Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste rfilessioni sulla visita di papa Leone XIV in Francia, e a Parigi in particolare. Buona lettura e condivisione.
§§§
Suonavano a distesa le campane di Parigi e le folle sciamavano per strada, in ginocchio sui campi elisi i penitenti cercavano la riconciliazione e molti giovani prendevano come si deve la Santa Eucarestia, ossia, ginocchioni e sulla lingua.
Oh che bello rivedere Parigi accendersi d’amore per il Signore e perché, mi sono chiesta, le campane a Roma, nella Roma del Papa, non suonano mai così belle, a distesa nell’azzurrità? Sì, ho pensato solo queste cose qui nei giorni del viaggio apostolico di Prevost in Francia. Non avevo, però, sentito le frasi entusiaste del successore apostolico sulla diabolica rivoluzione francese e sulla falsa trinità in forma di parole luciferine. Libertà (dal Signore), uguaglianza (mentre il Signore ci ha creati tutti diversi e con differenti talenti) e fraternità (mentre io sono sorella solo di quanti, convertiti, vivono nella Santa unione con la Trinità).
Il mio cuore ha sanguinato. E mi sono chiesta perché, se i rivoluzionari, secondo le sue parole, erano nel giusto (orrore!), perché lo stesso Prevost è andato a omaggiare il Convento delle Carmelitane che, durante gli anni dell’orrore, ha dato vittime alla rivoluzione di sangue? La discrasia vaticana è senza soluzione, lo dico qui ad alta voce. Tutti i Papi preconciliari hanno sempre condannato, e giustamente, la rivoluzione francese e i suoi mostruosi principi massonici. Io, nel mio piccolo, ho scritto il mio nuovo libro, Luiruà, su questo e spero di vederlo pubblicato presto…
La libertà giacobina (che è libertà dal Signore, in pratica il peccato originale, mentre noi siamo chiamati a fare la Sua Santa Volontà che è il nostro vero e unico bene) è un’arma di Lucifero che ci insuffla il gusto per la disubbidienza, che ci spinge a fare il comodo del nostro ego malato e a peccare, finendo all’inferno. E la libertà francese è rimbalzata negli Stati Uniti dove la statua a lei dedicata, nelle acque di Nuova York (io non parlo più inglese…) ha, non a caso, delle catene spezzate ai piedi. Così vedono i peccatori l’unione con Dio: catene. Mentre al contrario sono gioia e felicità assolute! Ed è questa l’immensa Verità. Tornare a lui, come bambini pentiti e lasciarsi da Lui guidare come le pecorelle seguono il Buon Pastore. Sì, lo dissi da bambina, e lo ripeto qui: non andrò mai in America.
L’uguaglianza è invece rimbalzata nell’Unione sovietica (ma anche in Italia travestita da Sessantotto) in forma di comunismo e abbiamo tutti visto come è andata a finire. Quanto alla fratellanza, che è principio massonico, il muro di massoncini-mattoncini che s’alza, nuova torre di babele, a sfidare il Signore, ce la stanno ammannendo a noi qui e ora, con tutte le baggianate sull’inclusione e l’accoglienza che ci porteranno all’invasione musulmana. La Palestina, pur martoriata, è stata subdolamente usata come grimaldello per pubblicizzare le bandiere islamiche che, se non lo sapete, hanno tutti gli stessi identici colori. Oh certo, anche Prevost ci invita ad accogliere tutti in nome della fratellanza. Ma io dico no, l’Italia Cattolica non deve accogliere chi è qui per conquistarci e per sottometterci. Servono nuovi crociati nelle armate di San Michele Arcangelo. Gli italiani non devono imparare l’arabo, ma tornare al latino, caro Mieli, e gli arabi, anche quelli di Ceuta, dovrebbero rimanere a casa loro e casomai, se non gli piace come è il loro paese, cambiarlo. Il diritto all’immigrazione viene dopo il diritto a vivere dove si è nati. Benedetto XVI lo ha detto e ripetuto. Il mio adorato Benedetto e quanto mi manca…
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
***
Stilum Curiae lo trovate anche qui:
https://www.instagram.com/sanpietrotos/
https://www.facebook.com/marco.tosatti/
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822
www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21
***


36 commenti su “La Tremenda Trinità a cui Papa Leone Ha Reso Omaggio Verbale a Parigi. Benedetta De Vito.”
Da quando è comparso infaustamente don P.P. su questo blog, questo prete siciliano riesce a trasformare la sezione dei commenti in una guerra fra i suoi sfegatati fans e chi non lo è. Bravissimo!!!!!
Ricordiamoci che i commenti di tutti, compreso questo mio, sono “opinioni”, più o meno vicine alla verità, più o meno giuste o sbagliate, ma sempre opinioni.
E ricordiamoci che la battaglia che viene combattuta attualmente nella Chiesa non verrà certo decisa da queste “battaglie dei commenti”, combattute sempre dagli stessi 4 gatti, gustose da leggere se ci si appassiona alla tifoseria o alle tifoserie, ma del tutto inutili per il trionfo della Verità.
Il prete che ha trovato un surrettizio pubblico digitale di 4 gatti è già stato castigato in passato da Tosatti stesso. Ma sembra che non abbia recepito la “lezione”. Su altri blog in cui ha tentato una operazione simile è stato definitivamente eliminato. La cosa migliore da fare è ignorarlo. Tanto ripete sempre le stesse cose… Ed evitare anche di leggere i suoi “papiri”.
Caro Complottista, «non leggetelo, ignoratelo, eliminatelo»: difesa della Verità o paura della Verità? Mi ricorda il metodo del Tentatore: quando non riesce a confutare una parola, prova almeno a impedirle di essere ascoltata. Perché la Verità si confuta, se è falsa; se invece bisogna silenziarla, forse è proprio perché fa paura.
Ennò, signor complottista. Forse questo mio commento non vedrà la pubblicazione tuttavia precisiamo. Questo è un blog, ufficialmente cattolico , che dà voce per lo più a gente che cattolica non è né negli scritti e tantomeno nei commenti. La grossa parte dei commenti, o opinioni se si preferisce, è di gente accomunata dall odio verso Roma, il vaticano, le gerarchie ecclesiastiche e il Papa. Mancano persino dell’ onestà di ammetterlo e provano vari sotterfugi per mantenere il titolo di cattolici, salvo che poi cade immancabilmente appena si legge ciò che scrivono. La colpa che trasversalmente viene fatta a don Pietro è quella di riportare le cose per come stanno, di mettere un freno a fantasie spacciate per certezze, di ricordare come va intesa la Chiesa il suo ruolo e come deve approcciarsi il fedele in base alla sua condizione (come il fatto che il laico non può ergersi da sé a giudice né della Chiesa né del Papa ). Ecco il grande peccato che non gli si perdona e verso cui viene chiesto addirittura l interdizione del poter parlare. Don Pietro svolge il ruolo che ha, di pastore, e fa bene a farlo per evitare che le persone siano tratte in inganno da questi affabulatori di ribellione, già fuoriuscito dalla Chiesa e che lavorano alacremente per il cornuto a portarsi più gente possibile fuori dalla Chiesa assieme a loro.
La lezione semmai è per chi come lei chiama al tappare la bocca a chi riporta la sana dottrina e ricorda i posti a ciascuno. È infine giunto palesemente il tempo in cui la sana dottrina non viene più tollerata. Lei ne è un esempio fresco fresco.
Ed è ovvio che ci sia combattimento, perché il falso vuole passare per vero e quando trova chi, come don Pietro, ricorda a tutti il vero si scalda e prova l attacco. Perdono già coloro che continuano a seminare errori e fiele, e continueranno a perdere il bene più prezioso: Cristo. Per quanto concerne i “4 gatti”, beh Dio è famoso per prendere numeri esigui e farne potenze. Il numero non ha mai fatto la qualità di una argomentazione, né ne prova la verità, figurarsi poi la Verità.
Impari la sua di lezione prima di richiamare “punizioni educative” su altri.
Crio
Ringrazio tutti coloro che hanno gentilmente dato riscontro alla mia domanda.
A mio parere, può esistere un pensiero non soggetto ad etichette.
Nel Vangelo, Cristo dice anche: «Chi non è contro di noi è per noi».
Quindi può esservi un pensiero non strettamente dogmatico che è per Cristo.
Un esempio, seppur modesto, è il pensiero del … Matto.
Un distinto saluto a tutti.
NB. Ci sarebbe da chiedersi se sono con Cristo coloro che apprezzano gli articoli
della signora De Vito, o coloro che invece li disprezzano.
Caro Matto,
essere con Cristo è (o sarebbe) una cosa; essere con la politica (in senso lato) della Istituzione è un’altra. Eppure qua tutti sgomitano per assicurarsi, attraverso l’Istituzione, un posto- il più comodo possibile- in Paradiso da dove- per proprio completo appagamento- poter osservare “giù” i tormenti dei dannati, (come garantiva il dotto- cattolico- S. Tommaso d’Aquino).
Si Gazzoli, i disturbatori seriali approfittano dell’ospitalità dei bravi titolari di blog cattolici per ostacolare, confondere e disorientare i blogger che invece condividono la linea del blog…e questo non è un bene per i cattolici che cercano conforto e conferma in questi portali tradizionalisti. L’ospitalità è una virtù, ma quando i nemici ne approfittano per attuare la tattica del cavallo di Troia, allora bisognerebbe alzare il ponte levatoio, altrimenti il blog si snatura, i veri cattolici si stufano e se ne vanno, e il bravo titolare del blog non può dirsi soddisfatto da ciò. I club ammettono solo i soci, e se i loro gestori, cattolici, vogliono continuare nella loro opera benemerita dovrebbero imitarli, purtroppo, non vedo altra via d’uscita. Questi blog non sono talk show, dove si cerca la baruffa per aumentare lo share.
Caro Catholicus,
quel che lei auspica presuppone che il titolare del blog
si erga a guardiano e censore affinché le espressioni scritte
degli articoli e dei commenti rispondano rigorosamente
al dogmatismo e legalismo cattolico.
C’è però un problema: stando ai ferrei cattolici che si confrontano
su questo blog, si evince chiarissimamente che non c’è affatto
una visione unitaria neanche tra di loro, anzi!
Quindi il guardiano censore non saprebbe a che santo votarsi per esercitare
la sua funzione inquisitoria.
Onestamente, si dovrebbe riconoscere che c’è un notevole
e tragico caos che vede ognuno cantarsela e suonarsela e
che rende impossibile l’aut-aut.
Guardi Catholicus, se c’è – tra gli altri – un pregio di lunghissimo corso del blog di Marco Tosatti è proprio la disponibilità a dar voce a ogni posizione, purché espressa con civiltà. Il fatto che il blog sia di indirizzo cattolico non impedisce che al suo interno inteloquisca anche chi cattolico non è, o chi cattolico è ma molto sui generis (e scrive bene Enrico Nippo sull’attuale pluralità – ancorché un po’ caotica e non sempre edificante – delle posizioni in seno al mondo cattolico).
Invocare la censura è fuori luogo. E a che pro, poi? Se Lei desidera blog cattolici in cui vige una censura piuttosto stretta, ne può comodamente trovare parecchi in rete. Sono consessi in cui, effettivamente, se la suonano e se la cantano da soli, senza peraltro incidere di una virgola sulle reali dinamiche della vita ecclesiale.
Di che, infine, può dirsi soddisfatto il titolare del blog, probabilmente è in grado di dirlo solo… il titolare del blog. Non gli attribuisca, quindi, conclusioni a talento.
Non bisogna avere paura delle opinioni e dei diversi punti di vista. Si tratta solo di inteloquire serenamente ed educatamente. Tutto qui. L’epoca del cattolicesimo da terza narice è tramontata definitivamente: è un dato reale (e, a mio giudizio, positivo) e occorre farsene una ragione.
Non è che sia inesorabilmente giacobino ciò che non è esclusivamente cristiano, ma, come lei ben sa, caro Nippo, dall’ illuminismo e già da molto prima, il pensiero, discostandosi dai principi cristiani, ha rivoluzionato tutto, ogni ambito della vita e si è (questo sì inesorabilmente)prolungato e sedimentato nel tempo, fino a giungere alla catastrofe odierna dove il bene è palesemente divenuto male e il male bene. Certo, al di fuori del cristianesimo si perde la strada, purtroppo.
Caro Nippo, scusi tanto, pensavo che la risposta alla sua domanda fosse ricavabile dalla mia replica, ma adesso vedrò di spiegarmi meglio: non è che chi non è cattolico sia necessariamente giacobino, no, assolutamente; però, rifacendosi alla famosa affermazione di Cristo “chi non è con Me, è contro di Me” ne deriva che chi non è apertamente con Cristo non è che abbia da rallegrarsi tanto, poiché si pone alla mercè del Nemico di Cristo e dell’umanità intera (non si illudano, infatti, di aver ricompense da Lucifero nell’altra vita, gli attuali nemici di Cristo, e sono un’enorme armata delle tenebre, sappiano invece che saranno tormentati in eterno, laggiù, dov’è pianto e stridor di denti). Quindi siano o meno giacobini, luterani, massoni, comunisti, nazisti, globalisti, agli effetti della salvezza eterna, della “salus animarum” , non fa nessuna differenza, sono destinati a finire Laggiù, se rimangono impenitenti fino alla fine, e ostinatamente ostili ad entrare nell’Ovile Santo (come la Madonna della Rivelazione disse a Bruno Cornacchiola, quando questi faceva parte di una setta protestante, e stava redigendo un libello antimariano), altro che “Dio ti accetta così come sei” e “vado a dire a uno di farsi cattolico ? No, No, No…il proselitismo è un’enorme sciocchezza, paralizza” come diceva il furbo Bergoglio. Non mi dilungo oltre, caro amico, sperando di aver chiarito il mio pensiero. Pace e bene e LJC !
Come sono vere e attuali le parole di Gesù quando dice: “solo le Mie pecore sanno riconoscere la voce del Buon Pastore (BXVI)… Mentre i capri seguono i pastori mercenari Jmb e Prevost che, grazie alla massoneria politica ed ecclesiastica sono entrati per la finestra di due invalidi conclavi per distruggere la vera Chiesa e condurre le anime all’inferno eterno !!!
Massoneria che l’antipapa Prevost ha inneggiato il 25 al Palazzo dell’Eliseo di Parigi, affermando “blasfemamente”,
che il motto massonico degli ILLUMINISTI francesi: “libertà, uguaglianza e fraternità” esprimerebbe “imperativi etici universali” che troverebbero ispirazione e compimento nel Vangelo. (bestemmia!)
Mentre invece sappiamo che tali imperativi massonici (condannati da Cristo e dalla Sua Chiesa) hanno animato la Rivoluzione Francese per la scristianizzazione della società.
Solo un cieco non si rende conto che questo iniquo obiettivo è lo stesso degli antipapi Bergoglio e Prevost e della loro chiesa massonica eretica, idolatrica pro Lgbtq, etc..
https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-xiv-appears-to-rebuke-french-secularism-in-macrons-presence/
Solo un cieco non vede la realtà di un antipapa che, con false parole di convenienza in difesa della vita si traveste da angelo di luce per ingannare la gente, mentre nei fatti, nomina vescovi come Zuppi e Pegoraro apposta per far passare in Italia e nel mondo leggi assassine come il suicidio assistito o l’aborto fino a 9 mesi. Leggi inique già approvate dai suoi amici massoni Emmanuel Macron e Pedro Sánchez che hanno mobilitato migliaia di persone per applaudire un antipapa.
Egregio G.D. Io non so chi lei sia e per questo mi permetto di chiederle: con quale autorità e diritto lei qui accusa pubblicamente Papa Leone XIV di essere un massone e antipapa e da’ del cieco a chi come me da’ del suo discorso all’Eliseo una interpretazione diversa dalla sua. Grazie !
Le rispondo io, caro stilumcuriale emerito: con l’autorità dell’illazione gratuita.
Condivido pienamente la sua lettura del discorso di papa Leone XIV e trovo sciocco, oltre che inutile, tutto questo stracciarsi di vesti all’indirizzo del pontefice regnante.
Condivido tutto l’articolo, indigesto a chi crede, e cominciano ad essere in tanti su questo sito, che Topolino e Minnie siano veri.
C. Gazzoli
Don Pietro Paolo, GRAZIE di esistere!! Sa, a volte questo sito mi spaventa e Lei mi riporta la pace nel cuore
Grazie dei Suoi commenti ❣️
E grazie a Marco Tosatti che li pubblica. ❣️
Don Pietro Paolo, La prego: prenda il fatto di commentare gli articoli che escono su Stilum Curiae come una missione di ristabilimento della verità, La prego. Grazie.
Altrimenti mi sentirei come circondata da Erinni e al maschile non mi viene.
direi che lei ci prova gusto a seguire gli articoli di questo blog, che non può certo dirsi camuffato…
Claudio Gazzoli
Ottima esortazione “a contrario sensu” come suol dirsi : basta mettere il segno “-” davanti, come in una equazione, e il risultato cambia completamente, si ribalta, da positivo il commento diventa negativo, ed il suo destinatario appare per quello che è, un disturbatore seriale e niente più, di wuesto niente più, peccato per lo spazio che toglie al bravo Tosatti…
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE, in proposito:
https://www.exsurgedomine.org/blog/gentile-dott-valli/
Veramente la Dichiarazione di Indipendenza (1776) precede di 13 anni la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo(1789)
VERO!
Buona sera sono ancora io. Ho rifatto la mia ricerca ed ho trovato le parole esatte dette dal Papa nel discorso tenuto all’Eliseo di fronte alle autorità civili della Francia.
La Francia è anche una terra dalle ricche radici cristiane. Dai tempi di sant’Ireneo e del battesimo di Clodoveo, l’anima della vostra patria si è sviluppata attingendo dal cristianesimo un genio spirituale, culturale, intellettuale, artistico e missionario, che oggi risplende in tutto il mondo. È così che nella Francia del XVI secolo fiorì l’umanesimo, che cercava di unificare l’eredità greco-romana e la fede cristiana. Ai celebri pensatori del Rinascimento, e poi del Grand Siècle, seguirono quelli dell’Illuminismo, e la Francia portò allora al mondo vere e proprie conquiste; tra queste, il riconoscimento dei diritti dell’uomo insiti nella natura della persona umana, in particolare la libertà religiosa. Questa costante attenzione alla dignità intrinseca di ogni persona umana trova eco nel vostro motto nazionale. Libertà, uguaglianza e fraternità non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici, ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, proclamata in questa città di Parigi – e nella cui elaborazione il giurista francese e premio Nobel per la pace René Cassin svolse un ruolo di primo piano – ha avuto lo scopo di creare una coscienza generale della dignità inalienabile della persona umana. San Giovanni Paolo II, che considerava questo documento «una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità», era consapevole che «ogni minaccia ai diritti umani, sia nell’ambito dei beni materiali che in quello dei beni spirituali, è ugualmente pericolosa per la pace, perché riguarda sempre l’uomo nella sua integralità». [1]
Brava Benedetta😇
A proposito di “Rivoluzione”.
La PRINCIPESSA DI LAMBALLE, Maria Teresa Luigia di Savoia Carignano.
Amica fedelissima della regina Maria Antonietta, non volle abbandonarla durante la prigionia del 1792, prima della sua esecuzione. Si era prodigata presso le corti europee (che se ne sono fregate… non avevano capito che, ben presto, sarebbe toccato anche a loro… tranne i “reali” di Inghilterra…. chissà perché…) per intervenire in Francia a salvare la famiglia reale, poi scelse di tornare a Parigi per rimanere accanto alla regina.
Invito a leggere questa breve biografia perché dobbiamo avere il coraggio di scendere nell’abisso infernale degli orrori della Rivoluzione; orrori che, in altre forme, perdurano ancora oggi e domani…
https://www.palazzodellarosa.it/personaggi_storici_principessa_lamballe.htm
C. Gazzoli
Non avevo, però, sentito le frasi entusiaste del successore apostolico sulla diabolica rivoluzione francese e sulla falsa trinità in forma di parole luciferine. Libertà (dal Signore), uguaglianza (mentre il Signore ci ha creati tutti diversi e con differenti talenti) e fraternità (mentre io sono sorella solo di quanti, convertiti, vivono nella Santa unione con la Trinità).
Ho cercato nel sito del Vaticano fra Discorsi, Omelie, Angelus pronunciati da Papa Leone XIV nel suo viaggio apostolico in Francia ma non sono riuscito a trovare nulla di quanto afferma lei. Per cortesia mi potrebbe fornire il link al documento ufficiale dove reperirle? Grazie in anticipo per la sua cortese risposta.
Dottoressa De Vito, grazie dei suoi articoli che arrivano sempre al cuore delle questioni e dei problemi.
Oh, cara Benedetta, me lo sono chiesto anch’io, insieme a mio marito, come possono andar d’accordo lodi alla rivoluzione e visite alle carmelitane non certamente dimentiche degli orrori perpetrati in casa loro dai rivoluzionari. Ma è diventato normale, in fondo, confondere le menti, un momento dir bianco e poco dopo nero. Non vorrei dirlo e mi spiace pure pensarlo, ma lo sappiamo da chi e da dove vengono queste contraddizioni e chi sia il sulfureo re della menzogna..
La verità invece è splendente come il sole e come Chi il sole l’ ha creato. La verità annuncia il paradiso e non può contraddirsi da sé.
Il boom delle conversioni in Francia è bello ed entusiasmante, sì, ma a cosa si stanno convertendo questi ingenui nuovi cristiani? Alla Chiesa di Cristo o a quella dei suoi nemici?
BRAVISSIMA! Questo è il punto.
Finché questa gente applaudirà Prevost, sarà ben lontana dalla Chiesa di Cristo.
Temo che confluiranno piuttosto nel flusso di anime destinate a perdersi dietro agli apostati insediatisi proditoriamente in Vaticano.
Checché ne dicano gli arrampicatori sugli specchi difensori dell’indifendibile!
A leggere Benedetta De Vito si ha l’impressione che, quando si tratta di Leone XIV, occorra proprio andarsele a cercare tutte pur di trovare materia per l’immancabile processo al Papa.
Ma dove avrebbe detto Leone XIV che «i rivoluzionari erano nel giusto»? Non lo ha detto. Dove avrebbe celebrato la Rivoluzione francese, il Terrore o la persecuzione anticattolica? Neppure questo ha detto. Ha parlato invece di libertà, uguaglianza e fraternità affermando che questi valori, rettamente intesi, trovano nel Vangelo la loro sorgente e il loro compimento. E infatti, parlando ai giovani, ha spiegato persino che la vera libertà consiste nello scegliere il bene, che «dà vita» e non la toglie. (Stampa Vaticana)
Dov’è dunque la contraddizione con l’omaggio ai martiri del 2 settembre 1792? Non c’è. Leone XIV ha percorso proprio il cammino dei sacerdoti massacrati durante la Rivoluzione. (Stampa Vaticana) Condannare la violenza rivoluzionaria non significa dover consegnare per sempre al demonio le parole libertà, uguaglianza e fraternità. Altrimenti dovremmo concludere che la libertà dei figli di Dio, l’uguale dignità degli uomini davanti a Dio e la fraternità universale abbiano avuto origine nel 1789 anziché nel Vangelo.
E qui la polemica diventa quasi paradossale: il Papa dice ai giovani che «per noi vivere è Cristo», presenta Gesù come Redentore del mondo, parla di vita eterna, invita alla missione e afferma che non si può testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali lo si annuncia. (Stampa Vaticana) Ma tutto questo scompare, perché bisogna trovare comunque la frase da mettere sotto la lente d’ingrandimento per dimostrare l’ennesima «discrasia vaticana».
Quanto poi all’idea che io possa essere fratello soltanto di chi è convertito e vive «nella Santa unione con la Trinità», ricorderei sommessamente che la fraternità derivante dalla comune natura umana non equivale affatto alla comunione soprannaturale in Cristo. Confondere i due piani serve soltanto a costruire un bersaglio che il Papa non ha mai proposto.
Si può certamente discutere una frase di Leone XIV, criticarne l’opportunità o desiderare formulazioni differenti. Ma prima bisognerebbe almeno lasciargli dire ciò che ha realmente detto. Altrimenti non si critica più il Papa: si critica il Papa che ci si è costruiti apposta per poterlo criticare.
Caro don P. P.. stavolta la nostra “sorella” Benedetta è inciampata e ahilei è miseramente caduta. Per i termini e i toni da lei usati nei confronti di Leone XIV a parer mio potrebbe essere ravvisabile il reato di diffamazione ( art. 595 del CDP). Che possiamo fare?
Dobbiamo cristianamente perdonare o umanamente agire?
Don PP e Stilumcuriale Emerito non vi vergognate ad attaccare in questo modo osceno chi, come Benedetta, sta comprendendo la Verità sull’impostore eretico prolgbt Prevost grande amico dei due massoni Emmanuel Macron e
Pedro Sánchez ambedue pro gay, pro aborto e proeutanasia, che hanno mobilitato migliaia di persone per andare ad applaudire un antipapa.
Non è da Cristiani attaccare chi, per amore di Cristo e della Sua vera Chiesa ha il coraggio di abbaiare contro il lupo travestito da papa che, in linea colbsuo predecessore, continua a dilanianiare il gregge di Cristo.
Mi scusi sig. G.D. Ma di che cosa mi dovrei vergognare?
Grande don Pietro
Argomento incandescente messo in campo dalla signora Benedetta. Non vorrei aver capito male: la libertà di espressione è soltanto quella consentita dalla Chiesa? Tutto il resto è irrimediabilmente giacobino?
No, caro Nippo, lei inverte l’ordine dei fattori, e stavolta il ridultato cambia, e parecchio anche: è la follia giacobina (e illuminista più in generale) che limita e abolisce la libertà di professare e vivere la fede cristiana, e ciò perché trasuda odio contro Cristo da tutti i pori : il progresso, la libertà, la libertà massomica, sono paraventi, foglie di fico per nascondere il loro vero obiettivo, sterninare i cristiani e cancellare ogni traccia di fede cristiana, persino il ricordo di Cristo. Dietro a questa manovra c’è il diavolo, come sempre, fin dal giardino dell’ Eden ( con buona pace di Darwin e del suo farlocco evoluzionismo).
La ringrazio per l’intervento, però
non mi sembra che lei abbia risposto
alla mia domanda “invertita”.
Chiaro che c’è incompatibilità
tra il pensiero cristiano e il pensiero giacobino,
ma, lo domando di nuovo:
ogni pensiero che non è rigorosamente
ed esclusivamente cristiano, è
inesorabilmente giacobino?
Ogni pensiero che non è rigorosamente ed esclusivamente cristiano, è inesorabilmente giacobino?
No. Per una semplice ragione, già trattata addirittura da Gesù in persona: “chi non è con me è contro di me” (Mt 12,30) è diverso da “chi non è contro di noi/voi è per noi/voi” (Mc 9,40 e Lc 9,50).
Gesù (il cristianesimo) è A. Chi è “NON A” è diverso da chi è “NON NON A”.
La fratellanza è un’occasione di umanità ed è un sentimento di affetto e di solidarietà che non riguarda solo chi è fratello biologicamente, di parentela o di fede, per estendersi anche a persone di culture o fedi differenti, per il semplice condividerne l’umanità e la storia.
Chiunque di noi può aver sperimentato questo sentimento sentendosi ”affratellato” in una circostanza che supera le divisioni: il posto di lavoro, una coda, una sala d’attesa, un viaggio, un sentiero di montagna… L’amicizia spesso “affratella” individui dai percorsi piuttosto disparati… non bisogna precluderseli, anche se poi ci sono e restano le differenze (ad esempio la fede). Ho avuto amici atei…
Non si tratta quindi di approcciare la fratellanza/fraternità come un sentimento sempre negativo, ma di rendersi conto di come essa sia divenuta anche un’ideologia rivoluzionaria, ostile al cristianesimo e all’umanità in genere. Un’eterogenesi dei fini… Ne abbiamo viste tante.
La prima e la seconda “fratellanza” non sono la stessa cosa.
La seconda all’occorrenza usa la ghigliottina… affettando con l’ideale scaduto in ideologia.
Cristianamente, da fratelli in Cristo, centrati sull’essere divenuti creature nuove, il problema è questo: non confondere l’essere creature nuove con il rimanerne distaccati, inseguendo fratellanze che annullano o negano il dono ricevuto.
Rousseau dice che siamo intrinsecamente buoni e il catechismo che siamo segnati dal P.O., bisognosi di salvezza.
Per l’uno siamo capaci di salvarci da soli, se non veniamo turlupinati alla fonte. Per il catechismo la realtà è diametralmente opposta.
Finché si parla di calcio non è un problema, ma andando alle cose serie, a legiferare sulla vita, cambia radicalmente la prospettiva.
Nella fratellanza in cui chi ha il dono da Dio lo testimonia, possono esserci dialoghi franchi e necessari, nella verità che non finge.
Il guaio è quello di non testimoniare con verità, che è anche ben diverso dal pensare che la Verità sia incompatibile con la fratellanza.
Povera quella famiglia che resta unita nell’ipocrisia. E’ un dramma già dentro un matrimonio, che sia solo naturale o che sia cristiano.
A che cosa educherò i figli? O l’una o l’altra, anche se nessuna delle due dovrebbe significare amputare o ghigliottinare…
Bisogna comporre il mosaico senza vergognarsi dei sassolini di certi colori, nella libertà di togliermene dalle scarpe se fanno male.
Oppure di tenerseli, per penitenza, sopportando il male sapendolo e dicendolo un male.
Stona chi invece dice che si cammina meglio con i sassolini nelle scarpe e che è un bel mosaico quello coi buchi privi di tessere, lasciati per non offendere qualcuno mettendo le cose dove esattamente lo prevederebbe il disegno.
Nel mondo c’è chi sbaglia e fa del male. C’è il peccato. C’è la confusione, ci sono l’eresia e l’apostasia.
Basta poco per diventare complici… e non si può nascondere tutto sotto un tappeto, nemmeno se fosse tessuto di fratellanza.