Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste righe di elogio per il sindaco di Clusone su un argomento che chi ci segue sa che abbiamo trattato e che continuiamo a trattare senza sosta. E Benedetta può ben rivendicare di aver usato la sua voce senza paura molte volte…Buona lettura e condivisione.
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Mentre la commissaria europea all’emergenza Hadja Lahbib, figlia di algerini musulmani, se la prende con quei cattivoni degli europei che trattano male quei poveri innocentini degli islamici e i dazi del Trump stornano l’attenzione del mondo, una notizia importante, piccola ma enorme, balza ai miei occhi e mi fa sperare che la strage di Stato impunita, da siero velenoso, venga finalmente messa sotto osservazione e siano puniti i colpevoli e perdonatemi se non faccio i nomi e i cognomi dei rei perché essi, i nomi, evocano in me i volti dei traditori.
Ed eccola qui la notizia: c’è un sindaco in Italia! L’ascensore è qui sotto, prendetelo con me e giù. Copio e incollo la notizia e poi i commenti che sono sempre gli stessi (ohimè) da anni oramai…
“Trentasei morti in poco più di due mesi, rispetto a quasi un terzo dei primi due mesi degli anni scorsi. E’ il numero di morti di questi primi due mesi dell’anno che preoccupa Clusone e come Clusone in generale tutta la zona. A Ponte Selva, giusto per fare un altro esempio, 338 abitanti, ci sono stati in poco più di due mesi qualcosa come 12 morti: “La situazione di Clusone – commenta il sindaco Massimo Morstabilini – ci preoccupa, ho chiesto di avere i dati anche degli altri paesi della zona per capire cosa sta succedendo”.
Senti, senti, di grazia. Quindi, finalmente, qualcuno, anche se solo un sindaco, nelle istituzioni comincia a sentire il puzzo di zolfo che spira da cinque anni oramai nel nostro misero Paese e inizia a unire i puntini del diabolico piano distopico di sieri e lockdown e a chiedersi che cosa sta succedendo e, di conseguenza, che cosa è accaduto.
Perché le morti da malore improvviso e da turbo cancro sono i frutti maligni del male che hanno fatto agli italiani all’indomani della pandemenza. Io lo urlo da anni e, sì, sono anche un poco stanca di prendere sberle da chi mi prende in giro e mi ride dietro le spalle.
Ma ecco che la Verità balugina nel buio. Almeno un passetto avanti è stato fatto, anche se le bende che tutti – o almeno gran parte degli italiani – tengono ben ferme negli occhi per non riconoscersi c. e m. (e preferisco parlare schietto anche se metto il punto per non scrivere le parole) sono ancora nere, appiccicose e di pece.
Ma la domanda, la pulcetta fastidiosa inizia a rodere i timpani e lo sguardo, forse, da pecora inizia a prendere di nuovo una forma umana… Non so, lo spero. E per ora passo e chiudo.
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