Edward Snowden Lancia l’Allarme: l’Occidente come la Cina, l’Algoritmo ci Rende Schiavi Totali.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su X, da Adriàn Ramirez, che ringraziamo per la cortesia. Per vedere il video, cliccate sul collegamento. Buona lettura, visione e condivisione.

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EDWARD SNOWDEN METTE IN GUARDIA IL MONDO

«L’Occidente sta sviluppando la propria versione del “Credito Sociale” cinese. Se le tue azioni si discostano da ciò che il governo si aspetta da te, in breve tempo non potrai più salire su un treno, su un aereo o trovare un lavoro. L’algoritmo deciderà il tuo destino»:

Non si tratterà più di manipolazione, ma di asservimento; ecco perché le rivelazioni di questa intervista sono sconvolgenti per il mondo, ma lo sono ancora di più per i paesi latinoamericani governati da presidenti finanziati dagli Stati Uniti.

1/ Dal Panottico all’algoritmo predittivo

Snowden colloca la discussione al di fuori del quadro classico della sorveglianza di massa (il modello distopico del XX secolo incentrato sul «sapere cosa si pensa»). Il fulcro della sua analisi è lo spostamento verso la governance algoritmica e la disciplina del comportamento.

Quando parla del sistema di credito sociale o della restrizione dei diritti fondamentali (viaggiare, lavorare, accedere ai servizi pubblico-privati), non descrive una dittatura analogica che imprigiona per il solo fatto di avere determinate idee, bensì un’infrastruttura digitale in grado di emarginare automaticamente le persone in base a parametri preconfigurati.

La coercizione non sarà più esercitata da poliziotti alla porta, ma tramite un diniego di accesso emesso in millisecondi da un’API che conoscerà le azioni dei cittadini, persino meglio di loro stessi.

2/ La fallacia dell’«innocenza dei dati»

Uno degli aspetti analiticamente più incisivi è lo smantellamento della consueta narrativa difensiva del «non ho nulla da nascondere».

Snowden scompone l’anatomia dei dati non strutturati per mostrare l’emergere della verità attraverso l’aggregazione, sulla base di due rivelazioni:

– La causalità aggregata: un dato di localizzazione presso Starbucks non dice nulla; tuttavia, la sequenza spazio-temporale (Starbucks > Ospedale > Telefonata notturna a una madre > Clinica oncologica) costruisce un evento esistenziale catastrofico senza bisogno di intercettare il contenuto della chiamata.

– La trappola dei metadati: il potere tecnopolitico non ha bisogno di violare la crittografia end-to-end delle comunicazioni. Gli basta mappare il grafo delle relazioni e la topologia del comportamento. I metadati sono la radiografia strutturale della vita sociale.

3/ Economia politica dei dati: dalla cattura all’estrattivismo

Snowden sottolinea la convergenza definitiva tra lo Stato di sorveglianza e il capitalismo delle piattaforme, all’interno del quale le aziende tecnologiche e gli apparati di sicurezza statali operano in una catena del valore simbiotica e triadica:

I. Estrazione: la vita quotidiana trasformata in «materia prima» gratuita generata dai dispositivi di consumo.

II. Finanziarizzazione e commercializzazione: la conversione del comportamento umano in attività negoziabili.

III. Espropriazione dell’Agenzia: il prodotto non è l’informazione, bensì la soggettività. Si commercia con il passato e il futuro delle persone per privatizzare la capacità di prevedere (e plasmare) il comportamento umano.

4/ L’espropriazione del potere popolare

La conclusione che ne emerge tocca il nucleo della filosofia politica moderna e il punto verso cui convergono tutti i segnali d’allarme: la sovranità.

Se un intricato sistema opaco di algoritmi, alimentato da metadati raccolti in vuoti giuridici, determina quali storie siano legittime e chi abbia diritto alla mobilità o al lavoro, è ora di ammetterlo: la democrazia sta agonizzando.

Non c’è sovranità popolare né democrazia possibile se i dati che costituiscono l’identità individuale e collettiva vengono recintati, privatizzati e monetizzati per riscrivere le regole del controllo sociale dagli uffici delle multinazionali o dalle agenzie di intelligence.

5/ Siamo chiari

L’intervento di Snowden sintetizza perfettamente il dramma della nostra epoca, ma soprattutto il dramma del nostro presente: l’infrastruttura che era arrivata come opportunità di emancipazione e democratizzazione delle voci si è rivelata una trappola. O meglio, una prigione.

Grazie alla struttura degli incentivi, alle complicità statali e alla mancanza di scrupoli delle grandi aziende, ci sono voluti decenni per scoprire i primi fili del meccanismo di tracciabilità e controllo sociale più segreto, potente e ineludibile della storia, che incombe sulle nostre teste.

Ma ormai ci siamo, con la corda al collo. Tra tutte le domande che potremmo porci davanti allo specchio, solo una conta davvero: cosa faremo per uscirne?

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