Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, ringraziando di cuore l’autore, questo articolo pubblicato dal prof. Ettore Gotti Tedeschi su La Verità di oggi.
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LA REALTA’ ED I SOGNI SULLE IMMIGRAZIONI
che vanno capite
Su LA VERITA’ del 30giugno il direttore Maurizio Belpietro ha scritto un editoriale sulle immigrazioni, ormai diventate un Dogma, in realtà ingiustificabili come si vorrebbe da ogni punto di vista (umanitario, economico, e sociale). Le considerazioni proposte da Belpietro chiedono di aprire una discussione e impongono una domanda: “le immigrazioni sono un fine o un mezzo? E se mezzo, per quale fine?”.
Anche oggi (2 luglio) sempre su La Verità, Gianluigi Paragone riferisce l’intervista alla Stampa di una famosa ex Ministra che dichiara dogmaticamente che gli stranieri ci servono per il nostro sistema produttivo. Certo, i dogmi non devono essere dimostrati, altrimenti che dogmi sarebbero? Ma la loro validità si fonda sulla Autorevolezza di chi li impone. E qui casca l’asino… metafora di Euclide del “pons asinorum”.
I-Le immigrazioni sono un necessario ed adattato mezzo per uno specifico fine, il sincretismo religioso. l’ONU lo ha spiegato chiaramente da decenni.
Per cercare di capire (se si vuole capire) se le immigrazioni sono mezzo o fine, è indispensabile studiare e capire i progetti del “world order “ di Henry Kissinger (1972), ma qui oggi mi limito ad alcune dichiarazioni (al Corriere della Sera 11.5.2016) del segretario generale dell’ONU (tra il 2007 e fine 2016) , il sudcoreano Ban-Ki-Moon. A proposito delle immigrazioni dichiarò, (o ordinò?), che “ …lungi da rappresentare una minaccia, gli immigrati contribuiscono alla crescita e sviluppo economico. C’è bisogno di maggiori misure per promuovere la loro inclusione. I Governanti devono pronunciarsi con forza verso le discriminazioni e intolleranze e contrastare quanti cerchino di ottenere voti (!!!) installando paure e contrapposizioni. Propongo un accordo per immigrazioni sicure, ordinate e regolari“.
Ma c’è di più. Il precedente segretario generale dell’Onu (dal 1997 al 2006), Kofi Annan (ghanese anglicano), aveva detto ben di più alla conferenza per la pace (New York, 2000), spiegando che per realizzare la pace universale è necessario creare sincretismo religioso e una nuova religione universale, grazie (anche) alla immigrazione di popoli con cultura e religione diversa. Subito esponenti della Chiesa cattolica confermarono che la multiculturalità arricchisce….
II° Nella Chiesa molti veri grandi e autorevoli autorità morali avevano capito il progetto di sincretismo quale fine vero. Altri lo hanno invece sostenuto.
San Giovanni Paolo II parlò dei “limiti della accoglienza” invitando i governanti dei paesi accoglienti a tutelare il proprio “bene comune “evitando una applicazione indiscriminata delle immigrazioni che possa danneggiare la comunità accogliente ((Laborem Exercens). Benedetto XVI (Caritas in Veritate) considerava un diritto “non emigrare” sostenendo i migranti nella terra natia. (“rinunciato”). Il card. Giacomo Biffi parlava di accoglienza subordinata alla salvaguardia della identità cattolica e proponeva immigrazione selettiva da paesi cattolici per timore della minaccia islamica. Il card. Robert Sarah, guineano, considera oggi l’immigrazione un grave danno per il paese ospitante così come per quello di origine e riferendosi all’Africa ha invitato a aiutarla a casa sua.
Il Papa Predecessore di Leone XIV, spiegava invece che gli immigrati si devono “ accogliere, proteggere, promuovere, integrare, perché son parte del nostro futuro ed è “peccato grave” essere contrari (Fratelli Tutti). Condannò chi non accoglieva i migranti definendoli un “dono di Dio” e paragonandoli alla Sacra Famiglia.
III° Le spiegazioni numeriche matematiche e statistiche fornite per convincere, cercano di spiegare l’inspiegabile. I dati differiscono secondo le fonti e la spiegazione non segue mai il sillogismo aristotelico, essendo forzatamente finalizzate al messaggio conclusivo della “ indispensabilità delle immigrazioni” “ignorando premesse e considerazioni.
L’Italia differentemente da tutti gi altri paesi europei non ha storia di immigrazioni. Fino all’inizio del 1970 gli immigrati erano meno del 0.25% (2.5per mille) della popolazione italiana di 59 milioni, oggi sono circa il 10%. Dal 2000 ad oggi il numero di immigrati è cresciuto del 350%. Senza immigrati, grazie alla bassissima natalità, l’Italia avrebbe lo stesso numero del 1970: 53 milioni. Ma non è quello che si voleva e si predicava perché eravamo troppi sul pianeta? O il progetto era un altro, come sospettato prima? Cioè creare un gap di popolazione da riempire con altre culture e religioni?.
Si rifletta in proposito che dal 1970 il crollo del tasso di natalità in Italia (a tasso di fertilità fino al 1970) ha fatto perdere 18 milioni di non nati e la legge 194 altri 6 mio di abortiti. Totale 24 milioni, 5 volte circa gli immigrati “compensativi”. Curioso, ma coerente con il fine, no?
In più curiosamente in Italia la redistribuzione degli immigrati a livello europeo non è mai stata attuata. La politica di espulsione bloccata (fino all’attuale Governo). L’ Immigration Compact mai discusso. Curioso no?
IV° Gli immigrati lavoratori non sembrano poter generare le ricchezza proposta. La provenienza degli immigrati è per quasi un 70% Est Europa e Africa. Le religioni professate stimano che il 35% è di religione islamica, 30% ortodossi protestanti e solo il 15% cattolici.
Su 5.6 milioni di immigrati solo 2.6 mio sono occupati in qualche lavoro (Badanti e colf 30%, agricoltura 20%, ristorazione20 %, edilizia 18%, trasporti 13%) cioè lavori poveri con redditi bassi (15-16.000 euro/ anno) con altissimo sommerso e nero e pertanto con contributi altrettanto poveri. In più è sconosciuto il numero di NO Tax Area. Molti immigrati sono stagionali e con contratto a tempo determinato a termine sono più del 70%. Lavoratori con contratto a tempo indeterminato dovrebbero essere il 29%
Oltre agli immigrati disoccupati (12% circa), la quota di impiegati di concetto sembra essere la più bassa d’Europa (2%). Circa 380mila immigrati son già pensionati, 52.000 sussidiati in vari modo (ex reddito di cittadinanza, ora di inclusione). Le Rimesse in patria dovrebbe essere intorno ai 9 Mld anno (fonte Bd’I), circa il 10% del reddito netto totale degli immigrati. La contribuzione degli immigrati al nostro bilancio (e pensioni) è materia di litigio, grazie alle fonti indipendenti o no che si contraddicono. C’è chi spiega che il loro saldo positivo (contributi 39mld meno prestazioni 34.5 mld) è di 4.5Mld, altri, che partono dalla analisi dei contributi individual ,parlano di 18.5 Mld di contribuzioni e conseguentemente di disavanzo.
Per i costi, che sono fondamentali, il problema diventa di carattere kafkiano. I costi di rimpatrio stimati tra 5 e 10mila euro per un totale di rimpatri di 6-7000anno. I costi della criminalità si aggirano intorno al miliardo (33%dei carcerati è islamico per un costo di 50.000 anno significa i Mld.. In più ci sono i costi di prima integrazione-accoglienza ai porti e alle frontiere. Non tratto il tema e il “costo della paura” …
V° Ma c’è obbligatoriamente anche una considerazioni chiave, conseguente a questi disaccordi sui dati: le pensioni che gli immigrati ci pagheranno
Il calcolo vantaggi /costi e la cosiddetta “necessità” di mano d’opera, mira suggestivamente, a farci temere che le nostre pensioni non verranno pagate senza immigrati. In realtà le nostra pensioni attuali (e le loro attuali) è lo Stato, che con maggiori tasse già integra le contribuzioni pagando il deficit pensionistico (fonte Inps Ragioneria dello stato) con maggiori tasse imposte a chi le paga – (Spese pensionistiche 350Mld, entrate 260Mld, deficit integrato dallo Stato circa 90Mld) .Non i migranti. E allo Stato i soldi li dà un terzo degli italiani che paga il 77% dell’Irpef, perché il 43% evade, è esente o in No Tax Area. Poiché il Deficit italiano è circa 70Mld anno (3.1% pil) gli immigrati non mi pare che contribuiscano a detto deficit. .
Le pensioni degli immigrati saranno proporzionate ai contributi pagati. Poiché lavorano in settori poveri (domestico, agricolo..) e le stime contribuzioni procapite sono: Irpef 1.500 e Inps 5.500 Ci si dovrebbe domandare come potranno pagarsi la pensione se non attingendo alle sovvenzioni dallo stato.
Ma il nostro Paese poi non è ricco come altri paesi europei, anzi. Nel 2010 il reddito medio italiano era circa il 63% di Francia e Germania, oggi è il 57%. Non ce lo possiamo permettere di pagare una illusione utopistica.
VI°. C’è realmente una “necessità, prioritaria” di immigrati per rendere competitivo con il loro lavoro il nostro Paese? Gli immigrati sarebbero “necessari” o giustificati se il bisogno fosse reale, se non ci fosse disponibilità di mano d’opera, E qui la risposta è più facile e inquietante. Noi abbiamo sovrappiù di mano d’opera.. La “necessità” di immigrati è spiegata o dal bisogno non soddisfatto di competenze specifiche, non disponibili, o di vero vuoto operativo da colmare per il sistema produttivo italiano, conseguentemente per il bene comune.
Ma non è affatto così, noi abbiamo “potenziali lavoratori “ italiani, direi almeno due o tre volte gli immigrati occupati … Ed è un fatto grave che sia ignorato. La Forza Lavoro dichiarata in Italia (tra i 15 e i 64anni,età pensionabile) su cui si calcola il tasso di disoccupazione è di circa 25milioni di italiani. Ma non tiene conto degli “Inattivi” (13 milioni).Molti di questi sono “ giustificati “ (casalinghe 6mio e 2 milodi studenti) e sono circa 8 milioni, ma gli ingiustificati sono quelli chiamati “scoraggiati” (tra 14 e 34 anni) che non vogliono lavorare a meno che non siano ben pagati, in un lavoro sotto casa e mai di sabato e domenica. Sono I famosi NEET Not in Educatio,Employment, Training, che dovrebbero assommare, in funzione delle definizioni, a circa 4-6 Mio (per differenza matematica del totale verso inattivi giustificati: 13-8= 5)). Sono quasi pari al totale immigrati e il doppio degli immigrati che lavora. Esiste poi il problema della Disoccupazione Giovanile (15-24 anni), 20% del totale, 34% nel Sud, fino a 50% in alcune regioni / Campania, Calabria,Sicilia) dove curiosamente però lavorano centinaia di migliaia di immigrati. Esemplare è il caso Campania con 5.6 milioni di abitanti, il tasso di disoccupazione totale è 18%,quello giovanile (15-24 anni) 50%. Ma ciononostante gli immigrati sono 276mila di cui occupati circa 100mila. Anche il caso Sicilia è esemplificativo, su 4.8 mio abitanti, e il tasso disoccupazione totale del 18%, e quella giovanile circa 50%, gli Immigrati sono 206 mila, di cui occupati 75mila.
Sintesi. Le immigrazioni sono un mezzo (dichiarato) per realizzare sincretismo religioso. Pertanto le valutazioni economiche dei vantaggi /costi possono essere materia di opinione, perché finalizzati (e con dati spesso contraddittori). Per la storia delle pensioni che dovrebbero pagarci, temo sia l’opposto. Per rispondere all’imposizione del dogma della loro indispensabilità al processo produttivo italiano, mi limito a riferire i numeri trovati sulla disoccupazione “inattiva” e giovanile che vale due o tre volte il numero di immigrati occupati.
Poveri immigrati, non è colpa loro. Potete immaginare pertanto chi “remigrerei” io, magari con minaccia di scomunica perché sostenitori di una quasi-eresia: il sincretismo.
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9 commenti su “Immigrazione in Italia: Sogni e Miti Confutati dai Numeri, e dalla Realtà. Ettore Gotti Tedeschi.”
Un articolo a tutto campo, per quanto il campo sia vasto, e fa piacere che Gotti Tedeschi si sia impegnato a darci una visione precisa dell’immigrazione forzata in italia (e in Europa). Credo che manchino altri argomenti importanti come l’impegno finanziario che il Paese sta sostenendo per far vivere questa massa, in veritá poco produttiva, anche se dicitur sía inserita nel lavoro sommerso, che come sappiamo é di difficile valutazione e che é limitato da un certo numero di rientri di capitale nei paesi di origine. Senza dimenticare che la quota di lavoro irregolare o non dichiarato come quello casalingo, ha una struttura non elastica che non può avere incrementi nei settori produttivi sempre piú in calo o rigidi come quelli italiani vessati da tasse assurde e controlli e purtroppo sempre minori evasioni fiscali.
Non é sbagliato dire che questi stranieri irregolari in Italia sono solo fonte di dispendio di energie finaziarie, definiamole “gettate via”, a fondo perduto, perchè sembrano non dare nè perseguire alcun fine logico di crescita in alcun settore della società. Ogni Ministero ha nel suo stato di previsione voci di spesa sostenute e rimpinguate, a scapito delle esigenze italiane (Sanità, istruzione commercio, industria e agricoltura) in una politica voluta su base deficit del Governo centrale, che consiste in veri e propri buchi neri di bilancio voluti, e tutto per consentire a questa gente di vivere con molta facilitá e agiatamente, ma che per somme algebriche fatte, non da alcun contributo positivo al nostro paese ospitante. Interni, Grazia e Giustizia e altri dicasteri mantengono spese elevatissime tipo per carceri e polizia, dove il 10 % della popolazione immigrata riesce a delinquere e a far danni per il 50 % delle fattispecie penalmente perseguite e per forse un altro 20% di quelle non ancora individuate e pertanto rimaste impunite.
Credo che il fine di avere stranieri soggetti ad esigenze materiali, primarie e istintuali, spesso a nullo livello culturale (slegati dall’affezione storica alle nuove terre invase e pronti a qualunque situazione, disperati, poveri e senza nulla da difendere e senza valori etici) unito alla piaga di una falsa religione sincretista vada visto più nel fine della destabilizzazione della Nazione. Il target é far perdere il significato di Patria e di “proprio territorio”. Quindi la parola “nazione” andrá cancellata o non piú intesa nell’accezione di storia, tradizione e cultura di un popolo su un territorio amato, e sará cosí agevolata e concretata una cessione di sovranità nazionale vs. un potere sovraordinato generale, in un nuovo Ordine Mondiale che governerà con scettro di ferro.
In parte è vero che gli immigrati ci servono: infatti oramai sono rari gli italiani che sono disponibili ad eseguire lavori umili o faticosi (es. braccianti agricoli, muratori, facchini, badanti, ecc ). Tutti preferiscono impieghi meno pesanti e meglio pagati; questo è un dato di fatto inconfutabile. Tuttavia anche i lavori pesanti sono necessari in uno Stato: la produzione agricola, la costruzione o la manutenzione di abitazioni, uffici, strade, aeroporti, stazioni, la produzione industriale, ecc. sono assolutamente indispensabili per l’esistenza stessa di uno Stato. Lo spirito di sacrificio se lo sono dimenticati in tanti, troppi. Un tempo, andare in ristorante era un evento; oggi si spende e si spande senza pensare al domani. Ci sono i vestiti griffati (anche per indumenti da lavoro!), smartphone ultimo modello, auto elettriche di lusso, viaggi e hotel, locali di svago, abbonamenti a TV, palestre, ecc. Quando ero un ragazzo ci si incontrava con gli amici a casa, e mangiare un gelato o una pizza era un evento, come pure acquistare un bel vestito, che doveva durare anni! Eppure la mia non era una famiglia povera. Io sono un professionista che oggi non manca di nulla, eppure faccio tuttora economia: aggiusto le cose che si rompono, eseguo i restauri della casa, pulisco il giardino, dopo il lavoro coltivo il terreno, taglio gli alberi, faccio legna anche per gli anziani genitori, li accudisco in tante cose, ho imparato ad usare e riparare gli attrezzi (motoseghe, trapani, seghe, decespugliatori, martelli pneumatici, saldatrici, ecc.), produco frutta per tutta la famiglia e per gli amici o i vicini, costruisco e tengo pulite le strade poderali anche per i confinanti, rifaccio i tetti della mia casetta in campagna, riparo recinzioni e cancelli. Tutto questo dopo il mio durissimo lavoro di professionista e aver avuto cura della mia famiglia. Ma non trovo mai un amico con cui condividere il lavoro e i frutti… Che l’immigrazione di massa sia un’operazione di bieca speculazione è più che evidente. Ma dovremmo fare un esame di coscienza anche sulle responsabilità del nostro modo di vivere sregolato.
Non dobbiamo rassegnarci alla cancellazione degli indoeuropei. Basta poco per invertire la rotta. Occorre crederci.
Possiamo far risalire il piano migratorio, che insieme quelli di denatalita’ ed abortivi creano lo spazio demografico per ” giustificarla ”, agli anni venti dello scorso secolo, autore Kalergi con il manifesto Paneuropeo. Sappiamo che lo stesso era, per cosi’ dire, impegnato nella ribollente fucina di quelle ” cupe officine ” di cui parla la Pascendi Dominici Gregis di Pio X . In essa e’ durissima la condanna al modernismo, agli albori, che attualmente affligge la Chiesa. Veramente ragguardevole lo Spirito Profetico di questo Papa che ne aveva intuito gli sviluppi. Comunque preparato il terreno da oltre un secolo si procede verso l’ d’approdo finale: un unica religione mondiale che accorpi ogni credenza. E’ mia opinione che a tale scopo sono stati redatti i documenti conciliari onde poter, utilizzando raffinati artefizi verbali, non perimetrarli con la Dottrina Bimillenaria. Tanto e’ vero che a tutt ‘oggi, nonostante i gravissimi problemi, nulla e’ stato fatto e nulla credo si intenda fare. Ergo vanno bene cosi’. Sono una sorte di calderone nel quale puo’ entrare di tutto ( tranne la vera Dottrina Cattolica ), purche’ ammantato di ” amore e misericordia ”. Certo i piani del Signore non li conosciamo, ma sicuramente non prevedono la religione unica senza la Conversione a Cristo.
C’è un altro fattore fondamentale che pochi prendono in dovuta considerazione (tranne gli spietati oligarchi e i loro più fedeli associati…): massicci flussi migratori in presenza di un’economia stagnante o a bassa crescita permettono un abbattimento significativo dei salari e degli standard lavorativi, proprio per la sovrabbondanza di manodopera con scarsissimo potere contrattuale in presenza di una diffusa ed endemica disoccupazione.
Secondo questa perversa logica, dato che l’obiettivo primario di padroni d’Occidente è quello di competere con la Cina — che ha salari e costi di produzione ancora relativamente bassi rispetto ai nostri, anche se in crescita progressiva — occorre ‘imbastardire’ progressivamente il mercato del lavoro in Occidente per omologarlo agli standard cinesi.
Chi trae profitto da questa guerra al ribasso (ma solo nel breve termine…) sono i ‘padroni’, che possono permettersi di pagar meno la manodopera e di investire meno utili aziendali nella sicurezza sul lavoro, nella formazione ecc.
Chi ci rimette sono gli autoctoni disoccupati, dato che in queste condizioni è molto più difficile trovare un lavoro decente; come pure quelli occupati (stipendi più bassi, peggiori condizioni lavorative ecc.); come pure i migranti (molti dei quali soggetti a una spietata tratta dei trafficanti di uomini; poi ci sono l’insicurezza legata alla loro ‘provvisorietà’ e alle mutevoli leggi dei paesi ospiti, oltre ai problemi di lingua, di integrazione, di discriminazione, di bassi stipendi, pensioni e tutele, di scarse possibilità di crescita professionale ecc.).
Un altro obiettivo dei praticanti del ‘divide et impera’ è proprio questo: dividere il popolo trasformandolo in un ‘crogiolo di popoli’: una perenne ‘torre di babele’ in cui si fa sempre più fatica, dal ‘basso’, a comunicare, a rispettarsi, a fidarsi gli uni degli altri, a coordinarsi e sostenersi reciprocamente nella lotta per la giustizia, per la difesa dei diritti fondamentali di tutti e di ciascuno, per la tutela della famiglia e dell’educazione dei figli, della salute, per il rispetto dell’ambiente, per la pace tra le nazioni e all’interno delle nazioni ecc.
Ogni volta che si cita papa Francesco mi ritorna alla mente quella messa celebrata a Fatina tra drappi e candele nere (tipiche dei riti satanici che utilizzano candele nere o colorate, mentre il rito cattolico le impone di colore bianco) l’Ostensorio con sette raggi (come la stella a sette punte di Aleister Crowley) e senza più il Cristo Crocefisso, ma con un Cristo liberato dalla Croce del Mistero. Senza poi ricordare Pacha Mama, e la visita il giorno prima di morire al simbolo – ammalato e pronto per l’Ottava Sfera – della fondatrice della civiltà dell’aborto: un assassinio di individui incapaci di difendersi, che mi fa rizzare i capelli da abortista che ero… E quando lo vedo a Santa Marta penso che lo abbia fatto per paura di fare la fine di un predecessore. L’assassinio è sempre stato di casa in Vaticano. Purtroppo, forse per fare un dispetto a Trump, anche Leone, ricordando il suo predecessore, è andato a Lampedusa. Facendo così perdere la speranza in un cambiamento di passo di una politica vaticana che l’ha portata allo sfascio inarrestabile. Adesso le Chiese saranno sempre più vuote. Tra i nostri “fratelli” che scappano da guerre e carestie ci sono i delinquenti che in patria hanno vita difficile (per motivi tribali) e vengono nell’Italia dell’accoglienza fraterna dove si delinque, con il consenso dei fratelli cattolici e degli storici nemici della Chiesa, noti e arcinoti per la loro politica di distruzione della morale di un popolo dalle fondamenta cristiane, da rendere privo della fede in un “dio”: Ormai la Chiesa è irrecuperabile: E chi tenta di salvare il salvabile viene cacciato, o impaurito. Lo so, poiché un Vescovo mi confessò che non poteva agire “per paura di Roma”, imperante Francesco… . Purtroppo ci costerà caro, ma saremo costretti ad affidare il compito di salvare l'”idea di Dio” nella nostra società all’Islam. Che è una religione missionaria con cui non si scherza, poiché non è “democratica” e al punto di democraticamente accettare nelle sua file non solo i peccatori che stanno bene nel peccato, ma pure quei ferventi cattolici che cono contemporaneamente militanti di partiti nemici di Dio e della Chiesa cattolica, infiltrati per distruggere le parrocchie e i parrocchiani, I primi fortini con i suoi soldati. E che si nascondono soprattutto nei gruppi ecclesiali, che spesso sono vere e proprie sette… Ma perché meravigliarci? Il nostro Maestro sapeva di cha pasta erano fatti i Dodici e tutti i suoi seguaci. Quindi, accettiamo, da peccatori, chi è più peccatore di noi… . Sì, ma fa girare le scatole che quando citi loro i Dogmi, i Quattro Vangeli e le regole del catechismo, o tacciono, oppure ti fanno passare da ignorante delle Scritture con i responsi dei teologi (loro). E così, senza più parlare di peccato mortale, di Satana e di ciò che il Maestro diceva – e che è scritto nella forma comprensibile, preso alla lettera, per tutti gli illetterati (salvo per chi ha occhi e orecchi foderati dal peccato). Ma questa è la minestra che passa il convento e dobbiamo mangiarla, standoci “dentro”… E non fuggendo… E con questo articolo di Gotti Tedeschi.si ha l’esatta situazione in cui versiamo come popolo cattolico. Da propagandare massicciamente… Ne tenga conto, se legge Stilum Curiae, il Generale Vannacci, che ha come compito dichiarato pure quello di difende la “civiltà cristiana italiana ed europea che ci ha resi grandi nella Storia”, ormai messa all’angolo dai nemici di Dio imperanti in Italia, in Europa e nel resto del mondo..
Punto essenzisle e’ proprio di chi è la responsabilità di questo scandalo. InItalia . Certo dell’ ONU , certo di Bruxelles , certo dei governi che si sono succeduti fino ad oggi . Certo . Ma la responsabilità di chi ha guidato la Chiesa dal 2013 a ieri è assoluta . E questa responsabilità non ho ancora capito se è oggi oggetto di scuse pubbliche o no . Non si può essere immigrazionisti senza essere anche sincretisti . E non si
Può essere sincretisti
senza essere eretici .
E gli eretici vanno convertiti o …..
I contributi di US Aid a chi andavano in Italia ? Ed alla chiesa? Perché non
di indaga su questo scempio ?
Caro Gotti Tedeschi , la realtà è ben peggio . Negli ultimi 10anni gli stupri a noi donne da parte di immigrati son cresciuti del 300% . come li classifica lei? “Compensatori di maschi locali impotenti che non sanno più fare figli?”
Ineccepibile inconfutabile indiscutibile ….
Perciò rileggendo la premessa : “IRREALIZZABILE “ sia la remigrazione sia la minaccia di scomunica ai vescovi e preti pro immigrati per sincretismo . Che fanno a Roma? Scomunicano se stessi?