Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo breve post pubblicato su Facebook dal prof. Massimo Viglione, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.
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La Diocesi di Milano terrà un corso di buddismo per preparare i giovani alla GMG del 2027.
Questi sono i cialtroni che sospendono a divinis e scomunicano i sacerdoti e vescovi cattolici.
Questa è la gerarchia a cui dovremmo obbedire, compresi i diretti responsabili che non fanno e dicono nulla dinanzi a tali enormità, che si ripetono sempre più.
Mentre è tutto pronto per la nuova sceneggiata di Assisi quarant’anni dopo quella in cui, per l’appunto, venne messo un busto di Budda dinanzi al tabernacolo del Ss.mo Sacramento.
Oggi, se un sacerdote non è almeno sospeso a divinis, dovrebbe chiedersi perché.
Se lo è, o è scomunicato, per la sua fedeltà alla Tradizione e al Vangelo, può considerarsi alla sequela Christi.
Chi segue invece i buddisti e i loro manutengoli complici, ha scelto un’altra strada.
Certo non quella di Cristo, unica Via, Verità e Vita.
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9 commenti su “GMG 2027. Corso su Buddha della Diocesi di Milano per i Giovani. Massimo Viglione: CialtroApostati.”
Come sempre un enorme grazie al prof.Viglione, mente lucida e coerente come poche.
Per devozione alla S. Messa in Vetus Ordo, ho a lungo frequentato gli ambienti tradizionalisti, e devo dire che nella loro generalità li ho sempre trovati brillare… per cupezza. Li trovavo una riedizione dei turbolenti seguaci di fra’ Girolamo Savonarola, “Piagnoni 2.0”. Certe uscite non fanno che confermare le impressioni maturate in quella involontaria frequentazione (involontaria perché me li trovavo tra i piedi senza volerlo: a me interessava – e interessa – il Vetus Ordo, non il continuo cicaleccio sul miserevole stato presente della Chiesa). Dice bene il buon Matto: non è possibile che vi sia qualcosa che valga la pena di conoscere anche in qualche altra tradizione? E dice bene Filippo Argenti: più che ad sviluppare una seria e profonda spiritualità, il tipo umano cui molti di costoro rispondono sembra orientato ad azzannare la Chiesa. Spesso li ho trovati – e ancora li trovo – incattiviti, tortuosamente rigidi (un groppo di stridenti contraddizioni), privi di serenità e di mansuetudine. Pur ponendosi, di fatto, non solo fuori dall’orbita della Chiesa, ma in rotta di collisione essa, molti di loro continuano a vagolare, immusoniti e melanconici, alla sua periferia, come quei fantasmi che per qualche residuo, malevolo, attaccamento non riescono a partirsi da luoghi che tuttavia detestano. Peccato che infestino anche il Vetus Ordo, che, anzi, tentano di “usucapire”.
Caro Viglione, forse dovrebbe riflettere che con l’integralismo (quale? ci sono tanti gruppi e singoli ognuno col proprio) non si risolve niente. Lei pensa che non si possa imparare qualcosa anche dal Buddhismo?
Prima di gridare all’apostasia, attenderei di conoscere contenuti, docenti e finalità effettive del corso. Studiare il buddhismo, soprattutto in preparazione a un incontro internazionale come la GMG, non significa necessariamente promuoverlo né porlo sullo stesso piano della fede cristiana. Può essere anche un’occasione per conoscere ciò che altri credono e, proprio attraverso il confronto, comprendere meglio l’originalità e la sublimità della Rivelazione cristiana.
Naturalmente, tutto dipende da COME il buddhismo verrà presentato. Se si trattasse di una semplice conoscenza culturale e religiosa, illuminata dalla fede cristiana, non vedrei motivo di scandalo. Se invece si scivolasse nell’idea che tutte le religioni siano vie equivalenti verso Dio o che il cristianesimo debba completarsi assumendo elementi religiosi dal buddhismo, allora la questione sarebbe ben diversa e la critica sarebbe pienamente giustificata.
Quanto all’amico Matto, alla sua domanda: «Lei pensa che non si possa imparare qualcosa anche dal Buddhismo?», risponderei distinguendo.
Possiamo certamente conoscere il buddhismo, riconoscere quanto di vero, buono e nobile vi sia nell’esperienza religiosa e morale dei popoli e persino trovare intuizioni che, sul piano umano, possono ricordare alcuni aspetti dell’ascesi cristiana. Il Concilio stesso invita a riconoscere ciò che nelle altre tradizioni è «vero e santo» (Nostra aetate, 2).
Ma altra cosa è affermare che la fede cristiana abbia qualcosa da ricevere dal buddhismo per completare la propria verità. Qui la risposta è no.
Il cristianesimo non attende la propria pienezza da Buddha, né dalle religioni orientali, né da alcuna filosofia. La pienezza della Rivelazione non è una dottrina da integrare con altre dottrine: è una Persona, Gesù Cristo, il Verbo eterno del Padre fatto carne.
Perciò rovescerei la domanda del Matto: non è Cristo che deve andare a scuola da Buddha. Sono piuttosto tutte le autentiche aspirazioni religiose dell’uomo, dovunque si trovino, che possono trovare in Cristo il loro compimento e la loro purificazione.
Possiamo dunque imparare SUL buddhismo; non abbiamo bisogno di imparare DAL buddhismo ciò che manca a Cristo. Perché a Cristo non manca nulla: Egli non è uno dei tanti maestri spirituali dell’umanità, ma È L’UNICO MAESTRO (cfr. Mt 23,8.10) , il Figlio eterno, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza» (Col 2,3).
La lunghezza del commento…
Mi auguro che il suo sia un commento ironico…
Viglione, lei ha abbandonato la Chiesa e lo capisco: non è il primo e non sarà l’ultimo. Ma perché muoia dalla voglia di trascinarsi dietro nel baratro gli altri mi sfugge. Ha trovato in Lefebvre la soluzione a tutti i problemi del mondo? Sono contento per lei ma lasci in pace il prossimo. È un problema che hanno tanti sedevacantisti e compagni: più che occuparsi di Dio si occupano di dare addosso alla Chiesa. È la loro raison d’être si può dire. Ma basta? A Gnocchi, che scriveva le stesse baggianate 15 anno fa, non è bastato e ora è diventato ortodosso. Attento a dare addosso ai buddhisti: è capace che un domani finisca per bussare alla loro porta in lacrime: non di sola polemica vivrà l’uomo e il rancore non può sostituire l’anelito verso Dio
Csro Filippo, lei sa cos’è un assioma? un postulato? Su questi concetti si costruiscono le teorie, i teoremi, e si risolvono poi i problemi, dimostrandone l’ efficacia e l’ incontestabilita’… ebbene, fuor di metafora, i brutti e sporchi sedevacantisti, a cui aggiungere Massimo Viglione, Fabio Battiston e molti altri cattolici tout court ( non dico cattolici tradizionalisti perche i sinodalconciliari tutto sono fuorché cattolici) mettono subito in chisro un assioma, o postulato ” qella attuale, che occupa tutte le sedi, non è la Chiesa Cattolica, ma finge di esserlo per ingannare 1,3 mld di fedeli e trascinarli a loro insaputa laggiù, dov’è pianto e stridir di denti, facendo loro credere di essere diretti Lassù ( il mantra del popolo in cammino, con cui ci hanno imbottito la testa per oltre sessant’ anni); un depistaggio in piena regola, negando e rinnegando la dottrina, la liturgia e la pastorale bimillenarie cattoliche. Ovviamente senza conversione, pentimento, cambiamento di vita…no no, Dio perdona tutto, tutti, basta com la Chiesa della paura! ( cosi Padre Ermes Ronchi), basta proselitismo, è una solenne sciocchezza! ,(Bergoglio), e via libera ai peccatori impenitenti, accompagnandoli nelle loro fragilità ( non più peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio) fino a Portae Inferi ! .. basta così per oggi. Pace e bene e LJC!
Che io sappia Viglione sta semplicemente criticando alcune scelte compiute dai papi conciliari. Se tali opinioni porteranno al baratro o alla salvezza, lo saprà, con certezza, il giorno della morte. Vi è poi un altro fatto che sembra dimenticare: ciascuno di noi deve rendere conto del suo comportamento a se stesso ed a Dio, attraverso il Sacramento della Confessione. Quindi riflettere su ciò che avviene intorno a se non è attività oziosa, bensì necessaria. Inoltre esistono anche i peccati di omissione.
Quanto all’anelito, nella Chiesa Cattolica vengono prima le verità rivelate, altrimenti è un’altra cosa.