Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione l’omelia pronunciata da mons. Viganò per la Festa dell’Assunta. Buona lettura e diffusione.
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Soli secunda numini

Soli secunda numini
Omelia nell’Assunzione al Cielo di Maria Santissima
Conductricem te habeam
redeundi ad patriam,
ne callidus diabolus
via perturbet invidus.
Possa io averTi come guida
nel far ritorno alla patria celeste,
perché il diavolo invidioso
non ci allontani con le sue astuzie dalla retta via.
Hymn. O Maria piissima
Nella splendida antifona mariana Salve Regina preghiamo la Vergine Santissima con queste parole: Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exilium ostende, Mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. Post hoc exilium: perché la nostra vita terrena è appunto un esilio, una lontananza forzata e dolorosa dalla casa del Padre, dal luogo dei nostri veri affetti, dalla nostra patria celeste; un esilio che rende il mondo una valle di lacrime, non solo e non tanto perché esso ci è nemico e ostile, ma perché in questa fase di prova ci è momentaneamente precluso il ritorno alla patria celeste, al luogo in cui eravamo destinati a rimanere, se i nostri Progenitori non avessero meritato di esserne cacciati a causa del peccato originale. Il mondo è anche valle di lacrime perché in questa vita dobbiamo espiare quella colpa di Adamo ed Eva che il nuovo Adamo ha riparato sulla Croce, e la nuova Eva nella Corredenzione.
Maria Santissima, nell’essere preservata per privilegio specialissimo da ogni macchia di peccato in vista dell’Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, è stata similmente esentata dalla corruzione della carne, al pari del Suo divin Figlio, venendo assunta in Cielo in anima e corpo. Ed è in Cielo che la Vergine Madre e Regina ritrova Cristo trionfatore, assisa anch’Ella sul trono di gloria che la Santissima Trinità Le ha preparato dall’eternità. Ella è Soli secunda numini, è seconda soltanto a Dio, è l’onnipotente per Grazia.
Eppure, anche se sappiamo bene che questa è una valle di lacrime ed una fase transitoria verso la meta finale, non riusciamo a rassegnarci all’idea che anche su questa terra non sia possibile costruirci un paradiso, se non eterno, quantomeno duraturo e confortevole, nel quale anticipare in qualche modo o addirittura sostituire l’eternità beata che attende ogni anima in grazia di Dio. Questa è un’illusione infernale, un inganno che ci è teso dai tre nemici della nostra salvezza: il mondo, la carne e il diavolo. Il mondo, che ci tiene legati alle creature anziché elevarci al Creatore; la carne, che ci tiene avvinti alle false seduzioni della nostra natura corrotta dal peccato e ci impedisce di elevare l’anima alle cose dello spirito; il diavolo, che cerca la nostra dannazione offrendoci miserabili e chimerici surrogati del Vero e del Bene.
In questo folle miraggio di poter realizzare in terra ciò che possiamo conquistare solo in cielo, perdiamo di vista l’eternità per inseguire sogni effimeri e promesse ingannevoli. Alcuni, pur senza negare la vita eterna, pensano che sia possibile costruire su questa terra una nuova Gerusalemme che realizzi l’invocazione della preghiera del Signore: sicut in cœlo et in terra. Eppure, è proprio in quel come in cielo, così in terra che dovremmo comprendere che il modello cui deve ispirarsi una società che onora Cristo come proprio Re è un archetipo eterno e perfetto, mentre la sua concreta realizzazione rimane inesorabilmente provvisoria e sottoposta a prove, pericoli, tentazioni, peccati e debolezze della natura umana. Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra: non è il cielo che si deve conformare alla terra, non è Dio che deve adeguarsi all’uomo, ma viceversa: perché Nostro Signore – in quanto vero Dio e vero Uomo – è il centro del κόσμος divino, l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine di ogni cosa.
L’Assunzione di Maria Santissima al Cielo ci mostra qual è la nostra vera patria, ci riporta alla realtà; una realtà consolante e confortante, perché ci toglie l’illusione di poterci creare da noi stessi un paradiso in terra, e ci ricorda che quell’Eden dal quale siamo stati cacciati possiamo ritrovarlo solo passando da Nostro Signore Gesù Cristo – che ha detto di Sé: Ego sum ostium (Gv 10, 9) – e da Maria Santissima, Quæ sola fuisti porta per quam Christus ad hunc mundum processit, che sola fosti la porta attraverso la quale Cristo entrò in questo mondo. Il Signore e la Sua augustissima Madre sono entrambi – e indissolubilmente, per decreto divino – la via di comunicazione tra terra e cielo, tra temporalità contingente ed eternità immutabile. La stessa Santa Chiesa, unico mezzo di salvezza per l’umanità, trova nella Vergine la figura della nuova Gerusalemme, città santa cinta di solide mura che discende dal cielo (Ap 21, 1). È in Lei che essa si identifica, terribilis ut castrorum acies ordinata (Ct 6, 10), tremenda come un esercito schierato in ordine di battaglia, quæ sola cunctas hæreses interemisti in universo mundo, che da sola hai sbaragliato tutte le eresie in tutto il mondo. E la Chiesa, che nella sua compagine terrena è militante, alla fine dei tempi perdurerà trionfante per l’eternità, quando il Giudizio universale chiuderà il tempo della prova e della misericordia.
Lo scontro apocalittico tra la Donna e il Drago (Ap 12, 1) è anticipato nel Protoevangelo, dove la Vergine Santissima è costituita nemica eterna del Serpente: Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno (Gen 3, 15). E non è un caso se Satana è chiamato princeps hujus mundi (Gv 12, 31): il mondo è infatti il luogo nel quale il Signore gli permette di tentarci per metterci alla prova, e il suo principato – che non è un regno – è temporaneo e destinato alla sconfitta, già definitivamente condannato. Questa sconfitta della creatura più ribelle, orgogliosa e impura, sarà tanto più dirompente quanto essa è inflitta dalla più obbediente, umile e pura delle creature: Colei che le sozzure del mondo, della carne e del diavolo non possono nemmeno sfiorare.
Nello scorrere del tempo e nelle vicende del genere umano si compie la Storia della Salvezza che ci proietta nell’eternità e che ci mostra l’irruzione del divino nell’umano, dell’eterno nel transeunte, culminata con l’Incarnazione della Seconda Persona della Santissima Trinità in Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, primogenito di ogni creatura (Col 1, 15), nuovo Adamo. Un’Incarnazione compiutasi mediante la cooperazione della più perfetta, della più pura delle creature, chiamata ad essere Madre di Dio, la santissima Θεοτόκος. Paradisi portæ per te nobis apertæ sunt, le porte del Paradiso ci sono aperte per te che oggi trionfi gloriosa insieme agli angeli, recita un’antifona dell’Ufficio odierno. Maria Santissima ha aperto per noi le porte del Paradiso, dandoci il Suo Figlio e portando noi a Lui. Tu Regis alti janua, et porta lucis fulgida (Inno O gloriosa Domina), tu porta del Re divino, splendente varco della Luce.
Quærite primum regnum Dei et justitiam ejus (Mt 6, 33), dice il Signore. Non è nelle cose di questa terra che il regno di Dio va cercato, perché tutto ciò che è temporale è effimero, destinato a corrompersi, a marcire, a dissolversi in polvere. Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore (Mt 6, 19-21).
Che il nostro cuore sia dunque rivolto al Cielo dov’è il nostro vero tesoro: la contemplazione beata della Santissima Trinità, insieme alla Vergine Maria e all’intera Corte celeste. È lì che Ella ci attende, perché è solo lì che si compie il nostro destino di eternità in Dio. E sarà questo contemptus mundi, questo distacco da questo mondo che ormai puzza di putrefazione – jam fœtet (Gv 11, 39) – a permetterci di essere durante la nostra vita terrena sale della terra e lievito che fa fermentare la massa, proprio perché esuli dalla patria celeste. Ed è in questo che consiste la realizzazione del Regno sociale di Nostro Signore: portare quante più anime possibile a ritrovare la via verso la casa del Padre, che aspetta il ritorno del figliol prodigo.
Invochiamo dunque l’intercessione dell’Assunta, perché ci faccia comprendere che ogni nostra battaglia terrena, ogni nostra azione in questa vita, ogni prova e ogni Grazia non può e non deve limitarsi ad una prospettiva temporale, ma deve proiettarsi verso quella patria che attende ciascuno di noi, dopo questo esilio.
Andrò a vederla un dì, in Cielo, patria mia: andrò a veder Maria, mia gioia e mio amor. Queste parole del canto popolare che intoniamo con fervore e commozione ci ricordano qual è la nostra vera patria. È con questa beata speranza, fondata sulla promessa del Salvatore e sulla potentissima mediazione della Vergine Maria, che possiamo affrontare ogni avversità presente in vista del premio che ci attende in Cielo. Perché è lì che dobbiamo tornare, sotto la guida della Stella maris.
Possa io averTi come guida
nel far ritorno alla patria celeste,
affinché il diavolo invidioso
non ci allontani con le sue astuzie dalla retta via.
E così sia.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
15 Agosto MMXXV a. D.ñi
In Assumptione B.M.V.
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1 commento su “Sola Secunda Numini, Seconda solo a Dio. Omelia per la Festa dell’Assunta. Mons. Viganò.”
E. R. Carlo Maria Viganò,
Possa Lei davvero avere come guida Maria SS, nel far ritorno alla patria celeste, affinché il diavolo invidioso
non l’allontani con le sue astuzie dalla retta via.
E così sia.
La Madonna ai Sacerdoti Suoi figli prediletti – 16 luglio 1973 – Festa della Madonna del Monte Carmelo.
🌹 IO SARÒ LA VOSTRA CONDOTTIERA
«Mi domandi perché abbia scelto te per diffondere il mio Movimento, mentre ti senti così inadeguato e incapace. Giustamente vedi la tua nullità e le tue debolezze e mi domandi: “Perché non prendi uno più adatto e capace di me? Come ti puoi fidarequando conosci bene tutte le mie passate infedeltà?”.
Figlio mio, ho scelto te perché sei lo strumento meno adatto; così nessuno dirà che è Opera tua.
◾Il Movimento Sacerdotale Mariano deve essere OPERA MIA.
Attraverso la tua debolezza Io manifesterò la mia forza; attraverso la tua nullità Io manifesterò la mia potenza.
◾ IO STESSA SARÒ LA CONDOTTIERA DI QUESTO ESERCITO….
… I Sacerdoti del Movimento li sto scegliendo e formando Io stessa secondo un disegno del mio Cuore Immacolato. Verranno da ogni parte: dal clero diocesano, dagli ordini religiosi e dai vari Istituti. Formeranno la “schiera” dei miei Sacerdoti che Io stessa nutrirò e formerò, preparandoli per le prossime BATTAGLIE del Regno di Dio.
◾Non vi sia un capo tra di voi: IO STESSA SARÒ LA VOSTRA CONDOTTIERA. VOI SIATE TUTTI FRATELLI: amandovi, comprendendovi, aiutandovi. La sola cosa che importa è che vi lasciate formare da Me.
_ Per questo è necessario che ciascuno si offra e si consacri al mio Cuore Immacolato, si affidi totalmente a Me come Gesù mi si è totalmente affidato: poi Io penserò a tutto.
◾Io vi formerò ad um grande amore al papa (ultimo BXVI) ed alla Chiesa a Lui unita.
Vi preparerò ad una eroica testimonianza al Vangelo che, per alcuni, sarà fino alla effusione del sangue.
E quando sarà il momento, allora il Movimento uscirà allo scoperto per combattere, a viso aperto, la schiera che il Demonio, mio avversario da sempre, sta formandosi tra i Sacerdoti.
Si avvicinano delle ore decisive. Per ora lasciatevi formare da Me;l asciatevi guidare da Me».
https://youtu.be/VyD1hI9wisM?si=wP4m5japIXcZyn8T
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