Il Drone Ucraino su Costanza. La Ricostruzione – Agghiacciante – di un Giornalista Rumeno.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Facebook da Valentino Soramae, che ringraziamo per la cortesia. L’autore è un noto giornalista rumeno, Sorin Faur. Buona lettura e condivisione.

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Cosa stiamo rischiando?
Gli ucraini hanno caricato e diretto il drone per far saltare in aria il terminale petrolifero, contando anche sul vicino deposito di nitrato di ammonio. Questo avrebbe raso al suolo istantaneamente circa metà di Costanza e, soprattutto, avrebbe cancellato le tracce, con le esplosioni che avrebbero polverizzato ogni minimo residuo del drone controllato in permanenza dall’attaccante ucraino.
Se avesse colpito, il drone sarebbe stato russo – parole di un amico che stimo molto. Solo che il drone si è incastrato e bloccato nelle boe antipollution. Non ha più potuto muoversi.
In tutto questo tempo, l’operatore ucraino del drone aveva un controllo visivo satellitare permanente, in tempo reale, attraverso le telecamere dello strumento, perfettamente funzionante a parte l’aggancio alle boe. L’operatore ha così visto che dei tizi si sono avvicinati e stavano filmando il drone da meno di 10 metri di distanza. Quindi l’oggetto del delitto non era solo bloccato, ma smascherato e facilmente attribuibile allo stato produttore e utilizzatore con grande successo. Internet è pieno di storie eroiche su come con quelli abbiano colpito, in due occasioni, il Ponte di Crimea, tra le altre cose.
Quando gli ucraini hanno visto, in tempo reale, che i romeni stavano filmando il drone intatto, hanno chiamato Bucarest prima di detonarlo a controllo. Hanno chiamato non per amore alleato, ma per distruggere in sicurezza l’elettronica in cui avevano caricato il percorso e l’obiettivo prestabiliti.
Altrimenti si sarebbe provato con prove tangibili che avevano preso di mira con premeditazione ciò che avevano preso di mira.
La perdita di controllo del drone per jamming russo – cioè la versione officializzata anche dal livello più alto in Romania – è una balla per l’età di uno scolaretto distratto di quarta elementare.
Lascia stare che i russi si sono leccati i baffi per lo Starlink americano con l’antenna in bella vista sul drone filmato.
La “perdita di controllo” è annullata dalla telefonata degli ucraini che ha annunciato la detonazione del dispositivo per – ripeto – distruggere la prova.
In breve: ci ha protetti Dio.
Ci ha protetti solo il buon Dio, con delle boe antipollution agganciate alla coda di un mostruosità con cui la Romania – quindi la NATO – doveva essere trascinata in guerra, disgraziati!!!”
Sorin Faur, giornalista
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