San Pietro o Sanremo? E intanto nella Diocesi di MIlano…Benedetta De Vito.

 Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste meste riflessioni su alcune iniziative della Chiesa. a Roma e nel capoluogo meneghino. Buona lettura e diffusione.

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“Gianni Morandi si è esibito ieri sera nella Basilica di San Pietro, in occasione della prima serata della quinta edizione delle “Lectio Petri”, il ciclo di incontri di approfondimento biblico e culturale promosso dalla Fondazione Cortile dei Gentili e dalla Fondazione Fratelli tutti”.

Il mio giro dell’orrore in chiesa comincia con questa scarna notizia tratta da un sito radiofonico e spiattellata così com’è in copia incolla. Sì,  Gianni Morandi ha schitarrato la sua canzonetta contro la guerra nella Basilica più Santa del mondo, davanti a un cardinale molto soddisfatto dell’impresa. Il cantante, invece di chiedere scusa a Dio per la blasfemia commessa, ha dichiarato di essersi emozionato. In platea,  i telefonini riprendevano la scena horror.

Nessuno ha protestato. Dopo gli scimpanzé a profanarne la facciata ora anche le note delle canzonette pop risuonano lì dove dovrebbe sentirsi solo il dolce canto gregoriano. Non San Pietro ma Sanremo. E poi ci si domanda perché il Cupolone, lassù, sembra ricoperto di pece…

Ma andiamo avanti perché, oh che bello, a Milano, nella sede vescovile che fu di San Carlo Borromeo, ora si organizza un corso di… buddismo. Sì, avete letto bene. Su, su, non fate quella faccia. Assisi, con le sue ammucchiate ecumeniche era soltanto il primo passo verso l’indifferentismo religioso e queste lezioncine al veleno ne sono il frutto velenoso. Tutto già prevedibile e previsto. Dai frutti si vedranno diceva il Signore. Ed ecco i frutti sono maturati e pronti. Intanto le male piante prosperano nella Curia. Una suora appena nominata in non so quale dicastero vaticano è una suffragetta del sacerdozio femminile che, in Irlanda (la terra di San Columba…) è già stato approvato dalla chiesa sinodale verde smeraldo (del serpente).

Ma che bello. L’arcinemico danza felice perché niente più lo trattiene. I ragazzini incappucciati e vestiti di nero si fanno predoni maomettani a undici anni (come i bambini dell’intifada, ma guarda un poco che caso…) e il signor Mario Draghi, lo stesso che pronunciò la frase memorabile sui sieri genici sterminatori (“L’appello a non vaccinarsi è un appello di morte”) applaude alla rivolta, inneggia ai bambini rivoluzionari. E un ragazzino montato e sciocchino l’ho visto con i miei occhi davanti a una scuola occupata della Capitale intervistato da una prona “giornalista-giornalaia” del Tg1. Una scena agghiacciante dove una persona adulta s’inginocchia, senza un briciolo di autorevolezza, ai diktat di un ragazzetto ignorante che dovrebbe andare a scuola a imparare. Già, la scuola.

La mia esperienza: sono andata, qualche mese fa, in una media del centro storico di Roma a fare una lezione su Collodi per il bicentenario della nascita (ignorato dal governo) ed è stato un successo. I ragazzini, avidi di capire, mi hanno salutato con un applauso. La professoressa era sulle spine perché… ho parlato dell’Annunciazione e di come la mia professoressa di Letteratura Portoghese mi avesse obbligata, per laurearmi con lei, a leggere intera la Sacra Bibbia. Ora basta, come mi dice sempre il mio dolce Padre Pedro: “Benedetta, rifugiati nel Sacro Cuore di Gesù”.

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3 commenti su “San Pietro o Sanremo? E intanto nella Diocesi di MIlano…Benedetta De Vito.”

  1. Non ci vedo niente di “offensivo” in questo articolo, che i “puristi” denigrano, perché solo loro fanno preghiere, veglie e mortificazioni. Il fatto è che ci vogliono proni, in tutti i sensi.

  2. Io capisco il sangue che ribolle a vedere e sentire determinate cose. E umanamente verrebbe quasi da spaccare tutto. Ma noi cattolici non siamo chiamati a spaccare tutto, e ad abbandonarci ai sentimenti meramente umani. Siamo chiamati a di più, a diventare perfetti come il Padre Nostro, a somigliare a Gesù in mitezza ed umiltà. E questo passa anche dal modo di esprimersi, soprattutto in pubblico, soprattutto se si scrive e si raggiungono persone, più o meno tant’è che siano. Dobbiamo dare l esempio, o almeno sforzarci di farlo. Ben venga il fare il punto degli episodi, magari senza farne un’ ossessione, ma più che per falciare l altro con giudizi ed epiteti, per rendersi conto di quanto c’è da fare per riparare, per pregare per le conversioni. Dio non è sorpreso da ciò che sta vedendo, lo sapeva già. Siamo noi ad esserne sorpresi. Dio ci ha già fatto sapere le cose, quello che era necessario noi sapessimo, con largo anticipo per “metterci una pezza”, e non farci trovare troppo sorpresi. Quindi oltre a produrre fiumi di parole, sempre più pieni di insulti e lamenti, ricordarsi e mettere in pratica quello che Gesù ci chiama a fare da sempre: vegliate e pregate. Pregare per tutti quelli che ancora non stanno pregando, per quello la cui fiamma si sta spegnendo, pregare Dio perché vada a riprendersi il cuore di ciascuno figlio e ci arda dentro , a partire dai sacerdoti tutti. Con le lagne non andiamo da nessuna parte, contribuiamo a far dilagare questa situazione. Con le sole accuse, con sempre l indice puntato contro gli altri come noi fossimo intonsi, con le bordate costanti alla Chiesa che da un lato si fa a pezzi e dall altro ci si aspetta che faccia tutto alla perfezione ma parlando come se non fosse un problema che riguarda in prima battuta ciascuno di noi (compresi i vari scrittori ) e ciò che facciamo e diciamo, ecco con tutto ciò non siamo di aiuto, diamo il colpo di grazia.
    I giorni sono spiritualmente bui? Bene, allora rimbocchiamoci le maniche per ardere di più. Non di insulti e malanimo, ma di preghiere, di offerte, di riparazioni,di vita cristiana, di amore. Dio non si è arreso né si arrende, ha garantito che andrà bene , e allora perché noi ci stiamo attendendo e stiamo avendo sfiducia?
    Che si lasci Dio ardere nel proprio cuore.

    Crio

    1. Non sono l' avvocato

      Fiumi di parole, insulti, malanimo, lamenti, ossessioni, lagne, bordate costanti alla Chiesa, dita puntate, colpi di grazia…
      Dio mi guardi dal voler fare l’avvocato difensore, ché l’ accusata ha mezzi in abbondanza per difendersi da sola, però mi chiedo dove sia mai tutta questa cattiveria. Piuttosto vedo sempre un cuore che piange e si addolora perché è ben triste star di fronte a una realtà sempre più pesante e non certo confortante.
      E mi dica lei: è un bel vedere spettacoli rumorosi e vacui in san Pietro organizzati da fondazioni come “Fratelli tutti” e “Cortile dei gentili”, figlia multiforme del coltissimo ed elegantissimo Ravasi? O corsi di buddismo programmati in diocesi a Milano che fu sede di Sant’Ambrogio, grande dottore della Chiesa d’Occidente?
      Non si accorge lei, che il demonio sta sguazzando senza che nessuno ponga un alt con l’ autorità che gli compete?
      Che almeno sapessero questi ignavi che non siamo tutti ciechi e sordi e senza sale in zucca, come quelle che fra qualche giorno imperverseranno ovunque approvate persino da preti ultramoderni e all’ avanguardia…

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