Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Slay News, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.
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Nuove prove supportano l’affermazione del testimone secondo cui Epstein non si è suicidato
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Nuove prove hanno dato notevole peso a un’affermazione di un testimone oculare, a lungo respinta, secondo cui Jeffrey Epstein sarebbe stato prelevato vivo dalla sua cella nel carcere di New York City prima che al suo interno venisse successivamente trovato un cadavere.
L’affermazione, pubblicata per la prima volta in forma anonima online nelle prime ore del 10 agosto 2019, proveniva da un individuo che si identificava come dipendente del carcere Metropolitan Correctional Center (MCC) di Manhattan.
Il testimone ha affermato che Epstein è stato “spostato fuori” dalla struttura a bordo di un furgone e che la sua morte è stata successivamente inscenata per sembrare un suicidio.
All’epoca, il post venne respinto con decisione dai media di regime, definendolo una “teoria del complotto”.
Tuttavia, un dettaglio cruciale era impossibile da ignorare: il post è apparso circa un’ora prima che la morte di Epstein venisse resa pubblica, il che suggerisce fortemente una conoscenza interna degli eventi che si stavano svolgendo in carcere.
Quel testimone anonimo è stato ora identificato.
Secondo i documenti contenuti nei fascicoli di Epstein appena resi pubblici, la persona dietro l’incarico era Robert Grijalva, un agente penitenziario del MCC.
Post apparso prima del “Suicidio”

Grijalva pubblicò il suo account su 4Chan nelle prime ore del mattino del 10 agosto 2019, prima che venisse annunciata la morte di Epstein.
Nel post, Grijalva ha descritto una serie di eventi altamente irregolari che, a suo dire, si sono verificati all’interno del carcere la notte prima che si diffondesse la notizia del presunto suicidio di Epstein.
Ha scritto:
“Non dico niente dopo questo, per favore non provate a farmi il dox, ma ieri sera dopo le 04:15 lo hanno portato via per motivi medici, su una sedia a rotelle, ammanettato, ma nessun infermiere del triage ha detto di avergli parlato.
“La cosa successiva che sappiamo è che arriva un furgone da viaggio?
“Non effettuiamo rilasci nei fine settimana, a meno che non lo ordini un giudice.
“La cosa successiva che sappiamo è che viene messo in una cella singola e si impicca?
“Il fatto è che il furgone NON ha effettuato il check-in e non abbiamo registrato il numero di targa, inoltre, secondo l’addetto alla torre di controllo che lo ha fatto passare, sul retro del furgone c’era un tizio con una divisa militare verde.
“Ragazzi, sto tremando in questo momento, ma credo che l’abbiano sostituito.”
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Nel post si sosteneva che Epstein era vivo quando è stato rimosso, immobilizzato su una sedia a rotelle medica e trasportato con un furgone non autorizzato che non aveva seguito le procedure standard di registrazione.
Mentre i media hanno pubblicamente deriso il post, le autorità federali sembrano averlo preso molto più sul serio.
La NBC News riferì all’epoca:
“Meno di un’ora prima che venissero diffuse le prime notizie secondo cui Jeffrey Epstein era stato trovato privo di sensi nella sua cella, un post sulla sua morte è apparso misteriosamente su un forum di estrema destra.”
La NBC ha inoltre riconosciuto:
“Ora le autorità vogliono sapere chi c’era dietro il post, che conteneva dettagli clinicamente accurati sul finanziatore e sul presunto trafficante di sesso”.
Il Dipartimento dei vigili del fuoco di New York ha confermato che le informazioni contenute nel post non provengono dai propri archivi, escludendo così una fuga di notizie dai servizi di emergenza medica.
Tuttavia, la specificità e la tempistica del post hanno provocato una risposta federale aggressiva.
Citazioni in giudizio del Grand Jury e un’indagine federale
Il giorno dopo la morte di Epstein, il procuratore degli Stati Uniti Geoffrey Berman del distretto meridionale di New York ha avviato un’indagine davanti alla giuria popolare e ha emesso citazioni in giudizio per:
- 4Chan
- Mela
- AT&T
- Citibank
L’obiettivo era identificare l’individuo dietro il post.
Le citazioni in giudizio mostrano che l’uomo era Roberto Grijalva, che all’epoca era tenente della prigione.
Sembra che Epstein sia davvero riuscito a evadere dalla prigione e a volare in Israele pic.twitter.com/DtTdDwY06r
— Jake Shields (@jakeshieldsajj) 2 febbraio 2026

Secondo i documenti appena resi pubblici , il nome di Grijalva risulta non censurato nei registri della Citibank legati alla risposta alla citazione in giudizio.
Questi documenti sono direttamente collegati allo stesso Roberto Grijalva, le cui dichiarazioni furono poi incluse nelle indagini interne alla prigione sulla morte di Epstein.
Affermazione che si rifiuta di scomparire
L’identificazione di Grijalva come l’anonimo autore del post cambia radicalmente il contesto dell’affermazione originale.
Non si trattava di un troll di Internet che faceva congetture a posteriori.
Si trattava di un agente penitenziario all’interno della struttura, che aveva pubblicato un post prima che il pubblico sapesse che Epstein era “morto”, descrivendo violazioni procedurali, un veicolo non registrato e una possibile sostituzione dei corpi.
Le prove appena emerse non dimostrano che Epstein sia fuggito, ma suggeriscono fortemente che il post su 4Chan fosse il resoconto autentico di un testimone oculare interno al MCC e non una teoria del complotto casuale.
In quanto tale, ciò aggiunge ulteriore credibilità alle affermazioni secondo cui Epstein non si è suicidato in prigione.
Mentre continuano a emergere sempre più documenti relativi a Epstein, le circostanze della sua morte, a lungo tormentate da telecamere rotte, guardie addormentate e documenti mancanti, sembrano sempre più difficili da conciliare con la narrazione ufficiale.
E la domanda che molti americani continuano a porsi rimane senza risposta:
Se Jeffrey Epstein è davvero morto come sostengono le autorità, perché è stato necessario nascondere così tanto?
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2 commenti su “Epstein Suicida, o Portato Via dal Carcere? La Testimonianza di un Secondino Riapre il Caso. SlayNews”
….se e’ morto a me’ fa’ venire in mente il caso Pisciotta……. certo e’ che le due massonerie non si risparmiano nello scambio di ” colpi ”. Il padrone invece gongola nel vederle azzuffarsi per portargli il risultato ” migliore ”.
Probabilmente non è morto. Ma nemmeno l’hanno rapito. E’ in buone mani per chi ha voluto che i file venissero desecretati.
Probabilmente le cose non sono come le raccontano quelli spaventati dalla desecretazione. Invece c’è chi ha calato l’asso.
Epstein è stato arrestato nel luglio 2019, durante la prima presidenza di Trump.
Torna a far parlare delle sue meraviglie al primo anno della seconda presidenza di Trump come da promessa elettorale (mantenuta).
Chi ha calato l’asso e chi invece abbozza, sapendo che Epstein potrebbe essere vivo?
Gli schieramenti, stringi stringi, sono due. Se uno gongola, l’altro no.
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