Sfilata di Moda Islamica in una Chiesa Anglicana. Presto anche da noi, Vedrete…Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla marea che lentamente sta crescendo in Europa. E che non si vuole contrastare, come fanno altri Paesi, vedi per esempio l’Australia, con una rigorosa politica di contrasto al traffico di esseri umani favorito dalle ONG e dai poteri finanziari che le appoggiano. Vi ricordate Meloni e l’appello al blocco navale del 2014? Questo è ciò che fa l’Australia, e funziona. Allora, di che parliamo? Buona lettura e diffusione.

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Mentre in una chiesa anglicana, dove primate è una donna dal cognome para-islamico di Mullaly (il diavoliano di Mullah) si è svolta una sfilata di moda islamica, con tante donnine velate o velatissime a far pubblicità al nuovo volto dell’Inghilterra (il loro Re, un impostore come tutta la famiglia che è tedesca, è islamico da molti anni…) maomettana, anche da noi continuano le sotterranee (e velenosissime) prove tecniche di ecumenismo pro-islam per arrivare all’obiettivo finale di mettere insieme tutte le religioni del libro (Abu Dhabi) e costruire una religione massonica, unica, buona per quella fratellanza della palla verde donata a Prevost qualche giorno fa. Possibilmente sotto la sharia.

Eh sì, non chiedetemi nomi e cognomi delle diverse parrocchie perché non le ricordo, ma posso snocciolare ciò che di orrido in esse è accaduto. In una chiesa del nord Italia, mi pare a Lecco, dove regna uno dei tanti sacerdoti di strada, che di cattolico non hanno più nulla, è stata celebrata una cerimonia buddista, mentre è notizia di ieri che, durante una cerimonia in una Cattedrale sono stati snocciolati dei versetti del Corano. Non solo. Mentre le campane tacciono, o suonano come tante gallinelle impaurite senza quei rintocchi gloriosi che coloravano le mie giornate di bimba, in alcuni paesini s’ode a volte la stridula voce dei tizi in turbante che chiamano dalle loro torrette i loro infedeli alla loro finta preghiera. Sottolineo il loro perché non è cosa italiana né mai lo sarà. Che se lo metta bene in testa la sinistra cinquestellata interessata al voto degli islamici e delle donne in nero.

Oh come, come è possibile che la sinistra libertaria, che inneggiò alla minigonna di Mary Quant, che sfilò per le strade gridando “io sono mia”, che da anni ci tormenta con il patriarcato e il fascismo s’allei con i barbuti che considerano le donne più o meno come dei cagnolini e che sposano bambine a vecchioni? Ma non ricordate che la vostra leader (mia no di certo) Bonino lottò contro l’infibulazione, tanto cara all’islam? Ma voi, cari sinistri, dite che gli islamici sono carini, che rispettano le regole, che sono affidabili. Oh certo, come no, forse oggi che sono minoranza. Quando però saranno maggioranza, vedrete con che musica andrete a danzare. La sharia come legge sarà il minimo…

E la chiesa che cosa fa? Oh ma che bravi, che accoglienti: mentre sferra un calcione ai lefevbriani, impedendo loro di pregare ad Assisi, ha aperto le porte del Vaticano agli islamici che infatti sono arrivati persino a pregare in San Pietro. Cari cattolici, forse non tutti sanno che lì dove pregano gli adoratori della saturnina pietra nera maomettana diventa territorio loro. Hanno pregato a San Pietro senza che nessuno li abbi mandati fuori, cacciandoli a pedate, le conclusioni traetele voi. Io, nel mio piccolissimo, continuerò a ripetere il mio  no al modernismo dei preti sposati, delle donne prete, dell’apertura al peccato come segno di inclusione (parolaccia che in diavoliano ha a che fare con il didietro…). Io mi rifiuto di chiamarmi tradizionalista: sono solo Cattolica Romana. Sono i modernisti ecumenici-panteisti e chissà che cosa altro che non sono più cattolici. Essi, camminando da anni a gambe in su e controcorrente (l’Eterna Legge di Dio), diventano semplicemente pagani, adoratori della Pachamama, di Baal e di ogni divinità filistea.

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5 commenti su “Sfilata di Moda Islamica in una Chiesa Anglicana. Presto anche da noi, Vedrete…Benedetta De Vito.”

  1. Mah! secondo la mia modesta opinione, dal momento che il Cattolicesimo, ( e, più in generale il Cristianesimo ) sta perdendo adepti (numericamente e fideisticamente parlando), le alte sfere della Gerarchia ecclesiastica europea e italiana hanno pensato utile e redditizio incrementare i sempre più scarsi seguaci “incamerando” più Islamici possibile
    con la scusa dell’accoglienza, senza prevedere la facile soluzione opposta.

  2. “Io mi rifiuto di chiamarmi tradizionalista: sono solo Cattolica Romana.”

    Bravissima! Hai capito che “tradizionalismo” e “cattolicesimo romano” non sono sinonimi. Chi ama la Tradizione non dovrebbe aver bisogno di sottolinearlo e identificarsi. Amare la Tradizione è il minimo che un cattolico romano dovrebbe fare, non materia di vanto.

  3. E’ tutto scritto: nell’antico e nel nuovo Testamento, nelle profezie dei Santi, nelle apparizioni mariane, nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nei “segni dei tempi” che accompagnano le nostre vite. Verrebbe la tentazione di dire “sono stanco di sentire le solite storie”, oppure “ma che ci posso fare” ma non dobbiamo agire così. Ricordo ad esempio che nel libro del profeta Daniele c’è scritto che arriverà un tempo in cui saremo privati del “santo sacrificio quotidiano”. Per me questa espressione richiama in modo non equivoco la Santa Messa. Tali parole rappresentano quindi un invito a credere nella verità dell’impianto della parola di Dio rivelata nella Bibbia. Nel Vangelo inoltre è scritto che “chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvo”. Ed infine: se un papa accoglie ufficialmente “l’arcivescovessa” evidentemente trova motivi di dialogo diversi dall’accoglienza in un confessionale.

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