Il Tradimento Modernista verso Maria nella Chiesa Cattolica. Alla Luce di Fatima. Catholicus.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Catholicus, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla figura di Maria. Buona lettura e condivisione.

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Di Maria SS.ma non si è mai detto abbastanza, recita questa massima, risalente con ogni probabilità a San Bernardo di Chiaravalle, grande santo mariano medievale; non si finisce mai di celebrare le  innumerevoli virtù della Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, i Suoi meriti, le Sue glorie. Il pensiero corre subito all’opera “Le Glorie di Maria” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1750) altro grande santo mariano.

Rimanendo in tema di grandi santi mariani, non dimentichiamo infine San Luigi Maria Grignion di Monfort, autore  del famoso   “Trattato della vera devozione a Maria” (1712 circa).

Le preghiere a Maria Santissima risalgono ai primi secoli del Cristianesimo, all’alto medioevo; ne è conferma la famosa preghiera che recita “Sub tuum præsidium confugimus, sancta Dei Genitrix: nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus: sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta”, che sembra risalire ail’ anno 250, presso i cristiani Copti d’Egitto.

Secoli dopo, ecco apparire il famoso “Memorare” del già citato San Bernardo di Chiaravalle, la cui traduzione in italiano così si esprime “Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo patrocinio, e sia stato da te abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini; a te vengo, con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi. Non disprezzare la mia supplica, o Madre del Verbo, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.”

Sempre a San Bernardo risale la famosa preghiera che il sommo poeta Dante Alighieri cita nella Divina Commedia, nel  XXXIII canto del Paradiso “Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’eterna pace, così è germinato questo fiore. Qui se’ a noi meridiana face di carità, e giuso tra’ mortali se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz’ali”.

Purtroppo poi, in epoca moderna, sono iniziate le ribellioni al trono (potere civile di origine divina) ed all’altare (Chiesa Cattolica), ribellioni che anno coinvolto anche  la Madonna (e come poteva essere diversamente, essendo Lei la Madre di Cristo e della Chiesa?). Basti pensare a Martin Lutero, a Giovanni Calvino, a Huldrych, o Ulrico  Zwingli, ed a tutte le innumerevoli sette protestanti (in America ce ne sono più che in abbondanza), per poi giungere ai nostri giorni, con la rivoluzione modernista nella Chiesa Cattolica (cfr “1962, rivoluzione nella Chiesa”, di don Andrea Mancinella). Con il famigerato Concilio Vaticano II, la figura e l’importanza della Madonna nell’economia della salvezza vennero notevolmente ridimensionale, per non intralciare il dialogo (improduttivo e sterile, è necessario precisarlo) con le sette protestanti; più avanti troviamo don Tonino Bello con il suo saggio “Maria, una di noi” (la donna della porta accanto, non più la Regina del Cielo e della terra, onnipotente per grazia, Corredentrice, Mediatrice ed Avvocata nostra), per finire poi con Bergoglio che definisce “tonteros” i devoti a Maria Corredentrice, ed ora Prevost che controfirma il documento antimariano di Manuel Fernandez “Mater Populi Fedeli”

Ma la vera natura anticattolica ed antimariana delle gerarchie moderniste impadronitesi del timone della barca di San Pietro la si ricava chiarissima dalla vicenda delle apparizioni di Fatima ai tre pastorelli e, in particolare, dalle rivelazioni fatte a Suor Lucia dos Santos da Gesù e da Maria SS.ma.

Nelle sue Memorie e nei dialoghi successivi, Suor Lucia di Fatima  spiega infatti  che il Cielo ci offre la Vergine Maria e il Suo Cuore Immacolato come l’ultima ancora di salvezza e l’ultimo rimedio prima del giudizio. Il nucleo di questa rivelazione si trova principalmente nel celebre colloquio del 1957 tra Suor Lucia e  Padre Agostino Fuentes, nel corso del quale la veggente precisò che eravamo entrati nella  lotta decisiva, nell’ultima battaglia intrapresa da Satana contro Cristo e la Sua Santa Chiesa.

Suor Lucia aggiunse inoltre che quando il Cielo è costretto a giocare la sua ultima carta, non vi è più spazio per il perdono se questo aiuto viene rifiutato o disprezzato: “La Madonna ha detto espressamente  : <ci avviciniamo agli ultimi giorni>, e me lo ha ripetuto tre volte;  il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale usciremo vittoriosi o sconfitti: o siamo con Dio, o siamo col demonio. La seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi dati al mondo, sono: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. La terza volta mi disse che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: La SS. Vergine in persona,  e “che, se non l’ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati”.

La nostra Madre Celeste, quindi,  è l’ultimo aiuto che il Cielo ci ha inviato e ci sta inviando, dopo non ce ne saranno altre, chi rifiuta di ascoltarLa perirà…e loro, il clero modernista, la gerarchia, lo hanno fatto? Le hanno dato ascolto? assolutamente no, tutt’altro, hanno  dapprima secretato il Terzo Segreto di Fatima, poi lo hanno falsificato, facendo credere che riguardasse l’attentato a Papa Wojtyla e non invece il tradimento delle gerarchie cattoliche (un cattivo concilio, una cattiva messa), poi hanno respinto la richiesta di proclamazione del 5° dogma mariano (ostacolerebbe il dialogo con i protestanti, questa fu la risposta di Papa Benedetto XVI ai 5 cardinali che si erano fatti promotori di questa richiesta), infine l’hanno denigrata ed offesa, sempre per compiacere i protestanti (Papa G.P. II  non volle la Sua statua nella riunione sincretista di Assisi 1986, Papa Francesco  ha definito “tonteros” i devoti a Maria SS.ma Corredentrice,  Papa Leone XIV ha  controfirmato il blasfemo documento antimariano del cardinal Fernandez,  “Mater Populi Fedeli”).

 

 

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1 commento su “Il Tradimento Modernista verso Maria nella Chiesa Cattolica. Alla Luce di Fatima. Catholicus.”

  1. Don Pietro Paolo

    Caro Catholicus, de Maria numquam satis: certamente. Ma proprio per questo aggiungerei: de Maria numquam falso. L’amore alla Madonna esige di distinguere le verità della fede dalle interpretazioni e dalle congetture.

    Perché qui, a un certo punto, non siamo più nel de Maria numquam satis, ma nel de coniecturis numquam satis.

    Dire che il Vaticano II avrebbe «ridimensionato» Maria per compiacere i protestanti significa dimenticare il capitolo VIII della Lumen gentium, che la presenta come Madre di Dio, sempre Vergine, associata in modo singolare all’opera del Redentore, nostra Madre nell’ordine della grazia, Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice e Mediatrice.

    E proprio su queste pagine Giulio Ferri, nei suoi recenti e bellissimi articoli sulla Theotókos e su Maria sempre Vergine, ha mostrato come si possa fare una mariologia alta, tradizionale e pienamente ortodossa, nella quale più si magnifica Maria, più risplende Cristo.

    Anche definire Mater Populi fidelis «blasfemo» e «antimariano» non basta a renderlo tale. Il documento riconosce esplicitamente la cooperazione singolare di Maria all’opera della salvezza, salvaguardando nello stesso tempo Cristo quale unico Redentore e Mediatore. Si può discutere sull’opportunità più o meno del titolo di Corredentrice, dico del “titolo”; altra cosa è gridare all’antimarianesimo.

    Quanto a Fatima, il Rosario, il Cuore Immacolato e l’appello alla conversione sono fuori discussione. Ma affermare come fatto certo che il Terzo Segreto sia stato falsificato e che quello autentico denunciasse «un cattivo Concilio e una cattiva Messa» richiede prove. Dove lo ha scritto suor Lucia? Le sue Memorie e il suo documentato rapporto filiale e obbediente con i Papi mostrano semmai tutt’altro. È singolare pretendere oggi di parlare in nome di suor Lucia contro quella Chiesa e quei Pontefici ai quali ella rimase filialmente unita.

    Questo è il salto del Suo ragionamento: parte da verità indiscutibili su Maria e arriva a conclusioni tutt’altro che dimostrate sul Concilio, sui Papi e sulla Chiesa.

    Dunque, de Maria numquam satis, sì; ma anche de Maria numquam falso. Maria non ha bisogno delle nostre esagerazioni per essere grande, né Fatima delle nostre congetture per essere credibile.

    Nostra Signora a Cana ci ha lasciato una regola molto più sicura: «Qualsiasi cosa vi dica Gesù, fatela» (Gv 2,5).

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