebbe di dimensioni inimmaginabili!), i dati più rilevanti relativi alle fasi di estensione dello studio FLEX (con alendronato) e dallo studio HORIZON (con acido zolendronico) (Black D.M., Schwartz A.V., Ensrud K.E., Cauley J.A., Levis S., Quandt S.A., et al. Effects of continuing or stopping alendronate after 5 years of treatment: the Fracture Intervention Trial Long-term Extension (FLEX): a randomized trial. J Am Med Assoc. 2006;296:2927–2938. doi: 10.1001/jama.296.24.2927) (Dennis M.B., Reid I.R., Boonen S., Bucci-Rechtweg C., Cauley J.A., Cosman F., et al. The effect of 3 versus 6 years of zoledronic acid treatment of osteoporosis: a randomized extension to the HORIZON-Pivotal Fracture Trial (PFT) J Bone Miner Res. 2012;27:243–254. doi: 10.1002/jbmr.1494) ci dicono che nessuno dei due studi ha riscontrato differenze nelle fratture dell’anca o nelle fratture non vertebrali rispetto al placebo … che, tradotto in termini più colloquiali, significa, che entrambi i farmaci funzionano … come l’acqua fresca!
Questi dati sono tratti da un articolo pubblicato nel 2023 e citato in parentesi (Troncoso-Mariño A, Lestón Vázquez M, Gallardo Borge S, Del Val Garcia JL, Amado Guirado E, Violán C. Fracture risk after deprescription of bisphosphonates: Application of real-world data in primary care. Aten Primaria. 2023 Jul;55(7):102651. doi: 10.1016/j.aprim.2023.102651. Epub 2023 May 13. PMID: 37187104; PMCID: PMC10196911), ma la totale inefficacia dei bifosfonati è nota da ben prima del 2023 e una meta-analisi (un’analisi che raccoglie dati di diversi studi sull’efficacia dei farmaci) di ben 33 studi, pubblicata sulla prestigiosa rivista BMJ (ex British Medical Journal), ci rivela la verità, ossia che i bifosfonati sono totalmente inefficaci nel prevenire le fratture. Questa meta-analisi non solo chiarisce che i bifosfonati non prevengono le fratture, ma sottolinea anche che la terapia con bifosfonati rende le ossa più suscettibili alle fratture, arrivando persino ad accusare le grandi aziende farmaceutiche di ampliare in modo aggressivo (e ingannevole) i requisiti di idoneità per far assumere a più persone farmaci per l’osteoporosi (Jarvinen, Teppo L.N., professor, et al. “Overdiagnosis of bone fragility in the quest to prevent hip fracture.” BMJ. May 27, 2015; 350:h2088. Web. https://www.bmj.com/content/350/bmj.h2088).
A questo punto, la domanda sorge spontanea: ma se i bifosfonati non sono efficaci e sono tossici, perché i medici continuano a prescriverli?
Il mercato dei bifosfonati èun mercato globale valutato a 52,54 miliardi di dollari nel 2025 e destinato a raggiungere i 70,642 miliardi di dollari entro il 2033 (https://www.marketresearchfuture.com/reports/osteoporosis-drugs-market-2479?utm_term=&utm_campaign=&utm_source=adwords&utm_medium=ppc&hsa_acc=2893753364&hsa_cam=20378514859&hsa_grp=151545911419&hsa_ad=665836609869&hsa_src=g&hsa_tgt=dsa-2279892190552&hsa_kw=&hsa_mt=&hsa_net=adwords&hsa_ver=3&gad_source=1) … tale fatturato per un prodotto non solo inutile, ma dannoso!
A chi si sta chiedendo come tutto questo possa accadere, consiglio caldamente la lettura del libro dal titolo: “Medicine letali e crimine organizzato”, di Peter Gøtzsche (Giovanni Fioriti Editore s.r.l. – 2015). “Il nucleo centrale del libro”, scrive Richard Smith, già editore capo del British Medical Journal dal 1979 al 2004, “è la raccolta delle prove a sostegno della tesi accusatoria secondo cui le aziende farmaceutiche hanno sistematicamente favorito la corruzione delle ricerche di valutazione, al fine di accentuare gli effetti benefici e di minimizzare gli effetti negativi dei propri farmaci. … Egli mostra fino a che punto si siano spinte le aziende nella campagna acquisti di medici, di professori universitari, di riviste mediche, di associazioni di professionisti ed utenti, di interi dipartimenti universitari, di giornalisti, di membri di enti regolatori e di politici. Questo è il modo di procedere della criminalità organizzata!”.
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1 commento su “Dalla Serie: Inventori di Malattie. Domenico Mastrangelo, Cinzia Notaro (Seconda Parte).”
L’unico farmaco efficace e risolutivo in questo caso è il Kinzal non c’è dubbio.
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