Riflessioni sulla 194, e la Porta che Ha Fatto Diventare Giusta l’Ingiustizia. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo acquarello di parole pieno di serenità e di mare. All’inizio… poi il mondo e la memoria si fanno di nuovo avanti. Buona lettura e meditazione.

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Mi pareva, stamane prima dell’alba seduta in riva al mare, che la luna piena, enorme, candida, un cerchio bianco nel limpido, splendente cielo azzurro giocasse con me. Io facevo un passo e lei pure,  ne facevo due di lato e lei con me. Io salivo sulla battigia fino al retrospiaggia e lei con me, come volando sulle cime verdi dei pini che ricamano il parcheggio. Oh come è possibile, mi sono detta e giù di nuovo, in corsa, verso l’onde e lei, la luna bella, con me, finché dall’aldia, splendido e d’oro, ho visto sorgere l’astro, il sole amore e allora lei, la luna, è sparita inghiottita dall’azzurro lì verso occidente. Mio marito che nuotava a largo, naturalmente, ha riso di me quando glielo ho raccontto e anche io non mi spiego l’accaduto: la luna giocava con me.

Intanto vado a far la spesa, cucino, mangio un boccone, nutro gattini e pianticine e in seguito, finiti gli esercizi di sopravvivenza in casa,  mi siedo, quieta, in veranda a scrivere. Penso. Penso a quanto scrissi anni orsono sulla luna (io non credo all’allunaggio) e di come fosse collegata alla maternità  e alla morte di Sharon Tate (che morì incinta del suo bambino, rotonda come la luna piena) e di come sostenere di averci messo i piedi sopra (come dice la Nasa-Satan), cioè sulla luna, è stato come calpestare la maternità. E infatti, poco dopo, in America, han approvato la legge sull’aborto e anni appresso, ma pochi,  la stessa vergogna è arrivata, grazie alle bonino, da noi qui in Italia. E volevo scriverne oggi, prima del mio gioco lunare…

Io penso, cara la mia dolce luna pura, candida, inarrivabile (e da quando son qui in Sardegna m’accorgo che lei, la luna, se ne va di qua e di là nel cielo e par che sorga e tramonti come il suo gemello ardente); io penso, dicevo, che convincere le mamme ad uccidere i loro bebè sia stato l’inizio vero della rovina, lo zenit del mondo al contrario. L’aborto non è solo un omicidio di una creatura indifesa, meravigliosa e proprietà di Dio, ma è anche un sacrificio umano, un’offerta al falso dio cartaginese Moloc, che è uno dei tanti travestimenti dell’arcinemico che veste sangue e orrore con il doppiopetto dei “diritti”. Uccidere una creatura del Signore è sempre un peccato mortale e una violazione del quinto Comandamento del Decalogo.

Io penso che finché non si insegnerà di nuovo alle donne ad amare i propri figli, come le gattine amano i loro micetti (e tanto si commuovono le animaliste..), finché non cesserà la strage degli innocenti, finché non si chiederà perdono al Signore, con la cenere sul capo, per tanta carneficina, nulla di buono potrà accadere nel nostro Paese che, fino a prima dell’aborto, era un luogo pieno di “creature”.

Un ricordo monticiano, tutto Romano. Sì, è Anna che parla, una mia vicina di casa: “Noi qui ai Monti eravamo tutte quante mamme di tutte le creature. Con un occhio guardavamo i nostri e con l’altro quelli delle comari”. E il Rione che ora è solo pieno di turisti sbadati e selfizzati, allora era un correre e un frullare di piccoli e piccolisssimi. Una meraviglia. Già comare vuol dire co-madre.

Io penso che la legge 194, con la scusa di difendere la vita, ha invece dato un brutto scivolo alla morte ed  è stata la porta  d’ingresso che ha fatto poi diventar giusta l’ingiustizia. Ladri che chiedono e ottengono indennizzi, picchiatrici che diventano onorevoli, omicide di dolce creature in grembo che diventano miti e che vengono osannate anche dal successore di Pietro. Basta così, prego.

Mi perdo nell’immagine della Madonnina delle Grazie di Nuoro che è una bambolina bella e ha in braccio, amorevole, il suo bambino che, certo, è Gesù Bambino, il Salvatore, ma è anche tutti i bambini, che sono  innocenti, puri, amabili. Noi dovremmo guardare proprio a loro, ai bambini, per tornare al Signore e non ucciderli in grembo.

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6 commenti su “Riflessioni sulla 194, e la Porta che Ha Fatto Diventare Giusta l’Ingiustizia. Benedetta De Vito.”

  1. La Signora Di Tutti I Popoli

    “…finché non si insegnerà di nuovo alle donne ad amare i propri figli, come le gattine amano i loro micetti.”

    “Ogne scarrafone è bell’a mamma sóia”
    In natura persino lo scarafaggio ama e protegge lo scarafaggetto suo! E questo suo amore rudimentale anche nell’animale più piccolo é inserito nel suo Dna e si chiama istinto.
    É davvero strano come l’essere umano, la donna in particolare, possa vincere o resistere a una cosa che si chiama “istinto materno” se lo vogliamo chiamare poeticamente come piace alla nostra Benedetta, ma si chiama ben precisamente “istinto di conservazione o di sopravvivenza”.

    No cara Benedetta, nessuno può insegnare a una creatura che genera ad amare la propria prole… perchè l’amore non si può insegnare nè si può imporre, ma si può conoscere. Una donna ha un “amore” di serie, automatico, donato da Dio a uomini e donne. La scienza dice che sono gli ormoni o meccanismi inconsci, ma in fondo si tratta sempre di doni di Dio!
    Eppure l’essere umano con l’aborto riesce a vincere, quei doni: istinti di maternità, ormoni, sensi di colpa, amore per il bello, pietà per chi muore e persino sacrifica ogni bontà personale; il desiderio di bene e di felicità viene stravolto con il più forte desiderio di non aver problemi e di non soffrire.
    La donna e gli uomini che abortiscono e fanno abortire, sanno che un figlio costituirà per molto tempo un duro impegno, sacrifici e dolore; già a partire dalla gravidanza ci saranno malesseri, stanchezze e impedimenti. Il rifiuto di ciò avviene perchè sono stati bombardati per anni dalla cura di sè e della propria comodità e tranquillità, dalla cura del proprio egoismo e dalle difficoltà finaziarie.
    La dimensione spirituale della maternità e del dono di sè è scomparsa nelle persone e nelle coppie, cosicchè cadono le remore morali della “mors tua, vita mea” e si aprono orizzonti di giustificazione dell’aborto, quasi non fosse più un omicidio ma una soluzione, una “accettazione pacifica universale”, regola pazza ma non canonica accettata dal mondo, come in termini di fasi papi è accettata anzi voluta dai don pp del mondo. La regola che legalizza il male e l’impostura. Regola creata ad hoc, necessaria ed accettettabile per problemi di soldi o di impegni di vita pratica e comoda.

    Più che “insegnare le donne ad amare” occorre insegnare ad amare Dio, o meglio occorre far conoscere Dio perchè l’umanità scopra nella Fonte, in Lui, l’amore ormai sconosciuto che nonostante i problemi non ostacolerà mai la gioia di essere genitore e che fa trovare un senso alla fatica della gravidanza, al dolore, ai sacrifici per curare e tirar su un bambino, alle difficoltà e alla durezza di una vita ostacolata da tutto e dal mondo.
    Non è la legge 194 che provoca e permette l’aborto o lo consente: può facilitarlo, può legalizzarlo ma sono le donne e gli uomini che vogliono e permettono l’aborto dei propri figli. Annullare una legge iniqua non basta; occorre annullare la legge dell’egoismo nei cuori e il resto cadrà da solo.
    Cristo è la speranza che colma la vita senza più scopo ormai e senza futuro eterno di una donna, o di una coppia, che sceglie di esser sterile e di vivere spiritualmente sola, e che gratifica la fatica, i sacrifici e le incognite di donare la vita ad un bambino.

  2. Che dire? La politica deve tentare la quadratura del cerchio, quindi per essa è normale affermare che nella legge 194 “c’è del buono” o, dall’altra parte “la 194 garantisce nuovi diritti” invece il cristiano deve saper dire dire “si” e “no” chiari e limpidi secondo l’insegnamento evangelico. Sul piano politico e giuridico osservo che ogni passo indietro nel governo e nella tutela dell’ordine naturale, che a livello sociale nasce dalla famiglia, ne rende possibile di peggiori. Questo stiamo vivendo. Grazie a BDV ed a chi ha commentato questo articolo per le belle riflessioni sulla bellezza della nascita di una creatura, quindi, di converso, sulla bruttezza del suo contrario.

  3. Come si fa, guardando gli occhi limpidi di un bambino e il suo sorriso ingenuo e innocente che penetra nel cuore intenerendolo, come si fa a non vedere il lui l’ immagine del suo Creatore? È una commozione speciale, una straordinaria e dolcissima vicinanza del Cielo per dire che ogni vita negata è un insulto e una orribile e blasfema ribellione a Dio.

    1. Il sorriso di un bambino innocente, la sua manina che si tende fiduciosa, sono come una finestra che si apre sul Paradiso….guai a chi dà loro scandalo, o ne impedisce la nascita ( foss’ anche la madre che lo porta in grembo), ne risponderà a Cristo Giudice e, come sappiamo, la macina al collo e il tuffo nel mare sono niente al confronto di ciò che li aspetta di Là, ce lo ha detto apertamente NSGC. Che Dio li/le illumini, finché sono in tempo.

    2. È proprio così cara Nonna.
      I bimbi inteneriscono i nostri cuori, abbracciandoli sentiamo la dolcezza infinita del Creatore.
      Nonno Carmelo

      1. Ho trovato un altro nonno!
        . Sarà l’ età, ma siamo un po’ tutti sulla stessa linea, caro nonno Carmelo!
        Ringraziamo il Signore per il dono dei nipoti 😊🙏

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