Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo acquarello di parole pieno di serenità e di mare. All’inizio… poi il mondo e la memoria si fanno di nuovo avanti. Buona lettura e meditazione.
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Mi pareva, stamane prima dell’alba seduta in riva al mare, che la luna piena, enorme, candida, un cerchio bianco nel limpido, splendente cielo azzurro giocasse con me. Io facevo un passo e lei pure, ne facevo due di lato e lei con me. Io salivo sulla battigia fino al retrospiaggia e lei con me, come volando sulle cime verdi dei pini che ricamano il parcheggio. Oh come è possibile, mi sono detta e giù di nuovo, in corsa, verso l’onde e lei, la luna bella, con me, finché dall’aldia, splendido e d’oro, ho visto sorgere l’astro, il sole amore e allora lei, la luna, è sparita inghiottita dall’azzurro lì verso occidente. Mio marito che nuotava a largo, naturalmente, ha riso di me quando glielo ho raccontto e anche io non mi spiego l’accaduto: la luna giocava con me.
Intanto vado a far la spesa, cucino, mangio un boccone, nutro gattini e pianticine e in seguito, finiti gli esercizi di sopravvivenza in casa, mi siedo, quieta, in veranda a scrivere. Penso. Penso a quanto scrissi anni orsono sulla luna (io non credo all’allunaggio) e di come fosse collegata alla maternità e alla morte di Sharon Tate (che morì incinta del suo bambino, rotonda come la luna piena) e di come sostenere di averci messo i piedi sopra (come dice la Nasa-Satan), cioè sulla luna, è stato come calpestare la maternità. E infatti, poco dopo, in America, han approvato la legge sull’aborto e anni appresso, ma pochi, la stessa vergogna è arrivata, grazie alle bonino, da noi qui in Italia. E volevo scriverne oggi, prima del mio gioco lunare…
Io penso, cara la mia dolce luna pura, candida, inarrivabile (e da quando son qui in Sardegna m’accorgo che lei, la luna, se ne va di qua e di là nel cielo e par che sorga e tramonti come il suo gemello ardente); io penso, dicevo, che convincere le mamme ad uccidere i loro bebè sia stato l’inizio vero della rovina, lo zenit del mondo al contrario. L’aborto non è solo un omicidio di una creatura indifesa, meravigliosa e proprietà di Dio, ma è anche un sacrificio umano, un’offerta al falso dio cartaginese Moloc, che è uno dei tanti travestimenti dell’arcinemico che veste sangue e orrore con il doppiopetto dei “diritti”. Uccidere una creatura del Signore è sempre un peccato mortale e una violazione del quinto Comandamento del Decalogo.
Io penso che finché non si insegnerà di nuovo alle donne ad amare i propri figli, come le gattine amano i loro micetti (e tanto si commuovono le animaliste..), finché non cesserà la strage degli innocenti, finché non si chiederà perdono al Signore, con la cenere sul capo, per tanta carneficina, nulla di buono potrà accadere nel nostro Paese che, fino a prima dell’aborto, era un luogo pieno di “creature”.
Un ricordo monticiano, tutto Romano. Sì, è Anna che parla, una mia vicina di casa: “Noi qui ai Monti eravamo tutte quante mamme di tutte le creature. Con un occhio guardavamo i nostri e con l’altro quelli delle comari”. E il Rione che ora è solo pieno di turisti sbadati e selfizzati, allora era un correre e un frullare di piccoli e piccolisssimi. Una meraviglia. Già comare vuol dire co-madre.
Io penso che la legge 194, con la scusa di difendere la vita, ha invece dato un brutto scivolo alla morte ed è stata la porta d’ingresso che ha fatto poi diventar giusta l’ingiustizia. Ladri che chiedono e ottengono indennizzi, picchiatrici che diventano onorevoli, omicide di dolce creature in grembo che diventano miti e che vengono osannate anche dal successore di Pietro. Basta così, prego.
Mi perdo nell’immagine della Madonnina delle Grazie di Nuoro che è una bambolina bella e ha in braccio, amorevole, il suo bambino che, certo, è Gesù Bambino, il Salvatore, ma è anche tutti i bambini, che sono innocenti, puri, amabili. Noi dovremmo guardare proprio a loro, ai bambini, per tornare al Signore e non ucciderli in grembo.
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2 commenti su “Riflessioni sulla 194, e la Porta che Ha Fatto Diventare Giusta l’Ingiustizia. Benedetta De Vito.”
Come si fa, guardando gli occhi limpidi di un bambino e il suo sorriso ingenuo e innocente che penetra nel cuore intenerendolo, come si fa a non vedere il lui l’ immagine del suo Creatore? È una commozione speciale, una straordinaria e dolcissima vicinanza del Cielo per dire che ogni vita negata è un insulto e una orribile e blasfema ribellione a Dio.
Il sorriso di un bambino innocente, la sua manina che si tende fiduciosa, sono come una finestra che si apre sul Paradiso….guai a chi dà loro scandalo, o ne impedisce la nascita ( foss’ anche la madre che lo porta in grembo), ne risponderà a Cristo Giudice e, come sappiamo, la macina al collo e il tuffo nel mare sono niente al confronto di ciò che li aspetta di Là, ce lo ha detto apertamente NSGC. Che Dio li/le illumini, finché sono in tempo.