Marco Tosatti
So che a molti sembrerò ingenuo, un sognatore, qualcuno che non tiene conto della realtà.
Ma, onestamente, speravo che la vicenda delle ordinazioni episcopali lefebvriane finisse in maniera diversa.
Speravo che il Papa volesse sciogliere il nodo gordiano con un gesto di profezia e di coraggio, e ordinasse egli stesso i vescovi.
E nessuno avrebbe potuto obiettare alcunché.
Non c’è dubbio che siamo di fronte a una realtà profondamente radicata nelal fede cattolica.
Una realtà di grande ampiezza, e che porta frutti di conversione e vocazioni.
Un gesto del genere sarebbe stato degno di un grande papa.
E in particolare sarebbe stato coerente con quello che sembrava essere il desiderio principale di Leone XIV, portare unità alla Chiesa e nella Chiesa.
Invece siamo tornati al business as usual; con il dettaglio per certi versi paradossale di probabili scomuniche emanate da un Prefetto della Fede giudicato da molti, e non senza validi motivi, discutibile nel ruolo che occupa.
La delusione è grande; oltre che per il fatto in se stesso, per la conferma che chi siede sulla cattedra di Pietro non sembra avere l’ampiezza d’ali e di cuore sognata da molti, al momento della sua elezione, e anche da chi scrive.
In questo momento tanti interrogativi senza risposta si affollano alla mente; e troppi elementi mi mancano per ceracre di dare una risposta, anche se l’impressione è che vi siano state rigidità e comportamenti obbligati da entrambe le parti.
Ma la domanda principale, centrale, è: si è cercato davvero, al di là dei proclami, dei comunicati e degli inutili, teatrali appelli dell’ultimo minuto, trovare una soluzione al problema della guida di una realtà indubbiamente cattolica?
Se così non fosse, se la risposta fosse negativa, non basterebbero il Codice di Diritto canonico e tutti i parafernalia ecclesiastici a liberare la coscienza dei protam, suprema lex…
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11 commenti su “Ordinazioni Episcopali Lefebvriane. Se a Pietro Sono Mancate le Ali e il Cuore….”
Xi Jinping invece può ordinare tutti i vescovi che vuole.
Che dire? Come ho già scritto in altri commenti non mi aspettavo e non mi aspetto nulla di buono nè per la Chiesa, nè per il mondo, pertanto non sono sorpreso. Ritengo che si debba avverare quanto contenuto nelle profezie, quindi dobbiamo essere pronti ad affrontare il futuro con serenità ed insieme con fermezza. I motivi della crisi sul piano teologico sono stati ben delineati da Massimo Viglione in un recente articolo apparso su questo blog mentre sul piano dei frutti ogni giorno ci squaderna una realtà sempre più triste. Per dirne una: ieri un’amica, commentando una tragedia familiare, ha così argomentato: “è un mondo talmente brutto che bisognerebbe non fare figli”, e, sul piano umano, comprendevo le sue ragioni. Talvolta discuto con amici, a cui piace “sparare sulla croce rossa”, cioè sull’attuale situazione della Chiesa cattolica, però oltre la denuncia del marcio che pure c’è non sanno offire nulla di più o di meglio, altri invece eleggono i propri bisogni a legge universale, senza interrogarsi se detti bisogni rispondano davvero ed appieno a ciò per cui siamo stati creati. Ecco, bisognerebbe che ci fosse più Fede, Speranza e Carità, allora certe tragedie verrebbero evitate, ciò al di là delle nomine di Vescovi e delle relative scomuniche. Se è vero che “è necessario che avvengano gli scandali”, è altrettanto vero che occorre fornire la nostra testimonianza di Fede, al di là ed oltre il Male che c’è intorno a noi, perchè è anzitutto su quello che saremo giudicati.
“Non c’è dubbio che siamo di fronte a una realtà profondamente radicata nella fede cattolica.”
“Ma la domanda principale, centrale, è: si è cercato davvero, al di là dei proclami, dei comunicati e degli inutili, teatrali appelli dell’ultimo minuto, trovare una soluzione al problema della guida di una realtà indubbiamente cattolica?”
In verità la fedeltà, la reverenza e l’obbedienza al Romano Pontefice sono capisaldi della Tradizione cattolica.
Che senso ha professarsi cattolici ma poi, deliberatamente, violare un preciso comando del Romano Pontefice?
Che cosa resterebbe della Fede cattolica se i cattolici disubbidissero impunemente al Vicario che Cristo ha posto a capo della Sua Chiesa?
Chi riconosce Leone XIV come Papa legittimo…
[anche se ‘legittimo’ non lo è, in verità, ma solo ‘legittimato’: https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome ]
… e si dice cattolico non può permettersi simili affronti contro il Romano Pontefice. La disobbedienza grave, nella tradizione cattolica autentica, è giustamente punita con scomunica.
Il Romano Pontefice, se ama davvero la Chiesa, non può lasciar correre né tanto meno premiare simili ribellioni alla sua autorità petrina. Farlo sarebbe come assecondare un figlio nei suoi stravizi, piuttosto che rimproverarlo e (se non ascolta) punirlo come merita: coccolare e lasciar fare un figlio ribelle significa rendersi corresponsabili della sua perdizione. Senza contare il danno arrecato alle altre anime, che il figlio ‘scatenato’ finirebbe inevitabilmente per opprimere o traviare.
Queste massime dal libro dei Proverbi (13, 24; 19, 18; 23, 13-14) sono tuttora molto attuali:
‘Chi risparmia il bastone odia suo figlio, chi lo ama è pronto a correggerlo.’
‘Correggi tuo figlio finché c’è speranza, ma non ti trasporti l’ira fino a ucciderlo.’
‘Non risparmiare al giovane la correzione, anche se tu lo batti con la verga, non morirà; anzi, se lo batti con la verga, lo salverai dagli inferi.’
Caro Marco
ci speravo anch’io, perchè la speranza si maschera di sogno e i sogni producono sempre tante emozioni e forti sentimenti.
Ci speravo anche perchè mi risulta che i modernisti sono da un secolo scomunicati latae sententiae.
Ma poi il risveglio ti porta alla realtà e ti ricordi che già un Papa post-conciliare e “modernista” come Paolo VI aveva dichiarato che da qualche fessura il fumo di satana è entrato dentro la Chiesa.
Andare a consacrare o permettere la consacrazione dei vescovi a questo punto della situazione, sarebbe stato solo un atti di debolezza da parte del papa e un pericoloso precedente. Pertanto non poteva andare a finire come è andata a finire.
Le ali e il cuore ci volevano prima. E incontrare don Pagliarani. Ma forse è mancato il tempo tecnico, più che la volontà. La fsspx avrebbe potuto attendere un anno o due ancora prima di annunciare le ordinazioni, in modo che il pontefice potesse avere il tempo per manovrare meglio la situazione. Forse sarebbe cambiato qualcosa o forse sarebbe andata comunque così.
Permettetemi di esortare la FSSPX e tutti i pastori di S. R. Chiesa a riflettere su questo insegnamento di papa Leone XIII che, in “Satis Cognitum”, ci spiega che, per salvare la Chiesa dalla grande impostura in atto, è ri-dare a Benedetto XVI la dignità rubata di ultimo legittimo Sommo Pastore che mai ha abdicato:
… siccome il successore di Pietro è uno solo…
🔥In primo luogo, è certa ed evidente la necessità dell’’UNIONE dei vescovi col Successore di Pietro;
poiché, sciolto questo vincolo, necessariamente si scioglie e si disperde la stessa moltitudine dei cristiani, così da non poter formare in alcun modo un solo corpo e un solo gregge.
🔥 “LA SALUTE DELLA CHIESA DIPENDE DALLA DIGNITÀ DEL SOMMO SACERDOTE, e, se non gli si dà un potere speciale e superiore a tutti, vi saranno nella Chiesa tanti SCISMI”, quanti sono i sacerdoti”.
Pertanto è bene avvertire che “NIENTE” fu conferito agli Apostoli separatamente da Pietro […]
🔥Perciò è evidente che i vescovi decadono dal diritto e dalla POTESTÀ di governare, quando volutamente si separino da Pietro e dai Suoi successori. Infatti, con lo “SCISMA” si distaccano dal “FONDAMENTO” su cui deve basarsi tutto l’edificio; sono esclusi quindi dallo stesso edificio, e per la stessa causa SEPARATI dall’ovile (la cui guida è il Pastore supremo) e banditi dal regno (le cui chiavi furono date per VOLERE DIVINO al Sommo Pastore).
https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_29061896_satis-cognitum.html
“So che a molti sembrerò ingenuo, un sognatore, qualcuno che non tiene conto della realtà”.
Esattamente! 😊
Che soluzione potrebbe essere quella che mette d’accordo FSSPX e quelli che stanno a san Pietro
e perseguono imperterriti nella realizzazione dell’agenda bergogliana, nonché woke-filosodomita etc etc.?
C’è una foto che ritrae Fernandez e Pagliariani entrambi con sorriso da protocollo
ma in realtà avversari irriducibili.
Fernandez dice che spera in un dialogo successivo con la FSSPX … a che scopo?
Non posso pensare ad un tragico compromesso.
Penso invece ad un dialogo trappola fernandeziano per fregare Pagliarani
che però, da parte sua, non sembra un tipo conciliante.
A mio parere, la situazione che è venuta a crearsi, resterà quella che è.
Un caro saluto.
Enrico.
Caro dott. Marco,
comprendo la sua amarezza e, da sacerdote, le confesso che anch’io sono profondamente addolorato. Avrei desiderato fino all’ultimo che questa vicenda trovasse una soluzione diversa, nella piena comunione ecclesiale.
Tuttavia, credo che il punto centrale non sia chi dovesse consacrare quei vescovi. Se fosse stato solo un problema di nomi o di persone, probabilmente una soluzione si sarebbe potuta trovare.
Il vero nodo era un altro: l’inaccettabile motivazione che ha portato a quelle consacrazioni. Si è sostenuto, infatti, che fosse necessario procedere senza il mandato del Papa perché l’attuale gerarchia avrebbe tradito la fede e la Chiesa sarebbe in uno stato di tale crisi da giustificare un atto contrario alla sua stessa costituzione. È precisamente questa premessa a essere incompatibile con l’ecclesiologia cattolica.
Per questo non si trattava semplicemente di scegliere chi imponesse le mani, ma di accettare o respingere una visione della Chiesa che finisce per contrapporre la Tradizione alla comunione con Pietro. Un Papa non può avallare un presupposto che, di fatto, svuota il suo stesso ministero.
Anch’io mi sono chiesto se si potesse fare di più sul piano del dialogo. È una domanda legittima. Ma non possiamo dimenticare che l’unità della Chiesa non può essere costruita al prezzo della rinuncia a un principio essenziale: la comunione gerarchica con il Successore di Pietro.
Le confido anche una nota personale. In questi giorni alcuni miei parrocchiani, persone semplici, che non conoscono tutto l’iter della vicenda né le sottigliezze canonistiche, mi hanno espresso il loro dolore. Sentendosi dire che tutto questo sarebbe stato per loro «un bene per le anime», mi hanno risposto con una sola parola: «Vergogna!».
Non era il grido di chi parteggia per una fazione, ma lo smarrimento di fedeli che vedono consumarsi un’altra ferita nell’unità della Chiesa. E questo, al di là di ogni disputa, dovrebbe addolorare tutti noi.
La setta che occupa il Vaticano impedisce a chiunque di comportarsi con umanità: l’ideologia settaria riconosce solamente se stessa.
Benedetto XVI ha tentato di reintrodurre la luce della verità, ma le tenebre non l’hanno accolta. Aveva tolto la scomunica alla Fraternità, aveva chiaramente indirizzato la liturgia novus ordo verso un recupero della sacralità perduta, aveva seminato legittime critiche alla dittatura del relativismo insinuata anche nella Chiesa. Aveva recuperato fedeli dall’anglicanesimo e ricucito con l’ortodossia. Li ha avuti tuti ferocemente contro. Non si è dimesso, denunciando i cospiratori. Troppe dure cervici sono ostinate e allora tenetevi Francesco e il suo Tucho.
Vede Dott. Tosatti anche io ho pensato ( e sperato ) in un grande gesto del Papa : presentarsi ad Econe e Consacrare i Vescovi. Sarebbe stato bello e commovente. Non è successo e non mi sento un ingenuo sognatore e nemmeno Lei lo è. Ambedue amiamo Dio e la Chiesa e quando si ama si sogna. Non abbiamo nulla da rimproverarci e l’ onirico traguardo speriamo possa realizzarsi in futuro. Il nocciolo però della questione rimane Il Vat 2, pietra d’ inciampo. Esso va’ riperimetrato con la luce della Dottrina bimillenaria. Alla Chiesa, ” ubriaca ” di modernismo e modernisti, dovra’ passare la sbornia. Questo l’ orizzonte , ineludibile, per ricomporre le fratture.
Personalmente, io spero con tutto il cuore che, dopo la “scomunica” già comminata dalla setta massonica al potere in vaticano, la FSSPX si decida a dare il primo cristiano esempio di DISCONOSCERE pubblicamente tale falsa chiesa e i due “impostori” eretici Jmb e Prevost che l’hanno rappresentata.
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-07/consacrazioni-episcopali-dei-lefebvriani-decretata-la-scomunica.html
MA NON BASTA.
Come ribadito da Benedetto XVI in più occasioni, se la FSSPX intende veramente essere reintegrata nella Chiesa di Cristo, occorre che riconosca BXVI Suo ultimo legittimo Vicario CHE MAI HA REVOCATO IL MUNUS PETRINO E GLI OBBEDISCA, accettando il concilio Vaticano II e il magistero POST-CONCILIARE, come da Lui RICHIESTO ⬇️
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422
E noi sappiamo che solo obbedendo al legittimo Vicario di Cristo SI OBBEDISCE A CRISTO.