Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, ringraziando di cuore l’autore, questo articolo pubblicato dal prof. Ettore Gotti Tedeschi su La Verità di oggi.
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LA REALTA’ ED I SOGNI SULLE IMMIGRAZIONI
che vanno capite
Su LA VERITA’ del 30giugno il direttore Maurizio Belpietro ha scritto un editoriale sulle immigrazioni, ormai diventate un Dogma, in realtà ingiustificabili come si vorrebbe da ogni punto di vista (umanitario, economico, e sociale). Le considerazioni proposte da Belpietro chiedono di aprire una discussione e impongono una domanda: “le immigrazioni sono un fine o un mezzo? E se mezzo, per quale fine?”.
Anche oggi (2 luglio) sempre su La Verità, Gianluigi Paragone riferisce l’intervista alla Stampa di una famosa ex Ministra che dichiara dogmaticamente che gli stranieri ci servono per il nostro sistema produttivo. Certo, i dogmi non devono essere dimostrati, altrimenti che dogmi sarebbero? Ma la loro validità si fonda sulla Autorevolezza di chi li impone. E qui casca l’asino… metafora di Euclide del “pons asinorum”.
I-Le immigrazioni sono un necessario ed adattato mezzo per uno specifico fine, il sincretismo religioso. l’ONU lo ha spiegato chiaramente da decenni.
Per cercare di capire (se si vuole capire) se le immigrazioni sono mezzo o fine, è indispensabile studiare e capire i progetti del “world order “ di Henry Kissinger (1972), ma qui oggi mi limito ad alcune dichiarazioni (al Corriere della Sera 11.5.2016) del segretario generale dell’ONU (tra il 2007 e fine 2016) , il sudcoreano Ban-Ki-Moon. A proposito delle immigrazioni dichiarò, (o ordinò?), che “ …lungi da rappresentare una minaccia, gli immigrati contribuiscono alla crescita e sviluppo economico. C’è bisogno di maggiori misure per promuovere la loro inclusione. I Governanti devono pronunciarsi con forza verso le discriminazioni e intolleranze e contrastare quanti cerchino di ottenere voti (!!!) installando paure e contrapposizioni. Propongo un accordo per immigrazioni sicure, ordinate e regolari“.
Ma c’è di più. Il precedente segretario generale dell’Onu (dal 1997 al 2006), Kofi Annan (ghanese anglicano), aveva detto ben di più alla conferenza per la pace (New York, 2000), spiegando che per realizzare la pace universale è necessario creare sincretismo religioso e una nuova religione universale, grazie (anche) alla immigrazione di popoli con cultura e religione diversa. Subito esponenti della Chiesa cattolica confermarono che la multiculturalità arricchisce….
II° Nella Chiesa molti veri grandi e autorevoli autorità morali avevano capito il progetto di sincretismo quale fine vero. Altri lo hanno invece sostenuto.
San Giovanni Paolo II parlò dei “limiti della accoglienza” invitando i governanti dei paesi accoglienti a tutelare il proprio “bene comune “evitando una applicazione indiscriminata delle immigrazioni che possa danneggiare la comunità accogliente ((Laborem Exercens). Benedetto XVI (Caritas in Veritate) considerava un diritto “non emigrare” sostenendo i migranti nella terra natia. (“rinunciato”). Il card. Giacomo Biffi parlava di accoglienza subordinata alla salvaguardia della identità cattolica e proponeva immigrazione selettiva da paesi cattolici per timore della minaccia islamica. Il card. Robert Sarah, guineano, considera oggi l’immigrazione un grave danno per il paese ospitante così come per quello di origine e riferendosi all’Africa ha invitato a aiutarla a casa sua.
Il Papa Predecessore di Leone XIV, spiegava invece che gli immigrati si devono “ accogliere, proteggere, promuovere, integrare, perché son parte del nostro futuro ed è “peccato grave” essere contrari (Fratelli Tutti). Condannò chi non accoglieva i migranti definendoli un “dono di Dio” e paragonandoli alla Sacra Famiglia.
III° Le spiegazioni numeriche matematiche e statistiche fornite per convincere, cercano di spiegare l’inspiegabile. I dati differiscono secondo le fonti e la spiegazione non segue mai il sillogismo aristotelico, essendo forzatamente finalizzate al messaggio conclusivo della “ indispensabilità delle immigrazioni” “ignorando premesse e considerazioni.
L’Italia differentemente da tutti gi altri paesi europei non ha storia di immigrazioni. Fino all’inizio del 1970 gli immigrati erano meno del 0.25% (2.5per mille) della popolazione italiana di 59 milioni, oggi sono circa il 10%. Dal 2000 ad oggi il numero di immigrati è cresciuto del 350%. Senza immigrati, grazie alla bassissima natalità, l’Italia avrebbe lo stesso numero del 1970: 53 milioni. Ma non è quello che si voleva e si predicava perché eravamo troppi sul pianeta? O il progetto era un altro, come sospettato prima? Cioè creare un gap di popolazione da riempire con altre culture e religioni?.
Si rifletta in proposito che dal 1970 il crollo del tasso di natalità in Italia (a tasso di fertilità fino al 1970) ha fatto perdere 18 milioni di non nati e la legge 194 altri 6 mio di abortiti. Totale 24 milioni, 5 volte circa gli immigrati “compensativi”. Curioso, ma coerente con il fine, no?
In più curiosamente in Italia la redistribuzione degli immigrati a livello europeo non è mai stata attuata. La politica di espulsione bloccata (fino all’attuale Governo). L’ Immigration Compact mai discusso. Curioso no?
IV° Gli immigrati lavoratori non sembrano poter generare le ricchezza proposta. La provenienza degli immigrati è per quasi un 70% Est Europa e Africa. Le religioni professate stimano che il 35% è di religione islamica, 30% ortodossi protestanti e solo il 15% cattolici.
Su 5.6 milioni di immigrati solo 2.6 mio sono occupati in qualche lavoro (Badanti e colf 30%, agricoltura 20%, ristorazione20 %, edilizia 18%, trasporti 13%) cioè lavori poveri con redditi bassi (15-16.000 euro/ anno) con altissimo sommerso e nero e pertanto con contributi altrettanto poveri. In più è sconosciuto il numero di NO Tax Area. Molti immigrati sono stagionali e con contratto a tempo determinato a termine sono più del 70%. Lavoratori con contratto a tempo indeterminato dovrebbero essere il 29%
Oltre agli immigrati disoccupati (12% circa), la quota di impiegati di concetto sembra essere la più bassa d’Europa (2%). Circa 380mila immigrati son già pensionati, 52.000 sussidiati in vari modo (ex reddito di cittadinanza, ora di inclusione). Le Rimesse in patria dovrebbe essere intorno ai 9 Mld anno (fonte Bd’I), circa il 10% del reddito netto totale degli immigrati. La contribuzione degli immigrati al nostro bilancio (e pensioni) è materia di litigio, grazie alle fonti indipendenti o no che si contraddicono. C’è chi spiega che il loro saldo positivo (contributi 39mld meno prestazioni 34.5 mld) è di 4.5Mld, altri, che partono dalla analisi dei contributi individual ,parlano di 18.5 Mld di contribuzioni e conseguentemente di disavanzo.
Per i costi, che sono fondamentali, il problema diventa di carattere kafkiano. I costi di rimpatrio stimati tra 5 e 10mila euro per un totale di rimpatri di 6-7000anno. I costi della criminalità si aggirano intorno al miliardo (33%dei carcerati è islamico per un costo di 50.000 anno significa i Mld.. In più ci sono i costi di prima integrazione-accoglienza ai porti e alle frontiere. Non tratto il tema e il “costo della paura” …
V° Ma c’è obbligatoriamente anche una considerazioni chiave, conseguente a questi disaccordi sui dati: le pensioni che gli immigrati ci pagheranno
Il calcolo vantaggi /costi e la cosiddetta “necessità” di mano d’opera, mira suggestivamente, a farci temere che le nostre pensioni non verranno pagate senza immigrati. In realtà le nostra pensioni attuali (e le loro attuali) è lo Stato, che con maggiori tasse già integra le contribuzioni pagando il deficit pensionistico (fonte Inps Ragioneria dello stato) con maggiori tasse imposte a chi le paga – (Spese pensionistiche 350Mld, entrate 260Mld, deficit integrato dallo Stato circa 90Mld) .Non i migranti. E allo Stato i soldi li dà un terzo degli italiani che paga il 77% dell’Irpef, perché il 43% evade, è esente o in No Tax Area. Poiché il Deficit italiano è circa 70Mld anno (3.1% pil) gli immigrati non mi pare che contribuiscano a detto deficit. .
Le pensioni degli immigrati saranno proporzionate ai contributi pagati. Poiché lavorano in settori poveri (domestico, agricolo..) e le stime contribuzioni procapite sono: Irpef 1.500 e Inps 5.500 Ci si dovrebbe domandare come potranno pagarsi la pensione se non attingendo alle sovvenzioni dallo stato.
Ma il nostro Paese poi non è ricco come altri paesi europei, anzi. Nel 2010 il reddito medio italiano era circa il 63% di Francia e Germania, oggi è il 57%. Non ce lo possiamo permettere di pagare una illusione utopistica.
VI°. C’è realmente una “necessità, prioritaria” di immigrati per rendere competitivo con il loro lavoro il nostro Paese? Gli immigrati sarebbero “necessari” o giustificati se il bisogno fosse reale, se non ci fosse disponibilità di mano d’opera, E qui la risposta è più facile e inquietante. Noi abbiamo sovrappiù di mano d’opera.. La “necessità” di immigrati è spiegata o dal bisogno non soddisfatto di competenze specifiche, non disponibili, o di vero vuoto operativo da colmare per il sistema produttivo italiano, conseguentemente per il bene comune.
Ma non è affatto così, noi abbiamo “potenziali lavoratori “ italiani, direi almeno due o tre volte gli immigrati occupati … Ed è un fatto grave che sia ignorato. La Forza Lavoro dichiarata in Italia (tra i 15 e i 64anni,età pensionabile) su cui si calcola il tasso di disoccupazione è di circa 25milioni di italiani. Ma non tiene conto degli “Inattivi” (13 milioni).Molti di questi sono “ giustificati “ (casalinghe 6mio e 2 milodi studenti) e sono circa 8 milioni, ma gli ingiustificati sono quelli chiamati “scoraggiati” (tra 14 e 34 anni) che non vogliono lavorare a meno che non siano ben pagati, in un lavoro sotto casa e mai di sabato e domenica. Sono I famosi NEET Not in Educatio,Employment, Training, che dovrebbero assommare, in funzione delle definizioni, a circa 4-6 Mio (per differenza matematica del totale verso inattivi giustificati: 13-8= 5)). Sono quasi pari al totale immigrati e il doppio degli immigrati che lavora. Esiste poi il problema della Disoccupazione Giovanile (15-24 anni), 20% del totale, 34% nel Sud, fino a 50% in alcune regioni / Campania, Calabria,Sicilia) dove curiosamente però lavorano centinaia di migliaia di immigrati. Esemplare è il caso Campania con 5.6 milioni di abitanti, il tasso di disoccupazione totale è 18%,quello giovanile (15-24 anni) 50%. Ma ciononostante gli immigrati sono 276mila di cui occupati circa 100mila. Anche il caso Sicilia è esemplificativo, su 4.8 mio abitanti, e il tasso disoccupazione totale del 18%, e quella giovanile circa 50%, gli Immigrati sono 206 mila, di cui occupati 75mila.
Sintesi. Le immigrazioni sono un mezzo (dichiarato) per realizzare sincretismo religioso. Pertanto le valutazioni economiche dei vantaggi /costi possono essere materia di opinione, perché finalizzati (e con dati spesso contraddittori). Per la storia delle pensioni che dovrebbero pagarci, temo sia l’opposto. Per rispondere all’imposizione del dogma della loro indispensabilità al processo produttivo italiano, mi limito a riferire i numeri trovati sulla disoccupazione “inattiva” e giovanile che vale due o tre volte il numero di immigrati occupati.
Poveri immigrati, non è colpa loro. Potete immaginare pertanto chi “remigrerei” io, magari con minaccia di scomunica perché sostenitori di una quasi-eresia: il sincretismo.
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2 commenti su “Immigrazione in Italia: Sogni e Miti Confutati dai Numeri, e dalla Realtà. Ettore Gotti Tedeschi.”
Caro Gotti Tedeschi , la realtà è ben peggio . Negli ultimi 10anni gli stupri a noi donne da parte di immigrati son cresciuti del 300% . come li classifica lei? “Compensatori di maschi locali impotenti che non sanno più fare figli?”
Ineccepibile inconfutabile indiscutibile ….
Perciò rileggendo la premessa : “IRREALIZZABILE “ sia la remigrazione sia la minaccia di scomunica ai vescovi e preti pro immigrati per sincretismo . Che fanno a Roma? Scomunicano se stessi?