Gaza, Bambini Bruciati Vivi dalle Bombe Israeliane. L’ONU: i Media Normalizzano il GenΘcidiΘ.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, e di come la percezione ne sia influenzata. Buona lettura e diffusione. Θ

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Il primo è questo post su instagram:

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Un rapporto dell’ONU rivela il ruolo dei principali media e delle piattaforme digitali nel normalizzare il genocidio a Gaza. Indica la BBC, The New York Times, CNN e la ZDF della Germania, criticando la loro copertura per aver incorniciato gli eventi in modi che oscurano la responsabilità per le morti palestinesi e marginalizzano la narrazione palestinese.
Il rapporto esamina anche Meta, Alphabet (Google), X e TikTok, evidenziando la soppressione del contenuto palestinese e la diffusione della propaganda israeliana e dell’incitamento anti-palestinese. Avverte che la copertura mediatica e la censura digitale possono minare gli sforzi per documentare le violazioni e ritenere responsabili.

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Poi c’è questo post ssu Threads di Voce Ebraica per la pace:

Abbiamo visto video di israeliani che avvelenano animali. Abbiamo visto video di soldati israeliani che violentano palestinesi. Abbiamo visto video di neonati palestinesi decapitati. Abbiamo visto video di bambini palestinesi rinchiusi in gabbia. I leader e i media occidentali continuano a fare del loro meglio per presentare Israele come una democrazia.

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E poi, riguardo al caso di Reggio Emilia, c’è questa lettera di Cosimo Pederzoli a Gad Lerner. Che mette in luce tutte le possibili ambiguità della situazione, e di certi personaggi. 

Caro @gad.lerner , ho letto la sua intervista a @larepubblica riguardo il “caso ReggioChildren” e ho come il sospetto che nessuno l’abbia informata sul perché a Reggio Emilia tanti cittadini abbiano iniziato a porsi domande sulle delegazioni ospiti. Ho questo sospetto perché la stimo troppo per pensare che anche Lei possa cadere nel “Il fatto che lo si chieda in quanto ebrei è un errore grave”.

Il dato di partenza non è mai stata la fede ebraica, tantomeno la cittadinanza israeliana, ma i rapporti che le scuole ebraiche (come giustamente si auto definiscono) in visita a Reggio Emilia intrattengono con associazioni che promuovono l’#idf , raccolte fondi per l’esercito israeliano, gli incontri tra bambini e militari impegnati a Gaza.

Il network previsto a Reggio, nella componente americana, era composto da diversi insegnanti di istituti che promuovono queste iniziative. Alcuni esempi: Bernard Zell Anshe Emet Day School in Chicago, United Hebrew Congregation di St.Louis, Early Childhood Professional Learning of Jewish United Fund, Manhattan Day School, Center for the Advancement of Jewish Education di Miami. Lo fanno con orgoglio.

Addirittura alcune scuole del Network internazionale ReggioChildren, ossia “la rete costruita con referenti dei Paesi con cui Reggio Children interagisce da tempo e più stabilmente”, sono sostenute economicamente dal Ministero israeliano degli Affari della Diaspora. Chikli, come lei ben sa, è un estremista di destra già accusato dalla “Hind Rajab Foundation” di crimini di guerra in relazione al conflitto a Gaza. Lo stesso Ministero che mi ha schedato, insieme ad altre realtà, inserendomi nell’ultimo rapporto di monitoraggio di sicurezza e intelligence pubblicato sul sito del governo israeliano, per antisemitismo.

Chi attraversa nostri spazi pubblici può essere druso, musulmano, zoroastriano od ebreo. Ma tutti devono dire no ai genocidi, alle stragi di innocenti, alle guerre. Chi non lo ha fatto sono le scuole ebraiche americane, quelle che progettano gite con l’Idf, raccolgono soldi per Friend Of Idf e vengono finanziate dal Ministero israeliano della Diaspora.
Forse tutto questo non Le è stato riferito. Peccato. #reggiochildren

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E intanto, mentre in Occidente e in Italia si discute sul problema dell’antisemitismo, a Gaza accade quello che racconta questo post di Vincenzo Fullone, su Instagram.  Non dimentichiamo che a Gaza ci sarebbe una tregua, che Israele continua a violare massacrando civili inermi, e bloccando l’ingresso degli aiuti più essenziali. Cliccate per il video. Notizie che non troverete di sicuro sui giornali italiani, che invece dedicano (vedi La Stampa) interviste a un soldato israeliano prigioniero di Hamas e rie lasciato un anno fa. Un anno fa!  Ma tutto serve a coprire e giustificare il genocidio. 

GAZA CITY, ZONA DELL’OSPEDALE AL-SHIFA — 14 OTTOBRE 2026,

Mentre voi dormite, l’esercito dei mostri di Tel Aviv continua a bombardare Gaza. Questa notte ha colpito un appartamento fatiscente nella parte occidentale della città, nei pressi dell’ospedale Al-Shifa.

Dall’interno arrivano le urla dei bambini intrappolati tra le fiamme. Chiedono aiuto. Fuori, la gente cerca disperatamente di raggiungerli, ma non sa come tirarli fuori. E non c’è abbastanza acqua per spegnere l’incendio.

NON HANNO NEMMENO ACQUA SUFFICIENTE PER SPEGNERE IL FUOCO.

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E intanto come si vede da questo postsempre di Vincenzo Fullone, continua la pulizia etnica in Cisgiordania, operata da Israele e dalle squadracce di coloni profetti dall’esercito. Ma anche questo non fa notizia per politici e giornali complici. Cliccate sul collegamentoper il video.

JENIN, CISGIORDANIA OCCUPATA — 13 OTTOBRE 2026. Rastrellano mentre il mondo guarda.

L’esercito d’occupazione invade il quartiere Al-Bayader, rastrella le strade, preleva diversi palestinesi e li sottopone a interrogatori sul posto.

Secondo le immagini e le testimonianze diffuse, li costringono a inginocchiarsi, li spogliano, li bendano, li umiliano. Immagini che dovrebbero raggelarvi il sangue. Invece avete imparato a guardarle senza provare più orrore.

Il «Mai più» lo avete ripetuto per ottant’anni. Ma mai più cosa, esattamente? Mai più per nessuno o mai più soltanto per alcuni? Chiedetelo a Liliana Segre. Chiedetele se queste immagini le ricordano qualcosa. E soprattutto se il «Mai più» vale anche quando a inginocchiarsi sono i palestinesi.

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