Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, riceviamo da Tullio Rotondo, a cui va il nostro grazie, questo commento a un’intervista rilasciata da Mons. Paglia. Buona lettura e meditazione.
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Una significativa intervista all’ Arcivescovo Paglia svela chiaramente la sovversione morale attuata da Papa Francesco con lo stesso Paglia.
Nel maggio 2026 è stata pubblicata un’intervista all’ Arcivescovo Paglia[1] nella quale questo prelato ha rivelato cose di estremo interesse per noi.
Si tratta di un testo che sovverte radicalmente la realtà delle cose e che implica una specie di “intelletto bergoglianamente modificato” che vede le cose praticamente al contrario di come sono realmente.
Anzitutto è significativo il giudizio di Paglia riguardo alla dottrina morale dell’ Accademia della Vita e dell’ Istituto Giovanni Paolo II che erano stati ereditati dal Pontificato di Benedetto XVI e di s. Giovanni Paolo II; dice Monsignor Paglia: “Papa Francesco, lo sappiamo, non amava quella che lui definiva una «teologia da tavolino», astratta e slegata dalla dimensione pastorale. E le due Istituzioni erano, in effetti, molto «da tavolino». La riduzione di una materia così delicata e complessa all’applicazione di un algoritmo dottrinale della moralità e della disciplina, impone una visione della realtà umana estranea alle forme effettive della coscienza e alle condizioni reali dell’esperienza, che di volta in volta creano il contesto delle storie di vita. Gesù, che si è certamente pronunciato con limpido rigore sui principi, non ha mai adottato questa impostazione moralistica nei suoi incontri. … Si pensi alla riproposizione e alla difesa del discorso sui «valori non negoziabili», a una forte accezione moralistica, alla trasmissione di principi astratti. … La Pontificia Accademia e l’Istituto GPII erano così diventati, per intenderci, luoghi di una pronunciata resistenza dottrinale all’insegnamento pontificio, che si pretendeva più coerente con la verità cristiana della prospettiva disegnata da Amoris Laetitia.”
Spieghiamo subito che se è vero che Bergoglio odiava la “teologia da tavolino” e amava la “teologia in ginocchio” bisogna precisare che in realtà la “teologia in ginocchio” che Francesco amava e quindi diffondeva era quella per cui la teologia, specie quella morale, veniva messa in ginocchio davanti a lui sicché lui stesso potesse pervertirla come gli piaceva, con grave danno delle anime, come stiamo vedendo e sempre meglio vedremo, purtroppo.
Inoltre, contrariamente a ciò che dice questo prelato, le due istituzioni da lui citate e i loro membri ribadivano la sana dottrina cattolica in ambito morale e sostenevano le affermazioni di s. Giovanni Paolo II e in particolare quelle della “Veritatis Splendor”, perciò appunto si opponevano e resistevano agli errori diffusi da Papa Francesco; la morale di s. Giovanni Paolo II, cioè la morale cattolica, è nettamente contraria all’ “accoglienza” che Monsignor Paglia, con Papa Francesco, esalta.
La questione dei «valori non negoziabili», difesi dagli autori che questo Arcivescovo contrasta, evidenzia, appunto nella linea della buona teologia morale, l’esistenza di valori assoluti, e quindi di norme assolute, su cui non si può “negoziare”, cioè norme che vanno rispettate assolutamente e sempre; Mons. Paglia nega evidentemente, contro la Tradizione cattolica, l’esistenza di tali norme che egli presenta come “principi astratti” ma che in realtà sono molto concreti e reali e ci vengono donati da Dio che è somma Verità e Realtà.
Per di più è falso dire, come fa Paglia, che la morale presentata dalle due istituzioni citate non tenesse conto della coscienza morale e quindi dell’esperienza, basta studiare i testi del prof. Melina , considerato da Benedetto XVI uno dei grandi moralisti di questo secolo[2], e di vari suoi collaboratori per capirlo; la realtà è che Papa Francesco e i suoi collaboratori (Paglia compreso) hanno sovvertito la dottrina sulla coscienza morale e sulle attenuanti, come ho ampiamente mostrato nei miei libri[3].
Ugualmente errata e deviante l’affermazione per cui quelle istituzioni fossero segnate da “moralismo”; anche qui i testi del prof. Melina mostrano il contrario di ciò che afferma Mons. Paglia; non erano moralistiche le istituzioni citate, erano Francesco e i suoi collaboratori che diffondevano una morale deviata e in linea lassista.
Chi segue una morale “rilassata”, come Paglia, considera affetto da “moralismo” chi insegna la sana morale cattolica.
Insomma questo Arcivescovo dice già qui una massa di falsità che ben si legano con la perversa dottrina che diffonde e con ciò che ha fatto in questi anni scorsi nonché con quello che dice in questa intervista, come vedremo meglio più avanti.
Paglia poi afferma che il suo compito era: “ridare respiro di ascolto del magistero vivente a queste due istituzioni, perché accompagnassero la riforma che il Papa voleva.”
In realtà il vero Maestro è Cristo e il vero Magistero vivente è realizzato da Lui e in Lui attraverso la Bibbia e la Tradizione; le perversioni dottrinali di Papa Francesco, in opposizione alla Bibbia e alla Tradizione, come ho ampiamente mostrato, sono contrarie a tale Magistero bimillenario; quindi i teologi di cui parla Paglia stavano seguendo il vero Magistero vivente che Paglia con Bergoglio stavano picconando!
Contro questi diffusori della sana dottrina era stata dunque dichiarata guerra da Francesco e perciò aveva dato a Paglia il compito di allontanarli per rendere queste istituzioni “voce” delle perversioni bergogliane.
Oggi quindi queste istituzioni sono quelle che accompagnano la sovversione attuata da Papa Francesco, sono la voce della sovversione dottrinale bergogliana; lo tengano bene presente tutti i fedeli.
Preciso che il Papa non è sempre infallibile e quindi può sbagliare e addirittura può cadere anche in eresia; nei miei libri ho ampiamente spiegato tutto questo evidenziando come Papa Francesco è pieno di gravi errori in linea ereticale che sono in reale opposizione con la Verità che la Chiesa ha insegnato; quindi non è strano che il suo “Magistero” sia in certe materie contrario al Magistero vero e cattolico.
Paglia mostra poi come ha attuato l’epurazione dei buoni teologi dall’Accademia per la Vita; con varie affermazioni egli ovviamente cerca di giustificare e incensare l’opera da lui svolta nonché la necessità di essa; la realtà delle cose è drammatica e scandalosa: grazie a Paglia nella PAV entrano, come membri, esperti non cattolici e pro-abortisti (come Mazzuccato e altri), oltre a moralisti cattolici che notoriamente appoggiano le perversioni bergogliane, la PAV diventa appunto “voce” della sovversione morale attuata da Francesco.
Scrisse qualche anno fa R. Cascioli “Dopo le dure reazioni internazionali alla nomina del professor Biggar, il presidente dell’Accademia per la Vita rilascia una intervista per affermare che Biggar non ha mai scritto di aborto. Bugia: è a favore e ne ha scritto in almeno 3 occasioni. Ma i problemi riguardano anche Katarina Le Blanc, che fa ricerca sugli embrioni sovranumerari da fecondazione in vitro, e don Maurizio Chiodi, favorevole alla fecondazione artificiale.”[4]
Sottolineo: notate bene come Paglia dica bugie, e appunto tra falsità e bugie questo prelato giunge ad affermare: “L’Accademia è così uscita dal suo carattere settoriale o limitativo. …
Nel 2024 abbiamo pubblicato il testo La gioia della vita. Un percorso di etica teologica (Libreria editrice vaticana), che offre un nuovo paradigma di etica della vita umana, e costituisce il frutto più maturo di questo percorso di riflessione. In esso è confluita anche la riflessione sull’aggiornamento dell’Humanae Vitae.”
In realtà l’ Accademia è uscita dall’ orbita della sana dottrina e si è lanciata nella linea della eterodossia infatti il testo citato da Paglia per ben due volte nell’intervista (La gioia della vita. Un percorso di etica teologica (Libreria editrice vaticana 2024)) e indicato come “frutto più maturo” della sua opera apre le porte alla pratica legittimazione di ogni perversione morale ed è in netta opposizione alla dottrina cattolica[5]; questo testo è, ovviamente, nella linea dottrinale dell’ Amoris Laetitia che è stata il “volano” per la sovversione della dottrina cattolica in ambito morale, come ho evidenziato nei miei libri.
A proposito del “nuovo paradigma” circa l’etica, di cui parla Mons. Paglia, paradigma che ovviamente dobbiamo includere nel più ampio “nuovo paradigma” portato avanti da Papa Francesco mi pare importante ricordare cosa disse il Cardinale Muller: “Dietro il discorso pseudointellettuale del ‘mutamento di paradigma’, si trova solo l’eresia non mascherata che falsifica la parola di Dio”.[6]
Paglia insomma continua a presentare una massa colossale di falsità a danno di tante anime.
Queste falsità proseguono quando egli parla dell’ Istituto Giovanni Paolo II che lui ha avuto l’incarico di smantellare; secondo il prelato questo istituto era caratterizzato da: “… l’impostazione piuttosto estrinseca dei ragionamenti … Come anche il carattere estrinseco della forma sociale del noi …”
In realtà l’ Istituto in oggetto ribadiva la morale cattolica che non è estrinsecista ma sanamente intrinsecista perché afferma, nella linea della Tradizione, la Legge divina, che è anzitutto Dio stesso (Iª-IIae q. 93 a. 4 in c. ad 1) che è in noi ed è più intimo a noi di noi stessi; estrinsecista, in questa linea, è piuttosto la sovversione morale portata avanti da Bergoglio e da Paglia.
Appunto perché ribadiva la sana dottrina questo Istituto andava smantellato da Bergoglio e compagni che volevano diffondere le loro “eresie” morali anche attraverso questo “pulpito”; questo smantellamento è stato realizzato da Mons. Paglia.
L’azione del prelato sull’ Istituto appena citato si è sviluppata precisamente nel senso di una totale cancellazione di ciò che esso era e di una “creazione” di una nuova realtà con nome nuovo.
Ecco come l’ Arcivescovo magnifica le reali perversioni dottrinali da lui attuate: “Un lavoro molto impegnativo.”
Indubbiamente è stato un lavoro impegnativo per Paglia mettersi a lavorare contro la Verità cattolica e contro la Tradizione a danno delle anime; è stato un lavoro impegnativo nascondere la sovversione dottrinale attuata facendola apparire come un’opera necessaria e di alta morale cattolica.
È chiaramente impegnativo e doloroso cedere al mondo, per non dire al diavolo, e calpestare la santa Tradizione cattolica nonché la Bibbia con affermazioni aberranti e dannose per le anime mentre si è Vescovi cattolici.
In questa linea il prelato precisa ancora: “Fu necessario anche chiamare altri teologi …” cioè altri seguaci delle perversioni dottrinali di Bergoglio, che rispondono ai nomi di Guenzi, Chiodi etc. …
Paglia evidenzia anche le difficoltà da lui incontrate con i teologi che lui aveva trovato a capo dell’ Istituto in oggetto.
Dalle parole del prelato capiamo che, indubbiamente, questi signori che difendevano la morale cattolica erano per questo Arcivescovo dei “retrogradi” che addirittura si opponevano alla “luce” portata da Francesco e che difendevano posizioni più restrittive di Pio XII, insomma dei veri “eretici” pericolosi e dannosi perché evidenziavano la Verità cattolica, ormai estromessa da questo istituto caduto nelle grinfie del mondo grazie a Papa Francesco.
La realtà è che con Bergoglio la morale cattolica si è licenziata in certo modo anche dalla sana dottrina della Bibbia ed è ritornata praticamente a posizioni pre-bibliche che legittimano l’adulterio e l’attività omosessuale nonché gravi scandali; quelle “figure” di cui parla Paglia non sono “retrogradi” ma buoni moralisti noti in tutto il mondo per la morale sana e cattolica nella linea della Tradizione; tra essi ricordo in particolare Mons. Melina riconosciuto anche da Papa Benedetto come un grande moralista.[7]
Il passaggio più significativo dell’intervista di Monsignor Paglia
La “perla” del testo di Paglia è nella parte finale di questa intervista quando dice: “Uno dei punti nevralgici di tutta l’operazione è stato il ripensamento del concetto di «natura», che stava a fondamento di una visione statica e immutabile della legge naturale, e con esso la messa in discussione del paradigma essenzialistico e astorico su cui si reggeva tutta la teologia morale sessuale e familiare finora sviluppata. Una concezione storica della natura scalfiva il paradigma di una legge naturale intesa come insieme di principi immutabili, ed è qui che sono sorte le critiche e le resistenze maggiori. Qui gli «oppositori» avevano compreso bene: era in gioco una riforma molto profonda. Il documento che meglio sintetizza questo percorso è il volume che ho già citato, La gioia della vita, che propone un nuovo paradigma dell’etica della vita e dell’esistenza umana, e include anche la dimensione escatologica – quasi mai affrontata in questi contesti – come parte integrante di un’antropologia cristiana complessiva.”
Diciamo subito che la dimensione escatologica cui conducono le perversioni dottrinali di questi teologi bergogliani è piuttosto la dannazione eterna, infatti le loro affermazioni come spiega Paglia sono una “riforma molto profonda” della dottrina cattolica cioè una radicale perversione della stessa in completa opposizione alla Tradizione cattolica e alla Bibbia rettamente intesa; il testo citato da Paglia è in netta opposizione alla dottrina cattolica e praticamente legittima ogni perversione morale nella linea dell’ Amoris Laetitia[8].
Inoltre, come vedemmo più sopra, Paglia afferma che il testo da lui appena citato “offre un nuovo paradigma di etica della vita umana”; a proposito del nuovo paradigma circa l’etica, che ovviamente dobbiamo includere nel più ampio “nuovo paradigma” portato avanti da Papa Francesco mi pare importante ricordare cosa disse il Cardinale Muller: “Dietro il discorso pseudointellettuale del ‘mutamento di paradigma’, si trova solo l’eresia non mascherata che falsifica la parola di Dio”.[9]
Le parole del Cardinale tedesco mostrano la loro terribile verità se collegate in particolare al passaggio che stiamo esaminando dell’intervista a Monsignor Paglia perché tale passaggio fa emergere chiaramente ciò che nei miei libri contro gli errori in linea ereticale di Francesco ho spesso evidenziato: la cancellazione della dottrina circa i principi assoluti e intangibili in ambito morale per cui i comandi negativi della Legge divina non sono più assoluti e intangibili e la coscienza morale non deve più considerarli come tali.
Le parole di Paglia sono molto significative: “Uno dei punti nevralgici di tutta l’operazione è stato il ripensamento del concetto di «natura», che stava a fondamento di una visione statica e immutabile della legge naturale, e con esso la messa in discussione del paradigma essenzialistico e astorico su cui si reggeva tutta la teologia morale sessuale e familiare finora sviluppata.”
In chiara opposizione alla Bibbia e alla Tradizione Paglia e i suoi collaboratori hanno sovvertito, attraverso un nuovo concetto di “natura”, la sana morale cattolica basata sulla Legge divina naturale e positiva; così hanno cancellato l’assolutezza delle norme della Legge morale e aperto le porte praticamente alla legittimazione di ogni perversione e in particolare dell’adulterio e dell’omosessualità praticata, nella linea fissata da “Amoris Laetitia” anche attraverso la teoria bergogliana del “bene possibile” e delle attenuanti..
Tutto questo implica;
1) a livello fondamentale, il crollo della morale cristiana, come ho già detto altrove[10]; un crollo che, sottolineo, è in radicale opposizione alla Bibbia rettamente intesa e alla Tradizione e che legittima ciò che la S. Scrittura e la Tradizione condannano assolutamente;
2) a livello particolare l’invalidità di Confessioni e il compimento di innumerevoli sacrilegi nella ricezione e nell’amministrazione dei Sacramenti, come ho evidenziato altrove[11] perché persone chiaramente decise a continuare a compiere gravi peccati vengono assolte e ammesse alla ricezione dei Sacramenti;
3) la pratica cancellazione del “martirio” che appunto non si trova sia nell’ Amoris laetitia che nel testo citato da Paglia[12].
In questa linea non è strano che Mons. Paglia non parli mai di Tradizione in questa intervista … essa è evidentemente scomparsa, infatti è stata calpestata dalla morale bergogliana che questo Arcivescovo sostiene.
Sottolineo che questa sovversione morale attuata anche con la collaborazione di Mons. Paglia non è evoluzione della dottrina, come voleva far credere Bergoglio con i suoi collaboratori, essa appunto una evidente sovversione dottrinale, come ho mostrato nei miei libri in modo molto ampio[13].
Concludo notando che la grave sovversione dottrinale attuata da Paglia e dai suoi collaboratori sotto la guida di Francesco, negando l’esistenza di principi morali assoluti, immutabili apre le porte praticamente alla legittimazione di ogni immoralità compreso l’aborto, il massacro e la menzogna, quindi non è strano che questo prelato abbia detto grosse falsità in chiara opposizione alla Verità in questa intervista e non ci meraviglieremmo se ci avesse detto vere menzogne, d’altra parte sono tristemente note le parole di questo Vescovo sulla famigerata legge italiana 194 che depenalizza l’aborto e definita da lui come un “pilastro della società italiana” e da lui indicata come “non in discussione”[14]; sottolineo anche che oggi la Pontificia Accademia per la Vita e l’Istituto sorto dalle ceneri del Giovanni Paolo II sono le istituzioni che accompagnano questa sovversione, sono la voce di essa; lo tengano bene presente tutti i fedeli e si guardino dall’accettare i loro insegnamenti che, nella linea di Amoris Laetitia aiutano le anime piuttosto a dannarsi che salvarsi.
Dio liberi presto la Chiesa da queste perversioni dottrinali e da questo crollo della dottrina morale.
[1] Marco Bernardoni e Lorenzo Prezzi (a cura) “Mons. Paglia: le “mie” riforme con Francesco” 21.5.2026 www.settimananews.it https://www.settimananews.it/reportage-interviste/paglia-le-mie-riforme-con-francesco/#comment-153013
[2] Benedetto XVI “Lettera” del 27.2.2019 https://veritasamoris.org/wp-content/uploads/2024/01/Lettera-Papa-Benedetto-XVI.pdf
[3] T. Rotondo “Tradimento della sana dottrina attraverso “Amoris Laetitia”” c. VIII https://www.tradimentodellasanadottrina.it/capitolo-viii-crollo-della-morale-cristiana-attraverso-la-dottrina-bergogliana-su-attenuanti-scusanti-e-bene-possibile/
[4] R. Cascioli “Lo scandalo della Pontificia Accademia per la Vita” 19.06.2017 lanuovabq.it https://lanuovabq.it/it/lo-scandalo-della-pontificia-accademia-per-la-vita
[5] Si vedano in particolare le pagg. 96-102 in cui nella linea dell’ Amoris Laetitia si cancellano le leggi morali assolute e si legittimano praticamente tutte le perversioni morali anche attraverso la teoria bergogliana del “bene possibile” e delle attenuanti.
[6]S. Paciolla, “Card. Müller: nessun Papa può proporre alla fede di tutta la Chiesa i suoi soggettivi punti di vista” Il Blog di www.sabinopaciolla.com, 30.10.2020 https://www.sabinopaciolla.com/card-Müller-nessun-papa-puo-proporre-alla-fede-di-tutta-la-chiesa-i-suoi-soggettivi-punti-di-vista/
[7] Benedetto XVI “Lettera” del 27.2.2019 https://veritasamoris.org/wp-content/uploads/2024/01/Lettera-Papa-Benedetto-XVI.pdf
[8] Si vedano in particolare le pagg. 96-103 in cui nella linea dell’ Amoris Laetitia si cancellano le leggi morali assolute e si si legittimano praticamente tutte le perversioni morali anche attraverso la teoria bergogliana del “bene possibile” e delle attenuanti.
[9]S. Paciolla, “Card. Müller: nessun Papa può proporre alla fede di tutta la Chiesa i suoi soggettivi punti di vista” Il Blog di www.sabinopaciolla.com, 30.10.2020 https://www.sabinopaciolla.com/card-Müller-nessun-papa-puo-proporre-alla-fede-di-tutta-la-chiesa-i-suoi-soggettivi-punti-di-vista/
[10] T. Rotondo “Tradimento della sana dottrina attraverso “Amoris Laetitia”” c. VIII https://www.tradimentodellasanadottrina.it/capitolo-viii-crollo-della-morale-cristiana-attraverso-la-dottrina-bergogliana-su-attenuanti-scusanti-e-bene-possibile/
[11] T. Rotondo “Sacramenti invalidi e sacrileghi a causa degli errori di Papa Francesco” Youcanprint 2024
[12] AA. VV. “La gioia della vita. Un percorso di etica teologica” Libreria editrice vaticana 2024
[13] T. Rotondo “Tradimento della sana dottrina attraverso “Amoris Laetitia”” Youcanprint 2 voll.; il testo è interamente consultabile online a questo sito https://www.tradimentodellasanadottrina.it/leggi-il-libro-online/
[14] Si veda T. Scandroglio “Aborto, Paglia tocca il fondo tifando per la 194: «Un pilastro»” 27.8.2022 lanuovabq.it https://lanuovabq.it/it/aborto-paglia-tocca-il-fondo-tifando-per-la-194-un-pilastro ; una precisazione sulle parole di Paglia è offerta dal suo portavoce ma francamente non convince : di fronte al massacro di esseri umani che tale legge produce non si può fare altro che condannarla radicalmente e Paglia non ha lo ha fatto, anzi ha fatto praticamente il contrario “Dichiarazione del portavoce di S. E. Mons. Vincenzo Paglia” 29.8.2022 www.academyforlife.va https://www.academyforlife.va/content/pav/it/notizie/2022/italia-dichiarazione-mons–paglia-legge-194.html
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4 commenti su “Don Tullio Rotondo Commenta un’Intervista di Mons. Paglia: Sovversione Morale (con Bergoglio…).”
E dunque, come non essere presi dalla tristezza al risentire una di seguito all’ altra le abominevoli enormità uscite dalla bocca di questo discutibile prelato caratterizzato da un sussiego altezzoso e ironico quasi fosse detentore di una verità che solo i più antiquati e ostinati cattolici rifiutano di accettare?
È purtroppo uno dei tanti personaggi appartenenti alla pletora dei distruttori della santa Chiesa e della perenne dottrina, quella che infastidisce e non poco i seguaci di Belzebù. Non solo tutti inamovibili, ma in aumento costante, così che quante più saranno le bocche pronte a diffondere eresie, tanto minori e più flebili risulteranno le voci a loro contrarie.
Ma vomitino pure bestemmie, saranno vomitati dalla bocca di Dio e sarà pianto e stridor di denti.
Attendiamo fiduciosi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Paglia: nome omen.
Allucinante che queste bestie di satana continuino a fare danni.
Leone cosa aspetta a cacciarli?
Mons Paglia è di sant’Egidio , unica istituzione religiosa finanziata da US Aid