Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul tradimento culturale, religioso e storico in atto nel nostro Paese. Buona lettura e diffusione.
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Come è triste la passeggiata giapponese che gira intorno al laghetto dell’Eur e che un tempo sorrideva negli allegri fiori bianchi che ricordavano a tutti il Paese del Sol levante.
Ora c’è soltanto degrado e abbandono. Tristi i miei passi in cerca almeno di un cigno che non compare.
Una bimbetta mi corre incontro: “Io ne ho visti tre di cigni!”, esclama, leggendomi dentro, più in là e indica l’orizzonte. Sorrido e osservo le tante tartarughine d’acqua i cui musetti boccheggiano sul pelo dell’acqua torbida, mentre due anatrelle cercano di uscir da un invaso verso il laghetto aperto.
Sì, triste l’intorno, ma allegro, allegrissimo è incontrare Valeria, una mi compagna di classe dell’Istituto Mater Dei. Trattenete il fiato e seguitemi con pazienza giù dabbasso e via, andiamo avanti.
Non ci vediamo da trent’anni, lei e io, ed eravamo compagne di banco, ma solo per un anno. Lei, che parlava maluccio l’inglese e con accento lucano, mi chiedeva lumi e aiuti. E io a volte mi spazientivo: “Ebbasta Valeria!” e le dicevo che alle sister occorreva rispondere sempre “yes sister”.
Ma avanti, bando ai ricordi. Valeria, che è credente da sempre, vicina al Signore, è anche insegnante e guai, nella sua scuola, a parlare di Dio, di religione cattolica, di cose di lassù.
Non si può, non si deve.
Sarebbe immediatamente richiamata dal preside e forse anche dai genitori dei suoi allievi che sono delle medie.
Ecco perché ho appreso con tanto d’occhi rotondi della lezione di islam nella scuola di Crema.
Un’ora intera, per bambini delle elementari, a sentir tesser le lodi dei musulmani.
Fa il paio con la gita trevigiana in una moschea, con tanto di bambini accosciati, in sottomissione al falso dio che viene dal mare.
Già, ma Valeria, nella democratica Italia, non può aprir bocca e guai a lei se ci prova…
Non basta. L’Europa della bellicista dal viso grinzoso foraggia ogni tipo di indottrinamento islamico nel nostro Paese.
Valeria però deve tacere, nascondere il suo Crocifisso, fingere di essere quel che non è.
Non è giusto, nossignore, dai, gridiamolo dai tetti: il Signore Gesù Cristo è l’unica Via, Verità e Vita e le “maestre” che insegnano religione (cattolica) nelle scuole dovrebbero saperlo!
E allora perché invitano a parlare quanti percorrono la strada sbagliata e conducono su sentieri pericolosi e sbagliati?
Vorrei una risposta, che non arriverà e mentre scende la sera, ringraziando il Signore per la giornata trascorsa, mi preparo per andare a dormire.
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2 commenti su “Lezione di Islam ai Bambini delle Elementari, ma Guai a Parlare di Gesù Cristo…Benedetta De Vito.”
Nella scuola italiana che pretende di essere laica occorre dare,come insegnanti,il nostro contributo al rispetto e alla conoscenza della nostra religione cattolica, minacciata da insegnanti di storia che negano che Cristo sia realmente vissuto e purtroppo anche da alcuni insegnanti di religione che agli studenti amano parlare solo del più del meno. Ritengo che come insegnanti credenti non si debba tacere su Gesù e il Vangelo.Nel mio ultimo anno di servizio,prima di andare in pensione, ho chiesto agli studenti di scegliere una parabola del Vangelo e di commentarla per iscritto, le materie di mia pertinenza ,italiano e storia mi consentivano di spaziare su vari argomenti. Ho trovato una classe attenta e disponibile. Corretti gli svolgimenti abbiamo discusso su” Il figliuol prodigo”, “Il buon samaritano” e altre parabole .Qualcuno ha voluto parlare dell’episodio di Lazzaro, così ho spiegato il significato del miracolo compiuto da Gesù. Nessuno dei genitori ha protestato . Penso quindi che in qualche modo, con tatto e sensibilità dobbiamo noi insegnanti ,se credenti, non catechizzare gli studenti, ma non nascondere la nostra fede
Cara Benedetta, il problema non è l’Islam e – ad essere onesti- nemmeno la buonanima di Francesco.
Il problema sono le parrocchie, la società italiana, l’ateismo di fatto di tantissimi battezzati.
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