Prima Diocesi al Mondo a Scomunicare chi Partecipa alla Messa Tradizionale: “scismatico”. Infovaticana

Marco Tosatti

 

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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Prima diocesi al mondo a scomunicare i fedeli che partecipano alla messa tradizionale perché “scismatici”

 

Prima diocesi al mondo a scomunicare i fedeli che partecipano alla messa tradizionale perché "scismatici"Mons. Carlos Alberto Breis Pereira OFM

 

L’Arcidiocesi di Maceió (Brasile) ha rilasciato una dichiarazione ufficiale affermando che celebrare la Messa secondo il Messale di San Pio V al di fuori dell’unico luogo autorizzato sarà considerato un “atto di scisma pubblico” e comporterà la scomunica automatica dei fedeli presenti, ai sensi dei canoni 751 e 1364 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il testo, autorizzato dal Vescovo Carlos Alberto Breis Pereira OFM, afferma inoltre che la Messa in rito antico è consentita solo nella Cappella di San Vincenzo de’ Paoli una volta alla settimana e non è autorizzata “in nessun altro luogo”, né religioso né laico, né nelle associazioni civili.

La questione non è meramente disciplinare. Limitare un luogo di celebrazione è una cosa; etichettare come scismatici coloro che partecipano a celebrazioni non autorizzate e associare tale partecipazione alla pena più severa prevista dal diritto canonico è tutt’altra cosa. Parlare di scisma e di scomunica automatica non è retorico: colloca specifici individui nella sfera penale più estrema, con conseguenze spirituali e legali devastanti.

È importante chiarire questi concetti. Il canone 751 definisce lo scisma come il rifiuto di sottomettersi al Romano Pontefice o il rifiuto di essere in comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti. In altre parole, lo scisma non è “fare qualcosa senza permesso”, né “preferire un rito”, né tantomeno “disobbedire” su un punto specifico. È una rottura formale ed effettiva della comunione con l’autorità del Papa o con la comunione ecclesiale. È una categoria eccezionale perché descrive una frattura nel vincolo visibile della Chiesa.

Il canone 1364 § 1 stabilisce che l’apostata, l’eretico o lo scismatico incorre nella scomunica latae sententiae, cioè automaticamente, per il fatto stesso di commettere il reato. Tuttavia, affinché esista un “reato”, non è sufficiente che un superiore ecclesiastico lo affermi in una nota. Nel diritto canonico valgono i principi classici: stretta conformità alla definizione legale del reato, interpretazione restrittiva delle pene, imputabilità del soggetto e, ordinariamente, condotta oggettivamente idonea a causare la rottura della comunione descritta dalla norma.

Identificare la celebrazione del rito antico al di fuori di un luogo autorizzato come scisma solleva quindi un problema fondamentale. Un illecito disciplinare, anche grave, non diventa automaticamente scisma, tanto meno quando coinvolge i fedeli. Per parlare di scisma, occorre dimostrare che l’atto implichi, per sua natura o per l’intenzione di chi lo compie, un rifiuto di sottomissione al Papa o una rottura della comunione. Senza questa intenzione di separazione, l’etichetta penale diventa espansiva e arbitraria. E quando una pena automatica viene estesa attraverso l’interpretazione oltre la definizione legale del reato, ciò che emerge è l’incertezza giuridica.

Ciò ha immediate conseguenze pastorali. L’autorità episcopale, per sua stessa natura, è ordinata all’edificazione e alla salvezza delle anime. L’uso del linguaggio penale più severo in un conflitto liturgico produce l’opposto: inquietudine, confusione, timore del peccato e scandalo pubblico. Se ai fedeli viene detto che possono essere scomunicati “automaticamente” per aver partecipato a una celebrazione di rito antico al di fuori di un luogo specifico, si introduce una pressione spirituale inappropriata per la legge, che dovrebbe proteggere le persone da applicazioni sproporzionate del potere punitivo.

Didatticamente, la distinzione cruciale è questa: una celebrazione può essere illecita senza essere scismatica. Un atto può essere disobbediente senza costituire una rottura della comunione con il Romano Pontefice. E una pena così estrema come la scomunica non può diventare un ordinario meccanismo di controllo disciplinare, né può essere applicata per estensione concettuale. La scomunica è pensata per i casi in cui la comunione viene interrotta in modo reale e formale, non per risolvere controversie attraverso una scorciatoia penale.

Se parliamo anche di scomunica automatica (latae sententiae) , il rigore deve essere ancora maggiore. La scomunica automatica non dipende da una dichiarazione amministrativa; dipende dall’oggettiva sussistenza del reato nei termini rigorosi della legge. Proprio per questo motivo, la tradizione giuridica della Chiesa ha insistito nell’interpretare queste pene in modo restrittivo e nell’impedire che i fedeli fossero in balia di letture massimaliste del codice penale. Quando la scomunica automatica viene invocata in una questione controversa, il rischio di ingiustizia e di abuso di coscienza si moltiplica.

La Santa Sede, garante dell’unità e del corretto uso del diritto universale, dovrebbe chiarire con urgenza la portata di questo tipo di comunicazioni ufficiali. Se si afferma l’idea che celebrare o assistere al rito antico al di fuori di un luogo autorizzato sia “di per sé” un atto scismatico, l’erosione della certezza del diritto canonico raggiunge livelli estremamente gravi. Non si tratta di una disputa liturgica: è la soglia stessa tra disciplina e rottura ecclesiale, tra correzione pastorale e sanzione penale estrema.

O Roma corregge e definisce con precisione questa classificazione, oppure si normalizzerà un modello pericoloso: l’uso dell’autorità episcopale per seminare inquietudine e scandalo nei cuori delle persone attraverso minacce di pene massime senza una definizione rigorosa del reato. Nella Chiesa, l’autorità ha lo scopo di salvaguardare la comunione, non di svuotare la nozione di scisma del suo contenuto giuridico o di banalizzare la scomunica. Quando la legge viene usata come arma e non come garanzia, la ferita non è subita solo da un gruppo di fedeli: è la credibilità della giustizia della Chiesa e la fiducia nel governo pastorale stesso a soffrirne.

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7 commenti su “Prima Diocesi al Mondo a Scomunicare chi Partecipa alla Messa Tradizionale: “scismatico”. Infovaticana”

  1. La situazione è abbondantemente e terrenamente sfuggita di mano, che vi sia dolo o meno. Secondo il mio parere queste sono da fare : rimanere fermi nella Dottrina bimillenaria della Chiesa. Attendere a piè fermo le orde dell’ avversario che minacciano di sommergerla e per cui molti scapperanno, pochi rimarranno. Si chieda a Cristo, in preghiera, il privilegio altissimo di non accusare pusille ed essere fra i pochi. L’ ora è grave e la tempesta quasi allo zenith.

  2. La Signora di tutti i popoli

    . “Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Gv 4).
    Non è solo una questione di “Vetus Ordo”, ridotto ormai alla stregua di “rito satanico” e motivo infame per indire una nuova caccia alle streghe… È opportuno che si capisca che un’altra questione, più alla base, sta generando il disfacimento della Chiesa: che ci si renda conto cioè che, con Bergoglio e il suo degno successore Prevost, si è sospesa la successione petrina.
    I lettori, i preti, i vescovi ed i cardinali, assieme a tutto il mondo che si dice cattolico, devono rendersi conto che lo “scisma” (rottura della Comunione Ecclesiale e fuga dalla certezza evangelica della Chiesa fondata sulla guida di un vero Pietro) e la confusione dettata dalla incertezza delle Verità della fede nei cuori delle anime, comprese quelle della Chiesa Docente, sono gli elementi caratterizzanti un antipapato e un falso papa eretico. Questo e il preludio alla apostasia della fine dei tempi e -già da oggi- alla perdita della Salvezza per un gran numero di persone.
    È tempo per preti, Vescovi e Cardinali, di rivedere e accertare e divulgare “erga omnes” che Benedetto XVI fu costretto a ricorrere a una posizione di estrema difesa della Fede e della Chiesa, mantenendo nelle sue mani un Munus divino, che perciò NON fu mai affidato da Dio a Bergoglio e nemmeno Prevost lo ha avuto.
    È tempo di accertare che:
    – con Ratzinger vivo e NON abdicatario, la elezione di Bergoglio fu antipapale poichè decisa da un complotto di cardinali e vescovi;
    – e che fu invalidamente intrapresa e inficiata la procedura elettiva stabilita dalla “Universi Dominici Gregis”.
    È tempo di accertare che fu NULLO il pontificato di Bergoglio e nulle le sue disposizioni in materia di Fede e di Morale! Nulle le sue abnormi nomine e nulli i cardinali da lui scelti. Illecite furono e sono ancora le nomine dei vescovi da lui prescelti.
    Nullo fu il conclave in cui votarono quei falsi cardinali e quindi nulla ed invalida è stata la nomina di Prevost.

    Questa è la situazione in cui versa la Chiesa, o meglio la ex-chiesa che è formata da persone che riconoscono validi due antipapi, che seguano interamente o parzialmente o non seguano poco importa nelle loro follie! Due estranei al Corpo Mistico che schifezzano Messe e tutti i Sacramenti che NON possono nutrire e non nutrono per la Salvezza chi vi si avvicini!! Questo dice la Dottrina e non è una opinione!
    Lo scisma ed la fine mortale dei corpi e delle anime “in primis” discendono quindi -per i cattolici- dal riconoscimento ingiusto di questi due aborti di pontefici. L’eresie infatti vengono di conseguenza.

    La Chiesa, nei veri cardinali pentiti pubblicamente, di nomina pre-bergogliferina, oggi traditori di fatto, DEVE procedere ad un nuovo conclave! Oppure si confermerá ancora piu profondamente la profetica intuizione Ratiznger (1969) che esplicitava il versetto qui in premessa (“Fede e Futuro”, Ratzinger – Queririana ed.) dove un piccolo gregge residuo, che già abita con pochi ministri le nuove catacombe e già celebra, celebrerà di nascosto l’Eucarestia valida e lecita, fuori delle strutture occupate dallo scisma.
    Esiste infatti, e si sta formando sempre più indomito, un Piccolo Esercito sotto il nome di Maria guidato da sacerdoti santi, oggi fedeli all’ultimo papa Benedetto e domani a chi Dio vorrà come Suo Vicario.

  3. Simone Torreggiani

    L’estremismo liturgico è invocato tanto dai modernisti (assolutisti del Novus Ordo) quanto dai falsi tradizionalisti (assolutisti della Messa in Rito Antico).

    Il modernista vuole una cesura netta con la Tradizione fino all’esclusione dei tradizionalisti, puntando a fare della Chiesa Cattolica Romana un’enclave ‘neo-sinodale’ (pseudo-democratica) secolarizzata e permeabile a ogni genere di eresia.

    Il falso tradizionalista ha come obiettivo la sovversione gerarchica con il pretesto di preservare la Tradizione antica (facendone in pratica un idolo strumentale alla ribellione). Il paradosso è che si promuovono la disobbedienza agli ultimi Romani Pontefici legittimi e il disprezzo del loro Magistero in nome di quella stessa Tradizione che invece prevede reverenza e obbedienza ai primi e religioso ossequio al secondo.

    L’estremismo di entrambe le fazioni incrina la comunione della Chiesa, con la ‘cattolicità’ (universalità) che cede il passo al settarismo, alla competizione e all’arbitrio.
    I ‘lupi travestiti da agnelli’ agiscono su entrambi i fronti nel tentativo di dividere e disperdere il gregge; lo scopo è quello di sostituire alla Chiesa edificata su Pietro una chiesa secondo ‘la caparbietà del loro cuore malvagio’ (Ger 3, 17).

    Chi intende servire fedelmente Cristo si guardi bene da queste derive!

    La Sede Apostolica è attualmente impedita, dato che il legittimo successore di Papa Benedetto XVI:
    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
    non può ancora ‘manifestarsi urbi et orbi’ e quindi, coerentemente con il piano predisposto dal suo predecessore, per ora è costretto al nascondimento.
    Il Magistero di Papa Benedetto XVI (l’ultimo legittimo Romano Pontefice visibile) rimane quindi l’ultimo baluardo su cui un cattolico possa fare pieno affidamento in questo periodo di usurpazione e grande confusione.

    L’attuale governo illegittimo della Chiesa, di matrice modernista, fornisce ai falsi tradizionalisti molti pretesti per incitare alla diserzione e al sovvertimento, mentre il Papa legittimo — che non può ancora rivelarsi come tale, dato che scoperchiare questo ‘vaso di Pandora’ adesso farebbe più male che bene — in pratica è costretto a contenere i danni riconoscendo come legittimo il governo in carica (per preservare l’unità della Chiesa Cattolica Romana attorno al Papa visibile, Leone XIV, anche se illegittimo, nella speranza che agisca da ‘vicario del Vicario’ piuttosto che da usurpatore) e al contempo facendo il possibile per mantenere la Chiesa aderente all’ortodossia cattolica, nonostante le forti pressioni interne ed esterne che puntano a farla deragliare.

    Una nota finale, per tutti: non vi è deriva, traviamento o eresia a cui la Conversione del Cuore non possa porre rimedio.
    Un disobbediente può salvarsi tornando alla Santa Obbedienza; un eretico può salvarsi tornando alla Retta Dottrina; un massone può salvarsi lasciando la ‘chiesa degli uomini’ per tornare alla Chiesa di Cristo.
    Gesù ha istituito la Chiesa per la salvezza delle anime — non per favorire la competizione tra fazioni, che è contraria allo spirito del Nuovo Testamento.
    Preghiamo per una Santa Conversione dei faziosi, piuttosto che per una faziosa vittoria di Pirro in cui tante anime, dell’uno e dell’altro schieramento, andrebbero inevitabilmente perdute.

  4. Non conosco il diritto canonico ma a me sembra che un provvedimento del genere non competa ad un Vescovo, al più al Papa, perchè altrimenti si arriverebbe al paradosso di consentire in un luogo ciò che è vietato in un altro. La “forma” della Messa appartiene alla Chiesa universale, non a un singolo Vescovo: al più egli avrebbe dovuto sollecitare l’intervento papale, non agire in prima persona. Se le cose stanno come da me ipotizzato -ma sarò lieto di ricevere conferme da altri più preparati di me- allora questa decisione sarebbe un segno di ulteriore confusione nella Chiesa.

  5. A questo signore, simpaticamente paffutello per i troppi digiuni, andrebbe meglio l’Esperanto globalista?

  6. Gabriela Danieli

    Quando i cardinali di S R. Chiesa comprenderanno che è ora di cacciare con la frusta gli usurpatori della Cattedra di S. Pietro che da 13 anni perseguitano i veri Sacerdoti, contraddicendo gravemente il Sacro Magistero di papa BXVI che, con “SUMMORUM PONTIFICUM”, ha dato facoltà a tutti i Sacerdoti di celebrare la messa tradizionale e senza il permesso del vescovo?

    Da notare che l’arcivescovo Carlos Alberto Breis Pereira, nominato da Bergoglio il 3 aprile 2024 e poi confermato da Leone XIV per l’arcidiocesi di Maceió (Brasile), anche quando era in vigore il SUMMORUM PONTIFICUM, nel 2010 già aveva PROIBITO il vecchio rito nella sua diocesi, in totale disprezzo e disobbedienza all’ultimo vero papa Benedetto XVI.

    Tuttavia, è con immenso dispiacere, che devo constatare che anche molti tradizionalisti si ostinano a DISOBBEDIRE all’ultimo Papa BXVI, nonostante i suoi numerosi sforzi verso di loro. E non comprendono invece, che, solo riconoscendo il S. Magistero infallibile suo e di tutti i papi concilari, rientreranno in piena comunione con la Chiesa di Cristo.
    Quella Chiesa Unam et Sanctam che niente ha a che fare con la chiesa massonica di satana che governa in vaticano dal 2013.

    Come non capire che per salvare la Sua Chiesa, Gesù ha bisogno dell’umile OBBEDIENZA ai Sacri Pastori da Lui stabiliti?

    E non ai falsi pastori stabiliti dalla massoneria ecclesiastica?

    Maria, Madre della Chiesa, intercedi per noi Tuoi figli orfani del papa da tre anni.
    https://open.substack.com/pub/bigmodernism/p/bishop-excommunicates-all-catholics?utm_source=share&utm_medium=android&r=4jh4a5

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