Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su X dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Cliccate sul collegamento per vedere e ascoltare il video di Leone XIV. Buona lettura e diffusione.
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Prevost svela (involontariamente?) la frode sinodale.
Il vero motivo della minacciata scomunica alla FSSPX non è la Consacrazione di nuovi Vescovi senza il mandato pontificio, ma il rifiuto del Concilio Vaticano II (come nel mio caso).
Prevost sposta il focus della questione, confermando di utilizzare strumentalmente le sanzioni canoniche.
Le Consacrazioni episcopali sono solo il pretesto.
Da quale entità si viene “scomunicati”, quando la “scomunica” è comminata dal capo di una “chiesa post-conciliare ” che cerca solo di legittimare se stessa canonizzando i propri papi e dogmatizzando i propri errori? una “chiesa” che si qualifica proprio per non essere “preconciliare”, ossia Cattolica, Apostolica, Romana?
È come se Ario pretendesse di scomunicare Sant’Atanasio…
Queste esternazioni ai giornalisti a Castel Gandolfo confermano che essere scomunicati dalla chiesa conciliare e sinodale è una patente di ortodossia cattolica. Se Prevost fosse il capo della chiesa d’Inghilterra, o di una setta calvinista, o di un movimento pentecostale o di un culto amazzonico, parlerebbe diversamente? No. L’unica voce che non può fare propria è quella della Chiesa “preconciliare”, cioè l’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana, alla quale non ritiene di appartenere. E allo stesso tempo Prevost afferma che chi si dichiara Cattolico e rifiuta il Vaticano II è in scisma con lui. Più chiaro di così… https://x.com/CatholicSat/status/2066990297347686482/video/1
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16 commenti su “Viganò: Essere Scomunicati dalla Chiesa Conciliare e Sinodale è una Patente di Ortodossia Cattolica.”
8 dicembre 1965: conclusione del Sacro Concilio Vaticano II e conseguente ‘inizio ufficiale’, secondo la recente ‘illuminazione’ di Viganò, della chiesa definita spregiativamente come ‘conciliare’ o ‘post-conciliare’ (una falsa chiesa, a suo insindacabile giudizio…)
24 marzo 1968: Carlo Maria Viganò è ordinato sacerdote dal Vescovo Carlo Allorio, un fervente precursore, partecipante e sostenitore del Sacro Concilio Vaticano II — dunque uno scismatico convinto: senza ‘se’ e senza ‘ma’
26 aprile 1982: Viganò è consacrato arcivescovo da Papa Giovanni Paolo II: sommo vertice della famigerata ‘chiesa post-conciliare’
Dunque se è vero ciò che Viganò sostiene — ossia che esiste una chiesa post-conciliare separata dalla Chiesa Cattolica Romana ‘vera’, ossia quella che precedette il Sacro Concilio Vaticano II — Viganò squalifica se stesso come sacerdote cattolico, perché la sua ordinazione deriva proprio da un vescovo in tutto e per tutto aderente allo ‘scisma post-conciliare’.
Ergo la ‘necessità’ di farsi riconsacrare da un anziano vescovo ‘preconciliare’ considerato ‘puro’ e ‘vero’ in quanto resistente al Sacro Concilio?
Riconsacrazione o meno, la promessa di Gesù…
“E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” (Matteo 16, 18)
… andrebbe corretta con la postilla: “O piuttosto… non prevarranno fino all’8 dicembre 1965… dopodiché non subito, ma trascorsa una buona cinquantina d’anni, abbandonate la nave governata successori di Pietro irrimediabilmente collusi coi modernisti per seguire invece un arcivescovo ordinato, vissuto e invecchiato nella chiesa scismatica, ma infine ‘illuminato’ e forse anche riconsacrato, che vi indicherò: un certo ‘V’ingannò’…”
Perdonate, si ride per non piangere…
Quelli di Viganò sono deliri e cortocircuiti di un adepto della ‘tradizione secondo il proprio cuore’: un ‘vetero-cattolicismo’ altamente politicizzato che rigetta ostinatamente il magistero dei Romani Pontefici autentici degli ultimi decenni, cercando di avvantaggiarsi della temporanea usurpazione in corso ai danni della Chiesa visibile:
https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
con il legittimo successore di Pietro tuttora costretto a mantenersi temporaneamente ‘invisibile’ e a riconoscere Leone XIV come suo ‘vicario’, in un certo senso, con la barca (la Chiesa) governata da questo ‘vicario del Vicario’ che (comprensibilmente…) oscilla pericolosamente e fa acqua perché pure non è esente da molte contraddizioni e ‘contaminazioni’, anche se non macroscopiche e perniciose come quelle del ‘novello Iscariota’; quest’ultimo, infedele proprio come lo fu il suo stolto predecessore, sta segando caparbiamente il ramo su cui è seduto lui stesso per ben miseri e quanto mai effimeri tornaconti.
La Chiesa visibile tuttavia — anche con il Papa vero ‘esiliato nel nascondimento’ — era, è e resterà ‘Chiesa Cattolica Romana’. Altrimenti non avrebbe alcun senso parlare di Sede ‘vacante’ o ‘impedita’.
Dal 28 febbraio 2013 la Sede è impedita e la Chiesa soffre e ‘sbanda’ proprio per questo.
Attribuire la responsabilità della situazione attuale ai Romani Pontefici degli ultimi decenni e al Sacro Concilio è un enorme errore di valutazione, un vero e proprio stravolgimento della realtà dei fatti.
Cari Torreggiani, Mons. Viganò non ha avuto alcuna illuminazione… semmai gli ” illuminati” sono quelli che comandano a bacchetta tutto il clero sinodal-conciliare, da papa Prevost allultimo curatino di campagna, di quelli alla don Chichi’ del famoso film di don Camillo. La patente di cattolicità di Mons. Viganò è chiara come il sole, mentre dal CV II in poi si pretende di sistituire l’obbedienza a Dio con quella ad autorità chiaramente nemiche della Chiesa bimillenaria, della sua dottrina, liturgia, pastorale. E’ stato il colpo da maestro di Satana, come giustamente scriveva mons. Lefebvre, demolire la ka Chiesa dal suo interno, obbligando clero e fedeli ad obbedire a ordini e cambiamenti volti a creare un’ anti chiesa cattolica…ma non ci riusciranno mai, caro Torreggiani, se ne facciano una ragione, Deus non irridetur! Cristo vincerà, anche con un minuscolo resto, anche de ne rimanessero solo una manciata, perché la vittoria appartiene a Cristo, non agli uomini ( sinodali, conciliari, o che altro) e quando deciderà di intervenire in un attimo sarà vittoria completa, totale. Quello in atto è lo scontro finale, per chi non lo acesse ancira ben compreso. Pave e bene a tutti, comunque
Tre domande:
1) secondo lei accusare i Papi di collusione con i modernisti senza uno straccio di prova provata è indice di fedeltà o infedeltà ai Papi?
2) quale ‘patente di cattolicità’ esimerebbe un qualsiasi fedele (ma a maggior ragione un arcivescovo) dal rispetto, dalla reverenza e dall’obbedienza dovuti al Romano Pontefice?
3) su quale ‘pietra’ Cristo edificò la sua Chiesa e a chi assegnò il ‘potere delle chiavi’ (v. Matteo 16, 18-19) perché fosse trasmesso di generazione in generazione, fino al suo ritorno?
Sarebbe una menzogna e un paradosso per chiunque dichiararsi cattolico salvo poi disprezzare le persone e/o l’autorità dei legittimi Papi. La Tradizione cattolica (quella vera…) insegna da sempre l’obbedienza al Romano Pontefice proprio sulla base della fede nelle Sacre Scritture.
L’apostolo Giuda Iscariota finse fino all’ultimo di essere fedele a Cristo… ma poi Lo tradì.
Similmente il successore degli apostoli Viganò finse fino all’ultimo di essere fedele ai legittimi Vicari di Cristo… ma poi li tradì disprezzando il loro magistero, le loro persone e la ‘loro’ Chiesa… che è la Chiesa così come ordinata da Cristo.
Il problema è che lei prende per oro colato le affermazioni del traditore anche quando sono palesemente smentite dalla Parola di Dio, senza per altro considerare che Gesù Cristo fu un grande innovatore rispetto alla tradizione antica; dunque nella Tradizione cattolica autentica il rinnovamento (come quello apportato dal Sacro Concilio Vaticano II) promosso dal Vicario di Cristo è perfettamente nell’ordine delle cose.
In altra parole: la Tradizione Cattolica vera non può limitarsi a una mera ripetizione del passato; al contrario: la Chiesa viva e vera (la Chiesa del ‘Dio vivente’) deve predisporsi ad accogliere la Rivelazione nel suo graduale ‘dispiegarsi’: proprio quello che mons. Viganò rigetta ostinatamente (come fecero la molti farisei prima di lui) per restare aggrappato ad elementi di un passato che andavano bene prima, ma che oramai sono obsoleti ostacoli alla comunione ecclesiale fondata sul comune riconoscimento della Verità. Il Sacro Concilio Vaticano II promulgato dai Papi è proprio parte di questo rinnovamento benedetto dal Cielo. Per chi si professa cattolico affermare perentoriamente il contrario equivale a predicare l’errore e l’infedeltà al Vicario di Cristo, quindi a Cristo stesso.
Premetto che io non so organizzare niente, per cui quanto segue potrebbe essere realizzato da chi è più pratico in queste cose.
E’ possibile organizzare un evento di pacifico confronto teologico e dogmatico sulla questione Una Cum e Magna Questio nel mio paese, diove dialogheranno almeno due cadinali tradizionalisti e due modernisti (con mons e vescovi di riserva o sostituzione di volta in volta) e dove possano esserci una ventina o cinquantina di spettatori (preferibilmente a numero chiuso e su prenotazione del posto) e giornalisti accreditati a numero chiuso e diretta internet facoltativa ed esclusiva dei canali dei Cardinali invitati?
Naturalmente non in chiesa, ma in un alula civica per evitare strategie di missive disciplinari canoniche, sopraffazioni ?
Anni fa mi ero informato ed era affittabile per una quindicina di euro.
Questo per venire incotro ai cattolici confusi dalla grande apostasia dilegante.
Per evitare che i fedeli quando non siano interpellati e parlino o interrompino ii Cardinali durante il dialogo consiglio la possibilità di consumare poc corn durante l’evento.
Esempio di conduzione dell’evento:
*
Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo il pontificato e l’usurpazione in atto del 2013.
Cardinale moderniatsa1o2 prova a giustificare la legittimità del papato
Cardinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
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Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento Una Cum e la messa valida. (Tra cui messa in latino, vetus ordo e novus ordo e Concilio Vaticano II, e comunion sulla lingua e in ginocchio)
Cardinale moderniatsa 1 prova a ribadire le sue ragioni sulla questione Una Cum e messa valida
Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
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Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento nuovo DOGMA in DOGMI ed encicliche.
Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare le ragioni del no a certi nuovi Dogmi.
Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
Conclusione con possibile richiesta di domande da parte dei giornalisti o partecipanti, ed eventuali saluti dei sacerdoti del luogo se vorranno partecipare e se non gli sarà stato vietato di partecipare.
Se consentita, messa di benvenuto ai cardinali partecipanti e giornata di preghiera durante l’evento.
L’evento potrebbe ripetersi con altri 2 cardinali o mons tradizionalisti e altri 2 cardinali o mons modernisti.
Alla luce di affermazioni come queste, diventa anche comprensibile perché il Papa abbia ritenuto di non riceverlo.
Quando mons. Viganò scrisse al Papa e in molte altre occasioni pubbliche, insistette sulla propria cattolicità, sulla fedeltà alla Chiesa e sul rispetto dovuto al Papato come istituzione voluta da Cristo. Rivendicava di non voler fondare alcuna “chiesa parallela”, ma di voler difendere la vera fede all’interno della Chiesa.
Leggendo però affermazioni come queste, mi domando dove siano finite quelle dichiarazioni.
Perché qui non si parla più di errori, ambiguità o crisi ecclesiale. Qui si afferma che esisterebbe una “chiesa post-conciliare” distinta dalla Chiesa cattolica, che il Papa sarebbe il capo di questa nuova entità e che la scomunica proveniente da lui costituirebbe addirittura una patente di ortodossia.
Ma se le cose stanno così, allora che senso aveva appellarsi al Papa, scrivergli lettere, chiedergli giustizia o rivendicare la propria comunione con la Chiesa? Se il Papa regnante non appartiene alla vera Chiesa, il problema non è più il Vaticano II: il problema diventa l’esistenza stessa della Chiesa cattolica visibile.
Ed è qui che vedo la contraddizione. Sant’Atanasio combatté l’arianesimo senza mai sostenere che la Chiesa cattolica fosse diventata un’altra religione. Difese la fede cattolica dentro la Chiesa, non contro una presunta “nuova Chiesa” sostitutiva della precedente.
Per questo continuo a chiedermi: che fine hanno fatto tutti i richiami all’obbedienza, alla comunione ecclesiale e alla cattolicità che mons. Viganò ha sbandierato per anni? Perché tra il dire “resisto ad alcuni errori” e il sostenere che da sessant’anni esista una falsa Chiesa diversa da quella cattolica c’è una distanza enorme.
E forse proprio per questo è comprensibile che il Papa non abbia ritenuto opportuno riceverlo. Un incontro presuppone almeno il riconoscimento reciproco di appartenere alla medesima Chiesa e di condividere una comune autorità ecclesiale. Se invece si sostiene pubblicamente che il Papa è il capo di una “chiesa conciliare” diversa dalla Chiesa cattolica, diventa difficile comprendere quale potrebbe essere il fondamento stesso del dialogo.
Permettetemi infine una considerazione: forse sarebbe opportuno chiedere al Papa che, nella scelta dei vescovi e in particolare di coloro che sono destinati al servizio nelle nunziature, non si guardi soltanto alla preparazione giuridica o diplomatica, ma anche e soprattutto alla solidità della formazione teologica, specialmente in materia di ecclesiologia. Perché quando si arriva a contrapporre una presunta “chiesa preconciliare” alla Chiesa cattolica visibile, il problema non sembra essere anzitutto disciplinare o diplomatico, ma riguarda la comprensione stessa di che cosa sia la Chiesa fondata da Cristo.
La Chiesa fondata da Cristo è molto diversa dalla chiesa di questi tempi.
La Chiesa fondata da Cristo è l’Una,Santa , Cattolica e Apostolica fondata su Pietro e non può essere diversa. Cambia il vestito, sontuoso o logoro non importa , ma Essa è e resta sempre la stessa. Chi ama Cristo non può non amarla, non la disprezza non la smembra e non ne fonda un’altra.
Premetto che io non so organizzare niente, per cui quanto segue potrebbe essere realizzato da chi è più pratico in queste cose.
E’ possibile organizzare un evento di pacifico confronto teologico e dogmatico sulla questione Una Cum e Magna Questio nel mio paese, diove dialogheranno almeno due cadinali tradizionalisti e due modernisti (con mons e vescovi di riserva o sostituzione di volta in volta) e dove possano esserci una ventina o cinquantina di spettatori (preferibilmente a numero chiuso e su prenotazione del posto) e giornalisti accreditati e diretta internet facoltativa ?
Naturalmente non in chiesa, ma in un alula civica per evitare strategie di missive disciplinari canoniche, sopraffazioni ?
Anni fa mi ero informato ed era affitabile per una quindicina di euro.
Questo per venire incotro ai cattolici confusi dalla grande apostasia dilegante.
Per evitare che i fedeli quando non siano interpellati e parlino o interrompino ii Cardinali durante il dialogo consiglio la possibilità di consumare poc corn durante l’evento.
Esempio di conduzione dell’evento:
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Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo il pontificato e l’usurpazione in atto del 2013.
Cardinale moderniatsa1o2 prova a giustificare la legittimità del papato
Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
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Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento Una Cum e la messa valida.
Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare la legittimità del papato
Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
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Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento nuovo DOGMA in DOGMI.
Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare la legittimità del papato
Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
Conclusione con possibile richiesta di domande da parte dei giornalisti o partecipanti, ed eventuali saluti dei sacerdoti del luogo se vorranno partecipare e se non gli sarà stato vietato di partecipare.
Se consentita, messa di benvenuto ai cardinali partecipanti e giornata di preghiera durante l’evento.
Caro Tonino,
si rende conto che ne verrebbe fuori un bel niente
di cui i giornalisti farebbero un prelibato boccone?
Insomma una mare di chiacchiere che darebbe la stura
ad un oceano di chiacchiere?
Lei usa la parola “dibattono”.
E quando mai il “dibattito” ha prodotto qualcosa di positivo?
Lai pensa che una questione mastodontica che si trascina da decenni
ed è giunta alla resa dei conti, possa trovare una soluzione attraverso
“un evento di pacifico confronto teologico e dogmatico”?
Grazie per le correzioni, il vantaggio sarebbe nell’aumento della rilevanza pubblica di questi importanti argomenti e nella focalizzazione dell’opinione pubblica su questi argomenti che spesso vengono distorti o offuscati creando ulteriore disorientamento e convinzioni erronee tra i fedeli che si fidano ciecamente dei loro pastori, e nel far capire alla gente che c’è una questione non risolta e persone che ci mettono la faccia per la Vera Verità, a motivo di un disorientamento, un contrasto dotttrinale nella Chiesa, una direzione spirituale e pastorale che non è più orientata secondo igli Insegnamenti del Mestro, ma secondo le direttive del potere anticristiano esterno ed interno infiltrato nella Chiesa, che condiziona, impone e costringe ad applicare certe aperture e modifiche ideologiche, dottrinali, teologiche, dogmatiche, e morali che non corrispondono con l’integrità insita nella Dottrina Cattolica ed alla Volontà di Dio..
Per i giornalisti perchè non invitare Tosatti e altri ?
Semmai all’inizio durante le presentazioni dopo quelle dei cardinali, si potrebbe dare un minuto anche ai giornalisti a numero chiuso, modernisti e tradizionalisti per presentarsi e indicare un loro sito dove leggere articoli in argomento..
Reverendo monsignore Carlo Maria Viganò, che uscire dalla setta massonica di JMB-PREVOST sia una patente di ortodossia cattolica è assolutamente vero.
Ma si renda conto che, fino a quando si ostina a non riconoscere valido il Concilio Vaticano II e infallibile il magistero dei legittimi papi conciliari, la FSSPX NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
Così come ribadito dall’ultimo VERO papa Benedetto XVI che sia lei che la FSSPX vi rifiutate ostinatamente di riconoscere, a grave danno delle anime a voi affidate:
◾Benedetto XIV:
… “Per precisarlo ancora una volta:
finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
_la Fraternità NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
[…] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html
◾Papa BXVI:
“Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422
◾ Anche papa S. GPII si esprime a favore del CVII: https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921222_curia-romana.html
Il cul de sac in cui si trova mons. Viganò:
chiede udienza a Prevost (che gliela rifiuta), evidentemente riconoscendolo come papa,
e nel contempo afferma che Prevost non è cattolico ed è a capo di una chiesa che non è cattolica.
Monsignore non riesce a decidersi, e continua con la sua dialettica
a restare nel cul de sac.
Afferma che “essere scomunicati dalla chiesa conciliare e sinodale è una patente di ortodossia cattolica”.
Beh? meglio di così? Cosa va cercando di più? Non ha avuto conferma di essere cattolico?
Che gliene cale della lobby sanpietrina?
Senza la minima intenzione di essere irriverenti, si deve constatare che
che Monsignore tenta inutilmente di tenere (o di recuperare?) il piede su due staffe.
Per non dire degli altri alti prelati tradizionalisti che
continuano a fare il pesce in barile con le loro sterili critiche
che lasciano il tempo che trovano.
Insomma parole, parole, parole. Di azione manco l’ombra.
Giusto.
Nello stesso cul-de-sac si trovano i tradizionalisti della FSSPX
No, non sono d’accordo, stavolta!
Nella famosa lettera, pubblicata in questo blog, risulta ben chiaro che il Monsignore non intende minimamente “venire a Canossa”. Al contrario, vuole indurlo a rinnegare le porcherie che ha fatto ( sulla scia di Bergoglio) e a CONVERTIRSI ALLA CHIESA CATTOLICA, quella di Cristo!
Caro Gianfranco,
come può sperare credere che Prevost & Company (& Company!) “rinneghi le porcherie che ha fatto”?
E perché lo farebbe? Perché uno “scomunicato” lo richiama all’ordine?
So bene che (a viste umane) è impossibile.
E lo sa benissimo il Monsignore, con cui ho potuto parlare personalmente.
Ma era comunque importante rendere pubblico questo tentativo disperato, affinché sia chiaro a tutti che Viganò ha fatto TUTTO il possibile.
Non dimentichiamo che ammonire i i peccatori è un GRAVE dovere!