La Chiesa Legittima il Panenteismo. La Negazione del Sacrificio di Cristo. Mons. Viganò, The Remnant.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò su X, che fa riferimento a un articolo di Chiesa e post Concilio, la traduzione di un testo di The Remnant. Buona lettura e diffusione.

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«La legittimazione del panenteismo da parte della Santa Sede non rappresenta un innocuo aggiornamento pastorale, bensì il culmine coerente di quella deriva modernista secolare che mira a dissolvere la Redenzione nel panteismo gnostico e la Grazia nell’autosufficienza pelagiana.

Se il cosmo viene dichiarato intrinsecamente divino e l’umanità si redime attraverso il divenire di un’evoluzione collettiva, la Croce perde la sua tragica necessità e la Chiesa si riduce a cortigiana della storia, un’inutile agenzia di servizi sociali al servizio degli interessi del mondo.

Contro questa sottile parodia gnostica della fede, che deifica la materia solo per celare la ferita del peccato originale e sminuire la Maestà divina, i cattolici sono chiamati oggi più che mai al dovere della resistenza.

È necessario istruirsi e riaffermare con fermezza l’assoluta trascendenza del Creatore, la drammatica realtà della Caduta e la perfetta adeguatezza del Sacrificio di Cristo.

In questo modo ogni fedele può contribuire a superare la grave crisi dell’autorità petrina che la Chiesa sta vivendo oggi, con l’incrollabile certezza che, nonostante i temporanei tradimenti delle sue gerarchie, le porte dell’inferno non prevarranno».

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4 commenti su “La Chiesa Legittima il Panenteismo. La Negazione del Sacrificio di Cristo. Mons. Viganò, The Remnant.”

  1. Simone Torreggiani

    Una stolta e troppo rigida aderenza alla teoria della trascendenza ‘assoluta’ di Dio finirebbe per negare la stessa verità dell’onnipresenza divina e per condannare pure quei grandi santi (come San Francesco d’Assisi) che hanno riconosciuto la mano e la presenza del Santo Creatore nelle bellezze della natura, nella beata contemplazione della divina Legge che ne governa i cicli, ecc.

    Viganò e i suoi cavillano, cavillano, cavillano… ignorando deliberatamente l’elefante in soggiorno, ossia che questa presunta ‘crisi dell’autorità petrina’ è in realtà la ‘crisi della Santa Sede usurpata per ragioni politiche’, crisi che costringe il legittimo Vicario di Cristo…

    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome

    … e i suoi fedeli ministri a fare quello che possono per tenere unita la Chiesa (riconoscendo temporaneamente il ‘Papa’ visibile, Leone XIV, come legittimo) e contenere i danni dando buoni consigli, mettendo in guardia rispetto alle più perniciose derive, evitando o stemperando inutili polemiche ecc., nella consapevolezza che questa miriade di ‘imperfezioni magisteriali’ saranno prontamente corrette allorché le circostanze permetteranno al legittimo Vicario di Cristo di palesarsi come tale e reclamare finalmente quel Soglio che gli spetta di diritto, umano e divino.

    Riflettiamo pure su questo…

    Quanti cattolici leggeranno e faranno permanentemente proprie le ‘eresie’ (vere o presunte…) contenute nei verbosi documenti di recente pubblicati dal Vaticano, perdendoci l’anima?
    In realtà pochissimi.
    La stragrande maggioranza dei cattolici neppure sa della loro esistenza…

    Quanti cattolici potrebbero invece scandalizzarsi e abbandonare la Chiesa (o perdere fiducia e speranza, trascurare l’obbedienza, allontanarsi dai sacramenti ‘sacrileghi’ della Chiesa ritenuta — a torto — irrimediabilmente corrotta ecc.) per questa vera o presunta ‘deriva panteista’ del Vaticano, perdendoci l’anima?
    In realtà molti di più (Dio li protegga dalle insidie dei falsi profeti!)

    Dunque ‘sollevare il velo dello scandalo’, in queste circostanze, fa certamente più male che bene: ai fedeli e alla Chiesa, senza per altro risolvere nulla, ma aggravando semplicemente la crisi per meschini ‘guadagni politici’ — ossia per dar gloria al ‘partito dei tradizionalisti’ (che tali in realtà non solo) disprezzando la Chiesa nel suo travaglio, al fine di far passare il falso paradigma che ‘i veri cattolici siamo rimasti noi’, quando invece così facendo mostrano disobbedienza (al Papa vero, che vuole tenere unita la Chiesa come può), ribellione (nel giustificare la sfacciata disobbedienza all’autorità dei Papi legittimi degli ultimi decenni), traviamento (nell’assimilare la Chiesa ‘conciliare’ — quella vera — con le contraffazioni della ‘chiesa sinodale secondo Bergoglio’ — pseudo-chiesa di palese matrice antipapale) e tradimento (invitando i fedeli alla diserzione); disposti quindi a sacrificare le anime allontanandole dalla travagliata Chiesa vera nel patetico tentativo di azzerarla e poi riedificarla secondo i propri umani desideri, miopi aspettative e meschini interessi.
    Convertitevi e tornate all’obbedienza, finché siete in tempo, altrimenti l’anima ce la rimetterete voi per primi!
    Abbiate fiducia nella saggia guida del Vicario di Cristo e sopportate anche voi con pazienza e umiltà, piuttosto che gridare allo scandalo ad ogni piè sospinto.

  2. la signora di tutti i popoli

    A tutti gli effetti, caro mons.Viganò e dott.Masciullo, state dando al vostro legittimo papa, del neopelagianista e del panteista. In altre parole state dicendo a un papa da voi riconosciuto canonico e valido che è un super-eretico, mica con un eresietta da poco ma con un capovolgimento della religione dove la creazione passa da creatura a Dio, cosi che non volete giustificare ciò che il bravo Prevost invece fece per coerenza, mettendosi alla pecorina in Brasile giustamente adorando la Madre Terra.
    Siete un po’ distratti perchè la chiesa si è aperta a nuove avventure ed esperienze 😉: se fate un ingrandimento del filmato girato nei giardini vaticani quando Bergoglio portò la Pachamama, noterete che alcuni religiosi con le chiappe all’aria adorarono non solo la Pachamama ma lì vicino anche un diavoletto rappresentato da un itifallo eretto, ci voleva un vero papa per dare il colpo di grazia ad una religione stantia con la novitá del culto di Priapo!
    Signori che per sport a scrivete di teologia non è che state dimenticando che un papa, in materia di fede e morale anche se inserisce nel Catechismo i Carmina Priapea (in latino per i conservatori ma tradotti in italiano per la plebe), e lo farà prima o poi, non può errare per assistenza obbligatoria e diretta del S.Spirito e che, persino nel magistero ordinario ha una speciale assistenza dal suo Munus??
    Ok, non lo sapevate ma forse che Dio mentì quando disse: “io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22). In pratica voi due, l’imberbe teologo e il canuto vescovo, state dando inavvertitamente del bugiardo a Cristo. Ma non basta voi state eludendo per ignoranza precisi canoni del Codex:
    752 – “un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda.”
    754 – “Tutti i fedeli sono tenuti all’obbligo di osservare le costituzioni e i decreti, che la legittima autorità della Chiesa propone per esporre una dottrina e per proscrivere opinioni erronee; per ragione speciale, quando poi le emanano il Romano Pontefice.”
    La LG, purtroppo appartenente ad un Concilio spurio, al punto 25 recita:
    “assenso religioso della volontà e della intelligenza lo si deve in modo particolare prestare al magistero autentico del romano Pontefice, anche quando non parla « ex cathedra ». Ciò implica che il suo supremo magistero sia accettato con riverenza, e che con sincerità si aderisca alle sue affermazioni in conformità al pensiero e in conformità alla volontà di lui manifestatasi che si possono dedurre in particolare dal carattere dei documenti, o dall’insistenza nel proporre una certa dottrina, o dalla maniera di esprimersi.”

    Concludendo: cari novelli teologi, certo può capitare ma studiate prima di dare dell’eretico il vostro amato papa Prevost e prima al buon Bergoglio, sono due santi testimoni della fede!!
    Se fossero stati antipapi sarebbe per voi lecito ogni dubbio sul loro Magistero ma se li chiamate ‘papi’ allora zitti e muti; fate ginnastica e adorate anche voi messi a 90° il becco cornuto, il ghiaccio, la Madre Terra e pure un bel Priapo, lo terrete appeso al collo se vi sarà richiesto al posto della Croce e poi nel fuoco della Geenna la vostra teologia troverà compimento.
    Intanto scommetto che distrattamente non vi siete accorti che le vostre Messe sono dette “una cum Prevost”, bravi continuate così e i vostri articoli come la vostra vita saranno sempre coerenti come questo articolo.

  3. Ma come fa mons. Viganò a non rendersi conto che é fare il gioco dei nemici il chiamare Santa Sede quella che da 13 anni occupa abusivamente la Cattedra di San Pietro?

    Per quale motivo mons. Viganò non ha l’umiltà di riconoscere BXVI ultimo vero papa e che dalla sua morte non esiste più la chiesa DOCENTE?

    Eppure papa S. Pio X, nel suo Catechismo Maggiore al n. 185 é molto chiaro nel ribadire che la Chiesa Docente di Gesù Cristo si compone del Romano Pontefice da Lui stabilito e solo dei vescovi e sacerdoti a lui UNITI. ⬇️

    https://www.maranatha.it/catpiox/05page.htm

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