L’Avventurismo di Netanyahu, le Perplessità di Trump, la Bomba Smentita. Matteo Castagna.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla situazione geopolitica internazionale. Buona lettura e condivisione.

§§§

 

di Matteo Castagna

Attraverso un misto di audacia, spietatezza e fortuna, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rovesciato l’equilibrio di potere tra Israele e Iran, il suo avversario regionale più minaccioso, e ha rifatto il Medio Oriente in soli 20 mesi.

Ma la sua vittoria più importante non sembrerebbe essere riuscita a convincere completamente il presidente Donald J. Trump sulla necessità di attaccare Teheran, con le bombe di cui gli USA dispongono e che possono andare a distruggere gli stabilimenti di arricchimento dell’uranio, a 80/90 metri sottoterra, protetti da mura di cemento armato.

Eric Cortellessa, corrispondente del TIME, scrive:

“Il successo di Netanyahu nel portare Trump a bordo può essere ricondotto a una serie di decisioni strategiche”, secondo due funzionari israeliani coinvolti nei colloqui tra le due parti.

Il primo passo è arrivato il 4 febbraio, quando il premier israeliano ha visitato la Casa Bianca per la prima volta da quando Trump è tornato in carica.

Seduto intorno al lungo tavolo nella Sala del Gabinetto, Netanyahu ha ricordato a Trump che l’Iran aveva complottato per assassinarlo, secondo uno dei funzionari che hanno partecipato all’incontro.

Ha poi esaminato una dettagliata presentazione che delinea come, a suo avviso, l’Iran si stesse avvicinando al superamento della soglia nucleare: aumentando le sue scorte di uranio altamente arricchito e facendo progredire la sua tecnologia delle centrifughe.

“Guarda, Donald”, ha detto Netanyahu, “questo deve essere affrontato, perché stanno correndo in avanti”. Poi si è fermato, per un effetto drammatico e ha guardato Trump direttamente negli occhi. “Non si può avere un Iran nucleare, sotto la propria sorveglianza”.

Sembrava fare impressione. Ma Trump non era chiaramente pronto a benedire un attacco israeliano diretto all’Iran. Ha detto che voleva provare prima la diplomazia. Era stato eletto, dopo tutto, con la promessa di porre fine alle guerre, non di iniziarle. E aveva sfruttato il suo amico di lunga data, il magnate immobiliare Steve Witkoff, per mediare un accordo con Teheran. “Andiamo a fare i colloqui”, ha detto a Netanyahu, secondo il funzionario che era presente.

Con riluttanza, Netanyahu ha detto che avrebbe dato a Trump il tempo e lo spazio per vedere se un accordo era possibile.

“Ha dimostrato a Trump che non abbiamo nessuno con cui parlare”, dice il funzionario al TIME, che “era uno stratagemma da parte degli iraniani”.

Così dicono gli israeliani. “Ma Trump deve ancora spiegare completamente il suo brusco cambiamento di posizione, da determinato negoziatore a potenziale partecipante all’attacco a Teheran. La Casa Bianca non ha risposto alle ripetute richieste di commento”.

Invece, Il Presidente americano, ha fatto un po’ una marcia indietro, dichiarando non solo di voler attendere 15 giorni per decidere, ma, come riferisce La Repubblica di oggi ha “riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale: “deciderò se attaccare, ma di certo non manderò truppe a terra”.

“Solo poche settimane fa, Trump ha riconosciuto di aver messo in guardia Netanyahu contro l’azione militare, mentre la diplomazia continuava. Eppure, mentre i colloqui si svolgevano, Netanyahu stava preparando piani per un attacco su vasta scala alle capacità nucleari dell’Iran.

“Non tutti gli americani sono convinti – rileva il corrispondente della più importante rivista d’America. Le agenzie di intelligence statunitensi credevano, come ha detto al Congresso il direttore dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, che Teheran non avesse deciso di costruire una bomba. Ma, una volta chiusa la finestra dei 60 giorni concessi per le verifiche di Trump, gli israeliani hanno colto al volo le indecisioni del presidente”.

L’Iran era sul punto di essere in grado di avere un’arma nucleare nel giro di pochi mesi, hanno detto. Gli israeliani informarono gli americani che avrebbero colpito obiettivi iraniani al mattino presto. Nel giro di poche ore, l’Iran ha reagito, uccidendo tre civili nel centro di Israele.

Ma ben presto Israele riuscì a stabilire la supremazia sullo spazio aereo iraniano. “In due giorni, abbiamo eliminato un terzo del loro arsenale”, dice Mascha Michelson, un portavoce dell’IDF.

Alcuni degli alleati di Trump, tra cui Stephen Bannon e Tucker Carlson, temono che Israele trascinerà l’esercito americano nel conflitto. Infatti, entrambi hanno avuto degli scambi d’opinione piuttosto duri con Trump, che, a quanto riferiscono alcune fonti di stampa avrebbe addirittura rotto con entrambi.

A questo punto,Tulsi Gabbard ha specificato che non gli risulta che l’Iran sia realmente pronto all’atomica, ma che sarebbe ben lontano dai semplici usi civili. Sembrerebbe sul 60% dell’arricchimento d’uranio, quindi molto distante dalla bomba atomica.

Quando, il 17 giugno è stato chiesto a Trump della testimonianza di Gabbard, il Presidente ha risposto: “Non mi interessa quello che ha detto. Penso che fossero molto vicini”.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica smentisce quanto dichiarato da tutti i leader del blocco Occidentale: l’Iran non sta sviluppando nessuna arma nucleare. A dirlo è stato il direttore dell’AIEA Rafael Mariano Grossi, in occasione di un’intervista all’emittente statunitense CNN: «Ciò che abbiamo riportato è che non avevamo alcuna prova di uno sforzo sistematico per passare a un’arma nucleare».

La smentita arriva dopo giorni di bombardamenti israeliani sui siti nucleari iraniani giustificati sulla base di un rapporto dello stesso Grossi, distorto dalla maggior parte dei politici del mondo. Non c’è insomma nessuna “minaccia reale”, infatti, «bisogna metallizzare l’uranio, avere nutrienti, detonatori; bisogna avere materiali da inserire nella testata per farla esplodere. Per non parlare del fatto che dovresti testarla», ha specificato Grossi; tutte cose, come provato svariate volte, da diversi rapporti, che l’Iran non sta facendo.

I più, hanno paragonato questa situazione all’Iraq di Saddam Hussein, attaccato e ucciso con l’accusa di avere armi chimiche, mai trovate. La UE, inoltre, ha una posizione molto strana. Dal 2020 dice di sentirsi minacciata da Putin, che, qualora vincesse in Ucraina manderebbe i cavalli dei suoi cosacchi ad abbeverarsi nel Tevere. Ma la Federazione Russa non ha mai detto, né fatto presagire, e poi ha seccamente smentito di voler invadere l’Europa.

Allo stesso tempo si schiera, senza se e senza ma, con Israele perché avrebbe il diritto di difendersi, senza considerare che nei confronti dell’Iran l’aggressore è stato Netanyahu, non Khamenei. Su questo cortocircuito logico si fonda la volontà di Macron e Merz di far intervenire i rispettivi Paesi nel conflitto in Medio Oriente, mentre Giorgia Meloni si è smarcata, dicendo che l’Italia non invierà truppe né in Ucraina, né in Medio Oriente.

La Reuters ha riferito che l’Iran tiene colloqui diretti con gli Stati Uniti, mentre il conflitto con Israele si intensifica. Mentre Putin si è offerto come mediatore, Trump ha dichiarato, sempre a La Repubblica odierna che “è difficile chiedere a Netanyahu di fermarsi. La Ue? Non è di aiuto”.

“L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi hanno parlato telefonicamente diverse volte la scorsa settimana per cercare di trovare una soluzione diplomatica alla crisi” – hanno riferito tre diplomatici alla Reuters.

Araqchi ha chiarito che Teheran non tornerà ai colloqui finché Israele non interromperà gli attacchi iniziati il 13 giugno, secondo le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime.

Nel corso dei colloqui, le due parti hanno discusso brevemente di una proposta statunitense inoltrata all’Iran a fine maggio, che sarebbe stato creato un consorzio regionale per l’arricchimento dell’uranio al di fuori dell’Iran, un’iniziativa che Teheran ha finora respinto.

I colloqui hanno rappresentato i contatti diretti più significativi tra le parti dall’inizio del dialogo ad aprile.

Sempre la Reuters riferisce che un diplomatico regionale vicino a Teheran ha dichiarato che Araghchi ha detto a Witkoff che l’Iran “potrebbe essere flessibile sulla questione nucleare”, se Washington facesse pressione su Israele affinché interrompesse i combattimenti.

Intanto, questa situazione sta favorendo l’avvicinamento tra Russia e Cina. Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha detto alla stampa che il Presidente Putin e il Presidente Xi Jinping si sono sentiti telefonicamente. “Russia e Cina aderiscono ad approcci identici e condannano fermamente le azioni di Israele che violano la Carta delle Nazioni Unite”.

Nel corso della conversazione, i leader hanno discusso anche delle relazioni bilaterali tra Russia e Cina, che si terranno, in maniera approfondita, il 2 Settembre in Cina. Quanto sia poco conveniente per Trump procedere sul terreno ove l’ha portato Netanyahu sembrerebbe evidente, sia per l’opinione pubblica statunitense, sia per gli equilibri geopolitici, che stanno compattando il “blocco dell’est” e ridando fiato ai BRICS+.

Certamente, di tutto abbiamo bisogno, tranne che di una guerra nucleare su vasta scala, che farebbe male a tutti e non determinerebbe veri vincitori, facendo aumentare i morti, le devastazioni, le stragi.

Si fermino le bombe e prevalgano buon senso e diplomazia, perché la via dell’autodistruzione non è una soluzione. Alla faccia del green deal…

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

ATTENZIONE:

L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.

QUELLO GIUSTO E’:

IBAN: IT79N0200805319000400690898

***

1 commento su “L’Avventurismo di Netanyahu, le Perplessità di Trump, la Bomba Smentita. Matteo Castagna.”

  1. L’Iran ha complottato per uccidere Trump?
    Detto da Netanyahu?!
    Sembra più una minaccia…

    Comunque Iron Dome pare non funzionare proprio e dopo anni di propaganda un uomo ebbro di potere e di fantasmi sta esponendo i propri concittadini all’esperienza, in una minima parte, di quello che succede a Gaza divenuta il tiro a segno di uno spreco di armi che paiono non costare nulla chi le usa.

    Intanto, senza gli USA a supporto, Israele con l’Iran se la vedrà brutta. Trump non ha alcuna intenzione di essere coinvolto, anche se tutti i mezzi di ricatto interno agli USA, per delegittimarlo, sono stati messi in azione.

    Il percolo maggiore è la mossa disperata di chi giunge al capolinea, mollato da tutti, ma armato fino ai denti e con un ego spropositato.

    La storia giunge al capolinea: nel cristianesimo buonista si è smesso di parlare di giustizia, ma la giustizia è l’essenza della Verità. Per chi la rifiuta i nodi vengono al pettine.

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « L’Avventurismo di Netanyahu, le Perplessità di Trump, la Bomba Smentita. Matteo Castagna. » ti può interessare:

Torna in alto