Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul “caso Delpini”. Buona lettura e discussione.
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Lo so che questo mio intervento potrà urtare la suscettibilità di molti sul blog, ma io non mi sento di condannare la decisione dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini di cancellare la tradizionale processione del Corpus Domini per le vie centrali di Milano e concentrarla unicamente all’interno del Duomo.
O meglio, non la condivido ma la comprendo, perché ammetto di essermi sentito spesso a disagio partecipando a processioni che hanno percorso vie e piazze delle nostre città nell’indifferenza generale, fra persone che continuavano beatamente a mangiare sui tavoli dei ristoranti apparecchiati sui marciapiedi, tra ragazzotti che fuori ai bar, ai pub, alle pizzerie non soltanto non si facevano nemmeno il segno della croce, ma bestemmiavano per sfregio.
E ho assistito ai titolari di esercizi commerciali che non hanno neanche abbassato il volume della musica, nonostante questa coprisse le preghiere e i canti dei fedeli.
Per non parlare del concerto di clacson delle auto ferme, quasi ad urlare ai fedeli di darsi una mossa “perché non si può bloccare una via o una piazza per una processione” (ho sentito persone imprecare contro i vigili urbani per questo).
Certo, si dirà che non è giusto darla vinta ad una società sempre più de-sacralizzata, che vede nelle processioni il retaggio di una devozione antica e superata e che non accetta di veder limitate le proprie attività per motivazioni religiose.
Ma come ha giustamente evidenziato l’arcivescovo Delpini “il senso di camminare e pregare guidati dal Santissimo Sacramento portato tra le mani dall’Arcivescovo vuole manifestare, attraverso un gesto pubblico, qualcosa che è fondamentale per la nostra fede: adorare la presenza reale del Signore Gesù, il Crocifisso Risorto. Si tratta di un segno di amore, di affetto. Ma perché questo atto sia vero e sentito occorre che si diano le condizioni oggettive per vivere, nel profondo e nel raccoglimento, la preghiera, il canto, la meditazione. Purtroppo oggi, nella serata di un giorno feriale, come è il giovedì nel quale il Rito ambrosiano prevede la celebrazione del Corpus Domini, nella nostra città ciò non è possibile. Le problematiche della viabilità caratterizzata da un traffico automobilistico sempre intenso – specie nelle zone semicentrali ma anche periferiche di Milano – rendono impraticabile la processione così come dovrebbe essere. Mentre in centro l’overtourism rischia di farla apparire un’iniziativa folcloristica, perdendo quindi totalmente la natura e il senso del rito”.
Meglio dunque che la processione si svolga fra le mura del Duomo, fra i fedeli che accorreranno in cattedrale perché spinti dall’autentica volontà di assistere alla celebrazione e soprattutto “toccare” Cristo realmente presente con il suo corpo e il suo sangue.
Ripeto, la scelta è discutibile, perché chiudersi fra le mura come risposta all’indifferenza del mondo esterno porterebbe automaticamente ad imprigionare la devozione soltanto all’interno di spazi dedicati, limitandola soltanto a chi volontariamente sceglie di partecipare, quasi abdicando al compito di coinvolgere ed evangelizzare gli indifferenti; ma al tempo stesso trasportare il Corpus Domini per le vie di Milano fra la routine della quotidianità, il rumore di una città caotica e indisponibile a sacrificare la logica del profitto per privilegiare la sacralità del momento, fra lo shopping di cittadini completamente disinteressati e turisti intenti a scattare selfie alla processione come fosse un suggestivo evento folkloristico senza comprenderne il valore, è il modo giusto per celebrare Cristo Eucaristia?
Una nota dell’Arcidiocesi spiega: “Manteniamo la verità del gesto, con un tempo di adorazione silenziosa, ma insieme lo innoviamo con una benedizione che definirei itinerante. Infatti l’Arcivescovo si muoverà all’interno della Cattedrale per benedire con il Santissimo Sacramento, come per esempio avviene nella tradizione di Lourdes. Potremmo dire che, mentre nella processione tradizionale si segue il Santissimo, il 4 giugno sarà l’Eucaristia a raggiungere, quasi a ‘toccare’ i fedeli raccolti nelle navate della nostra Cattedrale”.
E allora le critiche a Delpini ci stanno ma senza esagerare, e soprattutto prendendo atto di come la scelta non sia così blasfema come la si vorrebbe dipingere, ma al contrario rivolta proprio a sottrarre il Corpus Domini dalla blasfemia dell’indifferenza.
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7 commenti su “Corpus Domini a Milano. Scelta che Dispiace, ma in Fondo Delpini non Ha Torto. Americo Mascarucci.”
Questa notizia, che è quella di una sciagurata resa al mondo, di un apostatico rifiuto della testimonianza visibile e pubblica, in sostanza di un vergognarsi della Fede, conferma la profonda crisi non solo della Diocesi Ambrosiana, ma della Chiesa tutta. E l’ennesima prova, solo apparentemente marginale, a favore del tragico “stato di necessità” che giustifica l’ “ubbidiente disubbidienza” della FSSPX.
Monsignor Viganó dove fará la processione?
Lei ha voglia di scherzare spero!
Se Gesù ai suoi tempi, fosse passato in terra di Palestina solo dove era benvoluto, sai che bell’esempio avrebbe dato! Quanti brani ci sono nel Vangelo di situazioni nelle quali è andato in cerca di chi era perduto ? E mica ha cercato il dialogo, specie con gli scribi e i farisei, cioè la chiesa di allora, ma gliele ha sempre cantate di santa ragione!
No guardi. Rispetto e devozione si, e questo lo devono esternare Sacerdoti e fedeli durante la Processione. Nascondimento proprio no !
Le motivazioni addotte sono tutte vere, d’altra parte in epoca di Scristianizzazione altro non ci si puo’ aspettare. Pero’, son certo, che gli Apostoli e coloro che, in tutti i tempi, ne hanno proseguito l’opera affidata da NS GESU’ CRISTO abbiano trovato problemi maggiori della semplice indifferenza. Eppure hanno continuato ad Evangelizzare. Perche’ di cio’ si tratta. Se la Chiesa vi rinunzia ripiegando in posti ristretti per AnnunciarLo, lo fa’ miscelando pavidita’, calcolo politico, mancanza di Fede . Le ultime due, espressioni del mondo, sono gia’ ben rappresentate all’interno della gerarchia. Meno male che c’e’ la promessa di Cristo altrimenti da tempo sarebbe stata travolta.
Delpino”sgombra le strade dal Cristianesimo
mentre gli islamici le invadono, alla lettera,
bloccando il traffico per la preghiera.
Tutto regolare?
…e io aggiungo: e i Vigili Urbani sono impediti a intervenire per “disposizioni dall’Alto”
Spero che qualcuno comprenda che i vescovi pro-lgbt della chiesa massonica al potere dal 2013 non rappresentano la Santa Chiesa di Gesù Cristo.
Visto che tra maggio e giugno, almeno una 70ina di vescovi italiani e altre migliaia d’Europa e del mondo, hanno dato l’ok alle veglie “sacrileghe” nelle loro diocesi in difesa del peccato impuro contro natura‼️
Oltre al “permesso” all’insegnamento gender nelle scuole e diocesi e allo scandalo dei gay-pride per le strade in tutte le diocesi d’Italia e del mondo, fin’anche di ROMA, sede della Cattedra di S Pietro‼️
Ma d’altronde, solo chi “non” ha coscienza, può ancora partecipare alle processioni in onore di un’EUCARISTIA INVALIDA (di un’ostia non consacrata) perché sacrilegalmente celebrata da un mons. Delpini o da tutti gli altri vescovi SCISMATICI, in comunione con l’attuale antipapa pro-LGBT Prevost e con la sua chiesa massonica‼️
🙏🔥🙏 Ma dove sono i veri cristiani che, in obbedienza ai Sacri Cann. 212-2-213 ammoniscono i legittimi Cardinali pre-2013, affinché pongano fine a Questa impostura religiosa, eleggendo il legittimo successore di Pietro Benedetto XVI, attraverso il quale Gesù possa tornare a governare VISIBILMENTE la Sua Chiesa e liberarla dalle mani dei nemici❓❓❓