Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste rfilessioni sulla visita di papa Leone XIV in Francia, e a Parigi in particolare. Buona lettura e condivisione.
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Suonavano a distesa le campane di Parigi e le folle sciamavano per strada, in ginocchio sui campi elisi i penitenti cercavano la riconciliazione e molti giovani prendevano come si deve la Santa Eucarestia, ossia, ginocchioni e sulla lingua.
Oh che bello rivedere Parigi accendersi d’amore per il Signore e perché, mi sono chiesta, le campane a Roma, nella Roma del Papa, non suonano mai così belle, a distesa nell’azzurrità? Sì, ho pensato solo queste cose qui nei giorni del viaggio apostolico di Prevost in Francia. Non avevo, però, sentito le frasi entusiaste del successore apostolico sulla diabolica rivoluzione francese e sulla falsa trinità in forma di parole luciferine. Libertà (dal Signore), uguaglianza (mentre il Signore ci ha creati tutti diversi e con differenti talenti) e fraternità (mentre io sono sorella solo di quanti, convertiti, vivono nella Santa unione con la Trinità).
Il mio cuore ha sanguinato. E mi sono chiesta perché, se i rivoluzionari, secondo le sue parole, erano nel giusto (orrore!), perché lo stesso Prevost è andato a omaggiare il Convento delle Carmelitane che, durante gli anni dell’orrore, ha dato vittime alla rivoluzione di sangue? La discrasia vaticana è senza soluzione, lo dico qui ad alta voce. Tutti i Papi preconciliari hanno sempre condannato, e giustamente, la rivoluzione francese e i suoi mostruosi principi massonici. Io, nel mio piccolo, ho scritto il mio nuovo libro, Luiruà, su questo e spero di vederlo pubblicato presto…
La libertà giacobina (che è libertà dal Signore, in pratica il peccato originale, mentre noi siamo chiamati a fare la Sua Santa Volontà che è il nostro vero e unico bene) è un’arma di Lucifero che ci insuffla il gusto per la disubbidienza, che ci spinge a fare il comodo del nostro ego malato e a peccare, finendo all’inferno. E la libertà francese è rimbalzata negli Stati Uniti dove la statua a lei dedicata, nelle acque di Nuova York (io non parlo più inglese…) ha, non a caso, delle catene spezzate ai piedi. Così vedono i peccatori l’unione con Dio: catene. Mentre al contrario sono gioia e felicità assolute! Ed è questa l’immensa Verità. Tornare a lui, come bambini pentiti e lasciarsi da Lui guidare come le pecorelle seguono il Buon Pastore. Sì, lo dissi da bambina, e lo ripeto qui: non andrò mai in America.
L’uguaglianza è invece rimbalzata nell’Unione sovietica (ma anche in Italia travestita da Sessantotto) in forma di comunismo e abbiamo tutti visto come è andata a finire. Quanto alla fratellanza, che è principio massonico, il muro di massoncini-mattoncini che s’alza, nuova torre di babele, a sfidare il Signore, ce la stanno ammannendo a noi qui e ora, con tutte le baggianate sull’inclusione e l’accoglienza che ci porteranno all’invasione musulmana. La Palestina, pur martoriata, è stata subdolamente usata come grimaldello per pubblicizzare le bandiere islamiche che, se non lo sapete, hanno tutti gli stessi identici colori. Oh certo, anche Prevost ci invita ad accogliere tutti in nome della fratellanza. Ma io dico no, l’Italia Cattolica non deve accogliere chi è qui per conquistarci e per sottometterci. Servono nuovi crociati nelle armate di San Michele Arcangelo. Gli italiani non devono imparare l’arabo, ma tornare al latino, caro Mieli, e gli arabi, anche quelli di Ceuta, dovrebbero rimanere a casa loro e casomai, se non gli piace come è il loro paese, cambiarlo. Il diritto all’immigrazione viene dopo il diritto a vivere dove si è nati. Benedetto XVI lo ha detto e ripetuto. Il mio adorato Benedetto e quanto mi manca…
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13 commenti su “La Tremenda Trinità a cui Papa Leone Ha Reso Omaggio Verbale a Parigi. Benedetta De Vito.”
Don Pietro Paolo, GRAZIE di esistere!! Sa, a volte questo sito mi spaventa e Lei mi riporta la pace nel cuore
Grazie dei Suoi commenti ❣️
E grazie a Marco Tosatti che li pubblica. ❣️
Don Pietro Paolo, La prego: prenda il fatto di commentare gli articoli che escono su Stilum Curiae come una missione di ristabilimento della verità, La prego. Grazie.
Altrimenti mi sentirei come circondata da Erinni e al maschile non mi viene.
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE, in proposito:
https://www.exsurgedomine.org/blog/gentile-dott-valli/
Veramente la Dichiarazione di Indipendenza (1776) precede di 13 anni la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo(1789)
VERO!
Buona sera sono ancora io. Ho rifatto la mia ricerca ed ho trovato le parole esatte dette dal Papa nel discorso tenuto all’Eliseo di fronte alle autorità civili della Francia.
La Francia è anche una terra dalle ricche radici cristiane. Dai tempi di sant’Ireneo e del battesimo di Clodoveo, l’anima della vostra patria si è sviluppata attingendo dal cristianesimo un genio spirituale, culturale, intellettuale, artistico e missionario, che oggi risplende in tutto il mondo. È così che nella Francia del XVI secolo fiorì l’umanesimo, che cercava di unificare l’eredità greco-romana e la fede cristiana. Ai celebri pensatori del Rinascimento, e poi del Grand Siècle, seguirono quelli dell’Illuminismo, e la Francia portò allora al mondo vere e proprie conquiste; tra queste, il riconoscimento dei diritti dell’uomo insiti nella natura della persona umana, in particolare la libertà religiosa. Questa costante attenzione alla dignità intrinseca di ogni persona umana trova eco nel vostro motto nazionale. Libertà, uguaglianza e fraternità non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici, ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, proclamata in questa città di Parigi – e nella cui elaborazione il giurista francese e premio Nobel per la pace René Cassin svolse un ruolo di primo piano – ha avuto lo scopo di creare una coscienza generale della dignità inalienabile della persona umana. San Giovanni Paolo II, che considerava questo documento «una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità», era consapevole che «ogni minaccia ai diritti umani, sia nell’ambito dei beni materiali che in quello dei beni spirituali, è ugualmente pericolosa per la pace, perché riguarda sempre l’uomo nella sua integralità». [1]
Brava Benedetta😇
A proposito di “Rivoluzione”.
La PRINCIPESSA DI LAMBALLE, Maria Teresa Luigia di Savoia Carignano.
Amica fedelissima della regina Maria Antonietta, non volle abbandonarla durante la prigionia del 1792, prima della sua esecuzione. Si era prodigata presso le corti europee (che se ne sono fregate… non avevano capito che, ben presto, sarebbe toccato anche a loro… tranne i “reali” di Inghilterra…. chissà perché…) per intervenire in Francia a salvare la famiglia reale, poi scelse di tornare a Parigi per rimanere accanto alla regina.
Invito a leggere questa breve biografia perché dobbiamo avere il coraggio di scendere nell’abisso infernale degli orrori della Rivoluzione; orrori che, in altre forme, perdurano ancora oggi e domani…
https://www.palazzodellarosa.it/personaggi_storici_principessa_lamballe.htm
C. Gazzoli
Non avevo, però, sentito le frasi entusiaste del successore apostolico sulla diabolica rivoluzione francese e sulla falsa trinità in forma di parole luciferine. Libertà (dal Signore), uguaglianza (mentre il Signore ci ha creati tutti diversi e con differenti talenti) e fraternità (mentre io sono sorella solo di quanti, convertiti, vivono nella Santa unione con la Trinità).
Ho cercato nel sito del Vaticano fra Discorsi, Omelie, Angelus pronunciati da Papa Leone XIV nel suo viaggio apostolico in Francia ma non sono riuscito a trovare nulla di quanto afferma lei. Per cortesia mi potrebbe fornire il link al documento ufficiale dove reperirle? Grazie in anticipo per la sua cortese risposta.
Dottoressa De Vito, grazie dei suoi articoli che arrivano sempre al cuore delle questioni e dei problemi.
Oh, cara Benedetta, me lo sono chiesto anch’io, insieme a mio marito, come possono andar d’accordo lodi alla rivoluzione e visite alle carmelitane non certamente dimentiche degli orrori perpetrati in casa loro dai rivoluzionari. Ma è diventato normale, in fondo, confondere le menti, un momento dir bianco e poco dopo nero. Non vorrei dirlo e mi spiace pure pensarlo, ma lo sappiamo da chi e da dove vengono queste contraddizioni e chi sia il sulfureo re della menzogna..
La verità invece è splendente come il sole e come Chi il sole l’ ha creato. La verità annuncia il paradiso e non può contraddirsi da sé.
Il boom delle conversioni in Francia è bello ed entusiasmante, sì, ma a cosa si stanno convertendo questi ingenui nuovi cristiani? Alla Chiesa di Cristo o a quella dei suoi nemici?
A leggere Benedetta De Vito si ha l’impressione che, quando si tratta di Leone XIV, occorra proprio andarsele a cercare tutte pur di trovare materia per l’immancabile processo al Papa.
Ma dove avrebbe detto Leone XIV che «i rivoluzionari erano nel giusto»? Non lo ha detto. Dove avrebbe celebrato la Rivoluzione francese, il Terrore o la persecuzione anticattolica? Neppure questo ha detto. Ha parlato invece di libertà, uguaglianza e fraternità affermando che questi valori, rettamente intesi, trovano nel Vangelo la loro sorgente e il loro compimento. E infatti, parlando ai giovani, ha spiegato persino che la vera libertà consiste nello scegliere il bene, che «dà vita» e non la toglie. (Stampa Vaticana)
Dov’è dunque la contraddizione con l’omaggio ai martiri del 2 settembre 1792? Non c’è. Leone XIV ha percorso proprio il cammino dei sacerdoti massacrati durante la Rivoluzione. (Stampa Vaticana) Condannare la violenza rivoluzionaria non significa dover consegnare per sempre al demonio le parole libertà, uguaglianza e fraternità. Altrimenti dovremmo concludere che la libertà dei figli di Dio, l’uguale dignità degli uomini davanti a Dio e la fraternità universale abbiano avuto origine nel 1789 anziché nel Vangelo.
E qui la polemica diventa quasi paradossale: il Papa dice ai giovani che «per noi vivere è Cristo», presenta Gesù come Redentore del mondo, parla di vita eterna, invita alla missione e afferma che non si può testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali lo si annuncia. (Stampa Vaticana) Ma tutto questo scompare, perché bisogna trovare comunque la frase da mettere sotto la lente d’ingrandimento per dimostrare l’ennesima «discrasia vaticana».
Quanto poi all’idea che io possa essere fratello soltanto di chi è convertito e vive «nella Santa unione con la Trinità», ricorderei sommessamente che la fraternità derivante dalla comune natura umana non equivale affatto alla comunione soprannaturale in Cristo. Confondere i due piani serve soltanto a costruire un bersaglio che il Papa non ha mai proposto.
Si può certamente discutere una frase di Leone XIV, criticarne l’opportunità o desiderare formulazioni differenti. Ma prima bisognerebbe almeno lasciargli dire ciò che ha realmente detto. Altrimenti non si critica più il Papa: si critica il Papa che ci si è costruiti apposta per poterlo criticare.
Caro don P. P.. stavolta la nostra “sorella” Benedetta è inciampata e ahilei è miseramente caduta. Per i termini e i toni da lei usati nei confronti di Leone XIV a parer mio potrebbe essere ravvisabile il reato di diffamazione ( art. 595 del CDP). Che possiamo fare?
Dobbiamo cristianamente perdonare o umanamente agire?
Argomento incandescente messo in campo dalla signora Benedetta. Non vorrei aver capito male: la libertà di espressione è soltanto quella consentita dalla Chiesa? Tutto il resto è irrimediabilmente giacobino?