I$r@ele Democratico Vota alle Elezioni e Ammazza Bambini a G@z@. Nulla Cambierà in M.O.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.

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Mentre in Israele si vota, a Gaza, si continua a essere ammazzati dall’esercito israeliano, a dispetto della “tregua” in vigore da più di un anno. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

“Israele non deve essere messo in pericolo da un governo che dipende dai partiti arabi antisionisti”.

Lo dice il premier israeliano Benjamin Netanyahu ai suoi sostenitori dopo la chiusura dei seggi, nella notte delle elezioni del 27 ottobre.

Quella mattina, mentre in Israele aprono i seggi, a Gaza i soldati israeliani sparano sulle tende degli sfollati ad al-Mawasi, sulla costa a ovest di Khan Younis. Uccidono Tahani Shalalfa, 6 anni, confermano i medici dell’ospedale Nasser.

Il suo corpo è avvolto in un lenzuolo bianco, su una barella. Accanto si inginocchiano due bambini, il più piccolo ha un maglione rosso e le posa addosso foglie e fiori gialli.

Nelle stesse ore un drone israeliano uccide un uomo ad al-Mawasi, vicino a Rafah. Nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia, i soldati ne uccidono un altro, riporta il sito palestinese Palestine Online. A Gaza City le ferite di un attacco israeliano di pochi giorni prima uccidono Ahmed Yassin Bseiso.

Gli exit poll danno il Likud di Netanyahu primo partito, ma né lo schieramento del premier né quello del principale sfidante, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, arrivano a 61 seggi su 120 senza i partiti arabi.

Con un’affluenza record nelle loro città, i partiti arabi ottengono il risultato migliore della loro storia. Eisenkot ha quasi escluso di governare con loro.

Il giorno prima , il 26 ottobre, mentre in Israele si chiude la campagna elettorale, un attacco israeliano colpisce un altro campo di tende ad al-Mawasi e uccide tre persone. Jouri al-Soufi ha 7 anni, Hossam al-Zamli 21, Tamer Abu Sneima 24. Secondo l’ospedale Nasser le schegge del missile li hanno colpiti in pieno e hanno dilaniato i corpi.

Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, nell’ottobre 2025, l’esercito israeliano ha ucciso a Gaza 1.565 palestinesi e ne ha feriti 5.640, secondo il ministero della Salute di Gaza.

Il padre di Hossam gli dà l’ultimo saluto davanti alla telecamera del fotografo Abdallah Farhan. Le ultime parole del figlio, racconta, sono state “Salvami, papà”.

#gazagenocide #israel #elections

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Poi c’è questo breve commento di Lavinia Marchetti, su Facebook:

 

Per quanto riguarda le elezioni in Israele non ho grande interesse a seguirle per il solo motivo che non sposteranno di una virgola ciò che succederà al popolo palestinese. Poco mi importa dei problemi interni di uno stato terrorista e genocida. Netanyahu non è odiato per il genocidio che ha commesso o per i 7 fronti di guerra aperti, anzi…è odiato per i processi di corruzione. Dall’altro lato abbiamo abbiamo Eisenkot, uno che ha dedicato l’intera vita alle IDF, autore della tristemente nota Dottrina Dahiya, teorizzata nel 2006 durante la seconda guerra del Libano e che prevedeva, di fatto, tutto ciò che le IDF hanno poi applicato su larga scala a Gaza, ovvero l’uso della forza asimmetrica e sproporzionata. L’applicazione di una potenza di fuoco massiccia e deliberatamente sproporzionata nelle aree urbane da cui operano gruppi ostili. In una scuola potrebbe esserci Hamas? Bene distruggere tutto. Insomma per questo e per mille altri motivi, per noi che guardiamo da fuori queste elezioni, che vinca l’uno o l’altro ai fini del genocidio palestinese non cambia niente. Quindi non posso che concordare con Masharawi.

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E poi c’è questo post pubblicato su Instagram, che illustra qualcosa che non troverete sui media di regime. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

Martedì 27 ottobre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia più volte contro quella che ha definito un’affluenza insolitamente alta nelle comunità arabe, accusando gli elettori arabi e i partiti di sinistra di tentare di rubare le elezioni.

In uno dei video pubblicati sui social il premier israeliano ha esortato i sostenitori del Likud: “Oggi nessuno resta a casa. Niente mare, niente barbecue. Il futuro del nostro Stato ebraico è in gioco: un governo di destra forte o un governo di sinistra sostenuto dai partiti arabi”.

È la prima elezione parlamentare israeliana dopo il 7 ottobre 2023 e registra l’affluenza più alta dal 1973.

Netanyahu avverte che, senza una forte mobilitazione a destra, “ci ritroveremo con un governo di partiti arabi”, rischiando di “avere un governo dei Fratelli Musulmani”.

Anche Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso, parla di “emergenza per la destra” per l’alta partecipazione degli elettori arabi.

Il deputato Ahmad Tibi, leader del partito arabo Ta’al, denuncia intanto interferenze nel voto delle comunità palestinesi: gruppi organizzati di coloni israeliani hanno raggiunto i seggi per ostacolare le procedure e provocare lunghe attese.

“Una donna malata è svenuta mentre aspettava. Ve lo dico chiaramente: non serve a niente. La gente resterà lì finché non avrà votato”, ha scritto Tibi sui social.

Alcuni elettori arabi raccontano anche che coloni ebrei si sono presentati in auto fin davanti alle loro case, nel tentativo di intimidirli e convincerli a non andare a votare.

Anche Adalah, il centro legale per i diritti della minoranza araba in Israele, segnala rallentamenti: secondo l’organizzazione, gli agenti di polizia controllavano i documenti d’identità agli ingressi dei seggi, ritardando l’accesso alle urne.

Secondo la Commissione elettorale centrale, alle 16:00 l’affluenza nazionale era al 55,7%.

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2 commenti su “I$r@ele Democratico Vota alle Elezioni e Ammazza Bambini a G@z@. Nulla Cambierà in M.O.”

  1. Non ce la faccio a leggere tutto, mi viene da piangere. Certo che in Israele votano: loro li scelgono i loro rappresentanti. Di più: scelgono anche quelli degli altri. Probabilmente destra e sinistra si metteranno d’accordo per escludere i palestinesi. Il fine tanto è sempre lo stesso, non c’è da illudersi. Forse Netanyahu è persino meglio: più onesto, non nasconde il delirio di onnipotenza suo e del suo popolo, te lo sbatte direttamente in faccia. Come facciano tanti cattolici a sostenere questi mostri io non lo so

  2. Non Metuens Verbum

    da noi l’elezione democratica è una burletta di arlecchino contro pulcinella (votanti 35% degli elettori), e laggiù dovremmo prendere sul serio un’elezione democratica di lucifero contro belzebù ?

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