Viganò: Essere Scomunicati dalla Chiesa Conciliare e Sinodale è una Patente di Ortodossia Cattolica.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su X dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Cliccate sul collegamento per vedere e ascoltare il video di Leone XIV. Buona lettura e diffusione.

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Prevost svela (involontariamente?) la frode sinodale.
Il vero motivo della minacciata scomunica alla FSSPX non è la Consacrazione di nuovi Vescovi senza il mandato pontificio, ma il rifiuto del Concilio Vaticano II (come nel mio caso).
Prevost sposta il focus della questione, confermando di utilizzare strumentalmente le sanzioni canoniche.
Le Consacrazioni episcopali sono solo il pretesto.
Da quale entità si viene “scomunicati”, quando la “scomunica” è comminata dal capo di una “chiesa post-conciliare ” che cerca solo di legittimare se stessa canonizzando i propri papi e dogmatizzando i propri errori? una “chiesa” che si qualifica proprio per non essere “preconciliare”, ossia Cattolica, Apostolica, Romana?
È come se Ario pretendesse di scomunicare Sant’Atanasio…
Queste esternazioni ai giornalisti a Castel Gandolfo confermano che essere scomunicati dalla chiesa conciliare e sinodale è una patente di ortodossia cattolica. Se Prevost fosse il capo della chiesa d’Inghilterra, o di una setta calvinista, o di un movimento pentecostale o di un culto amazzonico, parlerebbe diversamente? No. L’unica voce che non può fare propria è quella della Chiesa “preconciliare”, cioè l’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana, alla quale non ritiene di appartenere. E allo stesso tempo Prevost afferma che chi si dichiara Cattolico e rifiuta il Vaticano II è in scisma con lui. Più chiaro di così… x.com/CatholicSat/st
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5 commenti su “Viganò: Essere Scomunicati dalla Chiesa Conciliare e Sinodale è una Patente di Ortodossia Cattolica.”

  1. Premetto che io non so organizzare niente, per cui quanto segue potrebbe essere realizzato da chi è più pratico in queste cose.

    E’ possibile organizzare un evento di pacifico confronto teologico e dogmatico sulla questione Una Cum e Magna Questio nel mio paese, diove dialogheranno almeno due cadinali tradizionalisti e due modernisti (con mons e vescovi di riserva o sostituzione di volta in volta) e dove possano esserci una ventina o cinquantina di spettatori (preferibilmente a numero chiuso e su prenotazione del posto) e giornalisti accreditati a numero chiuso e diretta internet facoltativa ed esclusiva dei canali dei Cardinali invitati?
    Naturalmente non in chiesa, ma in un alula civica per evitare strategie di missive disciplinari canoniche, sopraffazioni ?
    Anni fa mi ero informato ed era affittabile per una quindicina di euro.
    Questo per venire incotro ai cattolici confusi dalla grande apostasia dilegante.
    Per evitare che i fedeli quando non siano interpellati e parlino o interrompino ii Cardinali durante il dialogo consiglio la possibilità di consumare poc corn durante l’evento.

    Esempio di conduzione dell’evento:

    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo il pontificato e l’usurpazione in atto del 2013.
    Cardinale moderniatsa1o2 prova a giustificare la legittimità del papato
    Cardinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
    .
    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento Una Cum e la messa valida. (Tra cui messa in latino, vetus ordo e novus ordo e Concilio Vaticano II, e comunion sulla lingua e in ginocchio)
    Cardinale moderniatsa 1 prova a ribadire le sue ragioni sulla questione Una Cum e messa valida
    Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.

    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento nuovo DOGMA in DOGMI ed encicliche.
    Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare le ragioni del no a certi nuovi Dogmi.
    Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potendo utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.

    Conclusione con possibile richiesta di domande da parte dei giornalisti o partecipanti, ed eventuali saluti dei sacerdoti del luogo se vorranno partecipare e se non gli sarà stato vietato di partecipare.

    Se consentita, messa di benvenuto ai cardinali partecipanti e giornata di preghiera durante l’evento.

    L’evento potrebbe ripetersi con altri 2 cardinali o mons tradizionalisti e altri 2 cardinali o mons modernisti.

  2. Don Pietro Paolo

    Alla luce di affermazioni come queste, diventa anche comprensibile perché il Papa abbia ritenuto di non riceverlo.

    Quando mons. Viganò scrisse al Papa e in molte altre occasioni pubbliche, insistette sulla propria cattolicità, sulla fedeltà alla Chiesa e sul rispetto dovuto al Papato come istituzione voluta da Cristo. Rivendicava di non voler fondare alcuna “chiesa parallela”, ma di voler difendere la vera fede all’interno della Chiesa.

    Leggendo però affermazioni come queste, mi domando dove siano finite quelle dichiarazioni.

    Perché qui non si parla più di errori, ambiguità o crisi ecclesiale. Qui si afferma che esisterebbe una “chiesa post-conciliare” distinta dalla Chiesa cattolica, che il Papa sarebbe il capo di questa nuova entità e che la scomunica proveniente da lui costituirebbe addirittura una patente di ortodossia.

    Ma se le cose stanno così, allora che senso aveva appellarsi al Papa, scrivergli lettere, chiedergli giustizia o rivendicare la propria comunione con la Chiesa? Se il Papa regnante non appartiene alla vera Chiesa, il problema non è più il Vaticano II: il problema diventa l’esistenza stessa della Chiesa cattolica visibile.

    Ed è qui che vedo la contraddizione. Sant’Atanasio combatté l’arianesimo senza mai sostenere che la Chiesa cattolica fosse diventata un’altra religione. Difese la fede cattolica dentro la Chiesa, non contro una presunta “nuova Chiesa” sostitutiva della precedente.

    Per questo continuo a chiedermi: che fine hanno fatto tutti i richiami all’obbedienza, alla comunione ecclesiale e alla cattolicità che mons. Viganò ha sbandierato per anni? Perché tra il dire “resisto ad alcuni errori” e il sostenere che da sessant’anni esista una falsa Chiesa diversa da quella cattolica c’è una distanza enorme.

    E forse proprio per questo è comprensibile che il Papa non abbia ritenuto opportuno riceverlo. Un incontro presuppone almeno il riconoscimento reciproco di appartenere alla medesima Chiesa e di condividere una comune autorità ecclesiale. Se invece si sostiene pubblicamente che il Papa è il capo di una “chiesa conciliare” diversa dalla Chiesa cattolica, diventa difficile comprendere quale potrebbe essere il fondamento stesso del dialogo.

    Permettetemi infine una considerazione: forse sarebbe opportuno chiedere al Papa che, nella scelta dei vescovi e in particolare di coloro che sono destinati al servizio nelle nunziature, non si guardi soltanto alla preparazione giuridica o diplomatica, ma anche e soprattutto alla solidità della formazione teologica, specialmente in materia di ecclesiologia. Perché quando si arriva a contrapporre una presunta “chiesa preconciliare” alla Chiesa cattolica visibile, il problema non sembra essere anzitutto disciplinare o diplomatico, ma riguarda la comprensione stessa di che cosa sia la Chiesa fondata da Cristo.

  3. Premetto che io non so organizzare niente, per cui quanto segue potrebbe essere realizzato da chi è più pratico in queste cose.

    E’ possibile organizzare un evento di pacifico confronto teologico e dogmatico sulla questione Una Cum e Magna Questio nel mio paese, diove dialogheranno almeno due cadinali tradizionalisti e due modernisti (con mons e vescovi di riserva o sostituzione di volta in volta) e dove possano esserci una ventina o cinquantina di spettatori (preferibilmente a numero chiuso e su prenotazione del posto) e giornalisti accreditati e diretta internet facoltativa ?
    Naturalmente non in chiesa, ma in un alula civica per evitare strategie di missive disciplinari canoniche, sopraffazioni ?
    Anni fa mi ero informato ed era affitabile per una quindicina di euro.
    Questo per venire incotro ai cattolici confusi dalla grande apostasia dilegante.
    Per evitare che i fedeli quando non siano interpellati e parlino o interrompino ii Cardinali durante il dialogo consiglio la possibilità di consumare poc corn durante l’evento.

    Esempio di conduzione dell’evento:

    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo il pontificato e l’usurpazione in atto del 2013.
    Cardinale moderniatsa1o2 prova a giustificare la legittimità del papato
    Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.
    .
    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento Una Cum e la messa valida.
    Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare la legittimità del papato
    Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.

    *
    Cardinale tradizionalista1o2 espone le sue ragioni a riguardo l’argomento nuovo DOGMA in DOGMI.
    Cardinale moderniatsa 1 prova a giustificare la legittimità del papato
    Caedinale Trad1 e 2, e Card Moder1 e 2, dibattono su quanto detto da ciascuno. potentto utilizzare anche riferimenti visivi o prove documentali.

    Conclusione con possibile richiesta di domande da parte dei giornalisti o partecipanti, ed eventuali saluti dei sacerdoti del luogo se vorranno partecipare e se non gli sarà stato vietato di partecipare.

    Se consentita, messa di benvenuto ai cardinali partecipanti e giornata di preghiera durante l’evento.

  4. Reverendo monsignore Carlo Maria Viganò, che uscire dalla setta massonica di JMB-PREVOST sia una patente di ortodossia cattolica è assolutamente vero.
    Ma si renda conto che, fino a quando si ostina a non riconoscere valido il Concilio Vaticano II e infallibile il magistero dei legittimi papi conciliari, la FSSPX NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
    Così come ribadito dall’ultimo VERO papa Benedetto XVI che sia lei che la FSSPX vi rifiutate ostinatamente di riconoscere, a grave danno delle anime a voi affidate:

    ◾Benedetto XIV:
    … “Per precisarlo ancora una volta:
    finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
    _la Fraternità NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
    […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
    http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

    ◾Papa BXVI:
    “Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».

    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

    ◾ Anche papa S. GPII si esprime a favore del CVII: https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921222_curia-romana.html

  5. Il cul de sac in cui si trova mons. Viganò:
    chiede udienza a Prevost (che gliela rifiuta), evidentemente riconoscendolo come papa,
    e nel contempo afferma che Prevost non è cattolico ed è a capo di una chiesa che non è cattolica.
    Monsignore non riesce a decidersi, e continua con la sua dialettica
    a restare nel cul de sac.
    Afferma che “essere scomunicati dalla chiesa conciliare e sinodale è una patente di ortodossia cattolica”.
    Beh? meglio di così? Cosa va cercando di più? Non ha avuto conferma di essere cattolico?
    Che gliene cale della lobby sanpietrina?
    Senza la minima intenzione di essere irriverenti, si deve constatare che
    che Monsignore tenta inutilmente di tenere (o di recuperare?) il piede su due staffe.
    Per non dire degli altri alti prelati tradizionalisti che
    continuano a fare il pesce in barile con le loro sterili critiche
    che lasciano il tempo che trovano.
    Insomma parole, parole, parole. Di azione manco l’ombra.

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