Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi di valutazione sulla crisi in corso in Europa Orientale. Buona lettura e diffusione.
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Il primo è questo post di Francesco Agnoli su Facebook:
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Il secondo è questo commento di Paolo Pippi sempre da Facebook:
La verità è semplice, ma viene scientemente nascosta. Per anni la Russia ha chiesto un’unica cosa: protezione per quasi dieci milioni di russofoni in Ucraina. Non l’annessione dell’Ucraina, non la ricostruzione dell’URSS, non le fantasie propagandistiche diffuse in Occidente. Solo una tutela minima, formalizzata negli accordi di Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? Assolutamente nulla.
Hanno ignorato, rinviato, deriso.
Perché diciamola tutta: l’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Li ha spacciati per “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un centimetro di territorio ceduto. Si chiedeva solo un’autonomia speciale, sul modello di qualsiasi regione europea plurilingue. Ma Kiev – con il beneplacito dell’Occidente – ha preferito l’intransigenza totale, arroccandosi dietro slogan identitari invece che affrontare una questione etnica e linguistica reale.
E allora, quale strada si è scelta? Quella delle armi. Otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di vittime civili, otto anni di una guerra che l’Occidente fingendo di non vedere ha semplicemente lasciato marcire. Anzi: ha alimentato politicamente e militarmente, pur di mantenere il conflitto congelato e funzionale ai propri obiettivi geopolitici.
Nel 2019 Zelensky ha vinto promettendo pace, dialogo e applicazione degli accordi di Minsk. Una menzogna elettorale: una volta al potere ha fatto l’esatto opposto. Nel 2022 preparava l’offensiva finale contro Lugansk e Donetsk, con colonne corazzate pronte a schiacciare le repubbliche separatiste.
Nessuna autonomia. Nessun compromesso. Solo muscoli e propaganda.
E sul fronte diplomatico? Putin chiedeva – ancora una volta – un tavolo sulla sicurezza europea. E gli Stati Uniti hanno risposto con un arroganza degna di un impero in decadenza: “Non è in agenda.” Fine della conversazione. Poi però si permettono di impartire lezioni su “dialogo” e “multilateralismo”.
Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Le regioni a maggioranza russofona coincidono quasi perfettamente con i territori ora controllati dalla Russia, salvo Odessa e parte di Kharkov. In pratica, Putin si è preso ciò che per anni americani ed europei hanno disprezzato, ignorato o trattato come un fastidio geopolitico.
Quello che si poteva garantire con la politica lo si è regalato alla forza militare. Una cecità strategica impressionante.
E nonostante questa catena di fallimenti, si continua a ripetere la solita favola: “invasori e invasi”, “imperialismo russo”, “Putin vuole conquistare l’Europa”. Una narrazione bambinesca, funzionale solo a coprire responsabilità enormi. Perché se si riconoscesse la verità, bisognerebbe ammettere che l’Occidente ha sbagliato tutto: analisi, diplomazia, strategia e tempistiche.
E invece si persevera. Ancora armi, ancora miliardi, ancora propaganda.
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3 commenti su “I Veri Nemici dell’Ucraina.”
Bisognerebbe spiegarlo bene a Sergio Mattarella, Guido Crosetto, Bruno Vespa, tanto per cominciare. Magari corredando la spiegazione con un bel disegnino (alias carta geografica).
Un proverbio recita: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Non servirebbe un grande acume per sapere che le forze armate dell’esercito russo sono di molto superiori a quelle di Francia, Inghilterra e Germania messe assieme. Con Trump che ha scelto di allontanarsi sempre più dalla Russia per competere con la Cina, questo scenario potrebbe divenire tragicamente reale. Eppure pochi, troppo pochi, sembrano rendersi conto dei rischi prossimi e venturi, ed anche coloro che temono questo scenario, quali ad esempio lo scrivente, sono consapevoli che la rappresentanza politica di tali posizioni è affatto minoritaria nel parlamento italiano, anche se numerosi sondaggi assegnano la maggioranza a coloro che sono contrari ad un coinvolgimento militare di qualsiasi tipo contro la Russia. Dire, come fa la Meloni: “non mandiamo i soldati” inviando però armamenti non può certo definirsi come posizione tale da evitare il rischio di un futuro diretto coinvolgimento. Infine vorrei ricordare che tutte le costruzioni umane, a partire dalla Costituzione, da alcuni definita “la più bella del mondo”, nello specifico l’articolo 11 in cui retoricamente si afferma che “l’Italia ripudia la guerra” deve fre i conti con la realtà ovvero con le necessità e le ipocrisie della politica. Lascio agli altri lettori il compito di decidere se, dal dopoguerra ad oggi, l’Italia ha ripudiato la guerra. Concludo affermando, come sostiene con ben altra ricchezza di argomenti il professor Daniele Trabucco, che non sarà il “diritto positivo” a salvarci, visto che le parole scritte da uomini sono interpretate da altri uomini, spesso più attratti dal proprio tornaconto che da un autentico spirito di verità.
“Una cecità strategica impressionante”. E se non fosse solo cecità? Da uno dei più inquietanti messaggi di Medjugorjie sappiamo che: “Satana vuole distruggere il mondo ed il pianeta sul quale camminate”. Sappiamo anche che Satana si serve degli Uomini. Ecco, se Satana è in grado di convincere una Madre a sopprimere suo figlio, perchè non potrebbe convincere un leader che il Male sta tutto da una parte ed in fondo è possibile vincere una guerra anche se l’altra parte dispone di un enorme numero di armi nucleari capaci di distruggere più volte il mondo? Ecco: il Mistero del Male forse è stato poco esplorato, anzi è stato trascurato per troppi anni all’interno della Chiesa cattolica e nelle vite di ciascuno di noi fino a renderci incapaci di comprendere, quindi di prevedere, l’abisso che possiamo creare.
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