Epstein, il Segreto più Oscuro di Trump. I Dem Pubblicano la Testimonianza Shock di una Donna.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi relativi al caso Epstein e a Donald Trump. Buona lettura e condivisione.

 

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DEM PUBBLICANO TESTIMONIANZA SHOCK, ‘TRUMP MI VIOLENTÒ BRUTALMENTE NEL ’93’

(ANSA) – WASHINGTON, 26 OTT – I dem della Commissione di Giustizia della Camera hanno reso noto una testimonianza shock in cui una donna accusa Donald Trump di averla violentata “in modo brutale” nel 1993. Lo riporta l’Huffington Post sottolineando che Beatrice Keul, questo il nome della donna,
ha raccontato in Commissione che il presidente l’avrebbe violentata in una camera del Plaza Hotel di Atlantic City, di proprietà dello stesso Trump, nel 1993. L’episodio sarebbe avvenuto dopo che i due avevano trascorso del tempo con Jeffrey Epstein. La testimonianza fa parte di un rapporto nel quale i dem chiedono la nomina di un procuratore speciale sul caso.

‘TRUMP PARTECIPÒ AD ABUSI EPSTEIN’, DEM CHIEDONO LA NOMINA DI UN PROCURATORE SPECIALE

(ANSA) – WASHINGTON, 26 OTT – Qualora dovessero riconquistare la maggioranza nelle elezioni di metà mandato, i democratici della Camera non hanno alcuna intenzione di abbandonare le indagini volte a stabilire se Donald Trump sia stato coinvolto nella rete di traffico sessuale di Jeffrey Epstein.
Un nuovo rapporto dei democratici della commissione Giustizia della Camera pubblicato oggi chiede, infatti, la nomina di un procuratore speciale che indaghi sui legami del presidente col finanziere pedofilo sostenendo che egli sia stato “un partecipante attivo agli abusi sessuali perpetrati da Epstein ai danni di giovani donne tra la metà e la fine degli anni Novanta”.
Sebbene il Congresso non abbia il potere di nominare un procuratore speciale, il rapporto sostiene la necessità di un maggiore sostegno federale per coadiuvare le indagini, a livello statale e internazionale, sui complici del mostro. “Le donne sopravvissute agli abusi di Epstein meritano di essere ascoltate, il Congresso deve poter accedere ai fascicoli completi, come previsto dalla legge,
un procuratore speciale indipendente deve indagare sui complici e sull’ insabbiamento operato dal dipartimento di Giustizia, garantendo al contempo che i magistrati, sia negli Stati Uniti che all’estero, dispongano delle prove necessarie per perseguire la giustizia», ha dichiarato in un comunicato Jamie Raskin, esponente di spicco dei democratici nella commissione.

 

 

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Voglio che ricordiate il nome di Beatrice Keul.

Si tratta di un’ex finalista di un concorso di bellezza svizzero che sostiene che Donald Trump l’abbia aggredita sessualmente nel 1993 al Plaza Hotel di New York.

E oggi, le sue accuse stanno ricevendo rinnovata attenzione in un rapporto pubblicato dai Democratici della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti.

Secondo il rapporto, Beatrice ha raccontato allo staff del Congresso che Trump l’ha violentata durante il concorso «American Dream Pageant» del novembre 1993. Ha anche descritto l’incontro con Jeffrey Epstein, che presumibilmente si sarebbe presentato come il migliore amico di Trump e si sarebbe offerto di organizzare il viaggio e l’alloggio per una festa a Mar-a-Lago.

Il rapporto descrive inoltre le promesse che sarebbero state fatte a Beatrice riguardo a un visto e all’ammissione alla New York University.

Si tratta di accuse gravi. Trump ha negato le accuse di molestie sessuali e le accuse di Beatrice non sono state accertate in tribunale.

Ma ecco perché questa storia mi tocca particolarmente da vicino. Il 23 settembre ho pubblicato un’ampia intervista con Beatrice sul mio podcast, UNHEARD.

Per quasi due ore, mi ha raccontato le sue esperienze degli anni ’90, i suoi incontri con Trump ed Epstein, la documentazione che dice di aver conservato e le minacce che afferma di aver ricevuto da quando ha deciso di farsi avanti.

Abbiamo anche discusso del motivo per cui ha aspettato più di tre decenni prima di condividere pubblicamente la sua storia.

E ora, a poco più di un mese da quella conversazione, le sue accuse sono oggetto di esame in un rapporto del Congresso.

A prescindere dalla propria appartenenza politica, le accuse di violenza sessuale meritano di essere prese sul serio e approfondite. Ciò vale anche per le accuse che coinvolgono il presidente degli Stati Uniti.

Se volete ascoltare Beatrice raccontare la sua storia con le sue stesse parole, vi invito ad ascoltare la nostra puntata del 23 settembre:

“Beatrice Keul: Donald Trump, Jeffrey Epstein e la storia che ha aspettato 30 anni per raccontare.”

Potete trovare UNHEARD ovunque ascoltiate i podcast, compreso Apple Podcasts.

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