Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Instagram, in cui un autorevole commentatore israeliano spiega come le decine di attacchi dei coloni a case e famiglia in Cisgiordania non siano episodi a sé stanti, ma facciano parte di una politica governativa mirante all’espulsione tramite il terrore. Con la complicità della UE, e in particolare del governo italiano che insieme alla Germania ha impedito che l’Europa adottasse sanzioni nei confronti dei tel Aviv. Quando c’è da scegliere, crucchi e fascisti stanno sempre da quella parte della storia…Cliccate sul collegamento per il video, con sottotitoli in italiano. Buona lettura e diffusione.
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𝗡𝗢𝗡 «𝗖𝗔𝗡𝗜 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗟𝗧𝗜», 𝗠𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗢𝗥𝗘.
Secondo Gideon Levy, storico editorialista del quotidiano israeliano Haaretz, l’escalation degli attacchi dei coloni contro le comunità palestinesi della Cisgiordania occupata non può essere liquidata come l’iniziativa spontanea di pochi estremisti.
Nell’intervista, Levy sostiene che tutto sia «coordinato, organizzato, sostenuto, finanziato e soprattutto difeso» dall’esercito e dal governo israeliani. La finalità, afferma, sarebbe precisa: terrorizzare i palestinesi, intimidirli, allontanarli dai campi e dalle loro terre, villaggio dopo villaggio, settimana dopo settimana.
Non si tratta, dunque, soltanto della violenza materiale esercitata dai coloni. Il punto centrale è il sistema di protezione e impunità che permette a centinaia di aggressori di continuare ad agire per mesi senza essere fermati o consegnati alla giustizia.
Levy pone quindi la domanda che quasi sempre viene cancellata dal racconto dominante: i palestinesi hanno il diritto di difendere se stessi, le proprie famiglie e le proprie comunità?
Secondo Levy, chi tenta di difendersi rischia ora di «pagare un prezzo infernale», mentre gli aggressori continuano a beneficiare di protezione politica e militare.
Questa non è una faida tra due gruppi equivalenti. È la realtà di una popolazione occupata sottoposta alla violenza di coloni armati, protetti dalle forze dello Stato che controlla militarmente il territorio.
E quando la violenza viene tollerata, accompagnata o protetta dalle istituzioni, chiamarla semplicemente “violenza dei coloni” non basta più. È una politica di espulsione attraverso il terrore.
