Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul nostro reale cmportamento, e sulle spinte che ci condizionano. Buona lettura e diffusione.
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SIAMO COME VOGLIAMO O COME IL MONDO CI VUOLE ?
Facciamo nostri modelli preconfezionati, “suggeriti” silenziosamente ma con forza da un mondo che orienta gusti, desideri e comportamenti.
Le parole delle canzoni entrano nel linguaggio quotidiano, modellano il modo di esprimersi e normalizzano certi atteggiamenti. Temi come il successo facile, il denaro, il piacere immediato o relazioni superficiali vengono ripetuti fino a diventare familiari, quasi inevitabili. Non si tratta di un’imposizione diretta, ma di una lenta abitudine che modifica la mentalità, soprattutto nelle generazioni più giovani.
Non si possono ignorare tre potenti canali di influenza: la musica, l’arte e il cinema, che hanno il potere di condizionare il pensiero, plasmare il linguaggio e stabilire ciò che è accettabile e ciò che non lo è.
Le parole delle canzoni, delle rappresentazioni teatrali e dei film, insieme a certi atteggiamenti materialistici e violenti, entrano nella vita quotidiana e condizionano le menti, soprattutto quelle dei più giovani.
I personaggi che vediamo sullo schermo non raccontano solo storie, ma propongono stili di vita e codici morali secondo una propria visione, ritenuti giusti anche quando si aggirano le regole con astuzia e scaltrezza, emergendo e imponendosi sugli altri. E tali comportamenti vengono spesso apprezzati e adottati, perché secondo la logica del mondo chi sceglie la semplicità, la bontà, la generosità e la purezza sembra destinato a fallire o a essere escluso. In fondo, il mondo tende ad amare chi fa propri i suoi sistemi, e tutto ciò viene percepito come giusto e naturale.
L’arte riflette l’epoca in cui viviamo, con i suoi valori e le sue prospettive. Sembra aver smarrito in molti casi il suo senso originario: appare stravolta e finisce per raccontare una società alla deriva, povera di principi e di moralità.
Indossiamo una uniforme e una maschera che nascondono la nostra unicità, per ricevere approvazione ed entrare in un circuito dal quale, altrimenti, si rischia l’emarginazione. Così ci si veste allo stesso modo, si inseguono gli stessi obiettivi, si desiderano le stesse cose. Il rischio è quello di diventare copie l’uno dell’altro, di essere dirottati ovunque il mondo ci spinga.
In questo scenario, il corpo assume un ruolo centrale: esibito, modellato, giudicato. Diventa strumento di affermazione, soprattutto in un contesto in cui l’immagine spesso prevale sulla sostanza.
L’intelligenza, la profondità e la virtù cedono il passo all’apparenza e al successo, incarnati dagli idoli dei nostri giorni, che non sono più esempi di integrità come lo sono stati i Santi, che eccelsero in tante virtù per santificare se stessi e il prossimo.
Prevalgono nelle relazioni sociali ipocrisia e superficialità. Si vuole piacere, essere ammirati, persino invidiati.
E così, nei momenti di difficoltà, emerge quanto molte di queste relazioni fossero fragili e costruite, evidenziando la distanza tra ciò che appare e ciò che è.
Andare controcorrente e sviluppare uno spirito critico verso ciò che ci viene proposto diventa un atto rivoluzionario, perché ci permette di esprimere la nostra unicità.
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1 commento su “Musica, Arte, Cinema: come il Mondo ci Condiziona a Essere Come Vuole che Siamo. Cinzia Notaro.”
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