L’ attacco di Trump a Meloni, a mio modesto avviso, è per Giorgia una fortuna quasi inaspettata. All’ attacco il premier italiano ha risposto con una durezza inusitata. Ci aveva abituato a sorrisi concessi a Biden, Ursula, Trump ecc, anche quando ci si sarebbe aspettati degli ululati. Ma perché questa volta Meloni ha risposto con tanta durezza?
Aveva di fatto taciuto dopo la commedia di Gaza, così come dopo il colpo di stato in Venezuela e la violazione patente del diritto internazionale nella guerra all’ Iran. Si badi bene: è ben comprensibile, perché l’ América è l’ América ma l’ Italia è, politicamente parlando, Terzo mondo ( anche grazie a Renzi, Monti, Draghi e Conte). Dunque, quando sei una formichina, devi abbassare la testa. Lo stesso avrebbe fatto la Schlein.
Cosa è cambiato oggi rispetto a ieri?
Non solo che Trump, attaccando il papa, ha fatto una figuraccia mondiale, ma soprattutto che Trump sta cercando di frenare la guerra. Questo lo rende più debole. Trump era la feccia del mondo, quando ad inizio mandato parlava di pace in Russia e Palestina. È salito nelle quotazioni di chi detiene davvero il potere quando, contro tutte le sue promesse, ha sposato il programma di Rubio e dei neocon, in origine i suoi avversari. Cioè quando ha aggredito il Venezuela, isolato Cuba e attaccato l’ Iran. Come un solo uomo molti dei suoi più accaniti avversari hanno cominciato a lodarlo, più o meno esplicitamente, per questa nuova guerra ( in Italia, per esempio, il Foglio).
L’ isolazionista Trump, diventato interventista, si era fatto perdonare molte ” colpe”.
Ma ecco che Trump, riconoscendosi all’ angolo, prima ha forse pensato all’ azzardo ( l’ atomica), poi si è reso conto che Bibi e compagnia lo avevano ingannato e messo in un veicolo cieco. Nessun cambio di regime, nessuna vittoria immediata, ma lacrime e sangue e, di fatto, sconfitta. Ecco che Trump ha iniziato una delle sue retromarce continuando a premere sulla pace. E ogni volta nuove bombe di Israele sul Libano per far saltare tutto. Questa volta invece sembra che sia successo qualcosa, che Trump abbia reagito più duramente con Israele.
Ma Trump che ferma Bibi perde l’ appoggio di molti poteri forti.
Il fatto poi che novembre sia qui, e la sconfitta elettorale alle porte, lo rende ancora più debole. In questo periodo attaccando l’ Iran ha perso molti dei suoi primi e più efficaci sostenitori ( dalla Greene a Carlson ecc), fermando la guerra ha perso anche i nuovi fiancheggiatori.
Credo, è un’ ipotesi, che questo sia stato il ragionamento di Meloni: questa volta posso rispondere, perché Trump non è già più quello di un mese fa, è ufficialmente uno sconfitto, in guerra, in patria, tra gli stessi poteri forti che lo hanno convinto ad andare a sbattere ( il riferimento di Meloni a Trump che dovrebbe essere più duro con i “nemici dell’ Occidente”, se si riferisse all’ Iran, svelerebbe molto…).
Prendere a sberle Trump un mese fa sarebbe stato un suicidio, oggi invece è reagire ad uno zombie con i giorni contati (almeno così sembra) e può sbaragliare il campo in Italia. Infatti a destra si dirà: finalmente Meloni ha dimostrato orgoglio nazionale. Siamo ancora l’ Italia, per Bacco!
A sinistra invece, si rimane senza parole: se Meloni ruba la scena diventando lei l’ anti Trump, metà della propaganda della sinistra salta. Propaganda, intendo, perché far credere che prima di Trump noi fossimo liberi, è una barzelletta, soprattutto se pensiamo a Renzi, Draghi e ” Giuseppi “, vassalli più o meno credibili; propganda perché far credere che l’ imperialismo americano dati dal 2025, con la seconda elezione di Trump, è anche questa una menzogna.
Il Trump di oggi non fa che seguire la politica di Bush, Clinton, Biden… solo in modo molto più rozzo, non solo perché Trump se ne frega di ogni formalità, ma anche perché si trova a gestire un imperialismo che viene da una sconfitta dietro l’ altra…
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3 commenti su “Meloni ha fatto BOOM perché Trump è Finito (o almeno Lei lo Pensa…) Francesco Agnoli.”
Andreottiano hai pienamente ragione.
Chi è inviso a costoro allora sta dalla parte giusta, non importa l’opinione della massa di pecore…
Ora provate a cancellare anche questo commento…
Leggendo Agnoli mi immagino un grosso quadro di Mattarella dietro la sua scrivania.
E non è il solo commentatore che sponsorizza il deep state (minuscolo come sta diventando) raccontando di un mondo a misura di Davos. Non mi faccio illusioni, ma tutta la mia simpatia per chi in qualche modo è inviso a questa gente.
Credo che Trump sia in difficoltà: lo dimostra a mio parere l’ogetto del contendere con la Meloni. Mi sembra vi sia uno squilibrio tra l’evento su cui si discute e la rilevanza dello stesso nelle situazioni internazionali. Certo la polemica è arma di distrazione di massa, però mi sembra che scada troppo nell’ambito delle piccinerie personali. E’ certamente vero che Meloni, ma non solo Lei, si comporta come “Arlecchino, servitore di due padroni”, che , fuori di metafora, sono i padroni della nostra sicurezza (gli USA, fino a quando non ritireranno le basi con il loro contenuto di bombe) e coloro che che governano la nostra moneta, cioè Bruzelles/Francoforte.
PS Un governante saggio se davvero avesse perduto la guerra, o almeno non l’avesse vinta- così almeno affermano molti giornali dopo aver letto le bozze del memorandum di intesa attualmente in discussione, capirebbe di aver fatto un errore o almeno che i rapporti di forza non consentono ciò che desidera la propria volontà ovvero quella di “amici interessati”. Sarà Trump in grado di resistere a dette pressioni ovvero alle sirene dei suoi sponsor? Temo di no. Vi è un elmento che a mio parere è illuminante: tanto più forte il potere, tanto più silenzioso e convincente è il suo agire. Affermazioni quali “gli alleati non ci hanno aiutato”, suonano, a ben vedere, anche come una, sia pur involontaria
ammissione di debolezza, a conferma che l’ordine di Bretton Woods e quello successivo al crollo del muro di Berlino non esiste più.