Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento pubblicato su Facebook da Alessandro Volpi , che ringraziamo per la cortesia, sulla farsa Trump-Meloni. Buona lettura e diffusione.
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Il punto più basso.
La vicenda Trump-Meloni sembra davvero irreale. Provo a riassumerla.
Prima scena. Al vertice di Evian, dove le telecamere hanno avuto molto spazio, si consumano grandi confidenze fra i vari leader del G7 e il presidente Trump. Giorgia Meloni è particolarmente attiva, si intrattiene, sorride, fa battute e mostra una calda attenzione per Donald Trump che, simpaticamente, si è presentato alla compagnia autoproclamandosi “il boss”, con il suo fantastico e irripetibile broncio.
Di fronte al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che le aveva chiesto se lei e Trump fossero tornati amici, la guida di Fratelli d’Italia ha risposto con una espressione complice nei confronti del Comandante in capo: “Siamo sempre stati amici”.
Dunque tutti felici e contenti.
Seconda scena. Nella trasmissione televisiva di L7, l’Aria che tira, condotta da un sobrio David Parenzo, il corrispondente dell’emittente, Daniele Compatangelo, fa sentire un’intervista concessagli da Donald Trump in cui il presidente della più grande democrazia del mondo dichiara infastidito, riferendosi a Meloni: “Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. Quindi l’entusiasmo della premier per la grande amicizia era immotivato??
Terza scena. Un’irritatissima Meloni si è precipitata subito, appena appresa la funesta notizia, sui suoi canali social, Instagram e X, per smentire il presidente Usa: ha definito le parole di Trump “totalmente inventate” e si è detta “francamente allibita” dal comportamento del Presidente statunitense verso un alleato, rimproverandolo di essere aggressivo con gli alleati e “accondiscendente” con i nemici dell’Occidente. Ha poi concluso, in un crescendo rossiniano, con una frase di sicuro effetto “Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.
In poche righe, tesissime, Meloni ha mutato radicalmente il suo atteggiamento: ma quale amicizia! Trump è un bugiardo, un fellone, che aggredisce gli alleati ed è un mollaccione contro i nemici dell’Occidente. Viva l’Italia che non implora mai. Dal glamour francese alla ruvidezza nei confronti del traditore dell’Occidente è stato un attimo. Già così sembrava raggiunta l’acme: ma quale diplomazia, quale tradizione delle relazioni interazioni, quale rispetto dei ruoli istituzionali? Il nuovo linguaggio è quello dell’amore tradito. Il bellimbusto illude, accetta le avance e poi schernisce la malcapitata.
Siamo in pieno melodramma o in un B Movie musicarello. Ma, purtroppo, c’è anche la quarta scena. Si muovono gli ambasciatori, il super ministro Tajani – quello per cui il diritto internazionale vale fino a un certo punto – annulla il viaggio a Washington, il presidente del Senato, l’asettico Ignazio La Russa si inalbera e, dulcis in fondo, Giorgia Meloni riceve un’altra telefonata. Questa volta è una chiamata calda, affettuosa, rassicurante: è il presidente Sergio Mattarella che le esprime tutta, ma proprio tutta, la sua solidarietà contro quel briccone che illude le malcapitate e i malcapitati. Il copione è servito, perfetto, non manca nulla. Purtroppo però non si tratta di una commedia, ma di un dramma. Perché è tutto vero.
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8 commenti su “Il Punto più Basso. Alessandro Volpi. Di Bulli, Servitù e di una Colonia già Paese.”
È un dramma, sì, molto, molto triste, che rappresenta il posto in cui è precipitata l’Italia, con un’accelerazione formidabile da un quarto di secolo a questa parte, cioè da quando si è consegnata mani e piedi all’orribile mostro che oggi prende il nome di Europa Unita.
Ma vorrei, con un fuori tema, chiedendo scusa ad Alessandro Volpi e se il dott. Tosatti me lo permette, portare alcune considerazioni su un argomento che prende spunto dall’articolo degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo, riferentesi al furto del Tabernacolo, non potendole postare in risposta a quell’articolo in quanto, non so perché, non vi è la possibilità di farlo.
D’altro canto sono sempre stato convinto che il destino dell’Italia è legato a quello della Chiesa Cattolica, e non per niente è all’incirca dallo stesso suddetto periodo che – anche se le premesse antecedevano di molto – si è avuta la stessa accelerazione nella crisi che sta attraversando la Chiesa. Procedo quindi nelle suddette riflessioni:
L’11 Febbraio 1929 furono firmati dal Cardinale Gasparri per la Santa Sede e dal Presidente del Consiglio Mussolini per lo Stato italiano quelli che passano sotto il nome di Patti Lateranensi (Concordato),
Il 18 Febbraio 1984 fu firmata dal Cardinale Casaroli per la Santa Sede (Pontificato di Giovanni Paolo II) e dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi per lo Stato italiano la Revisione al Concordato del 1929.
Pur non essendo un esperto in materia credo di poter dire che un contratto (quale è un Concordato), per essere valido, sia firmato tra due parti libere, altrimenti non di contratto si tratta ma di imposizione di una parte sull’altra, e quindi il contratto è nullo e restano (legalmente) le condizioni precedenti.
L’articolo 1 del Concordato del 1929 (Patti Lateranensi) recitava: «In considerazione del carattere sacro della Città Eterna, sede vescovile del Sommo Pontefice, centro del mondo cattolico e méta di pellegrinaggi, il Governo italiano avrà cura di impedire in Roma tutto ciò che possa essere in contrasto col detto carattere». La Revisione al Concordato del 1984, nell’articolo 2 si sforza di dire: «La Repubblica Italiana riconosce il particolare significato che Roma, sede vescovile del sommo Pontefice, ha per la cattolicità». Per la Cattolicità… ma – evidentemente – non più per lo Stato italiano, che si è rimangiato l’impegno che si era assunto di salvaguardare il «carattere sacro della Città Eterna» e, cosa che ha avuto conseguenze catastrofiche, «di impedire in Roma tutto ciò che possa essere in contrasto col detto carattere».
Nell’anno 2000 il Sommo Pontefice ebbe modo di dolersi che, in concomitanza del Giubileo indetto in quell’anno, gli omosessuali avessero organizzato nella stessa Roma il loro “giubileo” (Gaypride). Questa, e iniziative sempre più nefande da allora sempre più frequenti sono una diretta conseguenza della Revisione al Concordato del 1984.
Già che ci troviamo guardiamo ad un’altra modifica portata con la Revisione al Concordato:
Per l’insegnamento della Religione cattolica il Concordato del 1929, all’articolo 36, iniziava dicendo: «L’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica». Nella Revisione al Concordato (art. 9) questa frase molto impegnativa sparisce ed è sostituita da un vago accenno al «valore della cultura religiosa» ed ai «principi del cattolicesimo». Ed inoltre l’insegnamento è stato reso facoltativo, non essendo più considerato, evidentemente, «fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica».
Cosa si deduce da tutto ciò? A parte il Concilio Vaticano II, quale porta è stata aperta per l’irruzione nella «Città Eterna», e quindi nel mondo cattolico, dell’anticristianesimo e corruzione dei costumi senza più alcun limite?
Vede Ex la parola Concordato significa che ambedue le parti accettano ciò che viene scritto . Quello del 1984 poteva non essere accettato nonostante eventuali pressioni. Cristo avverte di non temere la fine del corpo ma la dannazione dell’ anima. Evidentemente si e temuto più per il corpo……
Trump li prende per il naso……
Credono che essere schiavi e traditori li protegga da una brutta fine, in realtà schiavi e traditori fanno schifo anche ai loro padroni che prima o poi li schiacciano come meritano. E quando cominceranno ad arrivare i missili non è detto riescano a scappare
Eh, già, è un dramma, vergognoso e imbarazzante da ambo le parti.
Questa è la fine che fanno i servi.
Amen.
Non è la fine che fanno i servi, bensì la fine che fanno i mentitori sostenuti dai babbei.
….. soprattutto i servi sciocchi (che di solito credono di essere i più furbi)!