Russofobia Instillata. Come Spingere Vannacci oltre le Due Cifre. E la Gente a Reagire…Adinolfi.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due commenti postati su Facebook da Mario Adinolfi a cui va il nostro grazie. Due commenti molto lucidi così commentati sempre su Facebook da Roberto Errante: <Quando racconti la verità a 360 gradi sei da applausi 👏 👏. Ora racconta anche quella di chi muove i fili di tutto quello che accade nel mondo e che non sono gli europei, i russi, gli americani, gli africani…>…Buona lettura e diffusione.

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Attenti alla narrazione imposta dai media nelle ultime ore secondo cui se contesti la bontà del sostegno a Kiev nella guerra russoucraina sei ipso facto un “cavallo di Troia” al soldo del Cremlino.

Con articoli violenti come quello del Financial Times, con trasmissioni killer come quella di Del Debbio ieri sera o del terrificante duo Aprile-Telese sere fa, Vannacci lo proiettate ben oltre la doppia cifra. Sapete perché? Perché la stragrande maggioranza del popolo italiano sa bene che quella in corso da poco meno di cinque anni non è la guerra tra un campione della democrazia contro un perfido dittatore hitleriano.

La stragrande maggioranza del popolo italiano sa che Zelensky è un autocrate quanto e più di Putin, in Russia tra due settimane si vota per la seconda volta in due anni, in Ucraina i partiti di opposizione sono stati sciolti, i media autorizzati sono solo governativi, chi fa ombra all’ex comico viene rimosso come sa bene il neoconsulente di Crosetto, Fedorov, che per aver chiesto la convocazione di elezioni sospese da tre anni e mezzo (elezioni in cui asfalterebbe Zelensky) è stato cacciato. La guerra russoucraina è un conflitto tra due autocrazie che si è aperto nel 2014, non con l’occupazione russa del Donbass del 2022.

È una guerra in cui l’Italia si è schierata con l’Europa e gli Stati Uniti di Joe Biden a sostegno di Kiev, spendendo in armi una quantità così enorme di miliardi che mai dalla seconda guerra mondiale era stata impiegata. È stato fatto dicendo che non bisognava compiere l’errore della Conferenza di Monaco del 1938 in cui a Hitler furono fatti occupare i Sudeti, perché poi Hitler nel 1939 ha avviato la seconda guerra mondiale e attaccato tutta l’Europa.

In nome di questa storicamente folle equiparazione tra il presidente russo e il dittatore genocida del Terzo Reich, è stato giustificato tutto: solo l’Ue ha versato a Kiev finanziamenti per 220 miliardi di euro, altri 130 miliardi sono arrivati dagli Usa, 33 miliardi dal Regno Unito; l’Ue ha programmato un piano di riarmo da 800 miliardi in funzione antirussa; Francia e Regno Unito hanno stabilito di fornire all’Ucraina direttamente in loco la tecnologia e gli uomini per costruire centinaia di missili Storm Shadow già a partire da quest’anno, ognuno dei quali trasporterà mezza tonnellata di esplosivo fin nel cuore del territorio russo senza la possibilità di essere intercettati; colossali sanzioni hanno bloccato l’interscambio commerciale con la Russia che ci forniva energia a basso costo, causando l’impennata delle bollette i cui importi sono seccamente raddoppiati per le nostre famiglie e imprese; agli atleti russi e bielorussi è stato vietato di partecipare sotto la loro bandiera a Olimpiadi, paralimpiadi e ogni altra competizione sportiva, agli artisti russi sono state vietate performances nel nostro paese, sono stati cancellati dai cartelloni e persino dei corsi di letteratura russa sono stati annullati nelle università.

Tutta questa russofobia è stata instillata dai media con una campagna martellante dal febbraio del 2022 per farci trangugiare tutta una serie di spese insensate giustificate per fare la guerra al nuovo Hitler. Ma Putin non è il nuovo Hitler, è un autocrate come lo è Zelensky e il loro conflitto non ci riguarda. Kiev non vale le centinaia di miliardi che stiamo versando per difenderla avvicinando l’Europa ad una guerra con la Russia perché l’abbiamo eletta a nostro nemico principale commettendo lo stesso errore che fecero Napoleone e proprio Hitler, portando la guerra su quel territorio.

Macron e i laburisti inglesi, come fino al 2024 ha fatto il dem Joe Biden, hanno compiuto l’errore dei nazifascisti: non si attacca la Russia militarmente mai, perché la Russia non esce mai dai propri confini se non provocata, è una lezione plurisecolare della storia. Russia e Ucraina sono state unite fino al 1992, in Donbass e nel Donetsk si parla russo, è un loro conflitto regionale che non ci doveva riguardare in alcun modo e invece è stato preso a scusante per arricchire con commesse per centinaia di miliardi pochi mercanti d’armi tedeschi, americani e anche italiani, a scapito degli interessi nazionali di famiglie e imprese.

La russofobia va debellata e non c’è nessun occulto finanziatore che vuole influenzare tramite noi l’opinione pubblica o “inquinare la politica italiana” corrompendo me o i Vannacci di turno con valigette di rubli. Semmai è il contrario, è la propaganda antirussa a essere foraggiata perché nessuno sano di mente troverebbe altrimenti ragioni logiche per supportarla. Solo che così ci avvicinano ogni giorno di più a una guerra distruttiva che la Russia per prima volentieri eviterebbe, se non ce la tiriamo dentro per i capelli devastandone il territorio con centinaia di missili Storm Shadow di fabbricazione francobritannica, depauperandone l’economia con sempre più folli sanzioni e dipingendone i cittadini, atleti e artisti inclusi, come persone non gradite.

Oggi c’è un titolo su Repubblica che attacca una influencer: “Le vacanze italiane di Fedorova, la propagandista espulsa da Parigi”. Xenia Fedorova era una giornalista come me, dirigeva Rt France: è stata cacciata dalla Francia che le ha congelato i conti correnti con l’accusa un po’ vaga di essere “portavoce di campagne di disinformazione”.

Attenti perché se la libertà d’espressione viene messa fuorilegge allora molto presto ci costringerete a pensare che essere considerati fuorilegge sarà l’unico modo di essere liberi. La propaganda è la vostra, perché ci dovete convincere che la merda dei miliardi spesi in armi contro l’interesse delle famiglie è la cioccolata della lotta delle democrazie contro il novello Hitler. Ma la gente ci mette pochissimo a capire che la merda non è cioccolata. Sente la puzza anche se incartata nei fogli colorati del Financial Times

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L’Unione europea ha versato all’Ucraina 220 miliardi di euro, gli Stati Uniti 130 e il Regno Unito 33. Fare la guerra a Putin dal 2022 ci è costato 383 miliardi di euro e quello ancora riesce a mandare i droni al centro di Kiev e a far esplodere gli uffici dei servizi. Poiché la propaganda ci racconta che Zelensky è il campione della democrazia e Putin è il novello Hitler, ci fanno trangugiare anche il piano Ue da 800 miliardi da spendere entro il 2030 denominato Rearm Europe e se esprimi dei dubbi sei un pacifista ingenuo o un “cavallo di Troia” del Cremlino. Vi chiedete mai il perché? La risposta è in un enorme scandalo fatto sparire immediatamente dai giornali, un po’ come la trattativa via sms della Von der Leyen per comprare due miliardi di dosi di vaccini Pfizer al tempo del Covid o i vari acquisti di mascherine farlocche da aziende che mai ne avevano prodotte (ancora si ride in Regione Lazio per i 36 milioni di commessa alla Ecotech che faceva lampadine, dopo sei anni è arrivata la condanna in primo grado ma solo per i due imprenditori, salvi tutti i politici). L’enorme scandalo fatto subito sparire è quello della Datasel, azienda di La Spezia, che è riuscita a farsi dare 70 milioni di euro dal governo dell’Estonia per fornire proiettili da regalare agli ucraini per fare la guerra a Putin. Piccolo particolare: la Datasel non produce munizioni da guerra. Prima ha accampato ritardi nelle consegne, poi ha mandato un po’ di roba inutilizzabile al ministero della Difesa di Tallinn ma in un deposito collocato in un altro Paese europeo. I media estoni se ne sono accorti, è scoppiato lo scandalo e il ministro Hanno Pevkur si è dovuto dimettere. Attenzione: l’Estonia è una nazione microbica con meno abitanti delle Marche, ma pesa moltissimo nell’Ue e Pevkur è stato ministro della Difesa anche quando il premier era Kaja Kallas, attuale braccio destro della Von der Leyen alla Commissione Europea con il ruolo di Alto commissario per la politica estera dell’Unione.

E l’Unione europea per spendere tutta la montagna di miliardi di euro destinati a comprare armi per fare la guerra a Putin ha costituito un fondo denominato ipocritamente European peace facility, per gli amici EPF. I 70 milioni versati dall’Estonia alla Datasel di La Spezia provengono dal fondo EPF e ora raccontano come sia facile spendere miliardi delle nostre tasse e perché i collaboratori di Zelensky hanno i cessi d’oro. La commissione Von der Leyen ha sperimentato nella scorsa legislatura europea con il Covid come sia semplice spendere 200 miliardi in una filiera corta che riguarda poche aziende farmaceutiche e un ristretto indotto comprando vaccini e mascherine: basta inventarsi un’emergenza e saltano tutti i controlli, puoi trattare con Pfizer anche tramite sms che poi fai sparire.

La Von der Leyen 2 ha alzato la posta: non 200 ma 1.000 miliardi perché l’emergenza oggi è battere il novello Hitler e riempire di quattrini e armi il campione della democrazia Zelensky. Anche qui i produttori di armi sono pochi, in Europa prevalentemente tedeschi e italiani, per questo lo scandalo dei 70 milioni per le munizioni fantasma alla Datasel di La Spezia non è mai stato in prima pagina. Probabilmente ne leggete per la prima volta qui e ad oggi comunque è stato fatto sparire dai media, non si può far capire ai cittadini che il fondo EPF è in realtà una gigantesca miliardaria mangiatoia di cui nessuno sa nulla e i cui criteri di spesa soprattutto sono talmente allegri che puoi benissimo versare 70 milioni di euro a un’azienda random che non può soddisfare la commessa, con un meccanismo corruttivo che non è difficile immaginare quando vedi i cessi e i bidet in oro massiccio dell’abitazione di Timur Mindich, amico e socio in affari di Zelensky che si è dato alla macchia quando è caduto in disgrazia e gli hanno anticipato la notizia che sarebbero andati ad arrestarlo. Una volta scrissi che quella su vaccini e mascherine è stata la più grande rapina della storia dell’umanità alla fiscalità generale, cioè alle nostre tasse: 200 miliardi di euro in tre anni.

Il nuovo Covid è Putin, anch’esso nemico da abbattere per giustificare con la propaganda perché si spendono stavolta oltre 1.000 miliardi di euro tra fondo EPF e Rearm Europe per un’emergenza inventata appositamente per rendere agevoli oltre che imperscrutabili i meccanismi corruttivi. Nel frattempo le bollette raddoppiano perché abbiamo deciso che il gas russo a basso costo costo non è etico comprarlo, meglio spendere il quadruplo per approvvigionarci di gas anche liquido da Qatar e Algeria, altri Stati che certamente non brillano per trasparenza.

Così capite perché nel discorso autocelebrativo in Puglia, regione d’origine del commissario europeo Raffaele Fitto che ha organizzato le truppe per far apparire festosa l’accoglienza, Giorgia Meloni non ha citato neanche una volta l’imbarazzante parola “Ucraina”. Così capite perché domani in Sassonia la AfD terremoterà la politica tedesca ed europea con un ragazzo di 35 anni che si chiama Ulrich Siegmund che solo chi legge quotidianamente il mio Substack al link https://marioadinolfi.substack.com sa già chi è ma vedrete che tra 36 ore sarà famosissimo in tutto il mondo ed è stato definito da Der Spiegel “l’uomo più pericoloso di Germania”. Ma sarà stata responsabilità della vera persona più pericolosa di Germania che si chiama Ursula von der Leyen che gestisce dal 2020 l’Ue avendola resa profondamente corrotta usando il Covid e la guerra alla Russia. Ora la risposta dei popoli europei sarà inevitabile domani in Germania, tra sette mesi alle presidenziali francesi e subito dopo alle elezioni politiche italiane se Giorgia Meloni non capirà che è stata votata perché si era opposta a Mario Draghi. Se continua a fare la Draghi in gonnella appiattita sulla Von der Leyen sarà travolta.

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