Emergenze Paura e Controllo: la Nuova frontiera della Sanità Globale. Leonardo Guerra a Cinzia Notaro.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie di cuore, offre alla vostra attenzione questa intervista con il dott. Leonardo Guerra, biologo molecolare. Buona lettura e diffusione.

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Emergenze, paura e controllo: la nuova frontiera della sanità globale

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione radicale del rapporto tra medicina, tecnologia, politica e sicurezza globale.
Affrontiamo alcuni temi emergenti con l’autore del libro in uscita Palantir, le pietre veggenti di Trump, il dott. Leonardo Guerra biologo molecolare con oltre quarant’anni di esperienza nel settore
farmaceutico e sanitario. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nell’ambito della ricerca e dei rapporti istituzionali, collaborando a lungo con la Sanità Regionale, in particolare con la Regione Veneto,
contribuendo a importanti progetti innovativi in ambito sanitario. È esperto di processi sanitari, tecnologie farmaceutiche ed economia sanitaria. Imprenditore e consulente strategico, co-fondatore
della startup biotech RareSplice, spin-off dell’Università di Ferrara, impegnata nello sviluppo di terapie genetiche per malattie rare.

Oggi svolge attività di consulenza ed è autore di articoli e saggi.


Dott. Guerra dal 2020 in poi abbiamo visto un’accelerazione senza precedenti delle politiche sanitarie globali. Secondo lei cosa è realmente cambiato nel rapporto tra cittadini, medicina e
istituzioni?

Si è voluto introdurre un salto di fase nel sistema sociale dei paesi occidentali, in particolare nel blocco NATO. È stata introdotta una svolta autoritaria sanitaria, mascherata, apparentemente morbida, pianificata già da molto tempo. Il sistema sanitario prima di tutto era già stato aziendalizzato a partire dalla prima riforma del 1992.  Il rapporto medico – paziente, via via nel tempo, è diventato sempre più autoritario di tipo arcaico, ad una via. Il paziente cittadino è in una posizione asimmetrica, d’inferiorità, e deve soltanto ascoltare il medico. Esiste soltanto la dimensione fisica della malattia che va trattata con sintomatici. Il SSN è stato inoltre industrializzato con processi standardizzati, con centri decisionali e di controllo apicali, allontanandoli da chi opera dentro gli ospedali e sul territorio. I medici sono stati addestrati nei decenni e dalla formazione universitaria ad eseguire protocolli, senza pensare. Sono state introdotte procedure (protocolli) cui i medici dovevano attenersi rigorosamente, rinunciando al pensiero critico e all’arte della medicina.

Preparati, soprattutto, a prendere distanza emotiva dal paziente cittadino.

Il cambiamento organizzativo è stato guidato rigidamente, imbrigliando gli operatori con sistemi di incentivi e disincentivi di tipo economico, proprio come successo nelle aziende private. In questo modo,  le organizzazioni sono state preparate a seguire le direttive e ad adottare comportamenti automatici e gli individui a conformarsi.

Nel 2020 il SSN era quindi pronto a essere militarizzato e i sanitari ad eseguire procedure e protocolli senza discutere, come veri soldati. La medicina è stata la copertura perfetta, insospettabile, per eseguire tale piano. L’occasione è stata quella della cosiddetta pandemia Covid-19.

La politica e le istituzioni hanno garantito la copertura normativa per assicurare l’attuazione di questo “grande reset”. La fiducia della maggioranza dei cittadini, che hanno intuito che “c’è qualcosa che non va”, nei confronti della classe medica, del SSN e delle altre istituzioni, oggi è inevitabilmente ai minimi storici.

Le istituzioni non offrono più né riparo né protezione ai cittadini, ma li manipolano per condurli dove è previsto dal piano. La stazione d’arrivo di questo processo globale è una società post-umana.

Il nuovo Piano Pandemico 2025-2029 è stato approvato in tempi molto rapidi. Alcuni osservatori parlano di una crescente preparazione permanente all’emergenza sanitaria. È una lettura
corretta?

Il piano pandemico pubblicato dal Ministro Schillaci reintroduce vaccini, lockdown, mascherine e smart working in caso di emergenze, vere o false che siano. Esaspera la sorveglianza, il tracciamento, la preparazione e le misure, avvalendosi dello scambio di informazioni reso oggi possibile dalla digitalizzazione (PNRR) e dall’ adozione di una IA generativa di ultima generazione dotata di programmi utili (es. Tiberius e Gotham di Palantir Technologies). Prevede anche il coinvolgimento delle forze militari e dei reparti specializzati per la gestione della biosicurezza. Il supporto militare, il Comando operativo interforze, per la gestione del biocontenimento.  Particolare enfasi è posta sulla procedura logistica denominata NC 17, finalizzata all’identificazione e al monitoraggio coatto dei passeggeri negli scali aeroportuali, con la conseguente limitazione delle libertà di movimento e l’acquisizione di dati biometrici o sanitari dei viaggiatori.

Nel recente allarme Hantavirus, lanciato dall’ineffabile OMS, sono state attivate procedure militari per i 4 passeggeri transitati da Fiumicino, posti in quarantena. I cittadini italiani hanno il diritto di  essere informati per sapere cosa implica questo piano pandemico, ma la comunicazione istituzionale è elusiva, minimalista, non a caso.

Il documento parla di digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio epidemiologico con algoritmi di medicina predittiva, di utilizzo avanzato dei dati per la prevenzione e rafforzamento delle piattaforme di sorveglianza e sviluppo dei protocolli.

Si parla di autoisolamento, fiduciario, che poi però può diventare coatto appena uno dice “ci penso” e  si passa a far scattare, subito dopo, un lockdown generale. Basterebbe la dichiarazione di un’Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale (PHEIC) da parte dell’OMS. Magari sulla base di un test PCR, che non è mai stato diagnostico (vedasi Kery Mullis), né validato né affidabile, per far scattare la macchina dell’Accordo Pandemico, subentrando al governo nel controllo e nella conduzione delle operazioni da parte dell’ECDC. Lo si è visto in modo anticipato sotto traccia con la vaccinazione coatta dei bovini e negli allevamenti avicoli in tutta Europa (vedasi Francia).

L’IA consentirà la profilazione efficiente degli individui e dei loro collegamenti, che possono rappresentare potenzialmente un rischio di diffusione del contagio di un patogeno pandemico. Li identifica e li traccia nei loro spostamenti, li ingaggia, sviluppando e attuando misure sanitarie specifiche per gruppi omogenei o per il singolo individuo.

Si tratta di un metodo militare, chiaramente, denominato: “segmentation & targeting”. Questa evoluzione con il supporto della tecnologica apre, quindi, a scenari che, potenzialmente, possono diventare inquietanti. Una volta che i cittadini sono stati addestrati e abituati ad obbedire in automatico, per garantire sicurezza per un bene superiore, potrebbe non essere così difficile attuare di fatto  una società del controllo e della sorveglianza, sistemico e permanente, utilizzando crediti sociali.

Negli ultimi mesi si è tornato a parlare di Hantavirus. Può spiegare in termini scientifici cosa sia realmente e se esista un rischio concreto per l’uomo?

L’Hantavirus è un virus noto da decenni, endemico in molte zone del mondo, come in Sud America e nei paesi asiatici in particolare, dove ogni tanto ci sono dei focolai, sempre gestiti senza problemi. La maggioranza della popolazione è dotata di anticorpi contro questo agente infettivo. Si può essere contagiati se si entra in contatto diretto e se s’ ingeriscono feci e urine dei topi portatori del virus. Tuttavia, rimane molto poco contagioso come afferma il più grande esperto mondiale, il Prof Bertoglio. Solo i sintomatici possono contagiare tramite contatto molto stretto fra gli individui, in archi temporali peraltro limitati in cui la carica virale è particolarmente elevata. Il tempo di incubazione è di 3 – 6 settimane. A fine giugno sapremo se si chiude tutta l’emergenza, in modo definitivo (molto probabile) o se esiste eventualmente una terza generazione di potenziali contagiati, limitata ai partner e/o familiari stretti, in qualche Stato europeo.

La nave da crociera in cui è scoppiato il focolaio sembrava in realtà più una missione scientifica, sospetta, sotto copertura.

Una nave è un fatto singolare, per nulla predittivo di quanto può succedere in una società. Sospettare da subito dell’Hantavirus è stata una coincidenza fortuita, così come quella di disporre del test PCR sulla nave.

I sintomi sono molto simili a quelli di un’influenza: all’esordio, poi, si complica nel decorso e si manifesta una febbre emorragica, una polmonite e insufficienza renale.

Ci sono 11 sospettati di essere stati contagiati, con 3 morti che si dichiarano morti con Hantavirus, non è chiaro se per Hantavirus. Tutto questo per un test PCR positivo.

Ad oggi il rischio per il nostro Paese è remoto, per non dire pari a zero. Tutti e quattro i sospettati si sono rivelati negativi ai successivi approfondimenti scientifici.

La narrazione iper-enfatica, se non manipolativa, dei mass media è risultata simile a quella del periodo Covid, come succede spesso da allora.

 

Molti cittadini si chiedono se oggi la gestione sanitaria globale sia diventata anche una questione geopolitica e militare. Quanto conta ormai la sicurezza strategica nella sanità pubblica?

L’establisment medico negli ultimi decenni ha agito come un meccanismo, un processo organizzato per rafforzare le gerarchie di dominio sociale, favorendo un rapporto di tipo autoritario arcaico con la società.  Ha favorito lo sviluppo di una dipendenza dalle cure mediche croniche e scoraggiato l’autosufficienza, incluse anche le medicine naturali e tradizionali.

La maggior parte degli interventi, spesso, non ha una evidenza così solida a supporto. La stragrande maggioranza dei farmaci prescritti sono sintomatici. Il “vaccinismo” vogliono farlo diventare una regola e un’abitudine, a prescindere dalla condizione epidemiologica e dal reale bisogno clinico insoddisfatto. La legge Lorenzin ha aperto un varco al green pass e all’obbligo a prescindere. Tutto questo serve a mantenere gli strati sociali più bassi in una perenne condizione di” ossessione” dalla malattia e dalla paura di morire.

Uno stato di terrore e preoccupazione costante che genera inevitabilmente un “effetto nocebo” (stato mentale costantemente pessimista e negativo in cui si pensa costantemente al peggio, che può influenzare negativamente il proprio stato di salute), nel tempo nelle masse. Vere profezie autoavveratesi.

La biosicurezza è diventata, quindi, inevitabilmente una leva gestionale e di controllo delle popolazioni. Si pensi soltanto a come sono stati utilizzati e resi obbligatori, con ogni mezzo, i cosiddetti vaccini Covid. La sanità è stata inglobata diventando una parte, con un ruolo chiave, della sfera geopolitica da molto tempo. I conflitti ibridi non escludono alcun tipo di arma, convenzionale e non, e coinvolgono anche le proprie stesse popolazioni civili, ignare, trasformate in eserciti non convenzionali. Perché la salute? Perché è un aspetto dell’esistenza, capace di influenzare e manipolare mentalmente, senza grandi problemi, le masse. Il materialismo e il terrore di ammalarsi e/o di morire rappresenta il pabulum ideale per queste manovre. Paura di contrarre malattie infettive, respiratorie in particolare. Si pensi soltanto al terrore generato con il Sars CoV 2, che grazie all’enfasi e al martellamento continuo dei media e della politica è stato fatto percepire letale al livello del virus dell’Ebola. La letalità del Covid 19, invece, senza trattamenti era inferiore del 1% (Joannidis), come tutti i virus influenzali. Più contagioso ma con lo stesso livello di letalità. I trattamenti esistevano ed erano sicuri, efficaci ed economici, in grado di garantire il superamento della malattia anche alle fasce della popolazione più fragili, ma il governo ha scelto di negarli e vietarli introducendo la “vigile attesa e tachipirina”. Il vaccino era l’unica opzione.

La presunta sicurezza garantita dal governo è divenuta, quindi, un mezzo per richiedere e ottenere dai cittadini il pieno conformismo e una piena adesione passiva a regole governative ascientifiche, sempre più stringenti, in nome di un bene superiore non ben identificato.

Lo schema utilizzato è quello hegeliano: problema, reazione, soluzione.

La disperazione e la richiesta di una soluzione (vaccino salvifico) ha trasformato il carnefice nel salvatore, innescando una profonda sindrome di Stoccolma, ribaltando la realtà.

Le tecnologie a mRNA e le piattaforme geniche hanno aperto una nuova fase della medicina. Quali sono, secondo lei, le opportunità reali e quali invece i limiti ancora poco discussi?

 

Le biotecnologie mediche sono disponibili, così come le terapie geniche, in clinica da almeno 30 anni, seppur limitate a casi specifici e precisi profili di pazienti, in cui il rapporto rischio- beneficio è nettamente favorevole. È bastato cambiare nome (vaccini) e utilizzo (prevenzione) per farle sembrare qualcosa di nuovo, farle accettare e farle accedere ad un nuovo enorme mercato globale, quello delle persone sane.

Il direttore mondiale della Bayer lo ha ammesso pubblicamente nel 2022 (https://youtu.be/sMcqYA_TUEM?si=A7vW6z0_5fCTfDIk). 

L’introduzione di vaccini genici, a DNA con un vettore virale o a RNA messaggero veicolato da nanoparticelle lipidiche, che specificano per la sintesi di un antigene all’interno delle cellule dell’organismo, è avvenuta durante l’emergenza del Covid-19.

Autorizzati in emergenza, quindi sperimentali, cioè senza aver mai completato le prove vs gli standard di sicurezza ed efficacia del processo autorizzativo per i vaccini (comunque inadeguati per delle terapie geniche).

Sono stati venduti alle persone come “sicuri e efficaci”, ma l’esperienza di questi 5 anni ha dimostrato esattamente il contrario: non hanno interrotto la trasmissione del virus, né protetto i vaccinati, che si sono reinfettati e anche morti per Covid più dei non vaccinati.

Inoltre, gli eventi avversi e i danni permanenti da vaccino covid (ancora oggi incredibilmente negati dalle istituzioni mediche e dalla stessa politica ) sono considerevoli per numero e gravità. Solo un esempio che riguarda la salute riproduttiva: https://openvaers.com/covid-data/reproductive-health e sui bambini:  https://openvaers.com/covid-data/child-summaries.

Il Prof Francis Boyle, un illustre studioso di diritti umani e diritto internazionale, ha fornito frequentemente dichiarazioni giurate da esperto—come quella presentata in Florida nel 2023—affermando che i vaccini COVID-19 rientravano, dal punto di vista legale, nella definizione di “armi biologiche” e “armi di distruzione di massa”, secondo la stessa legge statunitense. Gli effetti sul sistema immunitario degli individui e della popolazione sono negativi (immunità negativa). L’indice terapeutico non è certo positivo. È stato un azzardo averli messi in commercio. Appare evidente la volontà politica ad estenderne l’uso sostituendo i vaccini tradizionali anche in veterinaria, cioè nel settore alimentare.

Non vedo alcuna opportunità medica per i cosiddetti vaccini genici, se non quella di essere ritirati dal commercio. Vedo, invece, opportunità nell’utilizzo delle terapie geniche nella cura di malattie genetiche rare e rarissime, orfane, in cui si  offrono opportunità uniche, come abbiamo dimostrato in RARESPLICE srl.


Potrebbe spiegare in cosa consiste la vostra tecnologia basata sull’RNA splicing, in cosa si differenzia da approcci come CRISPR o altre terapie geniche, se essa interviene sul DNA o solo
sull’RNA, quali malattie genetiche trattate e per quali motivi e se le vostre terapie sono attualmente in fase di sperimentazione?

Circa il 20% delle malattie rare e/o oncologiche originano da un difetto genetico che produce un’alterazione nel processo di maturazione dell’RNA messaggero (splicing). Il risultato porta alla sintesi di proteine non funzionali, che si accumulano e producono danni neuromuscolari o, anche, metabolici.

Abbiamo studiato con i nostri ricercatori, per ciascuna di queste patologie molto gravi, una piccola molecola di RNA che corregge l’errore di lettura nell’assemblaggio, permettendo di ripristinare la produzione corretta di proteine funzionali, con il recupero dei processi fisiologici normali e quindi il ritorno  di una condizione di salute fisiologica.

Questo risultato è stato ottenuto nei nostri laboratori su topi transgenici (con il gene umano).

 

In Veneto partiranno trattamenti a mRNA su polli e tacchini. Molti cittadini temono l’assenza di studi a lungo termine, poca trasparenza sull’etichettatura e il rischio che l’Italia diventi un paese
cavia. Quanto sono fondate queste preoccupazioni?

Corrisponde a verità, anche se i vaccini sono genici non a mRNA. La gente ha ragione a preoccuparsi della propria salute e soprattutto di quella dei loro bambini. L’ultimo baluardo della libertà è la salute del proprio corpo. Nel momento in cui il governo può obbligarti a iniettare qualunque cosa nel corpo, o a mangiare ciò che decide lui, a tua insaputa, vivi sotto una tirannia. Se il governo può dirti e costringerti a fare qualcosa contro la tua volontà, come iniettare una terapia genica sperimentale che non vuoi o iniettarla negli allevamenti, fonte di cibo, allora ci troviamo di fronte a una tirannia bio-sanitaria.

Nel caso di cui sopra il governo ha deciso, in modo assolutamente discutibile, di introdurre vaccini genici sperimentali, a vettore virale, analoghi a quello AstraZeneca per il Covid-19 nell’uomo ritirato dal commercio nel maggio del 2024 per i gravi eventi avversi.

Si tratta di prodotti autorizzati in circostanze eccezionali dall’EMA.

L’ Aviaria, tuttavia, è una malattia endemica nei volatili, conosciuta e gestita con misure sanitarie sicure, efficaci ed economiche da 100 anni, senza mettere a rischio il patrimonio zootecnico dell’allevatore, la sopravvivenza delle imprese dei piccoli e medi allevatori e la salute umana.

Nell’uomo questi prodotti genici sono contraddistinti da effetti di classe molto gravi, fra cui la produzione di proteine aberranti di cui non si sa nulla in termini di impatto sulla salute umana, e fra queste ci sono anche i famigerati prioni, quelli della “mucca pazza”.

È semplicemente assurdo, per chi ha a cuore la prospettiva dell’essere umano, se non inconcepibile, abbandonare un metodo sicuro, efficace ed economico, per testare sulla popolazione civile terapie geniche sperimentali di cui si sa poco o nulla, a prescindere. Si ripete lo schema Covid.

Esiste oggi una sufficiente trasparenza sui rapporti tra industria farmaceutica, governi e apparati militari nella ricerca biotech?

Ormai sono praticamente indistinguibili e, in realtà, si tratta di una distinzione apparente. Sono bracci operativi della politica estera e strumenti di geopolitica degli USA.

Si osservi con attenzione soltanto il percorso compiuto dal filantropo “Bill Gates”, che finanzia ricerche militari di guadagno di funzione per produrre patogeni (H5N1 ceppo dell’Aviaria attuale) pandemici non esistenti in natura e, allo stesso tempo, lo sviluppo di vaccini genici. Si tratta di una vecchia storia iniziata e messa a punto proprio in veterinaria, con il famoso scandalo del “traffico di virus”, riportato con nomi e cognomi da un nostro settimanale, per obbligare gli allevamenti di tutti i continenti a vaccinare il loro bestiame.

Sapete qual era il virus implicato? Quello dell’Aviaria.

Alcuni documenti ed esercitazioni internazionali, come lo scenario “SPARS Pandemic 2025-2028” della Johns Hopkins, hanno alimentato sospetti nell’opinione pubblica. Quanto è normale
che vengano simulate pandemie future?

Il problema delle pandemie o epidemie è legato allo sviluppo di patogeni sintetici nei centri di ricerca militare in cui si fanno ricerche di guadagno di funzione sui patogeni potenziandoli e facendoli diventare pandemici. Il Sars CoV 2 è uno di questi. Sono circa 300 i laboratori NATO, ufficiali, in attività, dislocati in tutto il mondo. Se dovesse essere applicata una moratoria mondiale sugli studi di guadagno di funzione, il problema delle epidemie e pandemie, ricorrenti, si ridurrebbe di almeno il 95%. L’OMS invece vuol farli aumentare, incrementando così il rischio biologico collegato di fuoriuscite di germi. Proprio nello scenario “SPARS Pandemic 2025-2028” si racconta di un’esercitazione di comunicazione per un vaccino che ha causato “accidentalmente” l’encefalopatia spongiforme, nota anche come malattia da prioni della “Mucca Pazza”, quella dei prioni. Coincidenze della vita……vero.

A fine Aprile 2026 l’OMS ha concluso l’esercitazione Polaris II, di due giorni, basata sulla diffusione a livello globale di un nuovo batterio fittizio. Simulare scenari ha senso per testare le organizzazioni in senso pratico rispetto alle procedure raccomandate, ma non per annunciare e preparare pandemie. Ad ottobre 2019 la simulazione “Event 201” (pandemia da coronavirus), organizzata da Bill Gates e l’OMS con i governi occidentali, si è svolta due mesi prima del primo focolaio Covid19.

Nel dibattito online si parla spesso di possibili effetti neurologici legati a nuove tecnologie  vaccinali, inclusi riferimenti ai prioni e alle encefalopatie spongiformi. Dal punto di vista
medico-scientifico, quanto sono fondate queste preoccupazioni?

Esiste una pubblicazione ottenuta da dati di farmacovigilanza “real world data” (dati di vita reale nel mondo, https://zenodo.org/records/17148118), indiscutibile, che ha messo a confronto dal 1990 fino al 2024 tutte le categorie di vaccini tradizionali e genici. Anche nel SNC questi ultimi si sono distinti per ben 63 segnali di sicurezza di speciale interesse (molto gravi) fra cui: encefalopatie , encefalici, proteine aberranti , amiloidi e malattie da prioni. Esattamente come anticipato dal Prof Luc Montagnier nel 2020. Come si può procedere con la vaccinazione sperimentale con questa classe di vaccini negli allevamenti? Con che coscienza si può portare avanti con dati nell’uomo, rilevanti in termine di rischio biologico, e affermare che non verranno prodotte anche nel corpo dei volatili, diventando, con i suoi derivati, veicolo di queste proteine nell’uomo, come successo con la mucca pazza? Quali sono le prove che ne escludono la produzione? Le uova, sono dappertutto e la carne bianca è la principale alimentazione dei nostri bambini già colpiti da un’incidenza dei dati di autismo impressionante (1:45, quando nel 1970 era 1:10.000). Qual è il razionale nel voler procedere a tutti i costi?


La pandemia ha mostrato quanto sia difficile distinguere tra informazione scientifica, comunicazione politica e propaganda. Secondo lei la fiducia nella scienza è stata rafforzata o
indebolita?

Nella popolazione moltissimi hanno capito che c’è più di qualcosa che non va nella gestione Covid e nelle vaccinazioni obbligatorie. L’imposizione del segreto militare sulla composizione dei prodotti non deponeva a loro favore. Le vaccinazioni Covid dal 2023 si sono ridotte al lumicino. Tentano di rilanciarle abbinandole a quella influenzale che, nonostante ne abbia risentito anch’essa, mantiene una fetta di persone fedeli con più di 65 anni perché indotte dal loro medico.

Solo il terrore di una nuova pandemia potrebbe, forse, far superare la fortissima esitazione vaccinale ormai molto diffusa, anche fra i medici e i sanitari.

Oppure l’insaturazione di una società della sorveglianza, di tipo orwelliano, basata sul ricatto continuo.

Oggi aziende tecnologiche e piattaforme di intelligenza artificiale hanno un’influenza crescente anche sulla salute pubblica. Stiamo entrando in una nuova forma di tecnocrazia?

Siamo immersi nella tecnocrazia e nella burocrazia ormai da decenni. Spesso si alleano, vedasi l’Ue, dove si concentra una tecno-burocrazia feroce contro i paesi membri e incline alla guerra perenne. L’IA generativa di ultima generazione potrebbe potenziare questa tendenza. Soprattutto quella di tipo duale introdotta da Palantir Technologies, di cui si stanno dotando tutti paesi europei. Questi strumenti sono stati progettati per tenere sotto stretto controllo le masse, preoccupandole, in cambio di una promessa di sicurezza e pace. Il trittico e la combinazione fra: IA avanzata-biosicurezza-accordo pandemico, lascia poco tranquilli. Potrebbe preludere ad una società del controllo e della sorveglianza, post-umana, con un uomo sintetico e superfluo come vorrebbe il Great Reset con i suoi ideologi, Swab e Harari. Il loro motto: “non avrai nulla e sarai felice”. Nel libro in uscita a breve: “Palantir, le pietre veggenti di Trump”, tratto tutti questi aspetti,  dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica e in particolare dell’impatto sull’essere umano, della speciazione attualmente in corso.


I farmaci biotech, l’mRNA e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la medicina. Esiste il rischio che salute e dati biologici diventino strumenti di controllo sociale?

Si tratta di una pratica già introdotta, sotto traccia, dalla politica dal 1992, con i governi Monti , Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi e quello attuale. Come spiegato sopra, dipenderà da come reagiranno i medici e i cittadini di fronte a questo scenario concreto. Il netto risveglio delle coscienze però fa ben sperare.

Società come Palantir Technologies operano sempre più nel settore sanitario, nella raccolta dati e nella sicurezza. Quali rischi e quali vantaggi vede in questa convergenza tra medicina, dati e
sorveglianza?

Palantir fa il suo esordio come “public company”, dopo essere stata incubata 16 anni dalla CIA e dalla DARPA, proprio con il programma Warp Speed lanciato da Trump nel 2020 per sviluppare i vaccini Covid 19. Una messa in scena. È evidente che erano già pronti da tempo. I primi test sono stati fatti nel 2016 sui militari quando nessuno conosceva il Covid che era ancora ignoto. I programmi di Palantir hanno gestito anche il rischio di contagio legato ai pazienti ricoverati in moltissimi ospedali USA ma anche Europei. Quindi, i programmi utili per la medicina ci sono già, sono già stati testati. Questi programmi sono in grado di assemblare e rendere coerente all’obiettivo affidato tutte le altre informazioni, rendendole integrate e parlanti (dati finanziari, economici, medici, comunicazioni, mobilità, social, più dati accessori, ecc.), storiche e attuali, proiettandole nel futuro, contenute nei vari silos dei diversi database governativi e privati , tracciando e aggiornando i profili  continuamente.


Secondo alcuni analisti, la Silicon Valley non produce più soltanto tecnologia, ma una vera visione politica del mondo. È d’accordo?

Nel libro in uscita analizzo il “manifesto politico” della Silicon Valley pubblicato con il libro di Alex Karp all’inizio dell’anno in corso. Esprime la visione suprematista della PayPal Mafia di questi tecno-oligarchi che vogliono assumere il potere grazie alla tecnologia e cambiare la società in un sistema totalitario morbido, guidato dall’ IA, con l’abolizione della democrazia. Nel libro indico anche le soluzioni per rimanere “umani e felici”, sottraendosi al golpe tecnologico.


L’intelligenza artificiale potrebbe migliorare la medicina oppure rischia di sostituire progressivamente il giudizio umano del medico?

L’IA ha migliorato molti settori della medicina, si pensi alla radiologia. Oggi i medici, con il supporto dell’IA, possono fare diagnosi migliori e più accurate, in meno tempo. Se a guidare sarà sempre l’essere umano, i rischi saranno contenuti. Se la classe medica arretra come è successo con i test PCR o rapidi per il Covid, facendosi sottrarre il processo diagnostico-terapeutico tout court, che invece è loro esclusiva prerogativa, il rischio che si ripeta il caos Covid esiste.


Nel libro “Palantir, le pietre veggenti di Trump” viene affrontato il rapporto tra tecnologia, potere e controllo sociale. Cosa l’ha portata a scriverlo?

Seguo l’evoluzione tecnologica in medicina, le terapie avanzate, i sistemi industriali globali e il loro rapporto con la politica e le trasformazioni antropologiche della società da 40 anni. Ho iniziato durante il mio ruolo di Senior Scientist in un primario centro di ricerca e sviluppo europeo, dove ho sviluppato un metodo che poi ho mantenuto negli altri settori dove ho operato. L’interesse non è mai sceso. Un metodo di lettura scientifico, sistemico e sintetico degli accadimenti.


Guardando ai prossimi dieci anni, quale scenario teme di più: nuove emergenze sanitarie globali oppure una progressiva perdita delle libertà individuali attraverso tecnologia e sorveglianza?

Le tre cose sono legate. Se noi interrompiamo il ciclo e smettiamo di farci impaurire dai media, agiamo direttamente e congiuntamente per proteggerci tutti insieme, evitando di farci isolare e sviluppando un nuovo paradigma e una nuova visione umana di una società alternativa, ne usciamo.

Sottraendoci dalla pressione e dalla bolla psicologica, allora il loro gioco s’interrompe. Non bisogna accettare: l’ID digitale e l’abolizione del contante e il denaro elettronico.

Bisogna sottrarsi e controllare l’uso dei social, ridurre l’esposizione alla TV e tornare a frequentarci di persona all’aperto, riempiendo le piazze con attività culturali che sollevano e sviluppano lo spirito umano,

ripristinando pratiche collettive d’intelligenza umana.


Ai cittadini che si sentono confusi tra scienza, politica, media e tecnologia, cosa consiglia ?

Condurre una vita con un contatto regolare con la natura e il più naturale possibile. Rallentare il ritmo frenetico che ci vogliono imporre nella vita per renderci deboli fisicamente e mentalmente manipolabili.

Ritagliarsi spazi privati in cui stare da soli, riflettere e recuperare energie fisiche e mentali. Soprattutto, guardarsi dentro e cercare lì le risposte, quando invece tutta la nostra esistenza è proiettata solo all’esterno.

Nutrire la propria mente e coltivare il proprio pensiero critico. Sviluppare un atteggiamento attivo. La scienza non è una religione, non è infallibile, anzi.

Non scambiare le proprie libertà per comodità che indeboliscono il nostro spirito. Evitare il conformismo. Adottare abitudini sane e sobrie, abbandonando volontariamente quelle negative.

Non farsi mai coinvolgere emotivamente. Esporsi alla TV e ai social lo stretto indispensabile. Adottare una efficace igiene mentale quotidiana. Frequentare persone autentiche, con valori e una visione umana, animate da principi sani, non competitivi, pacati e rispettosi.

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