I Legalisti Critici della FSSPX non Considerano l’Apostasia in Atto nella Chiesa. Massimo Viglione.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum curiae, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla crisi in atto fra il Vaticano e la Fraternità sacerdotale San pio X. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

La lex suprema e il legalismo dei furbi
Coloro che – professandosi cattolici fedeli e anche integrali (nella fede e nella dottrina) – condannano aprioristicamente il ricorso allo stato di necessità invocato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X come causa esplicativa e giustificativa per le prossime consacrazioni episcopali, semplicemente possono permettersi il lusso di blaterare di massimi sistemi filosofico-legalistici perché si permettono l’illegittimo lusso di non tenere in alcun conto la realtà oggettiva e fattuale della Chiesa non solo attualmente, ma negli ultimi sei decenni.
Anche quando denunciano due o tre casi di abusi come paravento per risolvere in poche parole la più grande – in qualità, quantità e tempo – tragedia della storia della Chiesa, essi di fatto parlano di diritto senza attinenza reale e onesta alla realtà dei fatti quale essa è. Riportare due o tre casi attuali come richiamo complessivo del male che attanaglia il clero odierno, può equivalere a dire che i gulag, i lager o i lao-gai cinesi erano sbagliati perché non tenevano il riscaldamento acceso.
Senza la comprensione – per quanto assolutamente pur generica – e la consapevolezza onesta dell’immensa gravità teologica, dogmatica, liturgica, spirituale, morale e pastorale dell’apostasia in corso nelle gerarchie ecclesiastiche a ogni livello (e quindi nella stragrande maggioranza del basso clero e dei fedeli) negli ultimi sei decenni, e con un crescendo esponenziale clamoroso e spasmodico negli ultimi tredici, ogni dotto ragionamento filosofico-giuridico (come ogni umorale polemica da giornale) evidenziano solo la reiterata e impenitente colpa dell’inganno ai danni del popolo fedele e della complicità remota ma pur fattiva nei riguardi del clero apostata, eretico (e spesso omoerotico – come si dice oggi) e blasfemo, oltre che ingannatore e venduto ai poteri anticristiani e antiumani che dominano la società in cui viviamo. Un clero che, in tal maniera, viene di fatto (anche se non nelle intenzioni, ma comunque nella pratica) protetto e legalmente difeso nella sua quotidiana inarrestabile apostasia da Cristo, dalla Verità del Vangelo e della legge naturale.
Ogni ragionamento che prescinda dalla realtà come essa si presenta effettivamente, è fallace.
E più ci si eleva per giustificare il male e combattere il bene che lo affronta, più si diviene complici di quel male dissolutivo che oggi rovina il corpo mistico di Cristo nei suoi uomini e nelle sue sempre più pericolanti strutture, oltre che dell’avvelenamento pluridecennale e sempre quotidiano dell’unica vera e sana dottrina di Gesù Cristo, del Vangelo e della oggettività stessa della legge naturale e divina.
Chi volesse veramente capire la posta in gioco per poter giudicare quanto accade con assoluta onestà morale e intellettuale, con la coscienza retta dinanzi a Dio, dovrebbe prima avere reale consapevolezza del male in questione. Ovvero, dovrebbe conoscere i fatti, di oggi ma anche di ieri e dell’altro ieri.
Dovrebbe sapere.
Senza questa reale, effettiva, e almeno sufficientemente informata, consapevolezza, senza questa precisa informazione, ogni giudizio è imprudente e spesso deviante e diviene complice del male stesso.
Il problema è che questa conoscenza, questo sapere, lo hanno in pochissimi nel mondo; questa consapevolezza è una dote rara, rarissima, anche perché presuppone il coraggio di accettare la verità fattuale per quella che è. Il coraggio di rinnegare se stessi e gli uomini in cui si è creduto per una vita intera. Il coraggio di venire a sapere ciò che proprio non si vuole che sia vero. E questa conoscenza quasi nessuno la possiede, questo coraggio quasi nessuno lo vuole avere.
E l’ignoranza della realtà diviene così la forza di coloro che mettono il legalismo al di sopra della Verità, l’obbedienza agli apostati ed eretici prima della Fede in Cristo, e avanti alla stessa “salus animarum”, che, per la Chiesa di sempre, è e rimane la “suprema lex”.
Una lex suprema che annienta ogni legalismo astratto, come la realtà fattuale annienta sempre ogni utopismo e ogni inganno complice.
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38 commenti su “I Legalisti Critici della FSSPX non Considerano l’Apostasia in Atto nella Chiesa. Massimo Viglione.”

  1. Questo scritto del prof. Viglione mi ha indotto a cercare di approfondire la sua affermazione di base (e cioè che si sarebbe in presenza di una apostasia nella Chiesa cattolica): E qui mi chiedo: “Ma se ciò fosse vero fino a che punto è giunta l´apostasia nelle gerarchie cattoliche? Si tratta solo di apostasia o si è andati molto oltre? E accertato che una apostasia (o quell´”oltre”) sia in corso, esiste una minima speranza che l´unitá della Chiesa venga ristabilita?”
    E per cercare di dare una risposta a queste domande prendo spunto da questo articolo:
    https://www.aldomariavalli.it/2026/05/22/che-lalgoritmo-sia-con-voi-la-prima-enciclica-di-leone-xiv-e-le-priorita-della-chiesa/
    in cui viene fatto un commento alla presentazione della enciclica papale sull´intelligenza artificiale (avvenuta ieri 25.5.26) ed in cui si legge: “Chiaro che il problema esiste (dell`IA; mia nota) e che una parola del papa in proposito potrà aiutare la comprensione del fenomeno Ma il vicario di Cristo, dopo tutto, non dovrebbe avere a cuore, specie in questo momento, altre questioncelle? Tipo quali? Beh, direi per esempio la crisi delle vocazioni, l’esaurimento della vita religiosa, il calo progressivo della partecipazione alla santa messa, la fine dell’idea che solo nella Chiesa cattolica vi sia la salvezza. E vogliamo parlare dei rapporti interni, fra cattolici?”
    Come si vede l´autore pensa che il problema della IA dovrebbe rientrare fra le preoccupazioni marginali di papa Leone XIV. Ma io qui cercherò di avanzare una ipotesi del perchè il problema dell”IA non è per niente marginale, anzi … è di fondamentale importanza per una persona come papa Prevost. Perché proprio l´analisi di questo punto mi (e ci) può aiutare a capire come in realtà nella chiesa visibile non ci sia fermati all´apostasia ma si sia realizzato qualcosa di qualitativamente peggiore (senza poter però indicare una misura con assolutezza) e che quella che vediamo attualmente non è più una istituzione che ha conservato quelle caratteristiche peculiari che le ha sempre consentito di andare incontro alle esigenze spirituali-salvifiche dell´umanità ma si è trasformata, soprattutto e diffusamente ai suoi vertici, in una istituzione volta quasi esclusivamente a soddisfare le esigenze spiritual-sataniche delle c.d. èlites.
    Ed infatti … il primo problema con l´IA é che essa è una entitá che mima l´uomo (proprio per questo ci viene sotto forma di umanoidi: per stemperare ogni paura umana nei suoi confronti) e che però non è stata creata dall´uomo per servire l´uomo ma è stata creata dalle èlites per scalzare l´uomo dal posto (e compito) che Dio gli ha dato nella Creazione e per soggiogarlo … basti pensare alla perdita del lavoro a causa dell´AI che ci è sempre più evidente e sempre più sta privando le famiglie del pane quotidiano che Dio ha assicurato che avrebbe dato ad ogni essere umano sulla Terra (non è Gesù-Dio che ci ha insegnato il Padre Nostro?). Insomma con l´IA che distrugge i posti di lavoro l´uomo viene costretto a cedere per necessità di sopravvivenza alle pretese del Diavolo (e che a noi si manifesta visibilmente non solo attraverso gli agenti della Silicon Valley ma anche attraverso i politici che sono stati piazzati al vertice di quasi ogni ‘Democrazia” in tutto il mondo e che, specialmente in Italia, dichiarano di essere cattolici).
    Per cui io sono dell´idea che un vero Papa non dovrebbe indicare come si dovrebbe impiegare l´IA a favore di “tutti tutti tutti” o anche di “disarmarla”, ma dovrebbe denunciare la sua natura intrinsecamente incompatibile alla esistenza umana: così come dovrebbe denunciare che si sta andando troppo avanti con il mettere in pratica i propositi del CVII, allo stesso stesso modo dovrebbe affermare che con l´IA l´umanità sta correndo verso il baratro e che è meglio che ci si fermi e la si bandisca totalmente (se poi nessuno lo fa, e questo c´è da aspettarselo, lui ha fatto quello che doveva fare). Ma non é così. Facendo una tale enciclica papa Leone XIV, secondo me, ha implicitamente legittimato l´IA. E se papa Leone XIV vede come negativo il fatto che qualcuno rimanga escluso dai benefici che l´IA può portare, allora di fatto, e secondo me subdolamente, sta promuovendo l´ID, il denaro digitale, ecc. per “tutti tutti tutti”. E chi si affida allo Spirito Santo per cercare di vedere nel futuro, sa bene che il punto di arrivo di tanto sforzo globalista è il chip nella mano destra o sulla fronte (il “segno della Bestia”, cioè).
    Ma un secondo e forse ancora più importante inquietante problema è che con la diffusione dell`IA, secondo me, si concretizzerebbe quel pericolo di cui Gesù-Dio ci aveva avvertiti duemila anni fa: “E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.” (Mt 24, 22): una volta che all´IA saranno state date le chiavi mondiali del potere (e forse già ce l´ha), chi la potrà mai fermare se impazzisce e ritiene che la radice di tutti i mali è proprio l´umanità? E si decide di eliminarla completamente? (1)
    Eppure io nel mio racconto “Il pianeta umanità” avevo già fatto ben presente la natura esclusivamente satanica di tale entità (infatti l´IA “Icaro” alla fine fa capire bene di essere figlio proprio del Diavolo).
    E dunque queste dinamiche e questo pericolo esistenziale per l´umanità papa Leone XIV non le sta vedendo? Impossibile non vederle (e questo perchè se le vedo io che non sono un esperto, allora non può non vederle un papa che si avvale di esperti ma che soprattutto dovrebbe essere illuminato dallo Spirito Santo).
    Ed allora, se papa Leone XIV è conscio di dove si sta andando, perchè ciò nonostante sta promuovendo implicitamente l´IA? Ingenuità o preciso calcolo?
    E per trovare una risposta ecco che io richiamo il “Concilio per il capitalismo inclusivo”, a cui il Vaticano, per il tramite di papa Francesco, ha aderito così dando la necessaria copertura morale e spirituale alle intenzioni antiumane dei globalisti (l´intelligenza artificiale di Google ci informa che questo organismo é nato per i seguenti obiettivi: “Sostenibilità e Umanesimo: Riconciliare il profitto con la giustizia sociale e la tutela ambientale, mettendo la persona al centro del sistema economico.
    Impegno Concreto: Riunisce i leader mondiali (i cosiddetti “Guardiani”) per implementare pratiche commerciali misurabili contro le disuguaglianze e il degrado climatico.”).
    E questo richiamo è secondo me giustificato perchè i globalisti, per realizzare in scala planetaria i Loro piani hanno bisogno di una IA che entri nella vita di ogni persona nella maniera più invasiva possibile (ecco cosa significa per loro “inclusività”). E per arrivare il più velocemente possibile ad ottenere questo risultato necessitano non solo della minore resistenza possibile da parte della gente, ma, idealmente, anche di una giustificazione morale che li renda agli occhi della gente come “i veramente buoni del pianeta” e non gli “aguzzini dell´umanità” quali veramente sono. Ed allora che c´è più di meglio di una enciclica emessa dall´istituzione che ancora gode di un intaccato prestigio a livello mondiale e in particolare dal suo rappresentante di vertice, che è attualmente papa Leone XIV, il quale mai si è ritirato da questo patto con i globalisti?
    E stando così le cose allora io non posso che desumere che questa enciclica non sia altro che un atto di fattiva cooperazione eseguito in forza del patto stretto con i globalisti – una specie di “cuenta conmigo” operativo dato ai globalisti.
    Ecco … a me pare che papa Leone XIV si sia messo come minimo al servizio dei globalisti che sono la causa prima di ogni ormai estrema iniquità su questo pianeta … realizzato per mezzo di un sistema economico imposto con la “Democrazia”, e attraverso cui viene convogliata abbondanza smisurata alle èlites al fine di creare miseria per le masse.
    Ed allora qui ecco che nella mia mente si avanza il cupo pensiero che con questa enciclica non si ha solo a che fare con un semplice collegamento fra la dottrina sociale della Chiesa e la dottrina tecnologica della Chiesa (come suggerisce l´articolo di cui al link), ma che questo ben può essere il primo atto della nuova “dottrina asociale della chiesa”. Così deve per forza essere, penso, se un´enciclica di fatto legittima un atto globale di forza che mira alla fine a costringere l´essere creato da Dio a propria immagine e somiglianza a prestare un atto di sottomissione al Diavolo per accedere alle risorse naturali che Dio gli aveva gratuitamente donato (senza ID ora e chip impiantato dopo non compri e non vendi niente e neanche esci solo per un momento dal tuo settore 15 minuti).
    Quindi sia papa Francesco che papa Leone XIV, secondo me, hanno compiuto dei concreti atti di sostegno morale verso questi costrutti di ideazione solo umana che Dio mai ha pensato di creare (ve lo immaginate? Un giorno, fatte appositamente scomparire tutte le bibbie antiche e attuali, quelle nuove create dall´AI ci informeranno così circa il perfezionamento della Creazione: “E il settimo giorno dio (cioé l`Anticristo che si è proclamato dio) creò l´IA… per elevare a perfezione, attraverso la sua infusione, l´imperfetta natura umana che il falso dio (per me Dio – m.n.) aveva creato il giorno precedente. E vide che era buonissimo”. E alla osservazione di chi, ormai ibrido, troverebbe giusto che l´”AI ed anche la sua rimanente esigua parte umana si riposi almeno un giorno alla settimana come si faceva regolarmente una volta, riceverebbe la risposta: “Così come il vostro nuovo dio lavora 24/7 per portare la Sua luce a tutta l´umanità … è anche giusto che l´IA mai si riposi”) e che un giorno (che io non vedo molto lontano) sicuramente distruggerà (basta far andare via la corrente e tutto si affloscia come un impasto troppo gonfiato dal lievito).
    Ecco perchè, secondo me, papa Leone XIV “perde tempo” dietro questa questione apparentemente marginale: perché la sua attuazione veloce e senza ostacoli faciliterebbe enormemente il raggiungimento degli obiettivi dei globalisti. E il compito specifico di papa Leone XIV, in questo ipotetico scenario, sarebbe proprio quella di sgombrare qualsiasi opposizione nel campo cristiano all´agenda dei globalisti.
    E fra gli strumenti adottati per ridurre al minimo questa resistenza che necessariamente deve sorgere ecco che, sempre secondo me, è stato introdotto il “legalismo” che tutti i lettori di Stilum Curiae stanno sperimentando fastidiosamente quasi ogni giorno (e che però io sarei contrario a bandire in quanto di fatto stimola il dibattito): non importa cosa faccia e cosa dica il papa di turno … il vero cattolico sta sempre con Pietro. E questo anche se il Pietro di turno stesse tradendo consciamente e ripetutamente Dio.
    E spiegate così le cose ecco che si spiega nella sua piena naturalità il perchè nella presentazione dell´enciclica è intervenuto un co-fondatore di Antrophic che è pure ateo.
    E il tutto per me lascia aperta solo una conclusione: non si tratta di un semplice caso ma di una precisa agenda.
    E qui riprendendo la domanda se ci sia fermati solo all´apostasia oppure si è andati oltre osservo che mentre con l´ecumenismo, il sinodalismo, l´approvazione della comunione ai divorziati, l´agenda LGTB+$, ecc. vengono abbandonati gli insegnamenti di Gesù e quindi è come se Gesù venisse abbandonato, e ciò equivarrebbe semplicemente ad un atto di apostasia, con questa enciclica con la quale di fatto papa Leone XIV chiede che i “benefici” dell´IA raggiungano “tutti, tutti, tutti”, non solo di fatto legittima la trasformazione di ogni pesona naturale in persona digitale che per campare deve dipendere esclusivamente dal nuovo sistema mai voluto da Dio (se non hai l´ID non hai più diritto a nutrirti dall´orto che i tuoi avi hanno posseduto per millenni e che ti verrà per questo sottratto) ma anche abbandona totalmente l´umanità nelle mani di persone che nella loro follia messianica (basti pensare al Manifesto della Palantir) hanno già dimostrato di non avere alcuna buona intenzione verso ciò che è minimamente umano (e Gesù ci ha avvertiti: “nessun umano si salverebbe”).
    Ecco … questo abbandono da parte di papa Leone XIV a voler tutelare ogni persona naturale dall´assalto mortale dell`AI contro la natura umana equivale per me al bacio della morte che Giuda diede a Gesù nell`orto del Getsemani: di fatto una condanna a morte (prevista duemila anni fa da Gesù) mascherata da “atto d´amore”. E con lui, secondo me, stanno baciando Gesù in questo modo tutti quelli che lo stanno aiutando consciamente in questo compito. Ecco quanto secondo me è andata avanti concettualmente l´”apostasia” nell´ambito della Chiesa cattolica: é sfociata nel tradimento di Dio (per quanto riguarda i numeri non lo so … perchè non sono in grado di dire se i “legalisti in buona fede” stiano orbitando più nel campo di influenza di Dio o quello del Diavolo).
    Quindi, secondo me, non si tratta solo di apostasia, ma di vera e propria ribellione contro Dio camuffata da appello alla edificazione della città di Dio per nascondere il reale dell´innalzamento della nuova torre di Babele (pensiero preso dalla prima riga di “Magnifica Humanitas”).
    Questa è la mia interpretazione del tutto.
    E qualcuno che ritiene che questo scenario sia plausibile, si chiederà: “Ma se questo dovesse corrispondere ai fatti, questa triste situazione fino a quando è destinata a durare?”
    E questo mi viene in mente: ammettiamo che a questi due personaggi, che mai mi hanno dato l´impressione di essere/essere stati dei veri Papi, succeda un Papa legittimo e timorato di Dio. In questo caso la Chiesa come la Tradizione anteriore al CVII l´ha sempre conosciuta, rivivrebbe? La risposta è “SÌ” (e questo perchè mai è morta: e questo semplicemente perchè con il tempo sempre piú umani hanno cessato, e questo é iniziato ad avvenire circa sessanta anni fa, di attingere agli insegnamenti di Gesù). E questo perchè i tradizionalisti obbedirebbero al nuovo Papa in forza del dovere di obbedienza che ritengono di dover dare prima di tutto alla Tradizione, ecc. e poi al Papa (con Gesù, e sotto Gesù …. ). Mentre i legalisti, da parte loro, in forza del dovere di obbedienza che ritengono di dover meccanicamente dare prima di tutto al Papa (con Pietro, ecc. …) farebbero lo stesso (dando di fatto di riflesso obbedienza anche a Gesù). Di fatto l´unità della Chiesa verrebbe di nuovo restaurata, lo scopo per cui è nata verrebbe recuperato e di nuovo le anime verrebbero salvate. E mai potrebbe succedere diversamente (e cioè che i tradizionalisti cedano alle istanze dei modernisti) (2). Ma a mio avviso perchè avvenga questo, Dio deve far succedere qualcosa di imprevedibilmente straordinario: e sono sicuro che avverrà (riportando, credo, l´umanità tecnologicamente indietro di almeno trecento anni).
    Ed ecco che qui un´altra volta io credo di poter affermare che la chiesa visibile e quella invisibile (di cui Gesù dice “che le porte degli Inferi non prevarranno mai”) siano in realtá due entità separate. E qualora la prima vada in deriva per una scelta apostata o satanica dei suoi appartenenti, ecco che altri uomini di buona volontà la possono riportare di nuovo sulla giusta rotta non certamente attingendo dai valori della chiesa che è in deriva spirituale (quindi non facendo riferimento ai valori del papa apostata o magari ipoteticamente satanista e di chi lo segue), ma attingendo dai valori della Chiesa trascendentale di Gesù (così come fece San Francesco a suo tempo … certamente non si ispirò a quello che stava facendo il Papa del momento ma sicuramente si mise in meditazione per ricevere istruzioni da Dio – valori che secondo me sono stati dati in custodia da Dio alla Madonna Corredentrice e che sono necessariamente rimasti gli stessi per duemila anni; e secondo me è lo stesso meccanismo citato da padre Galanti e che sta operando attualmente:”Basti pensare ai tanti giovani che si preparano al battesimo: un fenomeno in espansione, ma non frutto del processo sinodale.”). Quindi fra le due Chiese esiste un flusso di “informazioni” solo discendente dalla seconda alla prima e mai viceversa.
    E termino scrivendo quella che a prima vista potrebbe sembrare una provocazione: visto che da sessanta anni a questa parte tutto ciò che esce dal Vaticano non solo è “trendy” (cioè fa di tutto per piacere al mondo), ma, a causa dell´apostasia (o forse … “satanasia”?) che Essa stessa sta cercando di propagare nella società … infatti lei stessa crea il “trend”, (e quando questo non succede è perché secondo me la società non è ancora pronta a farsi “apostatare”), ecco che io proporrei, e questo perché a causa dell´enciclica “Magnifica Humanitas” ciò che era moderno il 24.5.26 improvvisamente è diventata preistoria il 25.5.26, che a tutti i futuri atti di papi come quello attuale si dovrà aggiungere una “e-” che servirà come attestato di conformità dell´atto emesso alle istanze dei globalisti (3). Così ognuno sarà avvertito.
    Questi sono i miei pensieri. Ad ognuno i propri.

    Nota: e notino i “legalisti” del momento: se l´ipotesi che ho ventilato si dimostrasse vera, e cioè che il papa sta attualmente assecondando (se non proprio sta lavorando per) i globalisti … globalisti il cui obiettivo è quello apocalittico di impiantare un chip sulla fronte o sulla mano destra a ad ogni essere umano (e cioè il “segno della Bestia”), allora non si tirino indietro quando verrà chiesto loro, e questo perché in fondo in fondo loro ne sono stati complici, di riceverne uno loro stessi: obbediscano in silenzio e non rompano più le scatole.

    (1) Per capire a cosa stiamo andando incontro e cosa l´enciclica di papa Leone sta implicitamente legittimando:
    https://www.thewisewolf.club/p/billionaires-are-naming-ai-data-centers-after-demons-but-why (in inglese);

    (2) E qui non posso fare a meno di notare che lo scontro esterno secolare fra la religione cristiana e le altre religioni che vedeva i cattolici assumere una posizione di intransigenza perché essi erano convinti di star seguendo la Veritá (così io), si é trasformata in uno scontro interno con le gerarchie apostate che hanno declassato la religione cattolica a religione equivalente alle altre e questo perché i tradizionalisti hanno insistito a non abbandonare la loro posizione riguardo alla la Veritá (così io). Come dargli torto?

    (3) Piccola storiella di fantasia.
    Un legalista che era stato sempre uno strenuo difensore del concilio vaticano II e che per questo era giunto alla conclusione di essersi meritato il Paradiso, passa a migliore vita e bussa alle porte del Paradiso con la certezza di entrarvi. Ma il guardiano alla porta, puntando il dito sulla sua fronte, gli fa queste due inaspettate domande: “Con chi sei stato? E sotto chi sei stato?” Al che il legalista, tutto sicuro di sè e facendo sfoggio del suo latino, risponde: “Cum e-Petrus et sub e-Petrus”.
    Al che San Pietro gli risponde: “E-Petrus? Non lo conosco”. E gli sbatte la porta in faccia.

    1. Cara una Opinione,
      le passo questa informazione che, presumo, le interesserà. In Svezia più di 4000 persone vivono già con il chip sotto la pelle. Serve ad aprire le porte, memorizzare dati, sostituire carte e dare informazioni bancarie. E’ un altro “Atto d’Amore”, (e di fede) come quello imposto nel suo Stato da Bergoglio e ai Tibetani citrulli da Tenzin Gyatso, alias: Dalai Lama. Tutto ciò mi fa ricordare il preveggente film “Blade Runner”.

      1. Credo di aver visto un filmato circa due o tre anni fa. Poi la questione non è venuta più alla mia attenzione. Non ho visto il film “Blade Runner”.
        Però il suo commento é un´occasione per fare una considerazione: ammettiamo che un proprietario voglia affittare la sua casa e nell´annucio così scriva: “Affitto a lunghissimo termine un appartamento con porta corazzata con serratura con codice numerico keyless pura , ecc. .. .”. Ed ecco che l´idiota di turno pensa: “Perfetto … un appartamento a prova di ladro … lo affitto”. Solo che … il proprietario rimane sempre in condizione di poter cambiare in qualsiasi momento il codice numerico master in quanto lui è l`amministratore, potendo così impedirti di entrare nel tuo appartamento regolarmente affittato. E questo sia perchè sei in ritardo con l´affitto, o perchè sei di un partito a lui antipatico, o perchè sei bianco oppure nero, o perchè … forse lui stesso è un ladro e ti ha offerto il suo appartamento in fitto per crearsi l´occasione per rubarti tutto. Per non parlare poi della corrente che può mancare.
        Ecco … chi mai prenderebbe in affitto una casa come questa se non un idiota? (salvo che sia qualcuno che vi abiterà transitoriamente e non avrà lì il centro principale della propria vita e quindi lascia tutte le cose di valore nella sua casa principale).
        E così è per il chip sotto pelle. Chi lo accetta è come se mettesse volontariamente sotto chiave per l´amore della comodità promessa dal gestore/proprietario del chip (e non forzatamente perché p.e. la UE ha fatto le leggi per mettere sotto chiave i tuoi conti correnti approfittando della fiducia che si aveva in lei) tutte le sue cose necessarie per la vita e consegnasse questa chiave al padrone del chip. Il quale sarà stato messo dal fesso tecnologico in condizione di fare il bello ed il cattivo tempo.

        E qua ho parlato solo di denaro e beni mobili. Ma se poi chi ti offre il chip ci aggiunge qualche funzione che ti da la scossa elettrica se non fai quello che vuole il proprietario (il quale, vorrei ricordare, può ben vendere tutto il business a Bill Gates). E se l´aggeggio può rilasciare dei veleni? E poi l´aggeggio emana onde elettromagnetiche 24 su 24. Pericolo di beccarsi un bel cancro? E poi … “oh … si … vediamo quell´individuo dove sta in questo momento … ah, ecco … sta con la signora Y … e ascoltiamo di cosa stanno conversando …”.
        Ma tutte queste preoccupazioni spariscono di fronte all´emozione che si prova quando ogni porta si apre davanti a te! Quasi che faccia un inchino al passaggio di un re. E questo all´ufficio anagrafe (mica bisogna andarci più), allo stadio, in discoteca, nel pub, nella banca, nel supermercato … ogni porta si apre …. e questo solo perchè hai il conto capiente. Per il momento.
        Ma quando una massa sufficientemente ampia ci sarà cascata (o ci sarà costretta – cosa che sta avvenendo) ecco che per aprire le porte non basterà un conto corrente coperto, ma verranno poste delle ulteriori condizioni che intaccano il tuo modo di vivere e pensare (quindi non sei tu che cambi ma loro che ti stringono il cappio al collo): “Tu sei un sovranista? Oh … peccato … conto inaccessibile”; “Tu non sei per l´immigrazione incotrollata? Beh … dovresti esserlo”. “A te non piace l´Unione Europea? Beh, se superi con successo il corso di riabilitazione di tre giorni te lo riapriamo” (e questo nella versione più soft).
        Fino a quando, così mi aspetto, qualche impresa che offre il chip sottopelle farà apparire questa pubblicità: “Con il nostro chip tutte le porte si apriranno tranne quelle del Paradiso”. E il solito idota considererà questa pubblicitá una goliardata di buon gusto e non la verità che gli viene sbattuta in faccia (così come, io penso, con la canzone di Raffaella Carrà) … e correrá a farsi impiantare il chip di ultimissima generazione (forse ormai unico standardizzato in tutto il mondo).
        E scoprirà che gli verranno fatte delle ulteriori domande impensabili fino a pochi anni prima: “Tu sei cristiano? Ma lo sai che il tuo Gesù non è il vero Dio?; “Tu sei musulmano? Ma lo sai che il vero dio ora sta a Gerusalemme?”; ecc. E si beccherà anche delle approvazioni: “Tu ti dichiari cristiano e con il tuo denaro stai promuovendo lo sterminio dei palestinesi? Conto aperto a vita!”
        Insomma … chi non abiura alla propria religione e non riconosce l´Anticristo come il proprio dio potrà ben morire di fame … non importa quanto era ricco (perchè nel frattempo i globalisti avranno realizzato il loro slogan rivolto agli idioti: “Non avrai nulla e sarai felice” che un non idiota così deve leggere: “Non avrai nulla e solo Noi saremo felici”).
        Concludo: solo un idiota può consegnare volontariamente le chiavi che danno accesso alla propria ricchezza in cambio della comodità promessa dai globalisti, che oggi gli viene offerta quasi senza condizioni (un conto capiente e niente di più) ma che un domani non molto lontano gli verrà concessa al prezzo più alto che una persona possa pagare su questa terra: la propria anima.

    2. Commento illeggibile per la lunghezza da un lato e per la grafica dall’altro: una colonna così stretta sullo smartphone da scoraggiare qualunque volonteroso. Peccato…
      Suggerisco sommessamente ad una opinione, la prossima volta, di pubblicare il suo commento come “commento” e non come “risposta ad un commento” (sotto al medesimo), in modo da avere a disposizione una colonna un po’ più larga.

      1. La ringrazio per avermi fatto presente questi problemi. E però così devo giustificarmi.
        Da un lato la lunghezza è dovuta a due cause. La prima è che, per giustificare la mia tesi, sono dovuto passare attraverso numerosi argomenti senza la qual cosa non sarei mai potuto arrivare alla mia conclusione (così come se si va dalla citta X a quella Y, una volta che si è scelto un determinato percorso tra i forse tanti possibili, si deve passare attraverso numerosi paesini, ognuno con la propria storia che va un poco raccontata). Se non lo avessi fatto la consequenzialità sarebbe stata compromessa.
        Il secondo motivo è che per ogni “paesino attraversato” devo immaginarmi a quale attacco da parte dei “legalisti” le mie affermazioni sarebbero vulnerabili. E per impedirlo, e questo al fine di risparmiare tempo ed energia che mi sarebbero utili per altre faccende, ecco che mi slancio già in anticipo ad immaginarmi quale possano essere le loro obiezioni e cerco di prevenirle già con lo scritto originale (infatti, a me così pare, che la loro funzione principale in questo blog non è tanto avanzare la sensatezza dei loro argomenti, ma di cercare di creare quanta più tensione possibile fra i blogger).
        Il problema della difficoltà di lettura attraverso lo smartphone non l´ho mai considerato. Ma non ci posso fare alcunchè.
        Cordiali saluti.

  2. 🔴 Sembra che nessuno si renda conto che il problema della mancanza di legittime nomine di vescovi non riguarda solo la FSSPX, ma tutta la Chiesa di Cristo che, dalla morte del Suo ultimo Vicario BXVI, ancora manca del suo legittimo successore, colui che, per la legge divina, ha il compito di confermare tali nomine.

    “Come ribadito da papa S. Pio X nel suo Catechismo della Dottrina Cristiana al n. 105:
    “La Chiesa di Cristo é costituita “solo” dai veri cristiani che obbediscono al papa da Lui stabilito”.
    (Vale a dire a papa BXVI che mai ha abdicato invalidando le elezioni dei due ANTIPAPI ERETICI STABILITI ILLEGITTIMAMENTE DALLA BEN NOTA MAFIA S. GALLO!)
    (Can. 332 §2 – 126- 412 e art. 76-77-37-33-9 UDG)
    Di conseguenza, se la FSSPX vuole veramente essere reintegrata nella Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo, deve prima accettare la validità del CVII e riconoscere il magistero infallibile di tutti i legittimi papi post conciliari”, come richiestoLe dall’ultimo “vero” papa Benedetto XVI nell’atto di remissione della scomunica del 2009 e poi ancora nel 2012:
    https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html
    Ma soprattutto primo dovere della FSSPX e di tutti i pastori della S R. Chiesa, è quello di USCIRE dalla falsa chiesa “massonica” prolgbt degli antipapi JMB e Prevost, che da 13 anni porta avanti l’evidente obiettivo di distruggere Cristo e la Sua Chiesa.
    Perché, per la Dottrina di Cristo, rei di SCISMA sono tutti quei pastori (e non solo la FSSPX) che si ostinano a rimanere nella falsa chiesa dell’antipapa Prevost a grave danno delle anime abbandonate e private della S. Eucaristia “valida” celebrata in comunione con il “legittimo” successore di Pietro BXVI, che a tre anni della sua morte ancora non è stato eletto!!!
    PERCHE’?

    “Vieni Santo Spirito, vieni per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Tua Sposa amatissima!”
    Vieni Spirito Santo, vieni ad illuminare la nostra mente ed infiammare il nostro povero cuore, in particolare quello di qualche Cardinale di Santa Romana Chiesa, affinché abbia il coraggio di uscire da Babilonia e assolvere il suo primo “dovere” di dichiarare ufficialmente:
    “VERE PAPA BXVI MORTUUS EST” !!!
    AMEN!

  3. Caro don Pietro Paolo, ma li chiami come preferisce…se Staglianò ( rappresentante dello Spirito ispirante ) fa teologia a partire da “Imagine”, li può chiamare, a scelta: “masticanti il ramo d’olivo”, “giacenti (in amorevole compagnia) su letti di lusso sprimacciati da preziosissime colf”, “pacifinti nudi”… e in tutti gli altri modi le possano passare p’a capa.
    E’ sufficiente che non li chiami “cattolici”.

  4. Alessandro Boselli

    Penso che il Catechismo di s. Pio X tagli la testa al toro.
    La risposta 129 su chi siano gli eretici recita così:
    Domanda: Chi sono gli scismatici?
    Risposta: Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi pastori e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede

  5. Simone Torreggiani

    Pure chi fa di un’erba un fascio per gettare il bambino con l’acqua sporca distorce la ‘realtà oggettiva e fattuale’.
    Questo articolo non è altro che un manifesto massimalista che deforma i fatti (esagerando e ‘assolutizzando’ i mali della Chiesa) per giustificare e fomentare uno ‘scisma purificatorio’: l’ultima deriva di un neo-catarismo pseudo-tradizionalista politicizzato in salsa sedevacantista.
    Il modus operandi risponde perfettamente al famigerato schema:

    problema -> reazione -> soluzione

    Nella fattispecie:
    – Problema (reale): frange moderniste infiltrano sempre di più la Chiesa e ostacolano l’azione dei servi di Cristo, fino a usurpare il Papato
    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome

    – Reazione: i falsi tradizionalisti puntano il dito e amplificano gli scandali per screditare la Chiesa tutta, compresi i fedeli ministri e i legittimi Papi, che invece sono le prime vittime del golpe modernista

    – (Falsa) soluzione: tradire la legittima successione petrina (v. link sopra), separarsi dalla Chiesa di Cristo edificata su Pietro e rifondarla secondo i propri personali desideri, interessi e aspettative — una ‘tradizione secondo il proprio cuore’, dunque, che a parole onora Cristo ma che nei fatti rinnega la sua Parola, rifiutando la guida del Vicario legittimo che Cristo ha messo a capo della sua Santa Chiesa

    Che altro aggiungere?
    Fermatevi, finché siete in tempo!
    Smettetela di attribuire, prestando così falsa testimonianza, al Sacro Concilio Vaticano II i mali della Chiesa di oggi.
    È vero che nel mondo, da qualche decennio, le forze del maligno sono in ascesa: a chi ha occhi per vedere ciò è evidente in ogni strato della società. Ma c’è una valida ragione per questo, che non c’entra nulla con il Concilio Vaticano II, che anzi è un faro di saggezza per attraversare sicuri queste torbide acque (mi riferisco a quello autentico, non alla sua deformazione modernista…); la valida ragione è che siamo giunti ‘all’inizio della fine dei tempi’:

    https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994

    Ciò è evidente anche dal moltiplicarsi di falsi profeti e sedicenti ‘salvatori’ (della carne e dello spirito) che offrono false soluzioni.
    Fidiamoci piuttosto di Papa Benedetto XVI: egli sapeva bene ciò che faceva e ha piantato lui stesso il seme per il riscatto e la prossima fioritura della Chiesa (v. primo link). Non manca molto, oramai: molti segni lo confermano.
    Quando il mare è in tempesta c’è chi cerca di tappare le falle della nave (la Chiesa) e c’è chi invece cerca di farla a pezzi per costruirsi una scialuppa di salvataggio, illudendosi così di sfuggire alla sorte avversa.
    Cristo però ci ha dato la sua Parola che la sua nave NON affonderà nelle tempeste della storia.
    Abbiate dunque fede e non abbandonate la Chiesa!
    Anche se sofferente.
    Anche se vilipesa.
    Anche se usurpata.
    Questo travaglio che la Chiesa sta attraversando è un eco della Passione di Cristo: da buoni cristiani accettate anche questa croce e non cercate altrove una falsa salvezza!

  6. Don Pietro Paolo, forse, lo dico sommessamente, non si è accorto che il magistero dal concilio Vaticano II in poi, è un magistero di stampo gnostico modernista, ragion per cui, il prof. Viglione ha ragione quando parla di apostasia.
    Una apostasia che lungo questi decenni, è fatta di piccoli passi, o a volte di grandi balzi in avanti, poi un piccolo riposizionamento qua e là, un passo in dietro, due in avanti, e così via… La rana, si sa, va bollita lentamente.
    Cartina di torna sole, è il teatrino messo in piedi con il clero tedesco: poliziotto buono (parolin) poliziotto cattivo (wilmer – che pare sia rientrato a più miti consigli)… Ma intanto la finestra di Overton è stata aperta, il tempo farà il resto.
    Avete smantellato la liturgia, la dottrina ora il modernismo prevede lo smantellamento della morale, ma ci vuole un po’ di tempo in più, pensavate che i tempi erano maturi, ma evidentemente il passo in dietro di Wilmer attesta che molti cattolici anche in Germania hanno storto il naso su certe proposte.
    La chiesa insegue il mondo, più che cattolica sembra una succursale della massoneria, d’altra parte da qualche tempo non vi sperticate per “dialogare” e “riconciliarvi” con i “cari fratelli massoni” come scrisse il card. Ravasi?
    P. S.
    Il modernismo è ancora eresia? Oppure state sdoganando pure questo, come state cercando di riabilitare i loro protagonisti?

    1. Don Pietro Paolo

      Caro Zara,

      rispondo punto per punto, senza slogan.

      1. Dire che tutto il Magistero dal Vaticano II in poi sarebbe “gnostico-modernista” non è una critica: è una condanna globale della Chiesa docente degli ultimi sessant’anni. E questo, cattolicamente, è gravissimo.
      2. Il modernismo resta eresia, certo. San Pio X lo definì “sintesi di tutte le eresie”. Ma proprio per questo bisogna sapere di cosa si parla. Il modernismo autentico nega il carattere oggettivo e immutabile della verità rivelata, riduce il dogma a esperienza soggettiva e trasforma la fede in sentimento religioso evolutivo.
      3. Ora, il Vaticano II non insegna affatto questo. Da nessuna parte il Concilio nega:

      * la divinità di Cristo,
      * la Risurrezione,
      * i sacramenti,
      * il sacerdozio ministeriale,
      * il primato petrino,
      * la natura sacrifica della Messa,
      * la verità oggettiva della Rivelazione.

      Anzi, li riafferma continuamente.

      4. Che poi nel Concilio esistano formulazioni pastorali ambigue, aperture discutibili o linguaggi nuovi che hanno favorito interpretazioni progressiste, è un altro discorso. Ma ambiguità non significa automaticamente eresia.
      5. Il vero problema è che molti scambiano gli abusi postconciliari con il Concilio stesso. Ma le devastazioni liturgiche, il sociologismo ecclesiale, il relativismo morale e certe derive tedesche non sono il testo del Vaticano II: sono spesso letture ideologiche fatte contro l’ermeneutica della continuità richiamata da Benedetto XVI.
      6. Dire che la Chiesa intera sarebbe caduta nell’apostasia ufficiale significa però arrivare a una conclusione incompatibile con la fede cattolica. Perché allora dovremmo credere che per sessant’anni Cristo abbia abbandonato visibilmente la sua Chiesa lasciandola insegnare sistematicamente errore alle nazioni.
      7. E qui emerge una contraddizione: molti continuano a citare papi, concili, santi e magistero… mentre contemporaneamente sostengono che la Chiesa visibile avrebbe tradito la fede da decenni. Ma allora quale sarebbe la vera autorità? Blog? Cenacoli? Interpretazioni private? Vescovi “graditi”? È esattamente la frammentazione che il cattolicesimo ha sempre rigettato.
      8. Sulla Germania e certe spinte dissolutive ha ragione a preoccuparsi. Ma proprio il fatto che esistano contrasti, richiami e resistenze dimostra che la Chiesa non coincide con quelle derive.
      9. Quanto alla massoneria: la condanna resta. Dialogare non significa equiparare. Altrimenti anche San Paolo, dialogando con i pagani all’Areopago, avrebbe “sdoganato” il paganesimo.
      10. Infine: attenzione a non trasformare la legittima denuncia della crisi in una lente totalizzante dove tutto diventa apostasia, ogni Papa un usurpatore e ogni atto ecclesiale una macchinazione modernista. Perché a quel punto il rischio non è più difendere la Tradizione, ma costruirsi una “chiesa parallela” fondata sul sospetto permanente.

      1. Caro don Pietro Paolo, vedo ora la Sua cortese risposta, e La ringrazio del tempo che mi ha dedicato.
        Porti pazienza se replico, (chissà se dopo così tanto tempo la leggerà).
        Mi trovo un po’ in imbarazzo, lo confesso, perché mi sembra di dover interpretare il ruolo di quello che rivela al bambino che babbo natale non esiste.
        Voglio seguire il suo schema, quindi parto dal
        punto 1
        Sarà gravissimo, ma è ciò che è spesso accaduto, con varie gradazioni e gravità, con passi avanti, e prudenti arresti, con cedimenti al clero conservatore/tradizionale per non allarmare troppo, e con passi avanti per assicurare quelli progressisti/modernisti che la rivoluzione progrediva nonostante tutto.
        Il concilio ha sfornato documenti, come Lei stesso ammette al punto 4 che sono, apro virgolette, “formulazioni pastorali ambigue, aperture discutibili o linguaggi nuovi che hanno favorito interpretazioni progressiste…”.
        Quindi c’è un problema di linguaggio che io sostengo sia stato volutamente scritto in modo ambiguo, proprio per favorire nel tempo l’apertura di quei “processi” tanto cari a Francesco.
        Oltre a passaggi discutibili, ambigui, rivoluzionari… nei documenti conciliari, vi sono anche cose buone, ma questo fa parte del gioco: non si può passare da Pio XII a Francesco, così di “brutto”, senza la mediazione del tempo e del magistero di “assestamento” dei vari pontefici succeduti a Giovanni XXIII. L’importante è aprire processi, aprire le finestre… di Overton, poi se entra il “fumo di satana”, basta denunciarlo a parole e fingersi scandalizzati, l’importante è procedere nella rivoluzione senza che la rana si accorga di essere in un pentolone per finire bollita.
        Tanto è vero questo che scrivo, che il neo-modernista Congar assicurava i suoi fratelli neo-modernisti che “Paolo VI parla a destra ma agisce a sinistra: e quello che conta sono i fatti…” come dire: “tranquilli ragazzi, gli scritti e i discorsi servono per imbonire il popolino cattolico, le azioni invece portano avanti la rivoluzione, e quella procede a gonfie vele”, assieme al culto dell’Uomo, che fece piangere di gioia molti massoni.
        Con la testimonianza di Congar le comunico quindi, che babbo natale non esiste, così come non esiste l’intento di agire per tramandare il depositum fidei da parte di montini, ma dai fatti si può affermare che il suo intento era quello del vecchio modernismo: Cambiare, passo dopo passo, Roma con Roma, cambiarla per distruggerla.
        Punto 2 – 3
        Attenzione che il modernismo è modernismo cioè gnosticismo. Come anche Lei riconosce è eresia! Ma non esiste un modernismo autentico e uno falso, o minore, o più accettabile. Non può cercare di fare dei distinguo dicendo “bisogna sapere di cosa si parla.” Il magistero del concilio come ho dimostrato solo citando il Congar è un work in progress, un cantiere aperto i cui muratori agiscono con ambiguità, falsità, furbizia, simulazione, disonestà intellettuale… Dal loro punto di vista forse erano in “buona” fede, forse erano convinti di fare il bene della chiesa, per cui facevano proprie le massime del mondo: “il fine giustifica i mezzi”, “in guerra e in amore tutto è lecito”… Qui non voglio giudicare le coscienze dei protagonisti sia chiaro, ma il giudizio storico dei fatti ormai è doveroso darlo, e non si può negare la verità storica del loro agire scaltro e truffaldino, che ha portato tutta questa crisi nella chiesa.
        Il modernismo, La cito: “nega il carattere oggettivo e immutabile della verità rivelata, riduce il dogma a esperienza soggettiva e trasforma la fede in sentimento religioso evolutivo.”
        Vediamo il magistero che non condanna quel clero che agisce da modernista, quindi approva. Condanna invece, i francescani dell’immacolata, (non mi interessa con quale scusa), condanna la san Pio X, condanna chi ancora osava e osa criticare il Vaticano II o chi voleva e vuole celebrare in Vetus Ordo, non condanna abusi, omelie eretiche, pagliacciate liturgiche ecc.
        È chiaro che nei documenti del concilio non si nega esplicitamente ciò che elenca nel punto 3, ma abbiamo detto che aprono processi, non impediscono interpretazioni ambigue, favoriscono le novità, interpretano il magistero passato come una cosa che si può e si deve aggiornare. Nel post concilio gli abusi di cui Lei parla non sono condannati, sono condannati invece quei sacerdoti che non si piegano al nuovo corso della chiesa. Dunque la chiesa istituzionale approva il modernista perché tace, e non approva il cattolico perché lo condanna. Questi sono fatti.
        La divinità di Cristo oggi è messa in dubbio da sacerdoti, teologi, suore… Senza che il papa intervenga con i suoi strumenti. Interviene però a condannare chi vuole essere ancora cattolico. Così come tutte le altre definizioni che cita al punto 3 le abbiamo sentite messe in dubbio da sacerdoti (famoso quel sacerdote che disse: al credo non ci credo), abbiamo sentito vescovi affermare posizioni più consone ad un massone che a un ministro di Dio, suore negare la verginità della Santa Madre di Dio… ma dal vaticano tutto bene. Chi tace acconsente. Mazzate, però, a chi vuole celebrare in Vetus Ordo mantenendo la dottrina di sempre. Da questo si capisce la posizione modernista eretica dei vertici. Innegabile! La chiesa docente, fino a ieri insegnava nei documenti posizioni ambigue, e nella pastorale posizioni eretiche. Oggi con francesco/Leone pure i documenti sono eretici. Come è possibile?
        Il punto 5
        È una pia illusione del caro BXVI. Non c’è continuità. Certo sia GPII che BXVI sebbene volevano il cambio di passo della chiesa, non per forza modernista, ma di certo in discontinuità con la tradizione, non volevano però il cambio della morale, come invece i modernisti (francesco) volevano, per questo erano così aspramente criticati e ostacolati nel loro magistero. Ce li ricordiamo tutti l’ostracismo che hanno subito dai loro sottoposti, vero? Con, ad esempio, un card. Martini & c. che accusava il loro magistero di essere indietro di 200 anni.
        Si continua con la favola del concilio buono e del post concilio cattivo. L’ermeneutica della continuità richiamata da Benedetto XVI, è oggi nei fatti smentita platealmente, e oserei dire finalmente! Basti citare l’intervista a mons paglia: https://www.settimananews.it/reportage-interviste/paglia-le-mie-riforme-con-francesco/
        Cito una risposta:
        In quel periodo, il sottoscritto ricopriva la carica di Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia, mentre il Sinodo era guidato dal cardinale Baldisseri. Vi furono diversi incontri con il Papa su questi temi in preparazione all’assemblea sinodale. Si avvicinava intanto anche l’anniversario dell’Humanae Vitae (1968) e Papa Francesco sentiva la necessità di adeguare la dottrina ai nuovi tempi. Mi chiese di preparare un testo che ne sottolineasse la profezia, mostrandone anche alcuni necessari aggiornamenti. Gli preparai un testo redatto con la collaborazione di un gruppo di teologi. Lo apprezzò molto, chiedendomi di continuare nella ricerca che confluì in successivi testi.
        Si parla di adeguare la dottrina ai tempi nuovi, si parla di aggiornamenti, parole talismano di tutto il movimento conciliare coniata da GXXIII. Adeguare ai tempi, aggiornare, termini che sono parole d’ordine del modernismo, e di fatti siamo giunti ad una chiesa che sul tema famiglia non è più conforme alla dottrina cattolica di sempre, e non è finita qui, aspettiamo ancora gli sviluppi sinodali. Se tutto questo non è modernismo allora non so come chiamarlo.
        Non si può assolvere il concilio per questi balzi in avanti, perché è con il concilio che si liquida la tradizione, che ci si apre al mondo, al nuovo, al concetto che la chiesa deve essere aperta e pronta ad aggiornarsi in base ai tempi, e alle necessità dei casi particolari che sta vivendo. E non si tratta (punto 10) di essere dei complottisti che vedono macchinazioni, e diffidano dei pontefici. Vediamo i semplici fatti chiamandoli per nome.
        Sono stato devoto a GPII e BXVI lungo la mia storia di cattolico, ma oggi approfondendo sempre più certi temi, non mi nascondo dietro la scusa della chiesa infallibile, dell’obbedienza cieca e fideista, sono costretto ad ammettere che hanno commesso errori, ciò non toglie che li ritengo veri papi. La storia della chiesa vede Papi santi e papi despoti, compresi tanti anti papi, riconosciuti tali anche a distanza di tempo dai fatti. Quindi, non mi faccio una chiesa parallela, ma nemmeno una chiesa immaginaria da babbo natale.
        Sforziamoci di vedere i fatti per quello che sono. È inutile negarlo, la frangia modernista della chiesa ha preso il potere nel 1958, e da lì la chiesa non è più la stessa. Le cito un sacerdote della mia parrocchia che durante un omelia disse, commentando fatti di cronaca ecclesiale: “Il concilio vaticano II non si tocca, è stato uno spartiacque e da lì non si torna indietro!” Dunque, paradossalmente ammetteva che c’è un prima e un dopo. La chiesa di prima non è quella del concilio, non venitemi a raccontarmi storie sono due chiese diverse.
        “Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata – la storia ‘ad usum delphini’ – e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa”
        Honorè de Balzac
        (Illusioni perdute)
        La storia del concilio vaticano II dovrebbe essere scritta nella verità dei fatti, non con l’intento di raccontarla al “delphini”, al popolino cattolico, con quelle patetiche agiografie da romanzetto. Per chi si informa, la storiella la si intuisce ed è vergognosa. D’altra parte cosa ci si poteva aspettare da una chiesa infiltrata da massoni, comunisti, eretici modernisti? La rivoluzione! Non per nulla il concilio è stato definito il 1789 della chiesa.
        Punto 6
        Il fedele non si stupisca, se sembra che Gesù Cristo abbia abbandonato la Sua Chiesa per tutto questo tempo. Non è che non c’è Gesù nella Sua barca, semplicemente sta riposando. Ci ha lasciati al nostro consiglio, e vedendo la pervicacia della disobbedienza ha detto: “Va bene, io vado a poppa a dormire, arrangiatevi. Se avete bisogno svegliatemi.”
        Il clero modernista, purtroppo, ha appena iniziato a giocare con la chiesa e si inventa una nuova dottrina dove il peccato non è peccato, il male è bene e il bene male. Vedremo come andrà a finire, se si stanca prima Dio o questo clero. Noi cattolici ci siamo già stancati da tempo di questo schifo, ma se Gesù sopporta, sopportiamo ancora un po’ pure noi, certo non chiedeteci di obbedire alla gerarchia eretica, noi obbediamo a Dio.
        Punto 7
        Non c’è contraddizione, la chiesa è fatta da uomini peccatori o santi che siano. Noi cerchiamo di seguire i santi, la santa tradizione, la dottrina che cerca di essere fedele ai comandi di Dio. Non seguiamo l’esempio del peccatore che si crede in comunione con N. S. Gesù Cristo anche se platealmente viola i suoi comandamenti. Non ci inchiniamo all’ecumenismo della pacha mama. Non chiamiamo bene ciò che è male per cui non lo benediciamo.
        Le diatribe in terra tedesca (Punto 8) mi ricordano i capricci della chiesa olandese con il loro catechismo, e paolo VI con i suoi indulti. Cose non ammesse nella chiesa pre conciliare, ma divenute effettive nella chiesa di paolo VI, con il suo teatrino: Si, no, non so, vedete voi… Mi consulto… Mah!
        La storia degli abusi eucaristici è emblematica. Un teatrino! L’eucaristia si può ricevere sulla mano? Risposta nella chiesa pre-conciliare è un No secco. Con paolo VI si concede l’indulto, ma lui poverino non voleva… E lo scrisse chiaro e tondo nella Memoriale Domini del ‘69, ma dove l’abuso è radicato concedo l’indulto… Ma per cortesia! Chi si vuole prendere in giro. Hanno mandato in avanguardia una chiesa poco osservante, facendo questo abuso, hanno quindi creato il problema, la questione arriva a Roma e paolo VI la sistema. Morale della favola oggi tutti ricevono l’eucaristia sulla mano. Solo i cani (intendo l’animale cane) la riceve sulla lingua come è accaduto recentemente https://www.youtube.com/shorts/0Q6Ye_NKARU
        Quando si insegna a non ricevere con devozione l’eucaristia ecco il risultato.
        Punto 9
        Con i cari fratelli massoni non si dialoga, non si dialoga con chi ha come scopo fondativo l’eliminazione della chiesa. Ma il guaio è che la chiesa è ormai allineata con le istanze massoniche, dov’è la differenza? Ormai pure nell’architettura delle nuove chiese esprimete le idee massoniche anziché la fede nel Santo Tetragramma incarnato.
        Vi intestardite a chiedere obbedienza ad un concilio pastorale quando insegnate a disattendere norme dei concili ecumenici dei primi secoli. Quelli sì che sarebbero vincolanti.
        Credo che Dio abbia permesso questo disastro nella Sua chiesa per lasciarla cadere e dalle rovine farla ripartire dalle fondamenta che Lui stesso, Pietra angolare, ha fondato.
        Ecco, sono tra quelli che non sostengono che la chiesa non avesse avuto bisogno di una revisione per ritornare ad una fedeltà dottrinale più ortodossa. C’era bisogno di un concilio, certo è che il vaticano II è stato una toppa peggiore del buchetto che doveva riparare. Accettiamo (mi verrebbe da dire con l’accetta) il concilio vaticano II con i suoi lati positivi e i suoi molti errori, ma per cortesia è giunto il momento di superarlo e giudicarlo nei suoi frutti marci. Chiudiamolo una volta per tutte e passiamo oltre, tornando alla santa tradizione di sempre, quella vera.

  7. Giambattista Savoldi

    Se il papa parlasse contro la coscienza presa nel vero significato della parola, commetterebbe un vero suicidio, si scaverebbe la fossa sotto i piedi” (J.H Newman, Lettera al duca di Norfolk)
    Il potere del papa non è assoluto nel senso liberale del termine, è vincolato alla Rivelazione ed alle sue due fonti, la Scrittura e la Tradizione.
    Un papa che con “Amoris laetitia” relativizza con una nota a piè di pagina tre Sacramenti, che con Fiducia Supplicans ritiene coppie di adulteri o di sodomiti degne di benedizione, che nel Documento di Abu Dhabi afferma che tutte le religioni derivano da “sapiente volontà di Dio” non realizza forse le condizioni descritte dal cardinale? Non sono atti di apostasia dalla Verità cristiana? Non distruggono la sua autorità agli occhi dei fedeli?
    Mi risponda, reverendo…

    1. la signora di tutti i popoli

      Caro Savoldi la prego: ai dubia per tradizione non si risponde!
      Non risponderá, non gli conviene! Ma se rispondesse si attaccherebbe a qualcosa per sviare, tipo ai termini: specificherebbe che la apostasia é un’altra cosa e l’eresia poi non la citerebbe perché lei caro Savoldi non l’ha menzionata… ecc. ecc.
      Spero che il reverendo, concentrandosi troppo nella risposta a queste domande mai passategli per la mente, finisca col chiedersi: ma un papa, un vero papa con tanto di Munus, puó fare questo??

  8. Parlare attualmente di Chiesa mater et magistra mi pare alquanto azzardato. Troppi i silenzi, la cui somma assordante pone serissimi interrogativi, fra presunte ” debolezze ” e convinte partecipazioni che non possono certo sfuggire all’ occhio attento. E a proposito di occhio, sia Matteo che Giovanni, citando Gesù, affermano che è meglio privarsi dell’ occhio scandaloso piuttosto che finire nelle geenna con ambedue .

  9. Caro e ottimo Prof. Viglione, non si curi del solito donpietropaolo che, personalmente, dopo la lettura delle prime quattro o cinque righe non riesco mai a reggere. Lei ha tutte le ragioni del mondo, ragioni che in fondo sono quelle di un buon cristiano che non si è lasciato traviare dai falsi insegnamenti dei falsi profeti e dei novelli giuda Iscariota. Perché, a dirla tutta, costoro proprio questo sono, traditori associati a delinquere, primo nei confronti di Nostro Signore, poi delle pecorelle a loro affidate. Le quali, nella stragrande maggioranza si fidano sempre e senza batter ciglio si adeguano a tutto e ritengono giusto anche il più inaccettabile e ridicolo aggiornamento, come ad esempio l’ inopportuna e penosa traduzione del Padre Nostro che, specialmente cantato in tono monocorde, fa letteralmente rabbrividire. Ma questo sarebbe ancora poco di fronte allo
    stravolgimento della santa dottrina e alle offese alla Madonna Santissima, i cui titoli, in barba al pornoprefetto, bisognerebbe invece accrescere di giorno in giorno.
    Noi dunque, con la corona in mano, attendiamo speranzosi il presto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

    1. Don Pietro Paolo

      Cara “Nonna”,

      vedo che nel suo fervore polemico distribuisce con grande facilità titoli piuttosto pesanti:
      “Giuda”,
      “falsi profeti”,
      “traditori associati a delinquere”.

      Immagino però che lei sappia bene che Nostro Signore riservava parole molto dure anche a chi giudicava temerariamente il fratello credendosi automaticamente dalla parte dei puri.

      Perché vede, qui nessuno sta difendendo errori dottrinali, abusi liturgici o ambiguità pastorali.
      Ma altra cosa è trasformare ogni sacerdote o fedele che resta in comunione con la Chiesa e col Papa in un traditore di Cristo.

      “Giuda”, mi permetta, è parola enorme.
      E usarla contro sacerdoti e cattolici soltanto perché non condividono le vostre letture apocalittiche della situazione ecclesiale rivela soprattutto il clima spirituale in cui certi ambienti stanno precipitando.

      Quanto poi ai “falsi profeti”, forse converrebbe domandarsi chi oggi alimenta continuamente sospetto, delegittimazione della Chiesa visibile, scenari da anti-chiesa, codici segreti, papi nascosti e piccoli “resti puri” contrapposti a Roma.

      Perché il rischio di trasformarsi in una setta convinta di essere l’unico gregge fedele mentre tutta la Chiesa sarebbe ormai corrotta è molto più reale di quanto immagini.

      Infine, tenga pure stretta la corona del Rosario.
      Faccia benissimo.

      Ma la Madonna Santissima non conduce mai i suoi figli contro la Chiesa cattolica, contro il Successore di Pietro e contro la comunione ecclesiale.

      Perché il Cuore Immacolato di Maria trionferà certamente.
      Ma non attraverso la demolizione della Chiesa visibile fondata da suo Figlio.

    2. Cara nonna, verrà, e verrà presto, credo, il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma, troppo grande è l’ offesa che il clero modernista Le sta recando ( Tucho e chi approva le sue bestemmie). Il Vaticano, Leone in testa, ha preso una gran brutta piega, povero Prevost, in cui si sperava tanto, a inizio pontificato, che caduta rovinosa, la sua, elogi sperticati a Bergoglio, ad Amoris Laetitia, alla bufala dei cambiamenti climatici di esclusiva origine sntropica ( la benedizione del blocco di ghiaccio), la catechesi sul nefasto, diabolico CV II, poi la conferma e l’ elogio di Tucho Fernandez e delle sue blasfemie (Mater Populi Fedeli). Non si salva nessuno, cara nonna, questa è la verità, una nuova sinagoca anticristica, come duemila anni fa…ma ne avranno per poco stavolta. LJC

      1. Caro amico Catholicus, grazie della sua vicinanza! La sento sempre solidale e ciò mi conforta. A sentire i rimbrotti di donpietrpaolo mi sembra di stare già nell’ anticamera dell’ inferno, ma mi spiace per lui che pontifica e pontifica e non si accorge delle grosse magagne che a noi invece addolorano tanto. Come se l’ esempio dell’appassionata apertura all’ omosessualità con tutti gli annessi e connessi, non fosse di per sé un grosso tradimento… e le offese alla Madonna Santissima divenuta indegna dei suoi splendidi titoli fossero quisquilie…
        Mahhh😰

        1. Cara Nonna,

          vede, il problema è che lei continua ad attribuirmi cose che non ho mai sostenuto.

          Io non ho mai approvato derive ideologiche, ambiguità pastorali o atteggiamenti compiacenti verso certe organizzazioni e lobby che usano la questione omosessuale per scardinare la morale cattolica.

          Mai.

          Altra cosa però è trasformare ogni persona omosessuale in un nemico metafisico o fare della rabbia permanente una forma di spiritualità.

          Quanto poi alla Madonna Santissima, sinceramente trovo singolare sentirmi accusare proprio su questo punto.

          Perché io la amo, la venero e la invoco quotidianamente forse molto più di tanti che oggi la trasformano continuamente in bandiera polemica contro la Chiesa.

          Non ho ravvisato alcuna “offesa” ai suoi titoli tale da giustificare certe narrazioni apocalittiche che ormai vedono tradimenti mariani ovunque.

          E mi creda:
          la Madonna non ha bisogno né dei nostri isterismi ecclesiali né dei bollettini catastrofisti da blog per continuare a essere Regina della Chiesa.

          Quanto all’“anticamera dell’inferno”, stia serena:
          non sono io a metterci le persone.

          Ma certo, quando uno passa le giornate a nutrirsi di sospetto, livore e disprezzo verso la Chiesa visibile, un po’ d’aria pesante finisce inevitabilmente per respirarla da sé.

          1. Io non le attribuisco proprio niente, Reverendo, né tanto meno “continuo” a farlo dato che non ho mai iniziato, ché se il problema della Chiesa fosse un tal don P.P., sarebbe inutile sprecare fiato e sofferenze. Forse non mi sono ben spiegata, o forse a lei, nella fretta di rispondere a tutti a spron battuto, sfugge il senso profondo di ciò che viene scritto. Ma basta ormai, lei rimanga pure nelle sue opinioni, ma quanto a sentenziare o ad entrare nel cuore delle persone, cerchi di darsi una regolata.
            Non ho altro da dirle. Anzi no, preghi molto per ottenere il dono della sintesi.

      1. Don Pietro Paolo

        “Però “, che cosa? . Mario, ma che motivo avrei di mettermi contro tanti, se non fossi convinto di quello che scrivo? Quello che scrivo è la fede cattolica che mi è stata insegnata fin da bambino, che ho studiato in seminario e ho approfondito alla Lateranense e che insegno da circa 40 anni come ministro della Chiesa. Mi dicano quello che vogliono, ma, al di là di tutto il marciume e zizzania che ci può essere nel campo di Dio, la Chiesa, io rimango fedele alle promesse di Gesù Cristo. I miei Interventi sono lunghi, non importa. Li leggano gli interessati: “Poiché le labbra del sacerdote custodiscono la scienza
        e dalla sua bocca si ricerca l’insegnamento,
        perché egli è messaggero del Signore degli eserciti.”
        — Malachia 2,7

  10. I legalisti, o legulei, sono i portaborse del maligno, oggigiorno, attuano quello che mons. Lefebvre definì “il colpo da maestro di Satana”, distruggere cioè la Chiesa dall’interno, per mezzo della sua stessa gerarchia, deviata, collusa, traditrice. Il distacco della Verità dall’ autorità, non più proclamata dai vertici, anzi fatta passare per il male, quest’ ultimo mascherato da bene, ha reso possibile questa crisi che da 70 anni ormai attanaglia la Chiesa di NSGC. Ovviamente chi è rimasto fedele alla Verità (FSSPX, mons. Viganò, ecc.) è fatto passare per cattivo, disubbidiente all’autorità costituita, che si dà per scontato che operi ad maiorem Dei gloria et salus animarum, mentre invece sfida l’Onnipotente Domineddio e instrada le anime verso l’inferno, confermandole nei loro peccati ( veglie contro l’omotransfobia, sic!) fino all’ impenitenza finale, biglietto d’ingresso per l’inferno

  11. Cristiana Cattolica

    Dott. Viglione, dispiace constatare come Lei e i sacerdoti della FSSPX, con queste ostinate accuse al magistero infallibile dei papi conciliari dimostrate di essere già SCISMATICI, perché, anziché obbedire ai legittimi Vicari di Cristo, ultimo BXVI, vi ostinate a riconoscere vostri capi i vicari di satana Bergoglio e Prevost, illegittimi USURPATORI della Cattedra di S Pietro.

    Ma come fate a non capire che, se la GRANDE IMPOSTURA RELIGIOSA comanda in Vaticano dal 13 anni, la colpa e di tutti quelli che, come voi, riconoscono papi “legittimi” gli IMPOSTORI ERETICI PRO-LGBTQ JMB e PREVOST?

    Scusate, ma ritengo davvero vergognosa l’ INGRATITUDINE della FSSPX nei confronti dell’ultimo vero papa BXVI che, con Summorum Pontificum e con la remissione della SCOMUNICA le era venuto incontro, a patto che accettasse di rientrare in piena Comunione con l’unica Chiesa di Cristo, riconoscendo il magistero infallibile di tutti i legittimi papi concilari da Lui stabiliti. (Dottr. Crist. n. 105) Cosa che ancora non ha fatto.
    Purtroppo, solo chi è schiavo dell’orgoglio e dell’inganno di satana non è in grado di capire che OBBEDIRE ALL’ULTIMO VICARIO DI CRISTO BENEDETTO XVI È OBBEDIRE A CRISTO.

    Ma come fa la FSSPX a non capire che il Signore la sta chiamando a dare per prima l’esempio di uscire dalla falsa chiesa massonica omoeretica di JMB-PREVOST e rientrare nella vera Chiesa di Cristo riconoscendo ed obbedendo al Suo ultimo Vicario BXVI che mai ha abdicato, invalidando le elezioni di Bergoglio e del suo successore Prevost? ⬇️

    ◾Benedetto XIV:
    … “Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
    _la Fraternità NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
    […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
    http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

    ◾Papa BXVI:
    “Le confermo effettivamente che PER ESSERE VERAMENTE REINTEGRATI NELLA CHIESA occorre veramente ACCETTARE il CONCILIO VATICANO II e il MAGISTERO POST-CONCILIARE ”».

    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

    Anche papa S. GPII si è espresso più volte a favore del CVII https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921222_curia-romana.html

  12. Alessandro Boselli

    Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.129)
    Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini

    Domanda: Chi sono gli scismatici?
    Risposta: Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi pastori e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede

  13. Don Pietro Paolo

    Caro professor Viglione,

    lei parla continuamente di “apostasia” delle gerarchie ecclesiastiche come se stesse descrivendo un dato evidente e universalmente accertato.

    Ma forse dovrebbe fermarsi un momento proprio sul significato delle parole che usa.

    Perché “apostasia” non significa confusione pastorale, cedimenti culturali, crisi morale del clero, ambiguità teologiche o persino gravi abusi ecclesiastici.

    Apostasia significa abbandono della fede cristiana.

    Ora, mi permetta:
    dire che la Chiesa cattolica nel suo insieme — papi, concili, vescovi, clero e fedeli — sarebbe sprofondata da sessant’anni in una sostanziale apostasia significa attribuire alla Chiesa stessa una dissoluzione incompatibile con le promesse di Cristo.

    Ed è piuttosto singolare sentirlo sostenere da chi continua formalmente a professarsi cattolico.

    Perché se davvero la gerarchia universale fosse “apostata”, “eretica”, “venduta ai poteri anticristiani”, allora la questione non sarebbe più canonica o disciplinare:
    sarebbe semplicemente la fine visibile della Chiesa.

    E invece la Chiesa continua a celebrare i sacramenti, annunciare il Vangelo, professare il Credo, ordinare sacerdoti, canonizzare santi, convertire anime e custodire la successione apostolica.

    Sì, dentro una crisi reale.
    Sì, con ambiguità, errori pastorali e derive che molti cattolici hanno il diritto di criticare.
    Ma trasformare questa crisi in una “apostasia generale” significa oltrepassare il limite della critica cattolica per entrare in una narrativa quasi settaria.

    E colpisce poi il tono con cui lei liquida chi non condivide la posizione della Fraternità:
    “legalisti”, “complici”, “ingannatori”, quasi ciechi volontari davanti alla “vera realtà”.

    È sempre il medesimo schema:
    chi dissente non sarebbe semplicemente in errore, ma moralmente corrotto o spiritualmente cieco.

    Una curiosa concezione del dibattito ecclesiale.

    Quanto infine allo “stato di necessità”, la Chiesa ha sempre riconosciuto che esso non può diventare una categoria permanente capace di sospendere indefinitamente la struttura gerarchica voluta da Cristo.

    Altrimenti ogni gruppo convinto di possedere la “vera fede” potrebbe giustificare ordinazioni, consacrazioni e strutture parallele contro l’autorità ecclesiale.

    Ed è precisamente ciò che la Chiesa ha sempre cercato di evitare.

    La “salus animarum” non è mai stata contrapposta alla comunione ecclesiale e alla struttura apostolica della Chiesa.
    Perché la Chiesa non è un ostacolo alla salvezza:
    ne è il sacramento storico e visibile.

    E quando si arriva a descrivere la Chiesa concreta quasi come una struttura globalmente apostata da cui difendersi, allora il problema non è più il legalismo.

    È l’ecclesiologia.

    1. Antonio de Felip

      L’apostasia ha origini lontane, certamente, ma si è manifestata in tutta la sua tremenda realtà con lo sciagurato concilio, vero punto di svolta dottrinale, magistrale e pastorale nella Chiesa: accettazione e persino esaltazione del mondo moderno, sdoganamento della libertà religiosa, quando il Quanta Cura – Sillabo l’aveva severamente condannata (e non si tratta di due “libertà religiose” diverse: sono lo stesso principio), gli orrori e gli errori della Nostra Aetate, vera preparazione a un relativismo religioso assoluto e a una giudeofilia totalmente estranea alla storia pastorale e dottrinale, della Chiesa, il tragico “subsistit in”, cioè la negazione della verità che la Chiesa “è” la Chiesa di Cristo, il collegialismo da cui discende la maledetta “sinodalità”, e così via. Da questo “monstrum” epocale, che qualcuno ha paragonato alla satanica Rivoluzione Francese, è seguito tutto il resto: la distruzione e la persecuzione della Santa Messa come Sacrificio, sostituita con una “cena” protestante, certamente illecita e forse invalida; lo sconcio degli incontri ecumenici di Assisi, con galli sgozzati sugli altari; le cordiali e devote visite in moschea e sinagoga; l’ecologismo, tra l’altro antiscientifico, della Laudato Si’; la Santa Comunione ai concubini; le benedizioni ai sodomiti; l’apostatica ed eretica sottoscrizione di un documento, quello di Abu Dhabi, in cui si afferma che tutte le religioni si equivalgono, e lascio ai lettori continuare con facilità questo terribile elenco.
      Come si fa a negare lo “stato di necessità” invocato dalla Fraternità? Come si fa a negare che le consacrazioni così esecrate dal Vaticano (che ha sempre negato, tra l’altro, ogni dialogo con la FSSPX) serviranno a salvare la Vera Santa Messa, sempre più impedita, calunniata, repressa dai vertici della Chiesa, basta vedere cosa capita negli Stati Uniti, ma non solo? E che l’esistenza stessa della Fraternità preserva la Verità di sempre, la Tradizione apostolica e magistrale, minacciata da una chiesa sempre più apostatica? E non vale l’obiezione che la maggioranza dei vescovi sostiene gli errori e le apostasie vaticane. Anche durante l’eresia ariana tutti o quasi i vescovi si erano schierati con l’eresiarca. Solo Sant’Atanasio si oppose e venne perseguitato anche dal papa, ma alla fine vinse e la Verità venne ristabilita. Già Monsignor Lefebvre ci mise in guardia contro il “colpo da maestro di satana”: contrapporre la Verità all’obbedienza. E come definire vera ubbidienza a Dio quella nei confronti di una chiesa che non pare più trasmettere, come è suo compito primario, le Verità di Fede? Sì, la “disubbidiente disubbidienza”, come l’ha felicemente definita Martin Mosebach, della Fraternità, è in nome della “salus animarum”. Tutti i cattolici dovrebbero esserle grati.

      1. Don Pietr Paolo

        Caro Antonio de Felip,

        vado per punti.

        1. Il Vaticano II non è un “monstrum” né un’apostasia. È un Concilio ecumenico della Chiesa, promulgato dal Papa e recepito dall’episcopato universale. Criticarne ambiguità è possibile; dichiararlo “satanico” è già uscire dal sentire cattolico.
        2. Dignitatis humanae non insegna che tutte le religioni siano vere. Tratta dell’immunità dalla coercizione civile in materia religiosa. Quanta Cura e il Sillabo combattevano l’indifferentismo liberale. Confondere i piani non è Tradizione: è semplificazione polemica.
        3. Nostra Aetate non fonda il relativismo religioso. Che poi l’ecumenismo postconciliare abbia prodotto gesti confusi o discutibili è altro discorso.
        4. Il subsistit in non nega che la Chiesa di Cristo sia la Chiesa cattolica. Afferma che essa sussiste nella Chiesa cattolica, pur riconoscendo elementi di verità e santificazione fuori dai suoi confini visibili.
        5. Definire il Novus Ordo “cena protestante”, “illecito” e “forse invalido” è gravissimo. Significa accusare la Chiesa latina di aver nutrito per decenni i fedeli con un rito difettoso. Questo non difende la Messa: colpisce la credibilità sacramentale della Chiesa.
        6. Abu Dhabi, Amoris laetitia, Fiducia supplicans e altri testi o gesti possono e devono essere letti criticamente, se ambigui. Ma non autorizzano a dichiarare apostata la Chiesa visibile.
        7. Lo “stato di necessità” non può diventare un lasciapassare permanente per creare una struttura parallela, consacrare vescovi senza mandato e vivere in tensione stabile con Roma.
        8. La FSSPX può aver custodito aspetti importanti della liturgia tradizionale. Ma non per questo diventa criterio supremo della cattolicità.
        9. Papa aveva sostenuto Sant’Atanasio. In seguito sotto pressione dell’imperatore ebbe un momento di debolezza e su questo si può discutere e la dice lunga. ma non è corretto trasformarlo nel “persecutore” di Atanasio come se il Papa avesse combattuto formalmente la vera fede. Il punto decisivo è che sant’ Atanasio non fondò una contro-chiesa, non creò una giurisdizione parallela e non consacrò vescovi contro il mandato del Papa. Usarlo come alibi permanente per ogni disobbedienza è abusarne.
        10. La formula “disubbidiente ubbidienza” è suggestiva, ma pericolosa. Quando la disobbedienza diventa sistema, struttura e principio ecclesiale, non siamo più davanti a una correzione: siamo davanti a una ferita della comunione.

        Il punto è semplice:
        quella che lei chiama “Tradizione” rischia di diventare una Tradizione senza Pietro, contro Roma e sopra la Chiesa.

        Ma la Tradizione cattolica non si custodisce contro la Chiesa visibile fondata da Cristo.

        Altrimenti non è più Tradizione.
        È protestantesimo in abito tradizionalista.

        1. Antonio de Felip

          Caro don Pietro Paolo,
          ho definito “satanica” la Rivoluzione Francese. Lei non è d’accordo? In effetti, da quanto scrive, credo che lei si sarebbe riconosciuto nei “preti costituzionali”. Mi consenta questa rispettosa provocazione…
          Quanta Cura – Sillabo fulminava la cosiddetta “libertà religiosa” al punto 3 del Quanta Cura e, nel Sillabo, con la condanna della proposizione XV: “Ogni uomo è libero di abbracciare e professare quella religione che con il lume della ragione reputi vera”. E’ la condanna di quella libertà religiosa invece esaltata dal documento conciliare. Negarlo non è solo cattiva teologia, è cattiva lettura e cattiva logica.
          L’ecumenismo è sempre stato condannato dalla Chiesa: il cvii lo ha sdoganato ed esaltato.
          Tra “essere” e “sussistere in” mi sembra che ci sia una bella differenza. Tante è vero che Benedetto dovette promulgare la Dominus Jesus per “correggere” l’equivoco del “subsistit in”. Fu peggio la toppa del buco…
          Riguardo alla Santa Messa: può negare che il NO tende a obliterare ciò che la Messa è, cioè la riproposizione, reale e incruenta del Sacrificio e proporre ciò che invece non è, cioè una cena comunitaria? Julien Green, intellettuale convertito, definì il NO: “Una imitazione assai grossolana del servizio anglicano”. “Illecita”? Certo, san Pio V nella promulgazione del Rito Tridentino incluse anche un severo anatema per chi l’avesse modificato?
          Non le sembra di minimizzare un po’, oh, ma solo un po’.., definendo semplicemente “ambiguità” le negazioni della Dottrina contenute nella Dichiarazione di Abu Dhabi, in Amoris laetitia, in Fiducia supplicans? Non sono il solo a definire queste, e altre, deviazioni “apostasie”. Amoris Laetitia è un attacco ad almeno tre Sacramenti: il Matrimonio, la Comunione e la Confessione.
          Quanto a la Fiducia Supplicans, è stata rifiutata da molte Conferenze Episcopali e singoli Vescovi nel mondo. Come si fa a non considerare “apostasia” la giustificazione della sodomia?
          Et de hoc satis.

          1. Don Pietro Paolo

            Caro Antonio de Felip,

            la sua provocazione sui “preti costituzionali” è rispettosa solo nella forma. Nella sostanza è il solito espediente: chi non sposa la sua lettura di rottura sarebbe già mezzo giacobino. Troppo comodo.

            La Rivoluzione francese ebbe certamente aspetti anticristiani, persecutori e perfino satanici nel suo odio alla Chiesa. Ma da qui a usare la ghigliottina come chiave ermeneutica del Vaticano II ce ne passa.

            Sulla libertà religiosa lei confonde due piani: l’indifferentismo religioso, giustamente condannato da Pio IX, e l’immunità da coercizione civile nell’atto di fede, affermata da Dignitatis humanae. Nessuno ha il “diritto all’errore” davanti a Dio; ma nessuno può essere costretto dallo Stato ad abbracciare la fede. Questa distinzione non è modernismo: è teologia morale elementare.

            Quanto all’ecumenismo, la Chiesa ha condannato l’ecumenismo indifferentista, non il desiderio che i cristiani separati tornino alla piena unità cattolica. Se per lei pregare e lavorare perché “siano una cosa sola” è già apostasia, allora il problema non è il Vaticano II: è Giovanni 17.

            Sul subsistit in, lei lo tratta come se fosse una dissoluzione della Chiesa cattolica. Ma la Chiesa non ha mai ribattezzato validamente i cristiani battezzati fuori dai suoi confini visibili. Perché? Perché riconosceva già che elementi reali di grazia, fede e sacramentalità possono trovarsi anche fuori dalla piena comunione cattolica, pur appartenendo ordinatamente all’unica Chiesa di Cristo. Cristo stesso dice: “Ho altre pecore che non provengono da questo recinto”. Questo non relativizza la Chiesa cattolica; mostra che la grazia di Cristo può operare misteriosamente anche oltre i confini visibili, senza per questo fondare un’altra Chiesa.

            La Dominus Iesus, poi, non corregge il Vaticano II: corregge le letture relativistiche del Vaticano II. E ribadisce proprio che l’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica.

            Sulla Messa, il Novus Ordo può essere stato celebrato male, impoverito, banalizzato, talvolta protestantizzato nella prassi. Ma dire che in sé neghi il Sacrificio è falso. Basta leggere le preghiere eucaristiche: sacrificio, offerta, vittima, altare, memoriale della Passione, Corpo e Sangue offerti al Padre. Gli abusi non diventano automaticamente dottrina del rito.

            Quanto ad Amoris laetitia, Fiducia supplicans e Abu Dhabi, ho già detto più volte che vi sono formulazioni discutibili, ambiguità gravi e rischi pastorali reali. Ma chiamare tutto “apostasia” è teologicamente irresponsabile. Una cosa è criticare seriamente testi non definitivi; altra cosa è usare ogni difficoltà come prova che la Chiesa visibile sia decaduta.

            Infine, Fiducia supplicans non giustifica la sodomia. Se qualcuno la usa così, la tradisce. Il documento distingue tra benedizione pastorale di persone e approvazione morale di un’unione. La distinzione può essere imprudente, confusa, pastoralmente pericolosa: ma non è la “canonizzazione della sodomia”.

            Il suo errore è sempre lo stesso: vede problemi reali, ma poi li carica fino a trasformarli in prova della dissoluzione della Chiesa. Così però non difende la Tradizione: la sostituisce con una logica di rottura.

            Et de hoc, sì, satis.

    2. Non si può ricondurre la faccenda al caso della FSSPX.

      La Chiesa è sacramento di Cristo, Verbo incarnato venti secoli or sono.
      Il mandato missionario nasce dalla Rivelazione del volto di Dio e dalla Redenzione mediante la croce.
      Per questo mistero di amore e di misericordia i cristiani sono stati lungamente invisi al potere e martiri.
      Hanno combattuto la bella battaglia non solo contro i nemici esterni, ma anche gli interni, smascherando le eresie e definendo dogmi.
      Non è mai stata una questione di numeri: san Nicola e sant’Atanasio erano in minoranza, ma avevano ragione.
      Non è mai stata questione di chi eri in passato: San Paolo e Sant’Agostino venivano da trascorsi opachi, ma vennero ascoltati.
      Non è mai stata questione da chi traevi spunto: San Tommaso recuperò l’aristotelismo precristiano per far brillare la sapienza della fede.
      In questi secoli ci sono state separazioni dolorose e sanguinose, non sempre riconducibili soltanto alla fede nel Signore Gesù Cristo.
      Cercare di ricomporre l’unità perduta è ovvio quanto difficile: si viene da un unico Cristo e tendiamo alla parusia dell’unico Cristo.
      In mezzo però c’è un tempo in cui ognuno è tentato dal voler far deragliare il convoglio armeggiando malizioso sugli scambi.
      L’ecclesiologia può essere fuorviata: Sposa di Cristo o Suo Corpo Mistico è indizio di piena adesione… popolo di Dio apre ad altri scenari.
      Perchè oggi il popolo tende all’idolo della democrazia e i rappresentanti del popolo tendono a ragionare secondo il mondo.
      Dal che il “Vade retro” intimato da Gesù a Simon Pietro dovrebbe risuonare sempre in chi è in ascolto del Verbo e non della BBC.
      L’ecclesiologia ha senso nel Cristocentrismo: anzi nel Cristocentrismo dal punto di vista di Dio e non del cristo-solo-umano che va di moda.
      L’ecclesiologia deve essere umile per non diventare una categoria autoreferenziale, atta a giustificare anche il deragliamento.
      Chi è in minoranza non è detto che abbia torto. Gesù ha detto che dove due o tre sono riuniti nel Suo nome, Lui c’è. Bastano e avanzano.
      Quindi non conta essere in due o tre milioni o miliardi, se Lui non c’è, se non si è insieme nel Suo nome, ma in nome d’altro.
      Pietro (si badi: ravveduto) è incaricato di confermare nella fede i fratelli. Ravvedimento e conferma sono i soli criteri dell’autorità.
      Se Pietro indulge a ragionare secondo il mondo (per accontentare i numeri o altre forme di potere) e non conferma nella fede, è un guaio.
      Il guaio riguarda l’ecclesiologia e non l’indefettibilità della promessa di Cristo. Da lui è nato tutto e a Lui tutto torna, con la parusia.
      L’alfa e l’omega è Lui, con il suo sangue colato dalla croce, Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo.
      Non valgono le opinioni di commissioni che votano per alzata di mano, contandosi dopo aver trovato il modo di farsi selezionare per essere lì.
      Ancor meno valgono le opinioni di chi disserta della novità salvifica di questo modo di deragliare, non solo ferroviario ma anche asinino.
      Si deve tornare davanti all’altare, in silenzio, adoranti in Spirito e Verità. Lo Spirito è di Cristo, la Verità è Cristo, il sangue è il Suo.
      Lui ha mostrato il volto del Padre, Lui ha inviato quello stesso Spirito: Dio non è Uno perchè divisibile o Trino perchè numerabile.

      1. Caro Nippo e Savoldi,
        Vedete e sentite?
        Il Divino Maestro direbbe:
        “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: ‘Noi vediamo’, il vostro peccato rimane.” (Gv 9,41) e “Hanno orecchi e non odono.” (Mc 8,18)

        Perché il problema più grave non è la cecità o la sordità
        È credersi gli unici a vedere o a sentire mentre si finisce per giudicare tutta la Chiesa dall’alto delle proprie convinzioni.

        1. Lei forse non si presenta come l’unico che vede e sente?
          Non smette un attimo di fare le bucce a chicchessia.
          Ci rifletta!!!!!!!!!!!!!!

          1. Don Pietro Paolo

            Il catechismo della Chiesa non è cambiato e da sempre recita che bisogna Consigliare i dubbiosi e Insegnare agli ignoranti.

  14. Proprio così!
    Il legalismo dei furbi.
    E anche dei tantissimi “Cavillieri di Gran Croce” che cercano di nascondere, con il loro torrente di chiacchiere e sottigliezze, la mostruosa successione di enormità dottrinali ed oscenità (parlo di FATTI e DETTI degli ultimi sedicenti papi e del loro pornografo di fiducia) che almeno da tredici anni vengono giornalmente portate alla nostra attenzione.
    …Per chi ne vuole avere, di attenzione, s’intende!

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