Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Lavinia Marchetti sulle manifestazioni – centinaia di migliaia di persone, pacifiche in tutta Italia, contro il genocidio a Gaza, di cui è complice attivo il nostro governo. Se non capite il titolo, andate su questo collegamento, e tutto sarà chiaro…Buona lettura e condivisione.
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DOBBIAMO DIFENDERE LE VETRINE! “BISOGNA DIFENDERE LA SOCIETA'”
di Lavinia Marchetti
In Italia pare esserci una religione profana che considera intoccabili le vetrine di banche e negozi: il giorno stesso del corteo qualsiasi rottura di vetri scatena immediata ”indignazione a valanga”.
Non importa che migliaia di manifestanti pacifici abbiano bloccato autostrade, uffici e porti per solidarietà; quel che conta è “E se la rompessero al tuo negozio?”. Beh si in effetti. Lo conferma l’aria di questi giorni: partiti e opinione pubblica riversano tutta la loro ira sui teppistelli (spesso infiltrati sistematicamente, così la Meloni, che mai ha speso parole su decine di migliaia di morti, possa tuonare contro la “sinistra”?
Era sinistra poi?
O persone a cui non hanno ancora estirpato l’anima?) che hanno fatto danni minimi, derubricando tutto il resto come comodo corollario. È una dinamica da italiano medio: piagnone se chi fa il proprio dovere non risolve subito i problemi, ma ferocemente vendicativo se gli stessi lavoratori manifestano per un obiettivo alto.
Siamo la “brava gente” che suole lamentarsi di tutto, è vero… ma non sopporta di vedere qualcuno fare qualcosa (anche in un giorno di sciopero nazionale!) senza avere prima l’ok dei benaltristi di turno.
In questa psicologia, le vetrine brillano come un feticcio: difenderle diventa urgente, ben più delle vite altrui.
A Genova 2001 ero una ragazzina. Leggevo, senza capire fino in fondo, delle violenze di Bolzaneto, della Diaz, di anziani e pacifisti massacrati, delle torture nelle celle.
Ricordo bene però l’ossessione dell’Italia intera, quella brava gente che si lagna se nessuno fa niente e poi condanna come terrorista chi osa muoversi: le vetrine.
Oggi avrei potuto raccontare delle centinaia di migliaia di persone che il 22 settembre hanno paralizzato il paese intero, riportando in vita due valori che sembravano scomparsi: la piazza e la solidarietà.
Da Roma a Bologna, da Torino a Napoli, da Palermo a Trieste: ovunque manifestazioni enormi, pacifiche, oceaniche. 50mila a Roma, 50mila a Bologna, 40mila a Napoli, 10mila a Torino, 7mila a Trieste, 80mila (circa) a Milano, 5mila a Catania, 4mila a Pisa.
Numeri che non si vedevano dai cortei contro la guerra in Iraq.
Un’Italia che, almeno per un giorno, ha ricordato a sé stessa di non essere solo una somma di individui inerti e benaltristi, ma un corpo collettivo capace di muoversi.
Si poteva parlare di genocidio, di come l’orrore quotidiano di Gaza sia entrato finalmente nelle nostre coscienze, al punto da spingerci in strada.
Alcuni lo fanno da mesi, altri hanno trovato il coraggio solo ora.
Ma il bilancio, per un paese di ignavi, resta straordinario: ottanta città ferme, blocchi autostradali, porti e stazioni occupati, cortei fitti di giovani e lavoratori.
Eppure, no: le vetrine!
Per l’italiano medio che osserva dal divano esiste una religione intoccabile. “E se la rompessero al tuo negozio?” è il suo mantra, più sacro della vita umana. E allora eccolo il bilancio che conta: due vetrine rotte (di multinazionali) e qualche scritta sui muri.
A Milano, la vetrata della stazione Centrale.
Fine. Il resto è cronaca accessoria: una sessantina di agenti feriti, dieci arrestati, cortei deviati.
Mentre ovunque le autorità hanno scelto il compromesso, lasciando i manifestanti arrivare su superstrade o in prossimità delle stazioni senza incidenti, a Milano, città vetrina per eccellenza, dove la disuguaglianza sociale ha raggiunto livelli da terzo mondo, si è deciso il pugno duro.
Guai se un manager perde il treno, guai se un dirigente arriva in ritardo a una riunione.
E così si è preferito lo scontro: manganelli, cariche, fermi.
I giornali hanno risposto con la solita litania: valanghe di titoli su quelle vetrine, su un paio d’ore di ritardo dei treni (come se non fosse la norma).
La “violenza” ridotta a due vetri scheggiati e qualche slogan con la bomboletta (che poi chi lo fa, misteriosamente non viene mai preso) a cui si è risposto con cariche, fumogeni, come se fossimo in un teatro di guerra, per poi lamentare feriti tra gli agenti (ma miracolosamente nessuno tra i manifestanti). Le prime pagine dedicate al vetro infranto, mentre centinaia di migliaia di persone scendevano in strada gridando contro un genocidio.
La psicologia dell’italiano medio è questa: si può sopportare la distruzione di un popolo intero, ma non una vetrina di Zara. La religione delle vetrine, il law & order della solita italietta borghese e un po’ mafiosa, è l’unica che questo paese rispetta. Tutto il resto, la piazza, la vita, la giustizia, è materiale di scarto.
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36 commenti su “Contessa, che Roba! Rotte Due Vetrine! Lavinia Marchetti sulle Manifestazioni per l’Orrore a Gaza.”
Durante un assemblea cittadina in diretta televisiva al 19º festival della gioventù e degli studenti a Soci, Putin, a braccio, ha detto:
“L’umanità è diventata capace di interferire con il codice genetico creato dalla natura, o secondo i credenti, da Dio.
Quali sono le conseguenze pratiche? Possiamo quasi immaginare che la gente sarà in grado di creare essere umani con caratteristiche specifiche. Una di queste persone potrebbe essere un genio matematico o un brillante musicista, ma anche un soldato, un individo capace di combattere senza paura o compassione, senza pietà o nemmeno dolore.
Vedete, l’umanità può entrare, e molto probabilmente lo farà nel futuro prossimo, in un periodo molto difficile per il suo sviluppo e per la sua esistenza, un periodo che richiederà grandi responsabilità. È quello che ho appena descritto, potrebbe essere più terrificante di una bomba atomica.
Ogni volta che facciamo qualcosa, quale che sia, non dovremmo mai dimenticare le basi etiche e morali che stanno dietro le nostre azioni. Qualunque cosa facciamo dovrebbe fare del bene alla gente, renderla più forte, non distruggerla.”.
Il problema non sono solo le vetrine rotte (anche se è vero che, danneggiando i sempre più pochi piccoli esercizi, si avvantaggia ulteriormente la grande distribuzione, che di aiuti non avrebbe proprio bisogno).
Il problema è che la giusta indignazione per ciò che sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania (ma anche in Nigeria ed altri paesi africani, per cui però non si indigna nessuno, perché tanto lì le vittime sono quasi tutti cristiani) viene utilizzata per scopi politici che con la causa palestinese non hanno nulla a che fare.
Meglio fare qualcosa anche con il timore di poter essere strumentalizzati che stare zitti, e buoni, ed essere complici silenziosi di un crimine. O no?
Certo! Non ci si può lavare le mani come fece Ponzio Pilato sotto ricatto della classe sacerdotale sadducea che se non avesse eseguito la condanna di Gesù come criminale politico, sarebbe stato denunciato lui stesso al suo capo Tiberio come nemico degli interessi di Roma in Giudea.
Comunque non passò tanto tempo…. che anche la carriera di Pilato finì miseramente.
Non dimentichiamo mai le tragiche radici della stessa Parola sacra del Libro: “YHWH ISH MILKAMA ” . La dicono tragica sul carattere di tale SIGNORE!
Sempre molto significativo il testo: “Il massacro nella storia” a cura di David El Kenz, UTET Libreria 2008.
Massacro etimologicamente suggerisce il sacro della nuda vita: “mas – sacer” [maschio-sacro e anche folla, popolazione: “massa – sacra”]. Quindi massacrabile, perché avviene sospensione-assenza delle forme difensive del diritto naturale umano.
Ora ponendo un (rivelato/inventato) diritto divino al di sopra ed a garanzia dello stesso diritto naturale umano, può anche accadere [come Storia crudelmente documenta!] che in nome dell’ἐξουσία che da un Dio deriva [ΟΥΓΑΡΕCΤΙΝΕΞΟΥCΙΑΕΙΜΗΥΠΟΘΕΟΥ / NON EST POTESTAS NISI A DEO / Rom 13,1] all’Autorità umana investita di POTERE, che questa stessa umana Autorità, sull’esempio biblico di Mosè, Davide, ecc…, attui una sospensione del diritto umano naturale e resti quindi nell’uomo singolo o in una intera massa/popolo la sola nuda vita, cioè la massa-sacra, sacrificabile dal Potere umano in virtù di tale dottrina.
Questa è un’analisi ferocemente realistica della nostra società. È vero, la preoccupazione per le vetrine diventa ossessiva, mentre la solidarietà internazionale viene ignorata. Ma non dimentichiamoci che quei manifestazioni, anche se finite con qualche incidente, rappresentano la voglia di rivendicare valori fondamentali. Forse la priorità dovrebbe essere diversa, ma è comprensibile che ci sia rabbia per la distruzione di ciò che ci rappresenta, anche se è solo un negozio. È un dilemma: come costruire un futuro senza perdere il senso di ciò che conta davvero?labubu live wallpaper
labubu live wallpaper? Ma non potevi sceglierti uno pseudonimo … più credibile?
Rispondo qui a vari commenti sull’articolo. Molti fra coloro che hanno scritto hanno compiuto la stessa cosa del mainstream media: si sono sono focalizzati sugli episodi di danneggiamento – ovviamente deprecabili – e non sull’oggetto principale. L’articolo voleva proprio sottolineare questo: che i media si indignano per due vetrine rotte, e ignorano con tranquillità il fatto cge due anni, anche ieri, anche oggi, gente innocente venga massacrata per spingerla via dalla loro casa. Non certo giustificare atti di violenza stupidi – o provocatori. Posso dire che sono stupito. –
DottorTosatti,i teppisti islamici dopo Israele cercheranno di distruggere noi! E chi gli da’ spazio per fare moschee in cui si rinnega Cristo(chi non riconosce Dio venuto nella carne…sia anatema e Maometto e’ maledetto per questo,detto da s.Paolo che vedo non molto apprezzato e per un sito cattolico e’blasfemo….),partecipa al rinnegamento di Cristo,della nostra storia ,della nostra patria,dell’Europa,dando anche pochi centimetri di suolo “battezzato”dalla scelta dei nostri avi che accolsero Cristo!!!E vedere l’illustrazione con tutte quelle kefiah contro il nemico che sarebbe la nostra polizia e’ troppo:mi fa quasi vomitare! Lo lasci fare ai rinnegati comunisti e simili purtroppo italiani,nel documento di identità,’e non nell’anima!
Caro Massimo, legare il problema dell’immigrazione islamica – verso cui personalmente sono contrarissimo – alla questione palestinese è più che un errore: è una sciocchezza. Semplicemente, non c’entrano nulla l’una con l’altra. Ma fa comodo a certa gente metterle insieme, e farlo credere.
E che ci guadagnano i morti di Gaza dalle vetrine rotte in Italia?
La ribellione degli italiani spaventa Israele?
Non dovrebbe interessarsi l’ONU, anche con gli eserciti, delle controversie fra i vari Stati? Se no, perché guadagnano tanto?
Guerre con massacri ce ne sono tante purtroppo. Che facciamo? Andiamo a spaccare tutto?
Dove hanno messo il cervello le persone?
dalle vetrine rotte non ci guadagnano niente. da centinaia di migliaia di persone che manifestano il loro favore forse qualcosa. Se non altro per dire al governo che è complice dei massacratori che non si è d’accordo. E se i media parlano solo delle vetrine rotte e non delle centinaia di miglia di persone, che cosa vuole dire. Dove hanno messo il cervello le persone?
👏🏻 Ben detto! Oh, tu che sei libero di chiamarti come vuoi!
Ma chi è Lavinia Marchetti? E che cosa vuole dire? Con la sua prosa infarcita di spiritosaggini, ripetute con una insistenza insulsa e fastidiosa, vuole forse minimizzare o addirittura esaltare l’atteggiamento di quei dimostranti che hanno messo a soqquadro vie e piazze di tante citta; bloccato autostrade, uffici e porti; spedito in ospedale tanti uomini e donne delle forze dell’ordine? Vuol forse far intendere che è questo il migliore (e unico) modo di esprimere solidarietà al popolo palestinese? Vuole stigmatizzare, forse, il comportamento di quanti hanno manifestato tale solidarietà in maniera pacifica e ordinata? quanto poi al sarcasmo riservato a “l’italiano medio che osserva dal divano”, mi pare che la Marchetti manchi di spirito democratico nel pretendere che tutti la pensino come lei. Ma tant’è! Con mio grande stupore noto, infatti, che, contrariamente al solito, anche il “direttore” sia scivolato in basso quando attribuisce al nostro governo una “complicità attiva” in quella tragedia che egli definisce (sic et simpliciter) “genocidio”. Non ricordo, però (se mi sbaglio chiedo scuse e perdono!), di avergli sentito esprimere un’altrettanta netta condanna nei confronti del misfatto perpetrato da palestinesi in quel nefasto 7 ottobre.
sono sbalordito. Usare il sarcasmo per minimizzare quanto è successo non fa un buon servizio a Gaza. Chi non approva definita “italietta borghese e un po’ mafiosa”, la religione delle vetrine che ha visto solo lei, gli ignavi sul divano, un livore che non è all’altezza di questo blog.
Ma certo che non c’è paragone da vetrine a uomini è la violenza che indigna..troppa è ovunque è nel silenzio delle proprie azioni anche di centinaia di persone che Dio ascolta perché solo Gesù ci può salvare
Figli di papà sempre bravi a protestare per le ingiustizie lontane, senza rischiare niente, anzi, facendosi gregge… non hanno la minima credibilità morale.
Caro Rolando,
l’“ebreo dissidente Gesù” che tiri fuori tu, distinto da quello “fagocitato dalla Chiesa romana”, sa tanto di favoletta alla moda: il Gesù che fa comodo, quello “ribelle simpatico”, addomesticato però non dalla Chiesa, ma dalle ideologie moderne.
La verità è un’altra: la Chiesa non ha fagocitato Gesù, semmai è Gesù che ha travolto la Chiesa nascente con la forza della sua resurrezione. Altro che “dissidente”! Se fosse stato solo un contestatore, lo avrebbero ricordato come uno dei tanti rabbi eccentrici del I secolo, e fine lì. Nessun martirio degli apostoli, nessuna Chiesa, nessun Vangelo.
Dunque, caro Rolando, attenzione: non sei tu a “scoprire” un Gesù che la Chiesa avrebbe nascosto. Sei tu che rischi di ridurlo a un santino ideologico. E quello sì, sarebbe un grave sbaglio. se Gesù fosse stato solo un “dissidente”, oggi tu non avresti nessuna Chiesa a cui dare del “fagocitante”.
Il “mio” (si fa per dire!) sorvegliante-supervisore, colui che guarda da un punto elevato di osservazione, ἐπίσκοπος [Domenico Pompili], ha scritto una “lettera pastorale (= relazionale) 2025” da indirizzo essenzialmente stoico quanto alla prima parte.
E ci si può fermare qui. Ma questo indirizzo permea anche la seconda parte, quella più di casa, se così si può dire, e può essere sintetizzato alla perfezione in queste sue stesse parole-invito: “OSPITARE LE DIFFERENZE COME FANTASIA DI DIO”.
E quasi al termine cita papa Leone XIV: “Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”.
Che dirà Rolando?, scrive il DON.
“ἣ τί μοι εἴδωλον τοδ’αγανὴ Περσεφόνεια ὂτρυν’, ὂφρ’ ἒτι μὰλλων ὀδυρόμενος στεναχίζω;”
“O è solo un fantasma che mi ha mandato la gloriosa Persefone perché ancora di più io pianga e mi lamenti?” (Odissea Xl, 213-214).
I fantasmi sono comuni in tutti i libri. Ognuno vede i propri. La grande certezza, come scrive Nietzsche, è che ogni libro è scritto da uomini con le proprie fantasie. Io non amo equivocare sulla semantica delle parole parlate e scritte, tanto meno adesso che si confessa fantasia divina. La teologia come fantasia.
Gesù non è un ribelle, un dissidente. Anzi si è definito “mite e umile di cuore”. Si è dissociato solo dal peccato che offende il Creatore e ricade sulle creature.
“Io sono nato e venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. e chiunque è dalla verità ascolta la mia voce. “(Gv. 18)
Carissima Maria.
“dissociato solo dal peccato”. Gesù in persona non lo ha mai affermato di sè.
Sarà solo uno che non ha vissuto con lui e non lo ha mai visto (e che quindi, secondo la stessa supposta parola di Dio in Atti, non avrebbe potuto nemmeno essere ammesso al posto di Giuda) che dirà di Gesù: “In tutto simile a noi fuorchè nel peccato”.
Secondo Platone il peccato altro non è che l’ignoranza.
Secondo la testimonianza del vangelo (quello dello stesso Verbo!) anche il figlo ignora qualcosa del Padre, della supposta “onniscienza” del Padre circa “quell’ora”.
Gesù ha ricordato una memoria storica umana circa il Dio, Padre di tutti e tutto: “misericordia voglio e non sgozzature di sangue sacrificale e di lacrime di sangue”.
L’Istituzione senza corpo e sensibilità è soltanto il rifugio di chi si fida del ragionamento di chi in essa si ripara come un diamante nascosto e difeso in una cella di massima sicurezza. Calcolo fallace. Omnis homo fallax.
Il collegamento è stato censurato (ovviamente).
Ultimamente e giustamente si sta dimostrando nel mondo solidarietà per il genocidio a Gaza ma questo di Gaza è una porzione della lotta che l avversario di Dio pone nell’ umanità.La sua guerra la trovi in anche altre parti del pianeta.Quello che mi delude è che pochi rammentano di questa lotta e se non ci si accompagna nella Buona Battaglia con il Crocifisso benedetto non si và da nessuna parte.Vorrei che la flotta verso Gaza portasse vessilli cattolici ,vorrei che le stragi nelle chiese nigeriane venissero denunziate duramente dai media e dal Papà,vorrei che i cattolici si distaccassero dalla sinagoga di satana,vorrei che la fede nella Trinità scorresse a fiumi durante le proteste ma vedo bene poco di tutto ciò.San Padre Pio disse che scienza senza la fede non va da nessuna parte.e E anche tutto il resto.
Buon giorno, non sono per nulla d’accordo con la giustificazione degli incidenti avvenuti nel corso delle manifestazioni per Gaza: anch’io sono giustamente addolorato e disgustato da quanto avviene ai danni della popolazione di Gaza, ma la violenza non porta a nulla di buono, noi cristiani abbiamo un Maestro a ricordarcelo. Quanto a chi deve prendere un treno e trova la stazione ferroviaria sottosopra, non sempre è un manager o dirigente, può anche essere un comune studente o lavoratore che non può permettersi altri mezzi di trasporto.
Mi spiace ma non sono d’accordo…la distruzione di un popolo intero non si ferma cone le manifestazioni, anche se del tutto pacifiche. Se proprio si vuole boicottare Israele non si compri più merce proveniente da lì: è già più produttivo.
Articolo imbarazzante. Se la mia causa è giusta posso fare quello che voglio? Minimizzare quanto di spiacevole è accaduto di sicuro non aiuta Gaza. Altro che contessa. Stendiamo un velo pietoso sul commento in cui viene spiegato come era veramente Gesù, non quello fagocitato dalla chiesa.
Io pero’non posso accettare che dei manifestanti italiani si facciano (ho visto i filmati)guidare da islamici che in realta’non vogliono la pace ma solo distruggere Israele! Vorrei uno stato ebraico e uno palestinese…..
Ma purtroppo non si potra’ credo mai fare.e allora?e allora purtroppo accade cio’ che accade ora:ma se nei cortei ti fai guidare,a casa tua,da islamici che odiano Israele,partecipi a un odio che vuole poi distruggere la tua terra! La fallaci non insegna?Che finisca questa guerra…..ma poi?e’da decenni che le cose vanno avanti!purtroppo e’ la realta’,e questa realta’ inizia con l’islam!
No! Tesoro caro. Questa realtà cui tu ti riferisci ha radici in Esodo: “YHWH ISH MILKAMA YHWH” cioè in un Essere-Uomo di Guerra! Le parole sono lì come un macigno e non valgono spiegazioni postume. Basta la realtà dei fatti. E…. nonostante Cristo! Anzi, oso dire.
Tuttavia è necessario che avvengano gli scandali, come dice la parola del Signore Gesù.
Boh !!! Ragazzate goliardiche mettiamole così , se così vi pare
Sempre molto significativo il testo: “Il massacro nella storia” a cura di David El Kenz.
Massacro etimologicamente suggerisce il sacro della nuda vita: “mas – sacer” [maschio-sacro e anche folla, popolazione: “massa – sacra”]. Quindi massacrabile, perché avviene sospensione delle forme difensive del diritto naturale umano.
Ora ponendo un supposto (rivelato/inventato) diritto divino al di sopra ed a garanzia dello stesso diritto naturale umano, può anche accadere [come Storia crudelmente documenta!] che in nome dell’ἐξουσία che da un Dio deriva [ΟΥΓΑΡΕCΤΙΝΕΞΟΥCΙΑΕΙΜΗΥΠΟΘΕΟΥ / NON EST POTESTAS NISI A DEO / Rom 13,1] all’Autorità umana investita di POTERE, che questa, sull’esempio biblico di Mosè, ecc…, attui una sospensione del diritto umano naturale e resti quindi nell’uomo singolo o in una intera massa/popolo la nuda vita, cioè la massa-sacra, sacrificabile dal Potere umano in virtù di una dottrina religiosa che è nuda violenza.
Sempre molto significativo il testo: “Il massacro nella storia” a cura di David El Kenz.
Massacro etimologicamente suggerisce il sacro della nuda vita: “mas – sacer” [maschio-sacro e anche folla, popolazione: “massa – sacra”. Quindi massacrabile, perché avviene sospensione delle forme difensive del diritto naturale umano.
Ora ponendo un supposto (rivelato/inventato) diritto divino al di sopra ed a garanzia dello stesso diritto naturale umano, può anche accadere [come Storia crudelmente documenta!] che in nome dell’ἐξουσία che da un Dio deriva [ΟΥΓΑΡΕCΤΙΝΕΞΟΥCΙΑΕΙΜΗΥΠΟΘΕΟΥ / NON EST POTESTAS NISI A DEO / Rom 13,1] all’Autorità umana investita di POTERE, che questa, sull’esempio biblico di Mosè, ecc…, attui una sospensione del diritto umano naturale e resti quindi nell’uomo singolo o in una intera massa/popolo la nuda vita, cioè la massa-sacra, sacrificabile dal Potere umano in virtù di una dottrina religiosa che è nuda violenza
Magnifico esempio questo brutto articolo di come si diseduca la gente: insegnando che è lecito spaccare le cose di proprietà privata per una manifestazione pubblica contro fatti politici di livello mondiale.
Ma c’è un distruggere veramente empio, inumano, blasfemo: uccidere i bambini, gli ammalati, le donne incinte, gli anziani, i non autosufficienti. Distruggere questi corpi, spargere questo sangue da parte di chi non è in queste condizioni, ne fa un disumano.
Questo “massacrare” dovrebbe destare imparagonabile sdegno a confronto delle cose.
Chi quindi sovverte i valori, anche nell’uso delle parole?
Ben scritto:
“La religione delle vetrine, il law & order della solita italietta borghese e un po’ mafiosa, è l’unica che questo paese rispetta. Tutto il resto, la piazza, la vita, la giustizia, è materiale di scarto.”
E “La psicologia dell’italiano medio è questa: si può sopportare la distruzione di un popolo intero, ma non una vetrina di Zara.”.
Sì, questo è il ben noto italiano di madre tutta Patria, Dio e famiglia.
“La dove c’è il tuo tesoro c’è anche il tuo cuore”.
L’ebreo dissidente Gesù, quello veramente dissidente non quello fagocitato dalla Chiesa romana (ex?), non bisogna sottovalutarlo: sarebbe grave sbaglio.
Distruggere per ricostruire alla Trump e secondo il ministro delle finanze di Israele sarebbe l’esempio divino?! Di che meravigliarsi? Ma ci sono anche tanti giovani israeliani che soffrono perché non condividono le scelte di “Potere” che secondo il cittadino romano Paolo viene da Dio: lettera ai Romani.
Lei ha dei problemi….
E chi non li ha…. scagli per primo la pietra!
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