Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul recente viaggio di Peter Thiel a Roma. Buona lettura e condivisione.
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di Matteo Castagna
In particolar modo dal 2020 al 2022, in pieno periodo Covid-19, assistiamo ad una deriva religiosa e culturale che potremmo definire quella dei “fanatici dell’Apocalisse”, cavalcata da guru o accademici spiantati nella cosiddetta “controinformazione”, per una narrativa a fini di lucro o tentativi di ribalta mediatica, più o meno riuscita sul piano economico, grazie alle piattaforme online, a conferenze e vendite librarie ma più sfortunata nella fama, perché essa sedimenta nel medio e lungo periodo, quando si ha sempre qualcosa di interessante da dire, ma si scioglie quando si lega a uno o due argomenti a tempo determinato.
L’ambiente protestante, soprattutto evangelico, è il protagonista principale. Poi c’è quello Ortodosso, che, essendo notoriamente superstizioso, dispone di frange di “santoni degli ultimi giorni”, simili ai telepredicatori statunitensi, con un loro seguito. C’è una componente agnostica e laica con i suoi boss di riferimento, assieme a qualche pensionato che ha fatto della fantascienza una ragione di vita per arrotondare.
Infine c’è una parte della galassia conservatrice e una parte di fedeli dell’ambiente cattolico tradizionalista che sembrano ossessionate dalla presunta, imminente, fine del mondo, intrisa di confusioni tra sedicenti rivelazioni private, apparizioni, locuzioni interiori ed altre amenità, che vedono continui “segnali” dal cielo, strali, cip o “timbri della Bestia”, “scie chimiche”, “sieri genici” (poco igienici per la salute mentale) abbinati a vere catastrofi e vera apostasia dilaganti, che le fanno dogmaticamente asserire che sarebbe arrivato l’Anticristo e, dunque, mancherebbe poco all’epilogo finale.
In questo contesto, più rumoroso che numeroso, ma accattivante, si nutre la pseudo-teologia dell’americano di origini tedesche Peter Thiel, ricchissimo comproprietario di PayPal e della piattaforma Palantir, colosso della sorveglianza globale e dell’analisi dei dati. Massimo Calvi, su L’Avvenire del 17/3/2026, ci informa che “quando nel 2003 nasce Palantir Technologies, l’ambizione di Thiel è chiara: costruire strumenti in grado di analizzare enormi quantità di dati e trasformarli in conoscenza operativa. Le sue piattaforme (Gotham, Foundry, Apollo) permettono a governi, agenzie di intelligence, eserciti e grandi aziende di individuare schemi nascosti, anticipare minacce, prendere decisioni in contesti complessi, dal controllo delle migrazioni alle strategie di guerra”.
Egli appartiene al gruppo MAGA, della destra statunitense. Ha tenuto a Roma delle conferenze private sull’Anticristo e l’Apocalisse, dal 15 al 18 marzo. Rigorosamente su invito a circa un centinaio di persone, le istruzioni sono state strettamente riservate, con espresso divieto di registrare, usare il telefono ed anche di prendere appunti. Avrebbe dovuto svolgersi presso l’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino, nota come Angelicum, ma il rettore Thomas Joseph White ha diffuso una nota stampa di smentita, un po’ piccata.
Gli eventi sono stati organizzati dall’associazione culturale “Vincenzo Gioberti” di Brescia e dalla sede romana della Catholic University of America, un ateneo privato con sede a Washington. L’associazione Gioberti ha confermato in un comunicato che “il cuore di tenebra della Silicon Valley” sarà da loro ospitato nel quadro di incontri fondati sulla “grande tradizione del pensiero classico e cristiano”.
“L’oggetto delle lezioni di Peter Thiel sarà l’Anticristo”- un tema “drammaticamente importante”, perché “nel nostro presente operano incessantemente delle forze, più o meno occulte, impegnate a distruggere ciò che resta dell’Occidente”. Secondo l’associazione le posizioni più controverse di Thiel, come quella secondo cui “democrazia e libertà non sono più compatibili”, possono apparire sconvolgenti ma portano con sé delle “verità”.
Thiel, a San Francisco nel 2025, aveva identificato l’Anticristo dei tempi moderni nei personaggi e nelle istituzioni che fingono di portare messaggi di pace e stabilità. Il diavolo di Thiel prende le forme della regolamentazione tecnologica, della governance globale, e della lotta al cambiamento climatico. Forme che fingerebbero di dare sicurezza, ma che in realtà, toglierebbero libertà ai cittadini. Ultraliberista, è contrario a qualsiasi regolamentazione della tecnologia perché possa dimostrare tutti i suoi presunti effetti benefici per l’umanità.
Il nome Palantir è preso dal “Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien. Sono le “Pietre Veggenti”, cioè sfere di cristallo nero, antichissime e indistruttibili, create dagli Elfi. Il loro nome, in lingua quenya, significa “coloro che sorvegliano da lontano”. E la loro funzione è proprio questa: osservare luoghi lontani, comunicare a distanza, accedere a visioni che attraversano lo spazio, e talvolta il tempo. Di qui l’amicizia ed il legame politico-finanziario con il più ricco degli USA Elon Musk, che, con Starlink, detiene, sostanzialmente, il monopolio satellitare in orbita.
I Palantir sono soprattutto dispositivi che amplificano il potere di chi li usa: la conquista di una visione più ampia espone al rischio di distorcere e manipolare, eccedendo nel controllo. Come nel Signore degli Anelli accade a Saruman, che viene manipolato da Sauron. Solo Aragon riesce ad avere la forza di interpretare e di agire, altrimenti sarebbe compromesso anch’egli dalle pietre.
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e dunque sui confini tra ciò che è legittimo vedere e ciò che dovrebbe restare nell’ombra o sconosciuto, si sta giocando una partita importantissima, che va oltre la sostituzione dei lavoratori. In questo senso, il nome Palantir è quasi un programma: esprime l’ambizione di “vedere lontano” e “vedere tutto”, ma lascia intravedere anche i rischi di tutto questo: nel mondo di Tolkien non è la pietra a decidere, ma lo sguardo che la attraversa, nel senso che è l’uso che l’uomo fa della tecnologia a fare la differenza. Misticismo, magia, esoterismo, elementi di teosofia non sono affatto estranei alla prassi di Thiel – come si apprende dal suo libro “Tecno Destra”, da poco tradotto in italiano.
Il Direttore di Famiglia Cristiana Stefano Stimamiglio verga un editoriale il 18/03/2026 in cui dice che le conferenze sono state “seguite da Messe con il rito antico, partecipate anche, sembra, da sacerdoti e seminaristi, attirati probabilmente dalla sua visione, singolare ma molto “orizzontale”, sulla figura dell’Anticristo. Circostanze queste che suggeriscono il tentativo di legare queste iniziative a un cattolicesimo identitario”. Stimamiglio, che non è mai stato indulgente coi tradizionalisti, aggiunge un po’ di pepe: “Una visione orizzontale, quella di Thiel, che ispira le attuali elités politiche di destra statunitensi, in primis Trump e Vance, e che attira come mosche al miele anche un certo cattolicesimo tradizionale, nostalgico dell’Ancién Regime”.
Va detto, però, che Famiglia Cristiana non fa nomi e, dunque lancia un sasso nello stagno della confusione. Come ho scritto nel mio ultimo libro “All’estrema destra del Padre” (ed. Solfanelli, 2025, pag. 158, eu. 12,00) non sono tra i sopraccitati nostalgici, soprattutto non sono, come la maggior parte dei cattolici fedeli alla Tradizione, tra coloro che confondono la religione con l’ideologia di oltre 200 anni fa, come Stimamiglio sembrerebbe stigmatizzare chi è, anche a causa di penne come la sua, meritoriamente cattolico, antimodernista, controrivoluzionario, ovvero tradizionalista. Perciò, meglio chiarire. L’Anticristo è predetto come un leader in carne ed ossa che non è ancora arrivato. Quasi tutti i teologi sono concordi nel ritenere che ci troviamo nel periodo della “grande apostasia”, che precede la sua venuta, ma non sappiamo quanto durerà, con buona pace degli apocalittici che non hanno letto l’Apocalisse.
L’Evangelista Giovanni scrive così nella sua prima lettera: «Figlioli, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’Anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti». «Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’Anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio» (1.Gv 2,18.22). Nel quarto capitolo, San Giovanni si spiega in modo ancor più cristallino: «Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’Anticristo» (1Gv 4,2-3).
In quanto “spirito” dell’Anticristo possiamo suggerire di rivedere ecumenismo e libertà religiosa come considerati a partire dal 1965 e porsi qualche interrogativo sullo “spirito” di Assisi di cui furono protagonisti assoluti Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger. Bergoglio andò in piena continuità con loro, ma meno vistosa, nonostante Pachamama, baciamani e bacia piedi di “chi nega il Padre e il Figlio”.
La definizione giovannea dell’Anticristo riguarda moltissimo il riconoscimento o il rifiuto dell’Incarnazione. Non riguarda la politica climatica. Non riguarda il welfare. Non riguarda la regolazione dell’intelligenza artificiale. Thiel usa la parola «Anticristo» in senso “girardiano-metaforico”: come categoria politico-culturale per designare chi frena il progresso, chi regola il potere, chi oppone limiti all’innovazione illimitata. È un uso suggestivo, sostanzialmente gnostico-esoterico, ma non è cattolico, né apostolico, né romano, quindi non è conforme a Tradizione, semmai ne è una manipolazione.
Come ho scritto, sempre in “All’Estrema destra del Padre”, nei confronti di altri autori, anche la sua diagnosi della crisi moderna è acuta e in larga parte condivisibile, come quella di Evola e Guénon. Ma il cattolicesimo non è un insieme di valori culturali conservatori selezionabili a seconda delle convenienze politiche, come vorrebbe qualcuno, a partire da certi nostalgici delle parrucche settecentesche.
La Rivelazione è una fede che ha un contenuto preciso, custodito da una Tradizione precisa, interpretato da un Magistero preciso e perenne. E quel contenuto fatto di Incarnazione, Espiazione, Redenzione, Resurrezione, con tutto il messaggio trinitario, cristologico, pneumologico, mariologico, ecclesiologico, soteriologico, escatologico, è esattamente ciò che la visione di Thiel esclude, sostituendoli con esoterismo e, un pizzico di magia.
L’Associazione “Vincenzo Gioberti” sogna la restaurazione dell’Antico Regime, è guidata da tre giovani che la rappresentano, senza essere particolarmente conosciuti nell’ambiente, forse anche per motivi anagrafici. Di sicuro, caro direttore Stimamiglio, non rappresentano i tradizionalisti cattolici italiani.
Il Cattolicesimo è una fede incarnata nel presente, proiettata verso l’eschaton, radicata nella certezza che la Storia è governata da Dio e che nessun monopolio finanziario, nessuna super plutocrazia algoritmica, nessuna sorveglianza di massa può sostituire la Provvidenza. Confondere la difesa dell’identità cattolica con la promozione di una pseudo-teologia che chiama «Anticristo» chi non si affida totalmente allo sviluppo della turbo-tecnologia sembrerebbe alquanto strano, instillando il sospetto, peraltro, di un palese conflitto di interessi tra ciò che il miliardario dell’i-tech dice e ciò che vende in tutto il mondo.
L’impianto di Thiel è costruito su categorie del mondo, quali potere, dominio, sorveglianza, accelerazione, monopolio e offerta a chi è del mondo, come surrogato della fede ed è, per questo, irricevibile sul piano dottrinale. Nulla toglie alla sua acclamata genialità imprenditoriale e non inficia le sue innate abilità nell’informatica e nella tecnologia, che, se poste al servizio del bene comune, possono essere più che utili. Ma lasci perdere ciò che è soprannaturale e non viene né da Dio né dal Suo Corpo Mistico.
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3 commenti su “Peter Thiel e la sua “Tecnodestra” a Roma. Anche Qualche Cattolico Tradizionalista? Matteo Castagna.”
Una doverosa precisazione: Ratzinger si rifiuto’ nel 1986 d’essere presente al festival delle religioni indetto da Giovanni Paolo II.
Che poi Thiel e’ pure un uranista,sposato e con figli ‘comprati’.
Davvero un cattolico tradizionalista!
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