Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione una seconda serie di riflessioni sulla cosiddetta “Mafia di San Gallo”. Buona lettura e diffusione.
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Era inevitabile che l’ultimo articolo sulla cosiddetta mafia di San Gallo pubblicato da Stilum Curiae suscitasse tanti commenti sdegnati. Purtroppo una notizia falsa ripetuta all’infinito diventa vera nell’immaginario collettivo pur restando falsa nella sostanza. E così affermare che dietro le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di Bergoglio ci sia stato un complotto ordito dalla mafia di San Gallo è considerata, dai teorici della sede impedita, una verità incontrovertibile, anche se totalmente priva di prove. Come l’ipotesi dell’attentato di Benedetto XVI a Cuba, creata sulla base di supposizioni legate ad una caduta notturna in bagno, che non è stata supportata da nessun elemento concreto se non le solite dietrologie, ma che per costoro è un dato di fatto. Infatti parlano dell’ attaentato come fosse avvenuto al pari di quello delle Torri Gemelle o dell’ attentato a Giovanni Paolo II e sapete perché? Perché nessuno l’avrebbe smentita. Vabbè, così vanno le cose!
Sul gruppo di San Gallo, soprannominato “mafia di San Gallo”, va precisato però quanto segue.
Nessuno può impedire a dei cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi di qualsiasi tendenza, siano essi tradizionalisti o progressisti, di riunirsi e discutere, o anche di pianificare strategie. I componenti del gruppo, ancora in vita o defunti, non godono della nostra stima ad iniziare da Karl Lehmann, l’ex arcivescovo di Magonza allievo prediletto di Rahner e grande propalatore delle nefaste svolte moderniste che il sinodo tedesco sta promuovendo; ma in quelle riunioni non si discuteva di uccidere il papa o il cardinale Ratzinger, né di organizzare regolamenti di conti modello “notte di San Bartolomeo” contro i conservatori, ma di riforme nella Chiesa e di come impedire che a Giovanni Paolo II potesse succedere Ratzinger o un cardinale di stampo tradizionalista, costruendo un’alternativa. Ci piaccia o no si è trattato di iniziative legittime, perché non esiste nessun impedimento alla libera riunione di cardinali e prelati, né al loro diritto di desiderare un papa diverso da quello che piace a noi.
Altrettanto legittimo dunque il tentativo di sbarrare la strada all’elezione di Ratzinger nel conclave del 2005. Dove sarebbe lo scandalo? Giovanni Paolo II non è stato forse eletto papa nel conclave del 1978 proprio in virtù dei tentativi dei conservatori di impedire l’elezione di Giovanni Benelli, e di quelli dei progressisti di stoppare quella di Giuseppe Siri? Abbiamo poi visto come le strategie del gruppo siano andate a scontrarsi con le dinamiche stesse del conclave: l’oggettiva impossibilità di sostenere la candidatura del cardinale Martini, la scelta di Bergoglio non gradita a tutti e in particolar modo allo stesso Martini, la decisione del gesuita di votare Ratzinger per bloccare accordi su altri nomi forti a lui non graditi come quello di Tettamanzi che aveva “demartinizzato” la Curia ambrosiana sostituendo molti stretti collaboratori del predecessore.
E anche qui è il caso di fare una precisazione: dove sarebbe lo scandalo nel tentativo di Martini di eleggere Ratzinger per poi far pesare i suoi voti? Ci si dimentica che la Chiesa è composta da uomini e non da santi e che in ogni conclave, oltre all’assistenza dello Spirito Santo, entra anche la politica. Condizionare non vuol dire necessariamente “ricattare”. Perché Giovanni Paolo II si è tenuto per oltre dieci anni un segretario di Stato come Agostino Casaroli che la pensava in maniera completamente diversa da lui e si opponeva all’anticomunismo di Wojtyla e del cardinale Wyszyński? Perché era un masochista? Semplicemente perché la nomina di Casaroli è stato il “prezzo” pagato al “partito montiniano” che governava la Curia romana, per il via libera all’elezione del primo papa non italiano a distanza di secoli, dopo che era tramontata la possibilità di eleggere Giovanni Benelli. Accordi interni al conclave, gli stessi che oltre un anno fa hanno probabilmente determinato la permanenza del cardinale Parolin alla segreteria di Stato, dopo che quest’ultimo si è ritirato facendo eleggere Leone XIV. Ripetiamo che non c’è nessuno scandalo nel tentativo di far pesare i propri viti come ha fatto Martini nei confronti di Ratzinger, ma normale dialettica politica interna alle varie anime della Chiesa.
Sulle dimissioni di Benedetto XVI non serve ricorrere al complottismo, basta affidarsi alla cronaca degli ultimi mesi di pontificato, allo scandalo Vatileaks e alla guerra di potere ben descritta da Gianluigi Nuzzi nelle sue inchieste giornalistiche, e raccontata dai documenti segreti trafugati dalle stanze papali. E’ credibile come riportato da più fonti che nell’ultimo incontro fra Benedetto XVI e Martini avvenuto a Milano poco prima della morte del porporato gesuita, quest’ultimo abbia caldamente suggerito al pontefice di riformare drasticamente la Curia romana o lasciare questo compito ad altri facendosi da parte qualora non ne avesse avuto le forze.
E’ dunque altamente probabile che Ratzinger, gravato dai problemi di salute da lui stesso dichiarati e privo delle forze necessarie per prendere decisioni così dirompenti (pare che intorno al segretario particolare George Ganswein si fosse coalizzato un vero e proprio partito anti-Bertone), abbia deciso di ritirarsi e mettere la parola fine al clima da guerra civile interno al Vaticano, oltre ai reiterati attacchi internazionali contro la Chiesa da parte dei nemici di sempre, i club modernisti e laicisti.
Ma che le dimissioni di Benedetto siano state libere e volontarie lo ha ammesso ripetutamente monsignor Ganswein in maniera chiara, confermando altresì che il papa emerito ha sempre riconosciuto Bergoglio come suo legittimo successore, al netto delle interpretazioni suggestive che vengono attribuite alle sue parole per mettergli in bocca il contrario di ciò che afferma (a proposito, ma padre George quando uscì con il libro “Nient’Altro che la Verità” a pochi giorni dalla morte di Ratzinger non fu definito inaffidabile e bugiardo proprio da chi oggi lo utilizza come messaggero in codice della sede impedita?)
Sostenere che l’elezione di Bergoglio sia stata determinata dalle manovre della mafia di San Gallo si scontra con la realtà dei fatti: quella di un gruppo ormai di fatto smobilitato, composto da pochi reduci e non certamente in grado di determinare l’elezione del papa, in un conclave che fu per lo più determinato dalle fratture nel fronte conservatore fra gli eredi di Wojtyla (Sodano), il partito di Ruini, Bagnasco e Scola , il gruppo di Bertone, i ratzingeriani progressisti come Schoenborn decisi a rinnovare la Chiesa dopo lo scandalo Vatileaks. In questo contesto ha certamente avuto buon gioco il cardinale Kasper nel tessere gli accordi e favorire l’elezione di Bergoglio, raccogliendo un ampio consenso trasversale, bloccando l’elezione di Angelo Scola anche con il contributo determinante di Bertone (da qui la buonuscita garantita all’ex segretario di stato).
Che il pontificato di Francesco abbia tradotto molti orientamenti del gruppo di San Gallo è sotto gli occhi di tutti, ma ciò è stato certamente determinato dalla forte influenza esercitata sull’ex pontefice dal cardinale Kasper, e prima che morisse anche da Lehmann che del gruppo furono protagonisti.
Ma è decisamente fuori luogo una narrazione che si ostina a raffigurare la storia della Chiesa degli ultimi tredici anni come il risultato di un grande complotto ordito da questa “potente organizzazione”, una sorta di P2 in salsa cattolica capace di organizzare golpe e pilotare l’elezione di papi e nomine cardinalizie, una narrazione speculare e propedeutica a tenere in piedi quella della sede impedita di Benedetto XVI. Senza mafia di San Gallo cadrebbe tutta la teoria del golpe modernista che Ratzinger ha scongiurato facendo finta di dimettersi e di fatto impedendo che i “mafiosi” potessero conquistare la Chiesa.
Americo Mascarucci
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35 commenti su “Ancora sulla “Mafia di San Gallo”e Bergoglio, al di là dei Miti. Americo Mascarucci.”
Leggendo questi commenti, invece di scomunicare gli altri che non la pensano come voi, addirittura anche da un blog, noto una costante curiosa: quasi tutti sono prontissimi a spiegare chi non sarebbe Papa, chi sarebbe apostata, quale conclave sarebbe invalido, quali Vescovi sarebbero traditori e quali oscuri complotti governerebbero la Chiesa. Molto più difficile, invece, sapere a quale Chiesa appartengano loro.
Perciò vorrei porre finalmente una domanda semplice.
Voi che contestate la Chiesa oggi visibile, dove siete ecclesialmente? Siete cionciani-minutelliani? Lefebvriani? Sedevacantisti? Sedeprivazionisti? Oppure appartenete a qualche ulteriore variante che considera eretiche tutte le altre? Sarebbe utile dichiararlo apertamente, perché non si può trascorrere il tempo a distribuire patenti di cattolicità agli altri senza dire da quale posizione ecclesiale lo si faccia.
E soprattutto: dov’è oggi, secondo voi, la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica?
Se Leone XIV non è Papa; se Francesco non lo era; se i cardinali sono illegittimi; se i Vescovi in comunione con Leone XIV appartengono a una gerarchia apostata, allora indicateci finalmente chi è il vostro Papa, quali sono i vostri Vescovi e dov’è la successione apostolica visibile della vostra “vera Chiesa”.
E qui una parola particolare va detta ai cionciani-minutelliani. Dopo anni di munus e ministerium trasformati quasi in formule esoteriche, “sede impedita”, codici nascosti, messaggi da decifrare e ricostruzioni pseudo-mistiche, sarebbe ora di uscire dal romanzo e rientrare nell’ecclesiologia cattolica. Le affermazioni di uno strano singolo sacerdote, per quanto ripetute da un gruppo di seguaci, non creano una successione apostolica, non costituiscono un collegio episcopale e soprattutto non fanno nascere una Chiesa cattolica parallela.
Un gruppuscolo può convincersi di essere rimasto l’unico fedele alla verità. Ma non per questo diventa la Chiesa apostolica fondata da Cristo.
Perciò, almeno una volta, niente San Gallo, massonerie, conclavi segreti, papi occulti, codici o rivelazioni private. Rispondete semplicemente:
A quale Chiesa appartenete? Chi è il vostro Papa? Chi sono i vostri Vescovi? Dov’è la vostra successione apostolica?
Perché accusare è facile. Dire dove sarebbe finita, secondo le vostre teorie, la Chiesa fondata da Cristo è assai più difficile.
E forse è proprio per questo che quasi nessuno di voi lo dice.
Caro Don Pietro Paolo.
Intanto rispondo alla sua provocazione: dov’è oggi secondo voi la Chiesa Una Santa Cattolica e Apostolica? Chi è il vostro Papa? I Vostri vescovi?
I provocatori e i violenti di solito agiscono sempre allo stesso modo. E le loro provocazioni e la loro violenza ha il fine primario di colpire. Prima è necessario colpire, poi…molto poi.. conservare. Questa operazione è alla base del dramma nel dramma, che affligge l’Unica Chiesa Cattolica di Cristo, oggi. Alimentare il disastro, soffiare sul fuoco, colpire, scomunicare, aumentare la confusione. Questi sono i fini primari (lodevolissimi!) che si vogliono perseguire. In modo da mantenere saldamente lo status quo. Dov’è la Chiesa? Per grazia di Dio, la Chiesa esiste e continua ad eseistere in chi MANTIENE LA SANA TRADIZIONE, SENZA NESSUNA CONTRADDIZIONE. Chiunque, siano i Monaci di Norcia, la Fraternità Sacerdotale San Pio X, o l’Istituto di Cristo Re, o l’Amicizia Sacerdotale di San Gregorio . Chiunque Mantenga la Successione Apostolica e la santa Tradizione, soprattutto se insultato, vilipeso, perseguitato e vittima di violenza, egli perpetua la Santa Chiesa.
In merito al Papa valido e legittimo. Che ne dice, caro Don Pietro Paolo, di tornare agli inizi? Prima che lo scandalo generasse le scissioni dolorosissime di don Minutella, o di altri. Prima che lo scandalo, provocato dal Vaticano, non da altri, generasse l’intronizzazione di colui che salutò dalla loggia con “Buonasera”… Che ne dice, per esempio di leggere due citazioni? La Prima di Benedetto XVI, e la seconda di un Canoista, che a seguito della cosiddetta “Rinuncia” (che però mai ci fu… non è stata fatta nessuna Rinuncia, nel giorno stabilito da Benedetto XVI nella sua Dichiarazione..), scrisse uno studio, che anche il blog di Sandro Magister pubblicò (ma non solo. Anche la Conservatrice Nuova Bussola Quotidiana). Ebbene, iniziamo dalla citazione di Benedetto XVI:
“Qui permettetemi di tornare ancora una volta al 19 aprile 2005. La gravità della decisione è stata proprio anche nel fatto che da quel momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore. Sempre – chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona. Prima ho detto che molte persone che amano il Signore amano anche il Successore di san Pietro e sono affezionate a lui; che il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui.
Il “sempre” è anche un “per sempre” – non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio” (UDIENZA GENERALE,Piazza San Pietro,Mercoledì, 27 febbraio 2013)
Se lo ricorda? Chi ha inaugurato la diatriba? Chi ha scisso il Papato? Andrea Cionci (che invece ha fatto una seria inchiesta, a cui NESSUNO a risposto nel merito, come sarebbe stato doveroso? Anzi, Cionci è andato in vaticano e ha chiesto che il vaticano rispondesse! Da togliersi il cappello davanti a questo coraggio!)? Oppure lo ha Scisso Benedetto XVI, apertis verbis? Chi ha dichiarato di rinunciare (senza nemmeno farlo, ma solo dicendolo!) esclusivamente all’esercizio dell’Officio, ma non all’Officio di Papa, Pontefice Romano? Cionci? Cionci ha dichiarato, senza attuarla, la Rinuncia al solo governo attivo della Chiesa? Se la risposta è sì, allora ha ragione lei e le successive sono solo speculazioni. Se è no, come sembra in modo oggettivo, allora c’è un problema nella Chiesa, e serio, di chiarezza e legittimità del Papa, dopo questa presunta “rinuncia”, mai avvenuta, tra l’altro.
Ora che ne dice di passare alla seconda Citazione di Don Stefano Violi, stimato docente di diritto canonico presso le facoltà di teologia di Bologna e di Lugano? Eccola:
“3.2. La formula di rinuncia innovativa introdotta da Benedetto XVI
Venendo ora alla formula utilizzata per esprimere la rinuncia, due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differrente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. La novità della formula di Benedetto XVI può essere colta in tutta la sua portata ricostruendo le articolazioni argomentative del testo.
Dopo aver richiamato il primato della coscienza, Benedetto XVI afferma: «le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino» (37). La consapevolezza della coscienza riguarda la sopravvenuta inidoneità ad amministrare rettamente l’incarico (munus) petrino. Attraverso questa formulazione (vires meas… non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum), l’incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione. Le forze gli appaiono inidonee all’amministazione del munus, non al munus stesso…L’11 febbraio del 2013, in piena sintonia con la tradizione della Chiesa, Benedetto XVI dichiarava la sua rinuncia al ministero petrino. Rispetto al dettato del canone però dichiarava di rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione. La rinuncia limitata all’esercizio attivo del munus costituisce la novità assoluta della rinuncia di Benedetto XVI. A fondamento giuridico della sua scelta non c’è allora il can. 233 § 2 che disciplina una fattispecie differente di rinuncia rispetto a quella pronunciata da Benedetto XVI.”
C’è una “novità assoluta” (????) nella presunta “Rinuncia” di Benedetto XVI. E qui si dovrebbe rispondere, E LO DEVE FARE LEI: è possibile una rinuncia, peraltro SOLO DETTA E NON ATTUATA, del solo “governo attivo” della Chiesa da parte di un Papa legittimo? E, se lo è, chi sono quelli che vengono dopo il Rinunciatario al solo “governo attivo”? Don Stefano Carusi ha provato a dare una risposta, dal suo sito, dicendo che NON SAREBBERO PAPI, ma “plenipotenziari dell’ UNICO VERO PAPA”, ovvero Benedetto XVI. Finchè è in vita, ovviamente. Il che significa che se vengono creati dei Cardinali, NON DA BENEDETTO XVI, ma dal “vescovo di Roma, che abbiamo avuto il presentimento fosse il Santo Padre, vedendolo come in uno Specchio”, tali Cardinali NON SONO VALIDI Cardinali. E se tali Cardinali Invalidi eleggono un Papa, chi è tale Papa?
E quando il Papa muore, che succede?
Risponda lei, Don Pietro Paolo.
Attendo
Grazie mille
Caro Sig. Fiorito, la risposta del “don” la conosciamo per dolorosa esperienza, sará ampollosa e sfuggente. Se ci sará, sará cosí!
Sará comunque un esempio di caritá da manuale luciferino, il solito atteggiamento offensivo verso chi -come lei- porge concretamente dimostrazioni, ormai venute persino a noia perché nel tempo ce ne sono state tante. Tanti bloggers hanno descritto ció che un prete sordo e cieco fa finta ipocritamente di non sentire e vedere, con una indifferenza di fatto. Perché di questo tizio, che spande Dottrina non per amore di Cristo, ma come fosse letame per amore di un impostore a Roma, non c’é una comprensibile difficoltá nel credere o nel capire, ma una volontá ferrea di disconoscere l’assassino colto con la pistola fumante in mano. Cosí il prete che dovrebbe denunciare il peccato ne diviene complice e per di più sembra che se ne vanti.
Il vero fumo acre e sulfureo, parente di quello vaticano, quello del coraggio sfacciato del tradimento, esce da sotto la tonaca di chi nega la veritá e si spande in questo Blog pubblico.
Staremo a vedere se risponderá con solito equilibrismo astuto ed ingannevole di chi gioca alle tre carte; molto meglio sarebbe non leggerlo proprio gentile sig. Fiorito perchè il tizio è indisponente e offensivo dell’altrui intelligenza.
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L’ipotesi dei “Plenipotenziari” non mi piace ma non é questo il momento di discuterne l’efficacia… ironicamente li metterei in un “pleniPenitenziario”… e come ci é arrivato Bergoglio nel ben pieno carcere eterno, lo seguirá il felino americano.
Sono d’accordo. Ovvero: questi interventi, come quelli di Mascarucci e di altri, sono interventi mirati. Sono interventi studiati e “intelligenti”, nel senso che creano un “ambiente” e una “linea” molto ben definita, che serve ad emarginare, senza ovviamente rispondere. E’ la linea che alimenta la diatriba, la confusione e la discriminazione interna. Un po’ come quando, mi pare da Messainlatino, si sono mandati video con insulti gravi definizioni di “imbecillità” della ipotesi della invalidità della Rinuncia di Benedetto. Dal mio punto di vista una qualsiasi ipotesi è legittima, se provata. La risposta con l’insulto, rafforza l’ipotesi, anche se fantasiosa. Ed anche questo secondo me è studiato. Per alimentare la confusione. Ciò che è serio, merita di essere valutato ed, eventualmente, confutato. Il Vaticano avrebbe dovuto immediatamente rispondere. SUBITO. Quello che genera il caos è il Vaticano. Così come è stato il Vaticano a generare la risposta di Mons. Lefebvre. Non ci vedo nulla di male nel rispondere a chi muove una critica. Ma i tempi di oggi hanno creato la divinizzazione del comando. Il Vaticano comanda, il fedele deve obbedire, punto e basta. Se non ti sta bene sei scomunicato. Così è il ribaltamento della Chiesa stessa, che ai dubbi ha sempre risposto ed argomentato.
Il Primato del Papa è diventato il Primato della PERSONA e non dell’insegnamento e, prima di tutto, della Fede. Quale invece deve essere.
Questo è una tirannide.
Certamente sono con lei: questi “contributi” negli articoli e nei commenti nascono per impedire che la gente arrivi alla conclusione che ciò che vogliono negare o nascondere sia vero e reale. Una politica intelligente perchè studiata a tavolino e portata avanti con la complicità di molti obbedienti agli ordini di scuderia.
Come vede d.pp non le ha risposto… il silenzio é la risposta piú comoda… stavo aspettando per vedere come cavolo si destreggiava con le argomentazioni da lei proposte.
il “giorno della scomunica”… diverrebbe una scomoda ricorrenza, credo, che rimarrebbe un fatto emblematico. La scomunica é sempre una pubblicitá rischiosa e spesso, se non é forzata oppure strumentalizzata per perseguire il programma di plagio del miliardo e quattrocento mil. di “imbecilli”, a Roma ci pensano bene prima di comminarla. Infatti é una arma a doppio taglio, diviene pubblicitá negativa per Roma ed é meglio non svegliare attenzioni, domande e dubbi ai “cani che dormono e non abbaiano”… niente niente che si mettono a far 2+2 !
Grazie per i due testi. Quello della J. Meloni l’ho preso appena uscito in America… per l’altro non tarderó, grazie non lo conoscevo.
Un caro saluto!!
Altro esempio di argomenti sono questi 2 libri:
https://www.mondadoristore.it/la-mafia-di-san-gallo-libro-julia-meloni/p/9791254780220
https://www.amazon.it/BENEDETTO-XVI-GLORIA-OLIVAE-rinunci%C3%B2/dp/B0GGCFX6MW
Questi libri pubblicano ARGOMENTI. Che si fa? Il giorno delle scomuniche?
“Voi che contestate la Chiesa oggi visibile”
Ma quale Chiesa visibile! Un cieco che guida ciechi non vede un cacchio!
Noi piuttosto contestiamo un prete che ha tradito il Primato cu cui si fonda la Chiesa. Noi denunciamo la gerarchia nel tradimento del Deposito della Fede poichè frequenta un impostore al posto di Pietro. Noi aborriamo un prete apostata che appoggia le opere inique di un felino americano incrociato con un caprone. Noi rifiutiamo un prete ingannatore e le sue messe false, nulle e invalide, offerte a Bafometto per la disgrazia delle anime ingannate. Vade retro!
Segnare di mano o a porta vuota non è elegante. Però chi siamo noi per giudicare Maradona?
Lo scandalo Propaganda 2 scoppiò il 17 marzo 1981, quando (wiki) «i giudici istruttori Gherardo Colombo [Fdf: tutto si tiene] e Giuliano Turone, nell’ambito di un’inchiesta sul presunto rapimento dell’avvocato e uomo d’affari siciliano Michele Sindona [Fdf: appunto], fecero perquisire» le proprietà di Licio Gelli e trovarono la famosa lista. Nomi importanti, per la commissione Anselmi secondo livello di ben altra organizzazione, Gelli compreso che forse si stava allargando troppo. Il “Piano di rinascita democratica” (sic con tre esclamativi) era una lista della serva in cui, accanto a prezzemolo e odori de gustibus d’epoca, c’erano bistecche di carne e sangue nostri. Già frollate prima dell’esecuzione di Moro (9 maggio 1978), messe alla griglia con la separazione fra Tesoro e Banca d’Italia (12 febbraio 1981), infine, dopo il crollo del Muro (9 novembre 1989) e Mani Pulite (17 febbraio 1992), impiattate e servite dai camerieri del Britannia.
https://comedonchisciotte.org/il-discorso-di-draghi-sul-britannia-2-giugno-1992-privatizzeremo-litalia/
Maastricht (7 febbraio 1992) e Lisbona (13 dicembre 2007) completano la retta portante al superstato scimmia degli Usa e burattino della City e alla guerra con la Russia. La ricetta originale: “La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale”, prefazione di Giovanni Agnelli e introduzione di Zbigniew Brzezinski, copyright 1975 by The Trilateral Commission.
L’obiezione per cui ciò che segue non è necessariamente effetto di ciò che precede, diventa sofismo dei pusillanimi quando serve a negare la corrispondenza perfetta fra costruzione visibile e progetto degli architetti. Come se in questi cinquant’anni avessimo avuto editorialisti, burocrati, sindacalisti, politici d’ambo i democratici e rinati schieramenti, presidenti del Consiglio (ah, già), addirittura… (il caffè alla Digos volentieri, ma al bar e non alle 6 del mattino; dimmi di chi non puoi parlar male -ddl antisemitismo- o chi celebri coi funerali di Stato anche se è stata un dottor Morte per l’Italia e ti dirò chi comanda davvero) tutti con la cazzuola e il grembiulino. O utili manovali al proprio patibolo.
Mino Pecorelli va preso con beneficio di inventario. Sta di fatto però che il suo rimestare cose che dovevano restare sotto le pietre gli costò un colpo di pistola in faccia. D’altronde, che in Vaticano settarismi e iscarioti d’ogni tipo siano di casa non è esattamente una notizia da ultim’ora.
https://www.ricognizioni.it/fiat-aborto-la-famiglia-agnelli-dietro-le-quinte-della-legge-194-di-roberto-dal-bosco/
Cercavo un altro articolo, sui piani veri o estremamente verosimili della frammassoneria ottocentesca per conquistare la Chiesa dal vertice e la loro reificazione calzata e vestita in Bergoglio. Ho trovato questo che oggi s’incastra tanto bene che s’è linkato da sé.
Il giudizio ultimo a Dio, il penultimo a noi. Con la controintuizione dei geni e dei mistici, Dante pone al colmo dell’Inferno un lago di ghiaccio in cui sono eternamente immersi Lucifero e coloro che hanno messo il fermo immagine dell’esistenza nel tradimento della fiducia del grande e del piccolo, del benefattore e dell’innocente. Se non siamo tutti qui a pettinare i capelli di Bersani non è una favola medievale e non è vuoto.
Analisi che condivido in toto. Sono tutte considerazioni che, per chi conosce un po’ di storia della Chiesa recente, se non viaggia con il salame sugli occhi, dovrebbero essere ben note.
Ma si preferisce rifugiarsi in piccole polemiche su Minutella e Cionci.
A cercar le chiavi sotto il lampione, perché mica possiamo andare dove sono cadute ma la luce non c’è e molto probabilmente ci sono brutte cose. Indipendentemente dal tasso alcolico e dal quoziente di intelligenza, è un riflesso umanissimo: cercare le spiegazioni entro il cono di luce delle risposte rassicuranti. E dare degli alterati agli altri. Poi, quando le chiavi non si trovano o quelle che si trovano non girano nella toppa, si è costretti a scegliere. Convincersi che in fondo quattro mura di verità non sono importanti, basta che i fogli di cartongesso delle certezze quotidiane non vengano toccati. Non aver paura di sporcarsi le mani, rovistare per terra e nelle cunette, scoperchiare anche i tombini, perché per la casa del Padre ne vale la pena e se anche fosse stata occupata dal demonio in persona, per chi c’era prima di noi, per chi verrà dopo e per i piccoli che hanno bisogno di ricovero oggi, lo sbatteremmo fuori a calci. O fare come i buoni portinai vescovi e cardinali che le chiavi non le usano e non le cercano e aspettano che scendano dal cielo dodici legioni di pompieri.
Viva le truppe camellate minutellian/cionciane……avanti così che noi ci divertiamo
Papa Leone XIII durante una messa ebbe un’estasi in cui vide Satana sfidare Dio e chiederGli circa 100 anni di tempo per giungere ad occupare i vertici della chiesa.
Leone XIII ne ebbe così grande dolore da compilare egli stesso un lungo esorcismo: “In satanam et angelos apostaticos” che inserì nel rituale romanum.
Solo alcune frasi tratte dalla versione integrale della Preghiera a San Michele Arcangelo di Papa Leone XIII:
“Gloriosissimo Principe degli eserciti celesti, S. Michele Arcangelo… Nemici molto furbi hanno messo le loro mani empie su tutto quello che la Chiesa, sposa dell’Agnello immolato, ha di più prezioso e l’hanno saturata di amarezza.
Là dove si stabilirono la Sede del beato Pietro e il Pulpito della Verità per la luce delle nazioni, là hanno posto il trono dell’abominio, della loro empietà; così che colpendo il Pastore, (BXVI) possano disperdere il gregge.
… Sii dunque presente San Michele Arcangelo.. Scongiura il Dio della pace di schiacciare Satana affinché esso non possa più incatenare gli uomini né nuocere alla Chiesa.
Afferra il drago, l’antico serpente, cioè il diavolo e Satana, e caccialo incatenato ai piedi di Gesù crocifisso perché non possa mai più sedurre le nazioni (Ap 20,3).
AMEN!
Da come descrive la situazione ” politica ” costoro non servono Cristo ma le proprie idee ed interessi. E’ l’ apoteosi dei lupi che, vista la rarefazione degli agnelli , si sbranano fra loro. Unica vittima : la Fede.
Una lettura semplicistica. Anche se non ho mai aderito alle tesi di Cionci o Minutella, restano alcuni dati di fatto: i cardinali che si riunivano a San Gallo, insieme a molti altri vescovi sparsi per il mondo, erano semplicemente “progressisti” o eretici? Troppo comodo far finta che si tratti di normale dialettica.
Il card. Martini che ha fatto l’antipapa tutto il suo episcopato e che ha sulla coscienza, tra gli altri, Vito Mancuso, era solo un “progressista” o come altri dentro (vedi Villot, Baggio, Casaroli) e fuori il Vaticano, anche un grembiulino?
O non sa l’ineffabile Mascarucci che la massoneria è anche nella Chiesa cattolica?
Sveglia ragazzo.
Qui abbiamo una parte che sta demolendo ininterrottamente la Chiesa da un secolo e mezzo e che viene descritta con ineffabile semplicismo come controparte dialettica.
Se Paolo VI, anziché suonare il violino, avesse fatto il papa oggi non avremmo la cloaca che abbiamo nella Chiesa. Ma il problema è che lui faceva parte della sinistra e da loro era stato eletto.
Se ha questo giudizio della Chiesa da Paolo VI in poi perché non non si spreta (detta volgarmente)? Tanto oggi va di moda
Caro don Ettore, nessuno nega correnti, lotte di potere ed ecclesiastici che abbiano gravemente nuociuto alla Chiesa. Ma una cosa sono i fatti documentati, altra trasformare sospetti e ricostruzioni in prove.
«Villot, Baggio, Casaroli… massoni?». Se esistono prove verificabili, produciamole; altrimenti restano supposizioni. Anche San Gallo è esistito, ma dall’esistenza di un gruppo di pressione non consegue automaticamente l’invalidità di un’elezione pontificia.
Lo stesso per Paolo VI: si possono criticare governo e scelte, ma dire che apparteneva alla “sinistra” ecclesiastica o che fu sostenuto da essa non rende invalida la sua elezione.
È questo il metodo che contesto: si parte da alcuni fatti, si aggiungono supposizioni e infine si presenta come dimostrata la conclusione dalla quale si era partiti.
La storia della Chiesa va studiata anche severamente, ma distinguendo fatti, interpretazioni e sospetti. Altrimenti non facciamo storia: costruiamo una storia parallela.
Mai parlato di invalidità. Non contesto la sua elezione e nemmeno il fatto che tardivamente e debolmente ha cercato in qualche modo di riparare (vedi inchiesta Gagnon e il relativo libro di Charles Murr). Il problema è che quando lasci che uno ti incendi la casa (e parlo dei primi anni del suo pontificato) diventa molto difficile spegnere le fiamme, soprattutto se vuoi farlo con il secchiello dei bambini.
Mai sentito parlare di Siri e Montini nel conclave del 1963 e come tutta l’ala “marciante”, ossia neomodernista, abbia contribuito all’elezione del card. Montini?
Ci penso spesso. Però, mi sono fatto prete per Cristo, non per la Chiesa di Paolo VI.
Nel mio commento all’articolo precedente di Mascarucci ho rilevato la debolezza delle argomentazioni e una strana tendenza a sottovalutare le azioni e gli scopi dei membri di S.Gallo. Così è stato molto utile l’intervento della sig.ra Danieli che ha dimostrato che le cose non sono proprio quelle che dice Mascarucci: la Mafia di S Gallo é rimasta operativa, con un altro nome fino al 2013. Infatti i biografi di Dannels avevano riportato che:
“l’elezione di Bergoglio era in linea con gli obiettivi di San Gallo; […] E le linee guida del suo programma erano le stesse di Danneels e dei suoi confratelli che le avevano discusse per dieci anni”.
Gli stessi avevano inoltre riferito che nel 2005, per non essere riuscito a eleggere Bergoglio, il gruppo si era sciolto, ma il vaticanista Edward Pentin riferisce che però diversi membri e cardinali di San Gallo, che vennero denunciati dal biografo del papa Austen Ivereigh, si erano di nuovo riuniti con un nuovo nome, la cd. “Squadra Bergoglio”, che infatti nel 2013 riuscirà a eleggere Bergoglio. Ivereigh disse infatti che Bergoglio, prima al Gruppo San Gallo e poi alla “Squadra” (che avrebbe preso il suo nome) avrebbe dato il suo assenso, direttamente al card. O’Connor, per essere eletto papa.
Nel 2015 il vaticanista Paul Badde rivelò che nel 2005 diversi cardinali tra cui Kasper, Martini, Lehmann, Danneels, ecc. si incontratrono a Roma nella famosa Villa Nazareth, casa del cardinale Silvestrini, per studiare un modo per evitare l’elezione di Ratzinger.
Quei cardinali sapevano che per precisa disposizione di legge -in vigore dal 1996- NON AVEVANO ALCUN DIRITTO PER ORGANIZZARE nel 2005 e poi nel 2013 riunioni, accordi o fare propaganda elettorale per indicare un candidato come papa. Mascarucci e il don p.p. fanno finta di nulla su questa gravissima violazione della Costituzione Apostolica UDG, che é una legge speciale del Magistero, al di sopra di ogni altra norma canonica. Agli occhi di chi li legge sembra abbiano complicità con i congiurati! Ma è banale il loro fine: ciò è fatto per difendere un papa illegittimo Bergoglio e l’attuale Prevost che fu nominato da cardinali anche essi illegittimi.
La violazione dell’art. 79 e 81 in particolare della UDG comporta la Scomunica L.S. dei cardinali intrallazzatori persino prima che sede sia vacante. Cosí come previsto, la scomunica viene egualmente comminata in caso del reato di simonia (art 78 UDG) connesso all’elezione. Tuttavia, mentre nel caso di simonia l’elezione e l’eletto sono espressamente fatta salvi e non viene inficiata dal reato perpetrato, l’elezione avvenuta per la violazione degli artt. 79 e 81 viene sottoposta all’art.76 UDG, che invalida l’elezione e rende nullo il candidato eletto:
“76. Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta.”
Ovverossia l’intervista di Danneels e la sua autobiografia bastano per porre nel nulla l’elezione di Bergoglio che come papa fu invalidamente eletto e come membro della “Squadra Bergoglio” fu scomunicato L.S.
Quello che avvenne è che nel 2013 JMB fu eletto papa già scomunicato.
https://youtu.be/TSR0xuqFUB8?is=hVreluJCuGzU8zX2
Le consiglio di guardare questo breve video, magari le apre la mente. In caso contrario potremo affidarci solo, come ultima spiaggia, all’intervento dello Spirito Santo.
Tra le numerose inesattezze, pettegolezzi elevati a dati di fatto incontrovertibili e opinioni personali (talvolta palesemente smentite dalle evidenze) contenuti in questo articolo e nel precedente di Mascarucci cito in particolare questa ennesima approssimazione/falsificazione, che mette in bocca e ‘nella penna’ a Mons. Gänswein parole che non ha mai pronunciato/scritto.
La frase ‘incriminata’ è la seguente (la prima parte è veritiera, la seconda parte invece è approssimativa in maniera ingannevole):
“Ma che le dimissioni di Benedetto siano state libere e volontarie lo ha ammesso ripetutamente monsignor Ganswein in maniera chiara, confermando altresì che il papa emerito ha sempre riconosciuto Bergoglio come suo legittimo successore […]”
Sì, è vero che Mons. Gänswein ha sempre sostenuto la validità delle dimissioni di Papa Benedetto.
No, Mons. Gänswein non ha MAI confermato che il Papa emerito abbia sempre riconosciuto ‘Bergoglio’ come il suo legittimo successore; l’Arcivescovo ha invece affermato (secondo verità) che il Papa emerito riconobbe come suo legittimo successore ‘Papa Francesco’. Questa, che può parere una distinzione capziosa e irrilevante a uno sguardo superficiale, in realtà non lo è affatto. Papa Francesco (legittimo) e ‘Bergoglio’ (l’antipapa comunemente noto come ‘Papa Francesco’) non sono infatti la stessa persona:
https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
Dunque quando Gänswein mette pubblicamente nero su bianco che, dopo la rinuncia al pontificato e l’elezione del successore, il Papa emerito celebrò sempre la Santa Messa in unione con Papa Francesco, di certo si riferisce a quello vero.
Il Papa infatti è uno solo, come il ‘Papa emerito’ Benedetto XVI (che dopo l’abdicazione continuò a vestire di bianco, conservò il nome pontificale ecc. proprio in ossequio e in rappresentanza del suo legittimo successore, che invece non poteva — e tuttora non può — farlo per tutelare, tramite un temporaneo nascondimento, la successione petrina) ribadì più volte dopo la rinuncia.
Benedetto scelse di ‘salvare le apparenze’ (anche cercando di mantenere cordiali rapporti con ‘Papa’ Bergoglio al fine di non creare caos e uno scandalo insanabile nella Chiesa) ma ciò non cambia di una virgola la realtà che vi sta dietro: egli rinunciò al munus petrinum validamente sotto il sigillo del segreto pontificio e contestualmente provvedette alla legittima successione petrina, come era suo preciso diritto/dovere fare, anche e soprattutto in considerazione della dilagante ‘politicizzazione’ della Curia romana denunciata pubblicamente nella declaratio (‘commissum’), politicizzazione divenuta sempre più incompatibile con la legge della Chiesa ma soprattutto con la Legge di Colui che la Chiesa l’ha creata, l’ha sempre protetta, la protegge e la proteggerà dalle menzogne e dalle insidie di satana e dei suoi seguaci.
Non esageri con il vino…..fa brutti scherzi
“Avete inteso che fu detto dagli antichi: ‘Non uccidere’; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: ‘stupido’, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: ‘pazzo’, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.” (Matteo 5, 21-22)
Tra non molto scopriremo se lo ‘stupido’ e il ‘pazzo’ si rivelerà veramente per tale…
Nel frattempo, da cristiano a cristiano (?), la invito frenare arroganza e insipienza, altrimenti rischia di perdere molto di più che una effimera disputa dialettica con lo scrivente.
Caro Sig. Simone, non se la prenda, ma lei ha perfettamente ragione.
Anche se siamo su idee diverse posso dirle personalmente apprezzo molto i suoi contributi sempre molto in linea con dottrina e contingenza. Se poi anche Mascarucci non è concorde con lei non dovrebbe arrivare mai alla mancanza di rispetto. Lei è una persona seria, Mascarucci non è neanche cattolico. Un caro saluto!
Scusi, Americo Mascherucci, potrebbe rispondere ad Andrea Cionci ? – https://youtu.be/esvTgyFZtDw
Risponda direttamente lei…..io non ho tempo
Non avremo mai una risposta valida, logica e intellettualmemte onesta che possa contrastare le asserzioni di Cionci, sia per incapacitá canonica del dott. Mascarucci e sia per ignoranza di ogni questione collegata ai due conclavi.
Un articolo che riporta inutili opinioni personali del giornalista e non fatti correttamente interpretati e connessi con documenti e leggi canoniche, impoverisce il blog. Tutti si sono accorti che non prende il via da una voglia di portare elementi chiarificatori sulla Magna questio, ma da una evidente invidia (poco) professionale sull’eccellente lavoro giornalistico di Cionci.
Lo stesso si puó dire circa il commento del nostro buon don P.P. che si alleerebbe con chiunque pur di confutare la realtá indiscutibile che Bergoglio e Prevost sono due antipapi. Alleandosi con Mascarucci peró ha scelto un cavallo perdente. Consiglio a don P.P. di sparire, essere fuori dalla Chiesa non é molto gradito in un Blog cattolico.
Caro “amico”Fritz, addirittura dovrei «sparire» perché sarei fuori dalla Chiesa! Mi permetta almeno di sapere da quale Chiesa mi starebbe espellendo e con quale autorità. Quella cattolica romana, che ha un Papa, Leone XIV, e dei Vescovi in comunione con lui, con i quali sono anch’io in comunione.
Se invece si riferisce alla “Chiesa” di Cionci e Minutella, può stare tranquillissimo: da quella non occorre espellermi, non mi sono mai iscritto.
Quanto poi alla «realtà indiscutibile» che Bergoglio e Prevost sarebbero antipapi, chiamare indiscutibile ciò che da anni riuscite soltanto a ripetere senza dimostrarlo è davvero magnifico: prima proclamate il dogma, poi scomunicate chi chiede le prove. Le ricordo che antipapa è una persona che pretende di essere il legittimo Romano Pontefice in opposizione a colui che la Chiesa riconosce come Papa.
A questo punto, più che consigliarmi di sparire, provi Lei a far comparire una prova.
Che forza, Mascarucci: ha sempre accesso a tutti i verbali dei conclavi. Complimenti!
Non serve avere accesso ai verbali dei conclavi le notizie che riporto sono contenute dentro libri di autorevolissimi vaticanisti che riportano testimonianze di chi quei conclavi li ha vissuti e le trova pure tranquillamente su Wikipedia….anche i sassi sanno come si è arrivati alla candidatura di Wojtyla nel 1978 e di quello che è avvenuto nel conclave del 2005……certo lei preferisce andare dietro ai complotti lo capisco
Non esistono verbali dei conclavi perché non sono riunioni di condominio anche se qualcuno ha avuto l’ardire di chiederli per sapere come avevano votato i cardinali pre bergogliani e nonostante ciò sta ancora a piede libero senza neanche un TSO…tanto per parlare di giornalisti competenti
Un articolo lucido e coraggioso, che distingue i fatti documentati dalle ricostruzioni fantasiose, senza negare le diverse “correnti “, o come qualcuno potrebbe chiamarle, le reali lotte di potere presenti nella Chiesa. Resta il rammarico per quanti continuano ostinatamente a preferire suggestive teorie complottiste alla semplice evidenza dei fatti.
Suggerisco un ripasso della UDG cap. VI. Anzi tutta quanta. Ma che ci importa dei documenti legislativi della Sede Apostolica? Mica normano l’elezione del Papa! Mica l’hanno scritta i papi!
Invece il problema della sede impedita, da quanto ne capisco io, è un problema NOTARiLE per così dire. O si è rinunciato al Munus da parte di Benedetto XVI o no. Se NO, il successore non è un successore. E il problema, sempre a mio avviso è che non è un problema, perché non si vuole entrare nel merito critico della questione: ossia studiare le parole di Benedetto XVI. Anche quelle dopo la declaratio (non renuntiatio, guarda un po’!) dove chiaramente ha detto che il Munus lo esercitava soffrendo e pregando. Non è che forse si filtra il moscerino e si ingoia il cammello?
È anche una sfida ad entrare nel merito sul campo che rivendica l’avversario(diritto canonico e latino). O no?
Ma questo signore, di cui lei, con tutto il rispetto, dott. Tosatti, continua a pubblicare articoli, tutti sulla linea sghemba ma ineluttabile della “normalizzazione”, come fa a sapere tutte queste cose, affermate in modo così perentorio e pure beffardo ?
Claudio Gazzoli
BRAVISSIMO!
Mi associo.