Piccola – tutt’altro che Esaustiva – Colonna Infame TV intorno a Gaza. Vespa, Molinari, Gasparri.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questa piccola Colonna Infame di quanto TeleLetame e ServoStampa propinino ai loro auditori in termini di Gaza e dintorni. Buona visione e condivisione.

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Il primo è questo post su X, già Twitter:

 

Ieri sera, a Porta a Porta, Bruno Vespa ha toccato uno dei punti più bassi e miserrimi della sua carriera. Si discuteva della Global Sumud Flotilla e in collegamento c’era Antonio La Piccirella, uno dei membri della missione umanitaria.

La Piccirella parte con parole semplici, di verità: “Farci dare degli irresponsabili da chi in questo momento sta al governo ed è alleato di Israele e non si è mosso neanche per proporre un embargo, per fermare l’invio di armi, di tecnologie militari, di accordi commerciali con un paese che muove un genocidio da due anni, non ho proprio voglia di accettarlo e di sentirlo”. Ma subito Vespa ribalta la scena con una domanda surreale: “Mi scusi, posso chiederle: voi vi fidate di Pizzaballa o no? E allora, se vi fidate, perché non gli avete dato gli aiuti?!”. La Piccirella prova a spiegare: “Era una proposta non conforme alla natura della missione…” Vespa lo interrompe: “Quelle sono persone serie. Hanno detto: lasciate gli aiuti alla delegazione del patriarcato latino di Cipro, noi li prendiamo e li portiamo ai poveracci di Gaza”.

La Piccirella, con calma, ha provato nuovamente a chiarire: “La natura della missione è l’apertura di un canale umanitario diretto, senza mediatori…” E poi l’apice.

Vespa, interrompendo nuovamente La Piccirella, quasi urlando, si lascia andare a una frase che resterà scolpita come esempio di violenza verbale e servilismo: “Perfetto, posso dire che non ve ne fotte niente di dare gli aiuti alle persone! Voi volete stabilire un canale diretto, che Israele non vi consentirà mai di aprire. Voi buggerate completamente dicendo voler dare gli aiuti!”.

La Piccirella prova nuovamente a rispondere: “Contavamo sul rispetto del diritto internazionale e sull’intervento degli Stati che si dicono civili”.

Ma Vespa lo interrompe nuovamente così: “Certo, va bene, perfetto. Grazie, sappiamo che lei ha altri impegni, buona navigazione”.

Ecco cos’è andato in onda ieri sera. Un giornalista che umilia e accusa chi rischia la vita in mare per portare aiuti umanitari, mentre non ha mai un sussulto per i veri responsabili: un governo complice e un esercito che bombarda e affama Gaza.

Accusare di “fott*rsene” chi da giorni naviga in mare, rischiando la pelle, è oltre l’indegno. Perché se davvero “non gliene fregasse niente”, quelle persone non sarebbero su una barca in mezzo al Mediterraneo. Sarebbero comodamente in studio, come Vespa, a fare i portavoce di chi non fa assolutamente niente, cioè Giorgia Meloni.

Che pagina vergognosa di giornalismo.

(Credit e Foto @AUniversale)

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Ma in politica non andiamo meglio. Vedete questo commento su Il Fatto Quotidiano:

 

‘Negazionista’ Lucia Goracci? Gasparri dovrebbe rispondere di fake news

Non pochi dei suoi bersagli sono poi stati colpiti o allontanati da una Rai che ha persino perso il primato negli ascolti.
‘Negazionista’ Lucia Goracci? Gasparri dovrebbe rispondere di fake news
Il senatore Maurizio Gasparri ha accusato di essere “negazionisti” l’inviata del Tg3 Lucia Goracci, esempio di giornalismo rigoroso e professionale, e il presidente dell’ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, persona di raro equilibrio. Non dimentichiamo che analoga accusa la destra aveva rivolto a Giorgio Zanchini, uno dei giornalisti più colti e sensibili del panorama nazionale e non solo Rai. Del resto il medesimo senatore aveva, negli anni, già attaccato e chiesto provvedimenti contro Enzo Biagi, Michele Santoro, Carlo Freccero, Marco Travaglio, Daniele Luttazzi, Fabio Fazio, Roberto Saviano, Antonio Scurati, Serena Borbone, Lilli Gruber, Corrado Formigli, Corrado Augias, Serena Bortone… sino arrivare a chiedere la chiusura di Report e la cacciata di Sigfrido Ranucci.

A proposito di negazionismo sarà sempre il caso ricordare che il padre fondatore di tanta parte della destra è stato un fervente sostenitore della difesa della razza, un accanito negazionista, un nemico della Repubblica antifascista: Giorgio Almirante.

Questi sono i veri negazionisti, oggi come ieri.

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E giusto per non dimenticare la “caratura” del personaggio:

 

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Infine, questo post, per tornare all’informazione:

Maurizio Molinari, ex direttore di Repubblica, ha violato la deontologia e diffuso accuse infondate contro Francesca Albanese. A scriverlo, in un decreto che sta facendo in queste ore il giro delle redazioni, non è la Gazzetta di Potere al Popolo o un attivista pro-Gaza dai capelli blu, ma il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio.

La censura è la sanzione di secondo grado prevista dalla legge sull’Ordine professionale: dopo c’è la sospensione. Dopo ancora, la radiazione.

L’ex direttore del principale quotidiano di centrosinistra in Italia, ora corrispondente da Gerusalemme, sostenitore della strategia di Netanyahu e della Gaza Humanitarian Foundation e per qualche mese avvicinato da dei rumors a Il Foglio – ha provato a difendersi citando fonti e dichiarazioni, ma non è bastato a convincere la maggioranza del Consiglio.

Le sue accuse, giudicate non solo senza basi ma anche offensive, erano state rilanciate in diretta su Rai News 24 lo scorso luglio, ed erano pesantissime: presunti finanziamenti da Hamas e titoli accademici falsi. Esposti di giuristi e avvocati, corredati dal video dell’intervento, hanno scatenato la procedura.

A difesa della studiosa dei Territori Occupati si erano già schierati l’ONU – dal portavoce di Guterres all’Alto Commissario per i diritti umani Turk – e l’Unione Europea, che avevano respinto la campagna di delegittimazione originata per lo più in ambienti pro-Netanyahu e trumpiani.

Se il verdetto dell’Ordine è chiaro, e diventa un segnale forte per tutta la stampa italiana (oltre che un reminder di che atmosfera si è respirata in certi giornaloni per lunghissimi anni) a Molinari resta la possibilità di ricorrere al Consiglio nazionale.

Nella bolla culturale che frequento, per lo più liberal di sinistra, costa molto poco amplificare notizie del genere quando riguardano il Fatto Quotidiano o la stampa della destra xenofoba. Vedere chi e come ne parlerà adesso sarà una fotografia dei rapporti di forza, delle leggi della paura e delle aspirazioni professionali all’interno di quella stessa bolla.
Molinari intanto, secondo il sito Lettera43, è tra i papabili per la guida del TG1 dell’Italia meloniana.

 

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12 commenti su “Piccola – tutt’altro che Esaustiva – Colonna Infame TV intorno a Gaza. Vespa, Molinari, Gasparri.”

  1. non per difendere Vespa, ma come si fa a credere che una come la Thunberg si muova senza un secondo fine? Perche’ questo sito fino a poco tempo fa era contro di lei e adesso non piu’?

    1. Questo sito non è pro o contro qualcuno. A priori. i contenuti e le azioni sono decisivi, a dispetto di chi li compie. Mettere in rilievo un’ingiustizia enorme come ciò che sta accadendo da due anni – due anni! – a Gaza è positivo, anche se probabilmente non prenderei nemmeno un caffè con moltissimi dei protagonisti.

  2. Al primo commento fatto su X vorrei dire a quel signore che Vespa aveva ragione, quando diceva che Israele non li avrebbe fatti passare, era quindi giusto e doveroso, se veramente a loro stava a cuore la popolazione palestinese dare le derrate al Patriarcato e farle arrivare a Gaza. Non avendolo fatto hanno dimostrato ampiamente che la loro non era una missione umanitaria ma un atto politico per darsi visibilità! Va poi considerato il reato penale (articolo 244 del nostro codice penale) commesso da tutti coloro che facevano parte della flottiglia! Naturalmente nessun pm ha avviato l’azione penale obbligatoria!

    1. Da quel che capisco, l’intento era ed è quello di rompere un blocco illegale di acque non israeliane e sulle quali invece Israele esercita un potere assoluto, illegittimo.

    1. Se non ricordo male tempo fa mons. Viganò espose chiaramente quali erano i referenti in USA di Corrispondenza Romana, cioè settori della destra neocon. Cioè quegli stessi che sostengono sostanzialmente la pulizia etnica dei palestinesi, iniziata nel 1948 e mai interrotta. E che sembra stare per compiersi a Gaza e in Cisgiordania in questo periodo.

  3. Simone Torreggiani

    La Global Sumud Flotilla è il classico esempio di un’iniziativa che si presenta come caritativa ma che in realtà è prevalentemente politica. Proprio per questo il fatto di far pervenire effettivamente gli aiuti a chi ne ha bisogno (ossia il ‘pragmatismo della carità cristiana’) passa effettivamente in secondo piano rispetto al (significativo ma quasi disperato) gesto di provare a forzare il blocco navale imposto da Israele.
    In questo senso la critica di Vespa è (almeno in parte) condivisibile. Quello che è inaccettabile è l’aggressione verbale per gettare fango sull’intera spedizione, con accuse infamanti nei confronti di chi sta correndo notevoli rischi personali per portarla avanti, senza neppure dare un decente diritto di replica ma ‘tagliando corto’, secondo quella che è divenuta un’aberrante prassi, in particolare sulle reti generaliste italiane.
    Vespa dovrebbe ricordare che ‘non di solo pane vive l’uomo’: in questo senso al gesto politico di provare a forzare il blocco (attirando l’attenzione mondiale sulla follia in atto) andrebbe riconosciuto il giusto merito. Dare priorità alla dignità e alla giustizia in certi casi è di fondamentale importanza.
    Detto questo, una tappa a Cipro per consegnare in mani affidabili una parte consistente di aiuti (che così non andranno sprecati), salvo poi proseguire verso Gaza per provare a forzare il blocco, sarebbe come prendere due piccioni con una fava!
    Occorre che le persone di buona volontà imparino a collaborare tra loro per moltiplicare i frutti delle buone opere di ciascuno. Così dignità e carità possono procedere assieme e sostenersi a vicenda.

I commenti sono chiusi.

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