Il Decreto Sicurezza Divide il Bene dal Male. Le Sinistre non Sopportano “Discriminazioni”…Matteo Castagna.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul Decreto Sicurezza. Buona lettura e diffusione.

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di Matteo Castagna

Il decreto legge Sicurezza, in vigore dal 12 aprile, reca “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”. Introduce 14 nuovi reati e varie aggravanti. La stretta del governo ha prodotto reazioni isteriche da parte del centrosinistra, che vedrebbe, in questo atto di difesa del popolo italiano, un pericolo per la democrazia e, addirittura, un “provvedimento nazista”.

Quanto alla lotta contro terrorismo e criminalità organizzata, Il decreto introduce nuove fattispecie di reato, come la detenzione di materiale con finalità di terrorismo, che viene punita con la reclusione da 2 a 6 anni, e la diffusione online di istruzioni per compiere atti violenti o sabotaggi (art. 270-quinquies.3 c.p.).

Sulle carceri e i centri migranti nasce il nuovo reato di “rivolta all’interno di un istituto penitenziario”, che punisce le condotte di promozione, organizzazione o direzione e partecipazione a una rivolta consumata all’interno di un istituto “da tre o più persone riunite, mediante atti di violenza o minaccia, tentativi di evasione o atti di resistenza anche passiva che impediscono il compimento degli atti d’ufficio o del servizio necessari alla gestione dell’ordine e della sicurezza”. Si prevede la reclusione da uno a cinque anni (carcere) o uno a quattro anni (Cpr) per chi partecipa con violenza, minaccia o resistenza all’autorità e fino a 18 anni di reclusione quando la rivolta provochi morte o lesioni gravi.

Uno degli argomenti che ha incredibilmente infiammato il dibattito politico e parlamentare riguarda le proteste di piazza e i blocchi ferroviari. Viene prevista una nuova circostanza aggravante per i delitti non colposi contro la vita e l’incolumità pubblica e individuale, contro la libertà personale e contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, qualora commessi all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane o all’interno dei convogli adibiti al trasporto passeggeri.

Si aggrava anche la pena per il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche. Si estende il cosiddetto “Daspo urbano” a coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti, per delitti contro la persona o contro il patrimonio commessi nelle aree interne e nelle pertinenze di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano. Si estende l’arresto in flagranza differita al reato di lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, commesso in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. L’art. 14 del decreto trasforma in reato (prima era solo un illecito amministrativo) l’impedimento alla libera circolazione su strada o ferrovia, come nel caso degli attivisti per il clima.

Sembrerebbero a tutti gli effetti delle norme di buon senso. Permane, ovviamente, il diritto di manifestare il dissenso in piazza, previo consueti accordi con la Questura, ma si richiede che non siano occasioni per devastare le città, spaccare le vetrine dei negozi, sradicare i cartelli stradali, bruciare i cassonetti o gettarli addosso a terzi o usarli come scudo, lanciare bombe carta o bombe molotov, girare con caschi e bastoni. In sostanza, si richiede che le manifestazioni siano ordinate e civili.

Eppure, c’è chi, sempre a sinistra, non ha mai speso una parola per condannare o stigmatizzare gli atti d’odio politico che hanno visto guerriglie urbane, condotte da esponenti dei “centri sociali” a Roma, Milano, Torino, Napoli e, anche, in centri urbani più piccoli, con la scusa farlocca di difendere la Palestina. Sono gli stessi che si stracciano le vesti davanti a famiglie coi passeggini, che manifestano pro-life, perché ancora si sappiano distinguere i diritti dai desideri, oppure ai militanti di destra, che sfilano in rigoroso silenzio, schierati in file ordinate per commemorare con un saluto i propri morti per la violenza criminale dei gruppi paramilitari anarco-comunisti degli anni di piombo.

Questa ipocrisia anti-italiana deve essere cancellata definitivamente dai pubblici dibattiti. Oltre a dare sponda ai gruppi eversivi, strumentalizzano in maniera ignobile chi muore a Gaza, sono altamente diseducativi nei confronti dei giovani, che in certi sinistri silenzi o nella netta opposizione a manifestazioni che siano rispettose del prossimo e della cosa pubblica, possono vedere un possibile effetto emulativo. Chi difende i teppisti rossi è complice delle loro violenze.

Chi semina il vento della sovversione, raccoglie la tempesta del caos. Socializza il crimine. Istiga alla violenza, anche indirettamente e, per questo Schlein, Salis, Bonelli, Fratoianni, Bonino e altri capi partito, con demagoghi alla Saviano al seguito, dovranno rispondere davanti alla giustizia, a seguito di una denuncia in preparazione da parte dei legali del Circolo cattolico Christus Rex-Traditio, che sarà depositata presso la Procura della Repubblica di Verona.

A seguito di fatti di cronaca incresciosi, nasce il reato di occupazione arbitraria di immobile e si prevede la possibilità per la polizia giudiziaria di disporre il rilascio immediato dell’immobile occupato, anche senza mandato del giudice, in caso di occupazioni illegittime. Così gli anziani ricoverati in ospedale che si ritrovano l’appartamento occupato al loro ritorno, potranno giustamente riprendere possesso della loro casa in 24 ore. Lo stesso vale per chiunque altro veda violata la proprietà privata. Non è difficile intravvedere nell’atteggiamento delle opposizioni di sinistra parlamentare e extra, la vecchia consueta posizione ideologica contraria al diritto di proprietà e favorevole all’esproprio proletario. Erano e restano marxisti e stalinisti, perché nessun “democratico”, nessun “liberale” ha mai imposto a questi signori di fare i conti con la storia!

Quanto all’ accattonaggio e alla truffa ci saranno pene più severe. Si rafforzano gli strumenti di repressione delle truffe agli anziani, con l’introduzione di una specifica ipotesi di truffa aggravata con pene da due a sei anni e multa da euro 700 a euro 3.000.

La maggioranza di centrodestra pone un legittimo stop alla cannabis light. Il decreto-legge vieta “la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati”. Di fatto tutte le infiorescenze di canapa sono diventate illegali, indipendentemente dal loro contenuto di THC. La cultura dello sballo che rincoglionisce fa parte della dottrina woke, è causa di gravi problemi personali e sociali, mette a repentaglio la vita propria e degli altri, come ben si può vedere nelle capitali del Nord Europa, ove la droga è legalizzata.

Il decreto sicurezza è un primo passo, migliorabile nel tempo, che cerca di riportare un minimo di disciplina nell’anarchismo intollerante che sta esplodendo in una quotidiana maggiorazione della cattiveria, dell’astio, dell’insoddisfazione e della frustrazione frutti marci del nichilismo materialista e consumista, che ha sostituito l’apparire con l’essere, confondendo il bene col male, eliminando la verità oggettiva, in favore di una falsa libertà, che è dipendenza dalla peggior forma di decadentismo, mai vista prima a questi livelli.

L’innominabile diceva che “la libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe”. Mentre il grande poeta Gabriele D’Annunzio scriveva che “gli uomini d’intelletto, educati al culto della Bellezza, conservano sempre, anche nelle peggiori depravazioni, una specie di ordine”. Poi noi cattolici crediamo nel motto latino: “Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia”. Mentre l’icona delle sinistre Piergiorgio Odifreddi esalta il disordine: “E’ l’Ordine a essere una momentanea mancanza del Disordine, in un mondo in cui quest’ultimo cresce in maniera misurabile e inesorabile attraverso l’entropia”. Sono due opposte visioni del mondo. Ma la nostra è figlia della luce, l’altra delle tenebre.

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2 commenti su “Il Decreto Sicurezza Divide il Bene dal Male. Le Sinistre non Sopportano “Discriminazioni”…Matteo Castagna.”

  1. Sono misure minime e già si stracciano le vesti i mentori del nichilismo. Con questi traditori bisogna essere più incisivi, non dando quartiere alle loro politiche dissolutorie. Hanno spaccato profondamente la società per distruggerla. Alfieri della dissoluzione il cui infernale lavorio è già a buon punto. O li si ferma ora decisamente e senza tentennamenti, o ineludibile sarà il caos.

I commenti sono chiusi.

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