Perché Leone sulle Ordinazioni FSSPX non Può Cedere. E Bergoglio non c’entra. Americo Mascarucci.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla vicenda della Fraternità sacerdotale San pio X. Buona lettura e diffusione.

§§§

Non si può accusare Leone XIV di essere come Bergoglio perché avrebbe pronta la scomunica per la Fraternità San Pio X qualora a luglio proceda con le consacrazione episcopali senza autorizzazione pontificia.

Un atto di ribellione che già Marcel Lefebvre mise in atto, obbligando Giovanni Paolo II a scomunicare lui e i vescovi consacrati illegittimamente, nonostante i tentativi del cardinale Ratzinger di impedire la rottura e cercando fino all’ ultimo una mediazione, che Lefebvre però rifiutò procedendo con le consacrazione.

E parliamo di un papa, Wojtyla, che fu estremamente indulgente con il popolo delle messe in latino con le sue disposizioni che rimandavano le decisioni in capo ai vescovi raccomandando la massima accoglienza (anche se poi molti prelati nelle loro diocesi interpretando in maniera distorta lo spirito conciliare si mostrarono poco amorevoli verso il mondo tradizionalista).

Quindi dove sarebbe la continuità con Bergoglio? Come può il papa chiudere gli occhi su un atto di rottura così forte nel momento in cui c’è necessità di ristabilire l’autorità papale di fronte alle forzature, ai colpi di mano e al radicalismo ultra progressista e cripto protestante del cardinale Marx e dell’ episcopato tedesco?

Non è  tempo di indulgenze né verso i tradizionalisti lefebvriani, né verso le follie moderniste dei rahneriani. Benedetto XVI ha gettato ponti in direzione dei lefebvriani ma non è servito a nulla, visto che la grande opportunità concessa dal motu proprio Summorum Pontificum e dalla liberalizzazione del rito tridentino, non soltanto non è stata compresa, ma utilizzata per provocare uno scisma di fatto e legittimare l’esistenza di una Chiesa pre conciliare, con la falsa benedizione di Ratzinger’ che non ha mai rinnegato il Concilio; anzi, con il Summorum Pontificum ha voluto riaffermare proprio la perfetta continuità del Concilio rispetto alla tradizione.

Quindi, pur sapendo che questo mi attirerà le critiche di tanti lettori, torno a ribadire che certo mondo tradizionalista è stato il miglior alleato di Bergoglio nel giustificare Traditionis Custodes e la cancellazione del Motu proprio di Ratzinger con tutti i benefici concessi agli amanti del vetus ordo. E oggi la Fraternità San Pio X, nel voler procedere ostinatamente con le consacrazione episcopali non fa che dare fiato proprio a chi, come il cardinale Roche vorrebbe cancellare completamente il rito antico e imporre unicamente la liturgia conciliare.

Leone non può cedere sulle consacrazioni, perché presterebbe il fianco ai vari Marx nel continuare l’opera di luteranizzazione della Chiesa. Non si tratta di essere in continuità con Bergoglio ma con Giovanni Paolo II nel riaffermare il primato di Pietro e l’autorità del papa contro ogni tentativo di ribellione: in senso conservatore o progressista poco importa.

Americo Mascarucci 
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10 commenti su “Perché Leone sulle Ordinazioni FSSPX non Può Cedere. E Bergoglio non c’entra. Americo Mascarucci.”

  1. Giuseppe Piffari

    Altra deriva alla quale nessuno si oppone.
    I Ministri Straordinari della Comunione.
    Non siamo più nemmeno all’abuso.Ma all’abitudine.Alla normalità.
    Qui da me con venti fedeli che ricevono l’Eucarestia si fa ricorso al M.S.
    Qualcuno interviene a schiarire le idee assai confuse a questi caciaroni?
    Sacerdoti vestiti come scaricatori di porto.Anonimi.Inconfondibili.Assenti.Inutili.
    Pace,pace,pace,pace.
    Null’altro oramai da quelle aride sponde.
    Ma la pace di Cristo non è la pace delle armi.Basta buttare il niente nel nulla.
    Continuerò a pregare.Altro non è nelle mie possibilità
    A chi molto è stato dato,molto sarà richisto.

  2. Giuseppe Piffari

    Poco da girarci attorno.
    I papi postconciliari hanno mostrato una mancanza di fermezza.Mano tese a destra ed a manca e il braccio si sta riducendo.
    Cosa resta della Comunione sulla bocca?
    Abbiamo persino un Monsignore che nega la Comunione sulla bocca.Qualcuno interviene?
    Entro in una chiesa.Il sacerdopte sta facendo le prove per i nuovi comunicandi.Comunione rigorosamente sulla mano.Ma non era raccomandata quella sulla lingua?
    Li hanno portati agli onori degli altari i papi postconciliari.Frettolosamente e in discontinuità con la prudenza antica.
    Dovevano forse giustificare il Vaticano II?
    I nipoti di Lutero non si feremeranno.

  3. Notevole! Capisco che in questo scritto viene supposto che per il singolo (o anche per un gruppo omogeneo) l´unità con la chiesa, indipendentemente da quale direzione questa chiesa imbocchi, gioca un ruolo secondario e viene prima dell´unità con Dio. La conseguenza logica, mi pare di capire, è che nella situazione attuale colui che si sente di accettare l´invito dell´autore rischia di non stare in unità con Dio. Credo che il Diavolo sarebbe contento. E Dio cosa ne pensa?
    Per esprimere il mio punto di vista affronto la questione in maniera non convenzionale.
    Mettiamo il caso che un seminarista durante la lezione che si tiene poco prima di Pasqua, dopo aver chiesto se sia lecito adorare Dio in modo non conforme alla Tradizione, si sente rispondere dal sacerdote che, sì … lo Si dovrebbe ringraziare ogni momento. E che il seminarista sentendo questa risposta, d´impulso e senza chiedere prima permesso al sacerdote-insegnante, si alzi dalla sedia e abbandoni l´aula per andare ad adorarlo a modo suo a Pasqua secondo le consuetudini di Natale; e questo in piena lezione. Ecco che qui il seminarista sarebbe passibile di sanzioni disciplinari. E in questo caso Dio certamente sarebbe d´accordo: ai superiori si obbedisce se la dottrina insegnata da loro è conforme agli insegnamenti di Gesù-Dio.
    Ma ammettiamo che il sacerdote abbia iniziato ad insegnare in maniera difforme dagli insegnamenti di Gesù-Dio: promuovendo l´ecumenismo, ridimensionando l´importanza della Madonna e facendola scendere come importanza addirittura sotto il Papa/papa, ridimensionando la propria figura e quello del Capo della Chiesa ad un livello pari a quello dei sacerdoti/capi delle altre religioni, facendo recitare ai seminaristi preghiere islamiche (fra poco ci arriveremo), e altre cose simili. In pratica: levando la corona di Re a Gesù-Dio.
    Ed il seminarista rendendosi conto che ormai il sacerdote-insegnante non intende più servire al meglio Gesù-Dio ma piuttosto forse il Suo Avversario e non potendone più, si decide ad abbandonare l´aula proprio mentre l´insegnante sta dicendo che la religione Cattolica è equivalente a tutte le altre. Quale saranno le conseguenze di tale comportamento? Dal punto di vista istituzionale il seminarista, se non accetta la nuova dottrina che ha sostituito quella vecchia, sarà espulso dall´istituzione (=insomma … scomunicato se ci si riferisce alla Chiesa cattolica. E ciò è inevitabile con qualsiasi Papa/papa).
    E per Dio? Dio avrebbe gradito che per spirito di obbedienza a Pietro, il seminarista avesse obbedito ad un Pietro che non predica e non agisce più come il vero Pietro? (nella situazione attuale, secondo me, il papa e tutti coloro che lo seguono senza opporgli una virgola), oppure che si fosse sottratto alle influenze svianti, divincolandosi dai loro tentacoli ed uscendone di nuovo libero per poter adorare, certamente a modo suo ma con cuore schietto Chi pensa che sia il vero Dio e cioè quello di sempre? Io credo che Dio Si deciderebbe per il secondo caso.
    E a differenza di chi propugna il “pensiero trascendentale orizzontale” (orizzontale: termine preso dai critici della Messa Novus Ordo) secondo cui l´obbedire comunque a Pietro farebbe parte della “pedagogia salvifica” (che io così capisco che funziona: se commetti una mancanza verso Dio perchè il papa te lo ha giustificato sapendo però che così stai offendendo Dio, poichè hai conservato l´unità con lui, allora anche Dio ti giustificherà e sarai comunque salvato)., io invece interpreto questa frase come un “Dio ti mette alla prova per mostrarti cosa è il peccato e perché tu faccia delle scelte”.
    Quindi la mia tesi è che attualmente il Diavolo, che fino a pochi decenni fa ha operato quasi esclusivamente dietro le quinte facendo credere che fosse un personaggio delle teorie della cospirazione (la più grande a dire il vero), sia emerso pienamente alla vista nella vita reale agendo attraverso i suoi agenti che occupano i posti piú alti di potere ma anche altrove. Si può pensare alla falsa pandemia Covid, al genocidio del popolo palestinese, alla guerra che gli Stati Uniti stanno facendo all´Iran, alla guerra fra Russia e Ucraina, all´introduzione dell´IA che sostituirá gli umani in quasi ogni campo (costrutto satanico, secondo me … ma mi raccomando … il papa dice che l´IA deve essere a servizio dell´umanità e del bene comune, di fatto legittimandola), forse si può addirittura pensare che si sia affacciata in SC ed altro.
    E qui è secondo me chiaro che Dio ci sta mettendo apertamente di fronte alla scelta ormai non più rinviabile di rifiutare, e questo prima avveniva resistendo alle tentazioni, tutte le azioni del Diavolo e quindi di rimanere grano oppure di accettarle e magari anche di approfittarne diventando così zizzania.
    E allora la domanda mi viene: “Ma vista la situazione oggettiva (fra cui aleggia pure la possibilità che il papa attuale sia stato invalidamente eletto e/o che sia tanto eretico da aver perso il titolo di Papa di fronte a Dio), l´autore con il suo appello ai tradizionalisti di non continuare a disattendere gli appelli del papa attuale per l´unitá della chiesa (di cui il principale frantumatore in questo momento è a mio avviso proprio lui) forse ci sta sospingendo, sono convinto senza rendersene conto, a diventare un pochino meno grano ed un pochino più zizzania?
    Qui la questione non è la fedeltà alla comunione ecclesiale che pure è importante, ma la fedeltà a Dio che è ancora più importante. E la conclusione per me è altrettanto chiara: senza fedeltà a Dio non c`è salvezza che tenga.
    Questo è il mio pensiero al momento. Ad ognuno i suoi.
    https://forum.comedonchisciotte.org/opinioni/quel-che-e-di-dio-parte-i/
    Nota: papa Leone non è come papa Francesco? Ma mica esiste solo la questione della nomina dei sacerdoti da parte della Confraternita di San Pio X (e sono d´accordo con l´autore che papa Leone non può fare diversamente).
    Prendiamo ad esempio un`altra questione: la sacra Eucarestia data sulla mano del fedele. È chiaro che è un atto sacrilego. Infatti, se si pensa attentamente … chi mai si sognerebbe in Paradiso di andare a toccare con mano Dio? (ammettendo per assurdo che sia possibile). La Sua contemplazione basta e avanza.
    E allora, se Dio è Dio ovunque, da dove viene il desiderio di voler toccare Dio con le mani (Eucarestia) a chi non è titolato su questa Terra? Gesù si faceva baciare i piedi dagli estranei: con le labbra e mai con le mani. E allora perchè papa Leone continua ad ammettere che i fedeli si macchino di un atto sacrilego introdotto da papa Francesco con la scusa di arginare la pandemia? Soprattutto ora che è finita? (quella passata; ora qualche esperto inglese, la baronessa Heather Hallet, ci ha informati che la prossima pandemia non è una questione del “se” ma del “quando”).
    E allora penso (su questa specifica questione): forse papa Leone non solo raggiunge ma in certe cose anche supera papa Francesco?

  4. USCIRE dalla falsa chiesa massonica dell’impostore Prevost e rientrare nella vera Chiesa di Cristo in OBBEDIENZA al Suo ultimo Vicario BXVI, è il primo DOVERE di ogni vero cristiano, non solo della Fraternità S. Pio X ⬇️

    Papa Benedetto XVI – 2009:
    … “Per precisarlo ancora una volta:  finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
    _LA FRATERNITÀ NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, E I SUOI MINISTRI – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO ALCUN MINISTERO NELLA CHIESA.
    […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
    http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

    ◾Papa BXVI – 2012:
    “Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».
    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

  5. Don Pietro Paolo

    Analisi lucida e ben centrata: richiama con equilibrio la linea di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, mostrando che la questione non è “progressisti vs tradizionalisti”, ma fedeltà alla comunione ecclesiale.
    Chiara anche la conclusione: senza unità attorno a Pietro, non c’è riforma che tenga. Sottoscrivo

  6. “Non è tempo di indulgenze né verso i tradizionalisti lefebvriani, né verso le follie moderniste dei rahneriani”…
    Questa sì che è bella!
    E CHE HA FATTO, PREVOST in dodici mesi, se non indulgere ai modernisti?
    Ma, le legge le note quotidiane di Radical Fidelity o Chris Jackson, Mascarucci?
    INCREDIBILE…
    Grazie a Dio la FSSPX tiene ferma la barra, pur in mezzo alla tempesta, nuovo Atanasio.

    1. Sempre che Prevost e il suo padrino Bergoglio, siamo papi legittimi, e non i capi di lobby anti cattolica

    2. Americo Mascarucci

      Io ho visto un papa che con grande saggezza sta cercando l’unità nella Chiesa, ma se si fa di tutto per buttarlo fra le braccia dei progressisti e modernisti accusandolo continuamente di essere un Bergoglio 2,0……………

    3. Don Pietro Paolo

      Curioso: si accusa il Papa di “indulgenza” ai modernisti mentre si esalta chi agisce senza mandato.

      La fedeltà alla Chiesa non consiste nel “tenere la barra” contro Roma,
      ma nel restare in comunione con essa.

      Paragonare la FSSPX a un nuovo Atanasio di Alessandria è poi fuori misura:
      Atanasio non si è mai posto fuori dall’unità della Chiesa né contro il principio visibile di Pietro.


      quando si devono cercare modelli eroici per giustificare una rottura,
      di solito è perché quella rottura non regge da sola.

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